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OrizzontEnergia

L'utilizzo dell'efficienza energetica in uno stabilimento produttivo

Abbiamo intervistato Iacopo Vaja Zurli, AB MAURI, per farci descrivere come vengono implementate pratiche di efficienza energetica in uno stabilimento produttivo. Il risparmio dei consumi si traduce in risparmio economico per essere sempre competitivi

L'efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
permette di ridurre i consumi energetici e di conseguenza i costi; il ricorso a pratiche efficienti viene descritto nel dettaglio da parte dell'Ing. Iacopo Vaja Zurli,  Energy Manager & Power Plant Manager - Co-products & ETP Manager presso  AB Mauri Italy S.p.A; AB Mauri è un’azienda che opera a livello globale nella produzione di lieviti e ingredienti per la panificazione, possedendo 52 stabilimenti in 26 Paesi. Nel corso dell'intervista vengono descritti nel dettaglio esperienze e interventi nel campo dell'efficienza energetica, a cui si è fatto ricorso negli stabilimenti produttivi dell'azienda. 

 

1) In merito alla sua esperienza, quali sono gli interventi di efficientamento energetico che hanno il payback più rapido? Quali sono invece gli interventi che hanno richiesto una pianificazione a lungo termine?

Quando si parla di efficienza energetica in ambito industriale non esiste una regola; ogni caso va valutato per le sue specificità. Sono tante le condizioni che possono influire sulla velocità di ritorno di un investimento per l’efficienza energetica, come ad esempio: su quale vettore energetico avrà effetto l’intervento di miglioramento? Quale è il costo/valore di quel vettore energetico? Su questo la risposta non sempre è semplice, soprattutto se il vettore energetico deriva da un impianto di cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
. Che impatto ha l’intervento di efficienza energetica sui bilanci generali energetici di un sito produttivo? Ad esempio ridurre i fabbisogni termici di un processo, se positivo da una parte, potrebbe avere anche un effetto negativo sull’efficienza di generazione del vettore termico. Che fattore di utilizzo ha l’impianto o il processo su cui vado ad intervenire? Il fatto di fare un intervento di efficienza energetica, determina delle “cost-avoidances”? In alcuni casi il rinnovamento di impianti o componenti vetusti, oltre a migliorare le performances energetiche, determina impatti positivi anche sui costi di manutenzione o sull’ OEE dell’impianto, migliorando il payback.

Come vede dunque, soprattutto in realtà industriali complesse, la gestione energetica richiede una visione olistica e cross-funzionale. Occorre che chi gestisce l’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
partecipi alla vita attiva dello stabilimento, e sia in grado di valutare gli impatti degli interventi su ogni area. E’ anche per questo motivo che io, oltre ad essere Energy Manager e Responsabile della Centrale TermoelettricaCentrale Termoelettrica
È un impianto di produzione di energia elettrica che utilizza il calore sviluppato dalla combustione per produrre vapore ad alta temperatura in grado di mettere in movimento speciali turbine. La turbina mette in rotazione un albero a sua volta collegato a un generatore elettrico capace di trasformare l'energia rotazionale in energia elettrica.
I combustibili possono essere solidi (carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
, legno, torba, ...), liquidi (petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
, gasolio...) o gassosi (metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
, biogas, ...).
Principalmente le centrali termiche utilizzano i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) che hanno elevato potere calorifico e si trovano ancora in grande quantità, anche se sono destinati all'esaurimento.
All'attuale tasso di consumo, le stime di durata delle scorte vanno da 40-60 anni per il petrolio, a 200 anni per il carbon fossile.
Il problema principale legato all'utilizzo dei combustibili fossili è quello dei sottoprodotti della combustione che sono estremamente nocivi per l'ambiente: il metano (gas naturale) è quello che ha i più bassi valori di emissioni inquinanti, tanto che è previsto il suo graduale impiego in sostituzione del carbone e del petrolio.
Per piccole potenze e per impianti di cogenerazione (teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
) si utilizzano combustibili naturali non fossili (biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende " la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ". Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
, biogas ...) poco inquinanti ma con basso potere calorifico.
di sito, gestisco anche i reparti di produzione dei Co-products. Qui realizziamo le produzioni maggiormente energivore. Gestire questi impianti mi permette non solo di avere migliore controllo su dove l’energia è effettivamente impiegata, ma anche mi offre la possibilità di guadagnare una conoscenza approfondita degli aspetti legati alla produzione.

