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OrizzontEnergia

Come servirsi al meglio della sostenibilita' in un'azienda

Nel corso dell'intervista con Alfio Fontana, Energy Manager di Carrefour Italia, sono stati toccati i temi della sostenibilità ambientale e dell'efficienza energetica. Certificati, relamping, retrofit e monitoraggio sono alcuni dei punti descritti.

Carrefour, per migliorare il proprio impatto ambientaleimpatto ambientale
L'insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l'avvio di una determinata attività ha sull'ambiente naturale circostante.
e per ridurre i costi derivanti dai consumi energetici, ha investito importanti risorse nel campo della sostenibilità ambientale; processi di retrofit, certificazioni e monitoraggio dei consumi sono alcuni dei procedimenti descritti nel corso dell'intervista da parte di Alfio FontanaEnergy Manager Carrefour Italia - Responsabile EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
e Manutenzione. 

 

 

1) Carrefour è presente in Italia con più di 1.000 punti vendita sparsi per il territorio. Quali sono le soluzioni che adottate per tenere costantemente monitorati i processi energetici dei punti vendita? Adottate il medesimo approccio per tutte le tipologie commerciali, oppure per quelli di maggiori dimensioni (ipermercato) monitorate ulteriori elementi rispetto ai punti vendita più piccoli?

La gestione della spesa energetica costituisce un elemento di non facile gestione per una realtà multi sito come quella di Carrefour Italia. La gestione avviene in modo centralizzato potendo disporre di una dashboard energetica su cui confluiscono i dati energetici di tutti i siti Carrefour. I dati vengono ricevuti sulla dashboard con un ritardo n-1, ovvero io oggi vedo i dati relativi al giorno precedente in quanto la loro ricezione avviene durante gli orari notturni. Uno dei vantaggi di poter disporre di una dashboard è la possibilità di aggregare i dati relativi a periodi diversi tra loro e poterli quindi facilmente comparare, permettendoci di costruire benchmark e analisi di dettaglio. La gestione centralizzata consente inoltre di avere costantemente una visione globale dell’andamento della spesa energetica.

Sulla dashboard non confluiscono solamente i dati di consumo totale dei singoli negozi, ma anche i dati dei BMS installati nei punti vendita. Il BMS (Building Management System), che svolge anche la funzione di Energy Management System, è installato su tutta la rete di ipermercati (oltre 50 unità) e sul 90% della rete dei supermercati. Inferiori sono invece le unità BMS installate sulla rete dei Carrefour Express (che hanno dimensioni ridotte) Questo perché dove le metrature non sono importanti  e vi è ridotta presenza di personale, l’utilizzo del BMS ha una valenza minore. Nel senso che la sensibilità dei collaboratori è tale per cui il rischio degli sprechi energetici è decisamente limitato.

Gli usi energetici che vengono misurati sono quelli classici: illuminazione, refrigerazione alimentare e condizionamento. Sugli ipermercati a causa delle loro grandi dimensioni e della presenza di attività di lavorazione (macelleria, pescheria e panetteria), abbiamo inoltre provveduto attraverso l’installazione di ulteriori misuratori al monitoraggio dei consumi energetici delle singole aree di lavorazione.

Quindi in generale tutta la gestione della spesa energetica di Carrefour Italia avviene in modo centralizzato, mentre il dettaglio dei singoli usi energetici varia a seconda delle dimensioni con cui ci si confronta ed in base alla nostra necessità di analisi più approfondite.

Carrefour_Matrice.png

Nel corso del 2015 abbiamo portato a termine 108 diagnosi energetiche conformi a quanto indicato nel  D.Lgs 102/2014 La clusterizzazione proposta da ENEA ne indicava circa 60 per la nostra realtà, ma abbiamo voluto realizzarne una numerica così importante in quanto attribuiamo ad esse grande valore. Le diagnosi energetiche fatte permettono di creare dei benchmark di settore, di creare dei modelli energetici dei nostri punti vendita ed inoltre ci consentono di costruire un piano d’azione che ci porterà nel 2017 a ridurre drasticamente tutti i consumi energetici.

Per dare un ulteriore contributo al controllo ed alla riduzione della spesa energetica, abbiamo deciso di certificarci ISO50001. Crediamo molto in questa certificazione soprattutto in un’ottica di costante miglioramento delle performance per tutti i nostri punti vendita sparsi sul territorio nazionale.

