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OrizzontEnergia

Riusciranno i software a sostituire gli energy manager?

Il CEO di Zucchetti facility, Stefano Landini, ha raccontato strumenti, metodologie e processi che una ESCo implementa quotidianamente per fornire i servizi di consulenza nel campo dell'efficienza energetica ai propri clienti.

Stefano Landini, CEO di Zucchetti Facility, ha risposto alle nostre domande relative a metodologia, processi e strumenti che una ESCo adotta per fornire i servizi di gestione dei processi energetici. Sempre più aziende stanno investendo sull'efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
per cercare di abbattere i consumi, e per adempiere agli obblighi di tipo normativo.

 

 

1) Zucchetti Facility è specializzata anche nel produrre software per la gestione dei processi energetici. In Italia qual è il grado di sensibilità da parte delle aziende verso i risparmi derivanti da un’efficace gestione dei processi energetici? Esiste un gap rispetto agli altri paesi europei?

La sensibilità rispetto a questi temi sta crescendo in italia e in tutta Europa. Ciò grazie da un lato all’introduzione delle normativa europea,  dall’altro all’autonoma volontà delle imprese di conoscere in dettaglio i propri consumi per pianificare conseguentemente investimenti e azioni di  risparmio. Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, questa sensibilità si è indirizzata soprattutto verso la ricerca di condizioni di acquisto dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
più favorevoli e/o nell’investimento in nuovi impianti più performanti; raramente gli sforzi si sono concentrati nella ricerca di un utilizzo più razionale dell’energia e nel controllo e mantenimento dei migliori set up degli impianti. Su questi fronti c’è ancora molto da fare.

 

 

 

2) Qual è il punto di partenza per un accuratoprocesso di audit energeticoaudit energetico
Analisi che viene condotta per definire e conoscere la situazione energetica di un edificio o di un'azienda con l'obiettivo di individuare gli interventi di efficientemento volti alla riduzione dei consumi (e dei costi associati). Grazie a questa diagnosi è possibile rilevare, raccogliere e valutare i parametri relativi ai flussi energetici dell'unità in esame (potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
, fabbisogno/consumo orario, fattore di utilizzo, ecc..) e stabilire le opportunità tecnico-economiche per migliorarne la gestione "energetica".
?

Riteniamo che il punto di partenza indispensabile sia conoscere con precisione i propri consumi, la distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
nell’uso dei vettori energetici e ogni altro elemento legato alle politiche di utilizzo dell’energia
 (ad esempio le temperature interne ed esterne).  

Zucchetti_Zenergy.jpg

Ancora troppo spesso i consumi registrati derivano dai dati di bollettazione e  manca un dettaglio accurato. Inoltre la “freschezza” del dato non è garantita dai sistemi di campo. Occorre poter rilevare consumi con una frequenza sempre più ridotta (ad esempio ogni 15 minuti). L’accuratezza del dato di consumo tuttavia dipende dal tipo di processo produttivo o di immobile che si intende efficientare. Accanto alla registrazione dei consumi occorre valutare le condizioni “storiche” che li hanno determinati per poterli considerare nella definizione della baseline di consumo: temperature esterne giornaliere, ore lavorate, produzione totale realizzata, numero di occupanti e/o di linee produttive, ecc... Ciò permetterà un confronto oggettivo dei dati rilevati nel tempo e la misurazione effettiva dei risultati di risparmio ottenuto grazie all’introduzione dei sistemi di monitoraggio evoluti come ZEnergy.

 

 

3) In base alla vostra esperienza è sempre predominante la motivazione economica rispetto a quella ambientale nelle decisioni di efficientamento energetico ? Cambia in base alla dimensione o alla tipologia dell’azienda?

La congiuntura economica porta le imprese a essere maggiormente sensibili al tema del risparmio.  Il sistema di energy management come quello da noi prodotto  riesce a dimostrare un ritorno dell’investimento significativo e in tempi ridotti. La motivazione ambientale passa ancora  in secondo piano nelle dichiarazioni dirette di intenti da parte delle imprese anche se siamo convinti che i temi della sostenibilità sociale e ambientale acquisteranno sempre più importanza e per questo motivo li poniamo al centro della nostra offerta. Rileviamo infatti che il nostro cliente a seguito dei progetti di efficientamento realizzati tende a dare evidenza concreta e rilevante alla riduzione dell’impatto ambientaleimpatto ambientale
L'insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l'avvio di una determinata attività ha sull'ambiente naturale circostante.
. Fortunatamente il rispetto dell’ambiente è un risultato che si ottiene proporzionalmente al risparmio ottenuto dall’implementazione di un sistema di gestione dell’energia evoluto e da questo punto di vista i due obiettivi non sono in conflitto l’uno con l’altro.

 

 

4) Quali sono le “best practice” che un’azienda deve costantemente implementare per considerarsi efficiente dal punto di vista energetico?