Infine, parlando di payback e pianificazione, ritengo che ogni realtà produttiva abbia una lista di progetti che offrono opportunità di “saving”. Nel nostro caso il payback non è l’unico driver nella scelta; conta molto anche l’impatto sul business. In una matrice a quattro quadranti ovviamente i primi progetti da prendere in considerazione sono quelli ad alto payback ed alto impatto sul business, ma subito a seguire prediligiamo progetti strategici anche se i tempi di ritorno non sono velocissimi; sono questi che garantiscono la competitività nel lungo termine.

 

 

2) Quali sono le soglie di IRR (Internal Rate of Return) o pay back che vengono prese in esame per gli interventi di efficienza energetica?

Come dicevo dipende dall’impatto del progetto sulla capacità di ridurre i costi di produzione. Ad esempio, per interventi come una centrale di cogenerazione, una nuova centrale frigorifera, una modifica sostanziale del processo, cose che danno un vantaggio competitivo rilevate e che abbattono in maniera sostanziale i costi operativi, posso essere accettati tempi di rientro più lungo. Interventi di puro cost saving devono invece essere in grado di ripagarsi in tempi ragionevoli con il solo risparmio generato.

Il gruppo AB Mauri ha investito in maniera importante sullo stabilimento Italiano di Casteggio negli ultimi anni, con molti interventi strutturali in ambito energetico. Un grosso progetto su cui stiamo lavorando per il futuro riguarda i gruppi per il soffiaggio d’aria nei fermentatori dove avviene la crescita del lievito. La centrale d’aria di processo impiega quasi il 50% dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
utilizzata dal sito, ed è uno dei costi energetici più rilevanti. La soluzione studiata è innovativa, molto diversa e molto oltre lo stato dell’arte attuale. Per un intervento simile, che avrà un impatto profondo sul cuore del processo produttivo, certamente sono accettabili anche ritorni non velocissimi; progetti come questo dunque non sono solo progetti di efficienza energetica ma hanno a che fare con la strategia industriale di lungo termine.

 

 

3) Potrebbe descriverci le sue esperienze personali nel campo della cogenerazione? Qual è la maggior efficienza perseguibile in base alla sua esperienza sul campo?