Il nostro sistema di monitoraggio ci permette di avere piena consapevolezza delle nostre modalità di consumo e di verificare qual è l’incidenza della spesa energetica su fatturato e altri indicatori economici. Tale consapevolezza, è possibile trasferirla a cascata su molti collaboratori in modo che possano essere sensibilizzati sulla riduzione degli sprechi energetici.

Fino a pochi anni fa la bolletta nella GDO veniva vista come un obbligo di pagamento,  per il quale difficilmente venivano fatte profonde riflessioni o analisi dei costi. Oggi invece che si comprende che l’analisi dei consumi può generare importanti risparmi, ci si trova quindi davanti alla possibilità che la bolletta stessa possa contribuire al miglioramento del business.

 

 

2) La refrigerazione dei prodotti alimentari è la voce che influisce maggiormente sui consumi energetici di Carrefour. In base alle diagnosi energetiche effettuate, che soluzioni avete adottato per ridurne l’impatto sui costi?

Le 108 diagnosi energetiche, ci hanno consentito di creare un modello molto preciso che mostra come siano effettivamente ripartiti i consumi all’interno dei punti vendita. Da questo si evince che la refrigerazione alimentare ad oggi detiene una quota del 45% sul totale dei consumi energetici di Carrefour Italia.

La refrigerazione alimentare è comunque oggetto di investimenti importanti ormai da diversi anni, con due precise modalità.

La prima è costituita dalla decisione di dotarci di impianti innovativi che utilizzano la CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

come gas refrigerante
. La CO2 è un gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
con un bassissimo GWP (Global Warming Potential), e dalle oltre 40 implementazioni di questa soluzione ci siamo accorti che garantisce un risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
di tutto rispetto. Non è ancora possibile estendere questa soluzione a tutti i punti vendita sul territorio poiché a differenti fasce climatiche nonostante la funzionalità tecnica dell’impianto sia garantita, corrisponde una differente efficienza. Sono però certo che la tecnologia farà importanti passi in avanti nei prossimi anni.

Il secondo sforzo compiuto nel comparto della refrigerazione alimentare è stato quello di dotare i punti vendita di armadi refrigeranti chiusi. Da un paio di anni abbiamo iniziato quest’importante campagna di chiusura sia per i banchi frigo più vecchi sia per quelli più moderni. I reparti dei salumi e dei latticini fino a poco tempo fa, era consuetudine vederli dotati di banchi frigo senza sportelli e questo evidenziava importanti inefficienze energetiche e soprattutto un discomfort in corsia, perché la differenza di temperatura rispetto alle corsie in cui sono esposti prodotti che non richiedono refrigerazione è elevata. I dati dal punto di vista della riduzione dei consumi sono buoni, e siamo anche soddisfatti dei feedback che ci forniscono i clienti sul comfort ambientale dal momento in cui abbiamo chiuso i banchi frigo.

Nel punto vendita di Piazza Siena, a Milano, abbiamo realizzato il primo impianto da noi definito “integrated”. Questa soluzione ci permette di utilizzare una sola centrale sia per la produzione del freddo alimentare ad uso conservazione, sia per la produzione di caldo/freddo ambiente utilizzato all’interno del punto vendita. Avviene un processo per cui attraverso degli scambiatori viene recuperato il calore prodotto nella fase di refrigerazione e di produzione del freddo alimentare, il quale successivamente viene utilizzato per la produzione di caldo/freddo a seconda della stagione. Questo impianto “integrated” è totalmente alimentato da CO2, ed a mio parere rappresenta l’evoluzione futura per i supermercati, perché per le dimensioni medio-piccole un unico sistema capace di produrre caldo/freddo ambiente e refrigerazione alimentare possa comportare importanti risparmi energetici e ridurre le superfici tecniche necessarie per l’installazione degli impianti.

 Carrefour_obiettivi.png

 

3) Per l’ambito legato invece all’illuminazione, per ridurre i consumi e abbassare la voce relativa ai costi, è pratica comune adottare fonti d’illuminazione di tipo Led. Avete sperimentato anche voi questa soluzione oppure avete adottato altre tecnologie? Qual è l’impatto sui costi risultante?

