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OrizzontEnergia

Lo “spalmaincentivi” e i possibili rimedi

Fotovoltaico | Gli effetti e i rimedi allo "spalmaincentivi", di Domenico Segreti - Avv. presso Raffaelli Segreti Studio Legale

Dopo la conversione in legge del c.d. spalmaincentivi (art. 26 del D.L. n. 91/2014) c’è grande fermento tra i titolari di impianti fotovoltaici.

In molti si interrogano sulla possibilità di intraprendere un’azione giudiziaria per contestare l’applicabilità della norma.

Per rispondere al quesito è necessario prendere brevemente le mosse dal suo contenuto.

Entro il 30 novembre 2014 i titolari di impianti di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
superiore a 200kW dovranno comunicare al GSE, con riferimento alla tariffa incentivante decorrente dal 1° gennaio 2015, l’adesione ad una tra le seguenti opzioni:

a) l’erogazione per un periodo di 24 anni, anziché 20, ma con una riduzione dal 17% al 25% in base al periodo residuo di incentivazione;

b) l’erogazione per un periodo di 20 anni, ma con una riduzione nella prima parte del periodo di incentivazione e un incremento nella seconda parte; la struttura di tale rimodulazione dell’incentivazione è affidata ad un decreto ministeriale da emanarsi entro il 1° ottobre;

c) l’erogazione per un periodo di 20 anni, ma con una riduzione per il periodo residuo del:

- 6% per gli impianti di potenza compresa tra 201 e 500kW;

- 7% per gli impianti di potenza compresa tra 501 e 900kW;

- 8% per gli impianti di potenza superiore a 900kW.

In assenza di comunicazione al GSE entro il 30 novembre 2014 si applicherà l’opzione c).

Anche per i non addetti ai lavori è facile capire che lo spalmaincentivi riduce in maniera secca le tariffe incentivanti (opzioni a e c), ovvero ne peggiora le modalità di incasso (opzione b), con l’inevitabile conseguenza del venir meno dei presupposti economici alla base della stessa scelta di costruire gli impianti fotovoltaici. Tanto da chiedersi se con un’incentivazione così ridotta sarebbero stati ugualmente costruiti tutti gli impianti oggi esistenti.

Tornando alla domanda sulla possibilità di contestare la norma, va da sé che, incidendo su rapporti giuridici già costituiti e consolidati, lo spalmaincentivi pone seri dubbi di costituzionalità.

Ad oggi quindi ai produttori da fotovoltaico non resta che portare la questione all’attenzione della Corte Costituzionale. Nel nostro ordinamento tuttavia non è possibile adire direttamente il Giudice delle leggi, salvo limitate ipotesi che non ricorrono in questo caso, ma la questione di legittimità costituzionale può solo essere sollevata da un giudice nel corso di una causa.

Si presentano oggi due possibilità.

La prima consiste nell’impugnazione innanzi TARTAR
Residuo pesante derivante dalle operazioni di raffineria, particolarmente ricco di zolfo e molto viscoso.
del decreto ministeriale
che determinerà entro il 1° ottobre la rimodulazione dell’incentivo (opzione b).

La seconda consiste in una causa civile al Tribunale di Roma, allorquando il GSE pagherà la tariffa in misura ridotta.

In ambedue le cause vi è la possibilità di richiedere al giudice di sollevare la questione di legittimità costituzionale dello spalmaincentivi. Va ricordato che il giudice della causa di merito per richiedere una decisione alla Corte Costituzionale deve fare una prima valutazione sulla fondatezza della questione di costituzionalità.

Qualora la Corte Costituzionale dichiarasse illegittimo lo spalmaincentivi le due suddette cause avrebbero il medesimo presupposto dato dall’incostituzionalità della norma, ma una differente conclusione.

Nella causa innanzi al TAR, la sentenza si limiterà ad annullare il decreto ministeriale, rimanendo così aperto il tema su quale la tariffa incentivante dovrà trovare applicazione.

Nella causa al Tribunale civile la sentenza dovrà ragionevolmente prendere in considerazione l’esistenza della convenzione stipulata tra il produttoreproduttore
Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 79/99, il produttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprietà dell'impianto.
e il GSE e quindi applicare la tariffa incentivante nella misura ivi prevista.

Concludendo, l’unica via per contestare l’applicabilità della norma è portare la questione all’attenzione della Corte Costituzionale. Per raggiungere tale obiettivo è necessario passare attraverso una causa di merito e, alla luce di quanto considerato, pare più vantaggioso adire il Tribunale civile piuttosto che il TAR.


Avv. Domenico Segreti

Raffaelli Segreti Studio Legale

Data: 30/09/2014

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