ABMAURI_cogenerazione.jpgIo mi occupo di Power Generation, Generazione Efficiente, Cogenerazione e Trigenerazione da sempre, prima in ambito accademico / di ricerca poi in contesti operativi. Anche il mio Dottorato di Ricerca in Ingegneria Industriale è stato su questa materia. Ora opero in AB Mauri Italy dove ho il privilegio di esercire, con il supporto di un Team operativo molto competente, una centrale di cogenerazione a ciclo combinatociclo combinato
Si parla di ciclo combinato quando i gas di scarico in uscita da una turbina a gas vengono impiegati come sorgente di calore per un ciclo a vapore, essendo a temperatura molto alta (circa 600°C). Si tratta in pratica di far funzionare in cascata una turbina a gas e un impianto a vapore, ottimizzando in questo modo il recupero delle 'potenzialità energetiche' dei gas di scarico (la conversione in energia meccanica è tanto più efficiente quanto più i di scarico sono caldi).
, basata su due gruppi turbogas, due generatori di vapore a recupero ed una turbina a vaporeturbina a vapore
La turbina è il componente di una centrale termoelettrica dove l'energia termodinamica del vapore viene convertita in lavoro meccanico. Il vapore, infatti, esercita un lavoro sulle pareti dei condotti, man mano che diminuisce la sua pressione, cioè man mano che si espande. Questo lavoro, mette in rotazione un albero motore collegato ad un generatore elettrico.
in contropressione. La centrale è a servizio dello stabilimento produttivo e fornisce tutta l’energia elettrica e tutto il vapore di processo necessari alle utenze industriali. Con la nostra centrale siamo in parallelo sulla rete ad alta tensionetensione
Grandezza fisica che rappresenta l'energia necessaria a far fluire una carica elettrica tra due punti, per creare una corrente. Nel Sistema Internazionale si misura in Volt. Le linee elettriche possono essere ad altissima tensione (tensione nominale superiore a 150 kV), alta tensione (compresa fra 35 e 150 kV), media tensione (compresa fra 1 e 35 kV) e a bassa tensione (tensione inferiore a 1 kV).
, ed in caso di black out della rete esterna, siamo in grado di operare lo stabilimento in isola elettrica. Oltre alla centrale cogenerativa principale, recentemente abbiamo realizzato una unità di cogenerazione da biogasbiogas
Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
basata su alcuni motori alternativi a combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
interna.

AB Mauri ha fatto la scelta non solo di avere la piena proprietà degli impianti energetici, ma anche di tenerne la gestione operativa diretta, ritenendoli asset fondamentali. Per questo le centrali energetiche sono parti integranti dello stabilimento. Oltre a questo da qualche anno, nell’ottica di contenere i costi operativi e migliorare la qualità del servizio, abbiamo fatto la scelta non semplice di abbandonare progressivamente i contratti di service e manutenzione con gli OEM dei componenti principali (es. Turbogas) ed abbiamo avviato un processo di gestione interna anche della manutenzione ordinaria e degli overhauls dei componenti critici, aumentando la partecipazione dei nostri operatori e dei nostri manutentori. Così facendo stiamo guadagnando in know-how, flessibilità, riducendo i costi ed aumentando la disponibilità degli impianti. Consideri che l’esercizio della nostra centrale è tremendo in termini di utilizzo impianti: la produzione del lievito è continua, con ciclo 24/7, quindi anche la centrale di cogenerazione opera in maniera continua e ininterrotta: le nostre turbine totalizzano oltre 8700 ore di funzionamento all’anno.

Parlando di efficienze della cogenerazione, oggi si può pensare di raggiungere valori assai elevati, con EUF – Energy Utilization Factors, prossimi o superiori al 90%. Tutto dipende dalla possibilità di utilizzare i cascami termici, e dalla compatibilità delle temperature tra le utenze termiche industriali ed il calore reso disponibile dall’impianto motore. Di nuovo diventa essenziale la visione a 360° di chi progetta un impianto di cogenerazione e lo inserisce in un contesto di produzione. La cosa diventa ancora più gravosa se lo stabilimento produttivo esiste già. Nel caso specifico dello stabilimento di AB Mauri, in seguito all’istallazione delle unita di cogenerazione a biogas ed all’introduzione di un sistema per il recupero dell’ultima frazione di calore dei gas scaricati dai turbogas (calore sensibile + latente), ho introdotto un ulteriore vettore termico, oltre al vapore di processo, rappresentato da acqua calda a temperature medio basse. Potere impiegare questo vettore, quindi completare il recupero energeticorecupero energetico
Utilizzo dell'energia sviluppata durante un processo fisico o chimico (per esempio calore liberato da una combustione, energia di pressione, ecc.) per la produzione di altre forme utili di energia (elettricità, vapore, ecc...)
dalle unità di cogenerazione aumentandone al massimo possibile i rendimenti, ha richiesto interventi sugli impianti “utilizzatori”. Con questo circuito ad acqua calda oggi pr-eriscaldiamo alcune utenze (come l’aria che inviamo agli essicatori per la produzione di lievito essicato), determinando un risparmio di energia primariaenergia primaria
Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun'altra forma.
, minori costi operativi e minori emissioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

ed altri inquinanti.

