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OrizzontEnergia

Cambiamenti climatici, occhi puntati sul futuro dell'energia

Cambiamenti climatici: quale futuro per l'energia? Intervista a G.B. Zorzoli, Presidente Onorario Coordinamento FREE.

Intervista a G.B. Zorzoli, Presidente Onorario Coordinamento FREE e Docente al Master EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
e Ambiente dell’Università di Roma Tre.

Cosa ne pensa dei negazionisti del cambiamento climatico?

Sistema Terra

Il primo Rapporto dell’IPCC risale al 1990, ed è stato seguito da altri quattro (l’ultimo è del 2013-2014). Nel frattempo il consenso sull’esistenza di un cambiamento climatico antropogenico è cresciuto non solo all’interno della comunità scientifica.
Anche a livello delle imprese, come confermano le prese di posizione a favore di accordi globali al prossimo summit di Parigi: lettera di quarantatre amministratori delegati di grandi imprese internazionali, con un fatturato complessivo nel 2014 di 1,2 trilioni di dollari; analoga lettera delle principali compagnie oil&gas europee – cui successivamente si sono associate quelle saudita e messicana. Ancora più rilevante, vista la storica riluttanza del mondo imprenditoriale USA nei confronti di vincoli posti da politiche di mitigazione climatica, è il documento sottoscritto da ottantuno aziende americane, che operano in 50 Stati, hanno oltre 9 milioni di dipendenti e ricavi per oltre tremila miliardi l'anno, con una capitalizzazione di oltre 5.000 miliardi di dollari. Le aziende, fra cui alcune del settore energetico, si impegnano a sostenere il raggiungimento di un accordo a Parigi e a ridurre le proprie emissioni in modo significativo.

Per dirla con le parole dell’AD di Enel in una lettera al Corriere, “non stiamo parlando, per essere chiaro, di «filantropia» … Nemmeno si tratta di abbinare al profitto una qualche forma di «responsabilità sociale». È il solo modo giusto, e unico, per essere un’impresa innovativa e di successo nel nostro tempo”.

Rispetto a questo trend, i negazionisti assomigliano sempre più a quei soldati giapponesi, che continuarono a restare nelle giungla, con le armi in pugno, quando la seconda guerra mondiale era già finita. Meritano rispetto, ma sono fuori dalla storia.

 

Pronostici sulla COP21? Paesi come USA e Cina sembravano sordi ad un impegno... ora?
Ritiene che le aspettative per questo nuovo accordo globale sul clima siano troppo ambiziose/inverosimili?

Obama e Xi Jinping

Quest’anno, alla vigilia della COP21 di Parigi, in un incontro a Washington Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping hanno confermato l’impegno comune, preso nel novembre 2014, per il taglio alle emissioni climalteranti.

Xi Jinping è andato oltre; ha reso noto il varo, nel 2017, di un sistema ETS nazionale, che riguarderà i settori chiave dell’industria: siderurgia, generazione elettrica, chimica, materiali per l’edilizia, cartiere, metalli non ferrosi.

 

Ve ne avevamo parlato in questo articolo >>> Una settimana a dir poco intensa per i cambiamenti climatici... che la COP21 apra le danze!

Quanto avvenuto a Washington è l’autorevole conferma di un trend che, secondo un recente studio della Banca Mondiale, convolge oggi quaranta stati nazionali, venti fra città e regioni, nel loro insieme responsabili di quasi un quarto delle emissioni globali di gas serra, dove sono stati adottati meccanismi di carbon pricing.

Queste linee di tendenza, in sintonia con quelle perseguite da molte imprese, per quanto disomogenee e parziali, incideranno comunque sul dibattito e sulle decisioni che verranno prese a Parigi. Anche se, com’è realistico aspettarsi, dal vertice emergessero risposte inadeguate alla sfida posta dal cambiamento climatico, una replica di quanto avvenne sei anni fa a Copenhagen sembra però improbabile.

 

Quale prevede possa essere il futuro trend delle fossili ed in quale arco temporale potrebbe avvenire lo switch 100% FER?

Oil & gas

Preferisco limitarmi a valutazioni qualitative. Il mix di obiettivi per la mitigazione del cambiamento climatico, sempre più cogenti e sempre meno volontari, che caratterizzeranno gli anni a venire, porteranno inevitabilmente a un aumento non solo di energia prodotta da rinnovabili, ma ancora di più di mancata domanda per gli accresciuti interventi di efficientamento energetico.

Il contributo delle fonti fossili diminuirà prima percentualmente, poi, quando diversi paesi oggi in via di sviluppo si saranno allineati ai trend di quelli sviluppati, anche in valore assoluto.

Il decollo della mobilità elettrica per il trasporto individuale e di merci leggere, che ritengo prossimo, insieme alla ormai evidente strategia di molte compagnie oil&gas, favorevoli all’impiego di LNG e CNG per il trasporto marittimo e pesante su strada, potrebbero anticipare il declino della domanda di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
.

>>> E' il gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
liquefatto il combustibile alternativo per centrare gli obiettivi di politica ambientale: uscito il nuovo Working Paper REF-E

 

Nel frattempo come gestire l’intermittenza delle rinnovabili? Vi sono nuovi scenari all’orizzonte sul fronte dell’accumulo?

Anche per motivi professionali, mi sono ormai da tempo reso conto dell’imminente disponibilità di sistemi di accumulo elettrochimico con prestazioni e costi competitivi, valutazione confermata dagli annunci del maggio scorso da parte di Tesla. Ritengo pertanto che le previsioni di un paio d’anni fa della banca svizzera UBS (nel 2020 costi inferiori a 200 €/kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
), allora oggetto di molte perplessità, andranno riviste al ribasso.

D’altronde, come interpretare diversamente l’affermazione di Confindustria, secondo cui per “i sistemi di accumulo di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
… nel prossimo quinquennio si passerà dalle applicazioni di tipo sperimentale a quelle mass market
”? 

Energy storage rinnovabiliOltre ad anticipare la penetrazione della mobilità elettrica, gli accumuli elettrochimici non si limiteranno a rendere programmabili eolico e fotovoltaico. Troveranno applicazioni molteplici, dalla rete di trasmissionetrasmissione
Attività di trasporto dell'elettricità sulla rete a partire dai centri di produzione sino ai centri di utilizzo. Il maggiore proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione è Terna.
in giù, fino alle utenze domestiche, modificando in misura rilevante la situazione attuale,
anche sotto il profilo del rischio: l’evento estremo che la regolazione dovrà risolvere, non sarà più il blackoutblackout
Mancanza temporanea di energia elettrica in un'area più o meno vasta a causa di guasti improvvisi o malfunzionamenti della linea elettrica (per esempio corto circuito, sovraccarico, ecc...).
,
ma il burnout (evitare che nello stesso istante troppi accumuli immettano energia in rete).

 

G.B. Zorzoli
Presidente Onorario Coordinamento FREE
Docente al Master Energia e Ambiente dell’Università di Roma Tre

 

Intervista a cura di Jennifer Gorla
Orizzontenergia.it

Data: 29/10/2015

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