Abbiamo iniziato ad utilizzare l’illuminazione a Led a partire dal 2008. Nonostante la qualità della luce non fosse quella ottimale, ci siamo accorti sin da subito invece che i risparmi erano  importanti. Abbiamo quindi continuato a sperimentare e ad investire in questa tecnologia spingendo i produttori ad migliorare qualità della luce ed efficienza. Molti di essi ci hanno seguito ed oggi siamo ampiamente soddisfatti. L’illuminazione è stato il secondo uso energetico ad essere stato aggredito, subito dopo la refrigerazione alimentare; il comparto del lighting incide molto sui consumi energetici ed inoltre è percepibile dal cliente.  Le attività di relamping con tecnologia full led generano non solo notevoli risparmi energetici, ma anche un’ importante riduzione dei costi di manutenzione, migliorando notevolmente la customer experience.

Ad oggi utilizziamo la tecnologia full Led per la luce generale, per la luce caratteristica dei reparti ed anche per la luce interna ai banchi frigo. Da questo punto di vista abbiamo fatto dei retrofit molto importanti ed abbiamo quasi completato la rete degli ipermercati, mentre per la rete dei supermercati abbiamo installato la tecnologia a Led nel 70/80% degli store.

Negli ultimi concept ci siamo spinti un po’ oltre definendo non solo la potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
necessaria delle luci, ma anche quale fosse la loro posizione ottimale e quale resa cromatica fosse necessaria per ogni singolo prodotto. Questo procedimento ha portato al compimento di importanti progetti di illuminotecnica, i quali hanno consentito una diminuzione notevole delle potenze installate. Oggi i punti vendita sono illuminati con un gioco di chiaroscuro che mette in evidenza i prodotti riducendo l’illuminazione dei “camminamenti”; la luce oggi viene utilizzata dove effettivamente serve, mentre fino a poco tempo fa vi era un concetto di illuminazione generalizzato che portava a grossi sprechi energetici.

La necessità d’intervenire in modo deciso sul comparto lighting è data anche dal fatto che abbiamo due modelli di store, h24 e gourmet, i quali hanno visto nel corso del tempo aumentare i consumi energetici in virtù del fatto che è cambiata l’organizzazione del lavoro; se prima un punto vendita utilizzava un piano luce impostato per 8-10 ore di apertura ci si poteva limitare a fare solo un numero limitato d’interventi, mentre oggi con un supermercato aperto per 24 ore la tecnologia dev’essere performante ed efficiente sia in termini di riduzione dei consumi sia in termini di costi di manutenzione. La tecnologia a Led da questo punto di vista è la soluzione ottimale. Rispetto ad un piano luci tradizionale, l’illuminazione a Led ha fatto registrare una riduzione delle potenze installate del 40/50%, mentre per quanto riguarda i consumi la riduzione osservata è pari al 60%.

 

 

4) Qual è la politica che adottate per il condizionamento dei punti vendita?

Gli impianti di condizionamento e di riscaldamento presentano costi importanti, per cui apportare modifiche o sostituire totalmente un sistema di HVAC (Heating, Ventilating and Air Conditioning) comporta difficoltà tecniche ed economiche non indifferenti.

Abbiamo iniziato un processo di sostituzione dei nostri impianti con un progetto pluriennale. Il metodo che utilizziamo individuare le migliori scelte è quello del “Life Cycle Assessment” che ci permette di definire quali possono essere gli investimenti più opportuni da implementare, tenendo in considerazione non più solo il mero costo d’investimento dell’impianto ed i consumi, ma soprattutto l’intero ciclo di vita dell’impianto stesso. Questa metodologia ci consente di confrontare un “costo x” riferito ad una tecnologia BAT (Best available technology) piuttosto che un “costo y” riferito ad una tecnologia standard. Valutare quindi un determinato impatto sul costo d’acquisto, rapportato all’intero ciclo di vita del bene individuando il miglior investimento. Considerato che gli impianti di condizionamento hanno una durata che generalmente supera i 15 anni, fare un’analisi di questo tipo può essere molto importante dal punto di vista strategico.

In Carrefour Italia l’utilizzo di pompe di calore ad assorbimento a gas naturale rappresentano una valida alternativa. Dove le fasce climatiche le rendono più efficienti, esse rappresentano un ottima pista di riduzione consumi ed emissioni di CO2. Di recente inoltre  un numero notevole di caldaie a condensazione ha subito un processo di retrofit importante. Consideriamo “in progress” il comparto legato al condizionamento/riscaldamento  e riteniamo che un progetto ad hoc sulla HVAC meriti un’attenta analisi anche in virtù del fatto che gli altri usi energetici principali hanno già subito un processo di upgrade.