 

 

4) Per un’azienda che produce elementi deperibili, il tema degli scarti assume una consistente rilevanza. Come vengono riutilizzati gli sprechi di produzione nell’impianto di cui è a capo?

Anche ciò che viene chiamato “scarto” ha richiesto materie prime per essere prodotto. Trovare valore in ciò che dovrebbe essere eliminato, talvolta con costi di smaltimento, è una delle sfide più interessanti per chi si occupa di ottimizzazione di processi.

Nel nostro caso ciò che risulta dalla produzione di lievito, trattandosi di materiale organicoorganico
Aggettivo applicato a qualunque sostanza abbia origine animale o vegetale.
, viene trasformato in biogas
. In stabilimento operiamo due biodigestori anaerobici mesofili di tipo UASB (Upflow Anaerobic Sludge Blankets), con i quali generiamo biogas ad altissimo tenore di metano, partendo appunto dai nostri sottoprodotti di lavorazione. Il biogas, come accennavo in precedenza, è destinato ad una unità di cogenerazione dedicata in cui è trasformato in energia termicaenergia termica
Calore.
ed elettrica che, come visto, entrano nel ciclo energetico dello stabilimento

 

 

5) Quali sono gli strumenti e le metodologie di cui vi servite per l’Energy Metering? Quali sono gli aspetti di cui tenete maggior conto?

Pur essendo lo stabilimento di AB Mauri estremamente energivoro, non era dotato fino a qualche anno fa di un sistema di energy metering completo ed integrato. Oggi invece misuriamo tutte le grandezze energetiche, con un dettaglio elevato. Solo la misura può dare la piena conoscenza.

Anche per il sistema di Energy Metering abbiamo scelto una soluzione molto personalizzata, un po’ diversa da ciò che il mercato offre. Siamo partiti ovviamente dalla strumentazione da campo. Misuriamo portata ed entalpia del vapore, energia trasferita dai liquidi termovettori (acqua calda, acqua refrigerata), assorbimenti elettrici, portata dei combustibili, portate di acqua, aria compressa, aria di processo etc. Complessivamente abbiamo installato oltre cento strumenti solo per le misure energetiche, che si aggiungono a molti che già erano presenti per il controllo di processo. Il nostro sistema di Energy Metering “vive” poi sulla piattaforma DCS di stabilimento, un ambiente di controllo unico sviluppato per la gestione e regolazione degli impianti, con interfacce di supervisione e comando nelle sale di controllo dei vari reparti. Il sistema di Energy Metering, oltre ad avere pagine grafiche dedicate, con dei cruscotti ben visibili ed accessibili da tutti, fornisce anche informazioni continue agli operatori di linea, che quindi sono continuamente aggiornati sui consumi degli impianti ed acquisiscono sensibilità sull’impatto delle loro azioni circa i consumi energetici. Infine, tutti i dati generati dagli strumenti di misura dei flussi energetici, sono raccolti e conservati su server, dai quali è possibile effettuare estrazioni per analisi.

Tra i vantaggi di un sistema di Energy Metering, completo ed integrato, posso citare: velocità ed accuratezza nell’identificare le inefficienze di processo e le aree di miglioramento; possibilità di  monitorare i benefici ed i ritorni degli investimenti di risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
; se sono previsti incentivi governativi, documentare in maniera certa i risparmi conseguiti; determinare i costi di produzione associati all’energia per famiglia di prodotto, per impianto o per reparto; migliorare l’accuratezza dei budget di produzione; costruzione e monitoraggio di KPI periodici e controllo delle performance energetiche;  anticipare deviazioni dalle specifiche; effettuare benchmark con altri stabilimenti produttivi; incrementare il coinvolgimento degli operatori di linea nel contenimento dei consumi energetici.