L’efficienza energetica si può ottenere a grandi linee attraverso tre differenti azioni e adozione di best practice:

  1. Investimenti in conto capitale per l’acquisto delle soluzioni impiantistiche più idonee per la propria realtà produttiva e imprenditoriale. Tutti gli impianti e le soluzioni tecniche (centrali termiche, compressori, gruppi frigo, ecc...) si sono fortemente evolute e i produttori pongono attenzione al risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    .
  2. Adozione di policy comportamentali rispettose dell’energia e dell’ambiente.
  3. Adozione di sistemi di monitoraggio e controllo che possano verificare i consumi reali degli impianti installati, dei valori dichiarati, e che possano agire laddove il comportamento adottato non è rispettoso delle policy divulgate. Al cuore di questo importante aspetto vi è il concepimento di algoritmi di analisi, indicatori di performance e allarmi che in modo costante e incessante debbono evolversi e individuare miglioramenti da apportare ai punti precedenti.

Il nostro operato si concentra soprattutto su questo terzo punto in quanto non necessita di  diretti  investimenti in conto capitale e permette di evitare quella che definiamo la “deriva dei consumi” e cioè che anno dopo anno l’invecchiamento degli impianti e l’abbassamento della guardia sui comportamenti degli utenti possa portare a un innalzamento progressivo dei consumi. Strettamente correlato alle best practice riconducibili al sopraddetto punto 3 vi è anche il fatto di considerare l’energy management system come parte di un sistema informativo più ampio di gestione tecnica e manutentiva. Occorre vedere infatti il fenomeno energetico legato indissolubilmente a quello manutentivo. Se un impianto ha un consumo eccessivo certamente occorre intervenire manutentivamente per regolarne il set up, ecc.... Manutenzione correttiva e programmata debbono essere integrate nel processo energetico per evitare che a seguito di un intervento di manutenzione non siano ripristinate correttamente, accanto alle funzioni operative della macchina, anche i livelli di consumo ottimali.

 

 

5) Quali sono i principali settori più sensibili e attivi nell’efficientamento dei loro processi energetici?

Rileviamo un’attenzione crescente e generalizzata da parte di tutti i settori di mercato. È altresì evidente che la sensibilità è maggiore  per i soggetti che:

- sono sottoposti agli obblighi legislativi della legge 102 (per l’Italia) e alla relativa direttiva europea;

- hanno consumi  elevati in valore assoluto;

Rileviamo inoltre che la marginalità derivante dal processo produttivo non incide sulla sensibilità verso i temi energetici. Infatti sia i settori con marginalità decrescente (es. Industria pesante, Grande distribuzione organizzata, settore  bancario, ecc...) sia quelli a marginalità costante o crescente  (settore del lusso, moda, retail, food and beverage, ecc...) sono ugualmente sensibili al tema del risparmio energetico come ricerca di nuovi vantaggi competitivi.

 

 

6) Nelle aziende, soprattutto di grandi dimensioni, negli ultimi anni sta trovando sempre più spazio la figura dell’energy manager. I vostri software per la gestione dei processi energetici sono da considerarsi sostitutivi all’energy manager, o uno strumento complementare per svolgere il suo lavoro?

I nostri prodotti sono senz’altro di supporto all’energy manager e a lui rivolti per renderlo autonomo nell’impiego ed eliminare la necessità che gli si affianchi direttamente del personale “informatico” in senso stretto.

Zucchetti_Schema_Cloud.jpg

Da questo punto di vista proponiamo la soluzione ZEnergy che prevede report, andamenti, indicatori e allarmi preimpostati per garantire una fruibilità “plug and play” da parte degli utenti. Tuttavia accanto al concetto di “supporto” cerchiamo di far evolvere le soluzioni affinché il percorso verso l’efficientameento non richieda l’impiego di eccessive risorse. Soprattutto laddove i consumi sono elevati in valore assoluto, ma determinati da una elevata numerosità di siti, negozi, punti di misura in generale, ecc... le applicazioni devono rendere l’operato dell’energy manager e del suo staff altamente produttivo sottoponendo loro, attraverso notifiche e allarmi, solo le criticità reali da affrontare. Il rispamio ottenibile dall’impiego delle tecnologie proposte non può essere interamente assorbito dalle risorse richieste per il funzionamento e la manutenzione dei sistemi introdotti.  Per comprendere meglio quanto espresso si pensi a strutture ed enti che hanno in gestione 200 scuole o 1.000 filiali bancarie o 200 negozi. La nostra piattaforma in queste realtà monitora migliaia di segnali e parametri e deve essere capace di presentare e segnalare al team di energy management solo quelle criticità che se affrontate adeguatamente possono portare a un risparmio rilevante.

 

 

Intervista a cura di Orizzontenergia

Data: 05/07/2016

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