L’implementazione della ISO 50001 ci ha portato anche a definire una politica energetica, condivisa e certificata all’interno dell’azienda, al cui interno troviamo anche i parametri per la gestione delle temperature di comfort, gli orari di accensione e quelli di spegnimento delle macchine. Quindi si evince che abbiamo una serie di regole utilizzate a pioggia in tutti i punti vendita, anche se poi facciamo appello alla sensibilità del direttore del negozio che in base alle necessità può far richiesta per modificare i set point.

L’attività di controllo puntuale del comfort all’interno del punto vendita è un elemento complesso, in quanto le variabili sono moltissime. La temperatura esterna è in costante cambiamento durante la giornata, il picco massimo viene solitamente raggiunto intorno alle 16:00 e può capitare che vi siano differenze di temperatura importanti rispetto all’interno del punto vendita. Ne consegue che gli sbalzi termici siano un elemento di gestione complessa, e per questo vengono utilizzate tecnologie  ad hoc. Le tecnologie futurefuture
Contratto a termine standardizzato, stipulato all'interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l'obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
aiuteranno sempre più nel monitoraggio delle temperature e nella regolazione automatica e continua delle stesse. L’installazione di sondesonde
Dispositivi atti a misurare una grandezza fisica, che forniscono una risposta sotto forma di segnale elettrico.
di CO2 per monitorare la qualità dell’aria all’interno dei negozi, già oggi permette di modulare il funzionamento degli impianti stessi solo quando necessario. I nuovi impianti permetteranno quindi un controllo del comfort sicuramente maggiore e produrranno un elevato senso di benessere al cliente.

 

 

5) Gli sprechi alimentari costituiscono un elemento di assoluto rilievo per un’azienda che commercia prodotti appartenenti al comparto del food. Come possono essere riutilizzati gli sprechi per trarne un vantaggio in termini di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale, per Carrefour?

La riduzione degli sprechi alimentari costituiscono un elemento di assoluto rilievo e distinzione per Carrefour. Abbiamo una collaborazione pluriennale con Banco Alimentare Onlus che ci permette di recuperare quotidianamente tutti i prodotti non più commercializzabili, ma che hanno ancora tutte le caratteristiche per essere consumati, e destinarli ai meno abbienti. Mediamente vengono recuperati circa 500.000 kg. di alimenti ogni anno, corrispondenti a circa 1 milione di pasti.

Con la Regione Lombardia è in atto un progetto studio finalizzato al recupero del pane che sarà un altro punto d’arrivo importante per abbattere ulteriormente gli sprechi alimentari.

Per quanto concerne invece gli alimenti non più commestibili, che possiamo definire rifiuti a tutti gli effetti, in Italia è in fase di studio un progetto che calca le orme di quanto già in fase di implementazione da diverso tempo in Francia; il progetto francese prevede di raccogliere tutti i rifiuti alimentari all’interno di impianti che li trasformano in biogasbiogas
Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
ad uso autotrazione, il quale viene utilizzato come rifornimento per i mezzi che consegnano i prodotti ai punti vendita. In Italia il progetto è al momento in fase di studio e nel momento in cui il mercato lo permetterà, e la normativa sarà pronta ad essere compliance, si potrà definire uno scenario simile a quello francese.

 Carrefour_Biogas.jpg

 

6) Essere considerati un’azienda efficace da un punto di vista energetico e rispettosa dell’ambiente circostante, quanto influisce sul cliente? Esiste una correlazione tra l’essere sostenibili e venir scelti dal cliente?

Carrefour_Logo_clima.pngCarrefour è stata sponsor dell’ultima Conferenza Mondiale sul Clima tenutasi a Parigi (COP 21), ed in quell’occasione sono stati fissati obiettivi sfidanti ma, a mio parere, raggiungibili: ridurre del 40% le emissioni di CO2 entro il 2020, e del 70% entro il 2050.

Lo sforzo di Carrefour è quello di esser visti come una realtà sostenibile, molto attenta all’ambiente ed alle relazioni con gli stakeholder, in quanto sicuramente non c’è una correlazione positiva tra un’azienda non sostenibile e la scelta del cliente di compiere i propri acquisti presso quell’azienda. Il cliente oggi è molto più sensibile alle tematiche della sostenibilità ambientale, gode di un’informazione privilegiata grazie al dilagare dei nuovi strumenti di comunicazione digitali, e sicuramente nel momento dell’acquisto una riflessione la compie.

 

 

 

Intervista a cura di Orizzontenergia

Data: 05/07/2016

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