 

 

6) In base a sue considerazioni personali, quali potrebbero essere gli interventi istituzionali che potrebbero aumentare gli interventi di efficientamento energetico su larga scala?

L’efficienza energetica è qualcosa che va sostenuta e incoraggiata. Pensi al ciclo virtuoso che si genera, per il sistema produttivo di un paese, quando si realizza efficienza energetica. L’azienda “A” produce beni. Intervenendo sui suoi processi riesce a contenere i consumi di energia. Per farlo utilizza la tecnologia, gli impianti o i servizi dell’azienda “B”. L’azienda “A” guadagna in competitività, potrà espandersi ed iniziare a guardare a mercati cui prima non aveva accesso per via di prezzi troppo bassi. Magari inizierà ad assumere nuovo personale. Utilizzerà meno energia, meno risorse. Risorse energeticheRisorse energetiche
Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
, quasi sempre non rinnovabili. Quasi sempre importate da paesi terzi. Che determinano emissioni inquinanti con impatti negativi a livello globale ma anche locale. Ciò che l’azienda “A” risparmierà per i minori costi di energia, sono dunque risorse che non usciranno dal sistema economico ma che anzi, almeno per i primi anni, saranno usate per pagare l’azienda “B”. La quale, a sua volta potrà rafforzarsi, sviluppare e migliorare la propria tecnologia. Consolidare la propria posizione, crescere e assumere.

ABMAURI_stand.jpg

Ecco quindi che si è trasformato un costo non produttivo, ovvero quanto speso per le inefficienze, in denaro che alimenta un ciclo di recupero di competitività, riduzione degli impatti ambientali, riduzione nell’impiego di risorse esauribili importate, incremento dei livelli occupazionali, sviluppo tecnologico delle nostre imprese.

 

Questo esempio, per quanto molto semplificato ed un po’ estremo, rappresenta comunque in qualche modo ciò che ho potuto osservare nella mia esperienza recente in AB Mauri. Nello stabilimento produttivo di Casteggio abbiamo realizzato parecchi ed importanti interventi di efficienza energetica. Oggi utilizziamo meno energia di qualche anno fa, e questa è stata una delle chiavi del recupero di competitività di una azienda che stava affrontando una crisi, ora pienamente superata. Questo dunque ha contribuito a salvaguardare l’occupazione ed il futuro del sito produttivo ed al contempo ha alimentato un mondo di imprese, moltissime delle quali Italiane e dotate di tecnologia propria, che sono state i nostri partner nei progetti di efficienza energetica.

Fatta questa premessa è evidente che politiche di sostegno agli interventi di efficienza energetica siano fondamentali. La redditività di alcuni dei nostri investimenti è migliorata grazie ad incentivi come Certificati VerdiCertificati Verdi
I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell'energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L'obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l'acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
e Bianchi
, ed alcuni non sarebbero stati eseguiti affatto senza il contributo incentivante. Ecco quindi che se gli incentivi sono erogati in maniera equa, e servono a portare a realizzazione interventi di miglioramento che altrimenti non sarebbero stati eseguiti, hanno svolto appieno la funzione attesa. Questo detto è importante, soprattutto quando l’azionista è una entità straniera come nel caso di AB Mauri, la chiarezza normativa, la semplicità del meccanismo ed il basso rischio circa la possibilità che pratiche approvate possano essere ridiscusse, anche ad anni di distanza dall’approvazione, da parte dell’Autorità Competente. Le incertezze normative spaventano infatti chi investe.

Penso che il meccanismo dei Certificati Bianchi sia molto valido, con contributi commisurati all’energia effettivamente risparmiata. Credo sia un sistema che va protetto, stabilizzato e rilanciato.

 

 

Intervista a cura di Orizzontenergia

Data: 05/07/2016

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