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OrizzontEnergia

Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili

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Tralasciando le polemiche e le riflessioni sulle lungaggini burocratiche che spesso ostacolano lo sviluppo del settore energetico nel nostro Paese, finalmente, dopo 7 anni di attesa, sono state pubblicate le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
.

Tale decreto, entrato in vigore a partire dal 3 Ottobre scorso, pone in atto la disciplina contenuta nell’articolo 12 del DLgs 387/2003 sulla razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione elettrica da FER. A sua volta il Dlgs 387 costituisce l’attuazione della direttiva Europea 77 del 2001, che ha, tra gli altri obiettivi, la riduzione degli ostacoli normativi alla crescita delle rinnovabili fino alla famosa soglia del 17% entro il 2020.

Le linee guida daranno sicuramente un ulteriore impulso allo sviluppo delle rinnovabili in Italia ed alle infrastrutture connesse, definite efficacemente dallo stesso Legislatore come “opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti”. È opinione comune, infatti, che soprattutto a causa di un quadro legislativo frammentario e poco univoco, l’Italia non abbia sostenuto con decisione il passaggio alla cosiddetta green economy.

Nel decreto viene definito in dettaglio il procedimento unico di autorizzazione alla costruzione, all’esercizio o alla modifica di impianti alimentati da rinnovabili, come già indicato nel 2003. L’autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, comprende 19 atti di assenso (tra cui l’AIA- Autorizzazione Ambientale Integrata e la VIA-Valutazione di Impatto AmbientaleImpatto Ambientale
L'insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l'avvio di una determinata attività ha sull'ambiente naturale circostante.
) e deve rispettare le norme vigenti in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio stico-artistico. Essa prevede, inoltre, misure di compensazione a favore dei Comuni “di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche”, correlate, per esempio, ad interventi di efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

E sono proprio i cittadini ad avere un ruolo meno marginale nella fase di inserimento degli impianti sul territorio, perché nella normativa viene espressamente stabilito, come requisito di merito dei progetti, il coinvolgimento dei cittadini in processi di comunicazione ed informazione preliminare. Un passo importante, dunque, per superare eventuali opposizioni locali spesso dovute a mancanza di informazione, più che ad un dissenso consapevole e motivato.

L’intero regolamento ridimensiona il ruolo delle Regioni che dovranno adeguare entro 90 giorni le normative emanate secondo le nuove disposizioni, tentando di unificare regole e leggi spesso lontane da quelle nazionali, giudicate in alcuni casi addirittura incostituzionali. A loro spetterà la decisione di escludere determinate aree dall’installazione degli impianti, attraverso motivazioni e criteri ben definiti alla luce delle specificità del territorio.

Questo significa che non basterà più vietare genericamente le “zone agricole”, ma bisognerà spiegare il perché l’area in questione venga ritenuta non idonea. A tal proposito, nella parte IV del decreto, si prescrive che gli impianti non compromettano le tradizioni agroalimentari locali (prodotti biologici, DOP, IGP, ecc..) e che rispettino la biodiversità, senza deturpare il paesaggio. In particolare, oltre alle zone con produzioni alimentari di qualità, tra le aree non idonee rientrano:

  • Luoghi di attrazioni turistica, anche internazionale
  • Siti Unesco e siti naturali protetti
  • Zone comunque tutelate per legge (per esempio montagne oltre i 1600 m, vulcani, foreste, boschi, ecc..)
  • Zone in prossimità di parchi archeologici
  • Zone a rischio di dissesto idrogeologico

La particolare attenzione agli aspetti di carattere paesaggistico è dimostrata anche dalla definizione di criteri di progettazione volti alla riduzione del consumo del territorio, al riutilizzoriutilizzo
Qualsiasi operazione nella quale il materiale, concepito e progettato per poter compiere, durante il suo ciclo di vita, un numero minimo di spostamenti o rotazioni è riusato di nuovo o reimpiegato per un uso identico a quello per il quale è stato concepito.
di cave, discariche ed aree già degradate e all’applicazione di tecnologie innovative per una maggiore sostenibilità ed armonizzazione con l’ambiente circostante.

In quest’ottica di perfetta integrazione degli impianti nel territorio, lo sfruttamento delle biomasse rappresenta un’occasione per valorizzare le specificità di un’area, dato che la filiera legata a questo tipo di risorsa, nella maggior parte dei casi, possiede una forte caratterizzazione locale. Sempre nella IV parte del decreto, infatti, tra i criteri di valutazione positiva dei progetti è compresa anche la combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
delle biomasse di origine agricola-forestale qualora essa rappresenti “una risorsa significativa nel contesto locale” oltre che una preziosa “opportunità ai fini energetico-produttivi” (per esempio cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
).

Qualcosa, dunque, si sta muovendo verso un maggiore impegno nel settore delle rinnovabili, attraverso la ricomposizione del conflitto Stato-Regioni in materia legislativa e l’attenzione agli aspetti paesaggistici frutto di una moderna sensibilità ambientale. Speriamo che non finisca qui.

Michelangelo Marinelli,

Direttore Fonsicar Energy Lda

Data: 13/12/2010

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