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OrizzontEnergia

Energia e mercato: "Quale mercato elettrico?", un percorso tra tecnologia e liberalizzazione del settore elettrico italiano

Il Professor Giovan Battista Zorzoli (Presidente Onorario del Coordinamento FREE, Docente Master Energia ed Ambiente - Università di Roma Tre) ci introduce le tematiche su cui si fonda il suo nuovo libro "Quale mercato elettrico?".

quale mercato elettrico.pngLe caratteristiche del mercato elettricomercato elettrico
Mercato dove si effettua l'acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall'incontro tra la domanda e l'offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
lo differenziano in modo netto dalla produzione e vendita di normali beni industriali e rendono difficile realizzare e mantenere una sovrabbondanza di offerta sufficiente a garantire una concorrenza che approssimi quella ideale immaginata da Adam Smith. Oltre tutto la finora scarsa ca­pacità di accumulo dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
ha aumen­tato i rischi, per i produttori, di un eccesso d’offerta, la cui esportazione è limitata da un mercato per motivi tecnici non globalizzabile.

Inoltre i sistemi elettrici sono caratterizzati da alta intensità di capitale, redditività differita, lunghi tempi di vita degli investimenti, grande rigidità delle soluzioni adottate (un impianto nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
o a cicli combinati non è convertibile all’uso di altri combustibili; una volta realizzata, una linea elettricalinea elettrica
Parte della rete elettrica costituita dai conduttori e dai loro sotegni (tralicci o pali). Può essere sia aerea, con conduttori visibili, sia interrata (più frequente nel caso di basse e medie tensioni).
di trasmissionetrasmissione
Attività di trasporto dell'elettricità sulla rete a partire dai centri di produzione sino ai centri di utilizzo. Il maggiore proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione è Terna.
condiziona per decenni le modalità di trasporto dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
). Insomma, al settore elettrico manca un’altra caratteristica importante per competere: la rapidità di risposta a mutate condizioni del mercato, accentuata dai tempi lunghi richiesti per la realizzazione di una centrale termoelettricacentrale termoelettrica
È un impianto di produzione di energia elettrica che utilizza il calore sviluppato dalla combustione per produrre vapore ad alta temperatura in grado di mettere in movimento speciali turbine. La turbina mette in rotazione un albero a sua volta collegato a un generatore elettrico capace di trasformare l'energia rotazionale in energia elettrica.
I combustibili possono essere solidi (carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
, legno, torba, ...), liquidi (petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
, gasolio...) o gassosi (metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
, biogas, ...).
Principalmente le centrali termiche utilizzano i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) che hanno elevato potere calorifico e si trovano ancora in grande quantità, anche se sono destinati all'esaurimento.
All'attuale tasso di consumo, le stime di durata delle scorte vanno da 40-60 anni per il petrolio, a 200 anni per il carbon fossile.
Il problema principale legato all'utilizzo dei combustibili fossili è quello dei sottoprodotti della combustione che sono estremamente nocivi per l'ambiente: il metano (gas naturale) è quello che ha i più bassi valori di emissioni inquinanti, tanto che è previsto il suo graduale impiego in sostituzione del carbone e del petrolio.
Per piccole potenze e per impianti di cogenerazione (teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
) si utilizzano combustibili naturali non fossili (biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende " la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ". Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
, biogas ...) poco inquinanti ma con basso potere calorifico.
, per cui gli operatori elettrici hanno rischi di gran lunga superiori a quelli esistenti in altri comparti industriali.

Con il lungo termine come para­metro dominante per gli investimenti nei sistemi elettrici, si è viceversa privilegiata la contrattazione a pronti come modalità prevalente nel mercato elettrico liberalizzato: la contraddizione era evidente, anche se all’inizio pochi se ne accorsero e, soprattutto, ne colsero la portata. Ad aggravare la situazione è intervenuta la schizofrenia dei legislatori europei.

Negli anni ’90 si è discusso, e poi approvato con la Direttiva del 19 Dicembre 1996, un modello di mercato elettrico conforme alla sua organizzazione tradizionale: grandi centrali per la produzione di energia elettrica, veicolata ai consumatori attraverso reti di trasmissione e distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
. Dimenticando però un non trascurabile dettaglio. In parallelo, a partire dalla Conferenza di Rio del 1992, l’Unione Europea era impegnata nella costruzione di una strategia per mitigare il cambiamento climatico, che si concretizzò con l’adesione, nel Dicembre 1997, al protocollo di Kyotoprotocollo di Kyoto
È un accordo internazionale sull'ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti "meccanismi flessibili") per l'adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l'Emission TradingTrading
Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
.
, che comportava un accelerato sviluppo delle rinnovabili, cioè della generazione distribuita.

Ciò nonostante, le norme che regolavano il mercato elettrico non sono sostanzialmente cambiate con la seconda Direttiva del 26 Giugno 2003 e nemmeno con la terza del 13 Luglio 2009. Se nel 2003 qualcuno poteva ancora essere scettico riguardo all’impatto delle rinnovabili sul funzionamento del sistema e del mercato elettrico, nel 2009 poteva negarlo solo chi si ostinava a tenere gli occhi deliberatamente chiusi. Eppure la schizofrenia ha continuato a determinare il comportamento dei legislatori europei. Il 23 Aprile 2009, cioè due mesi prima della nuova Direttiva sul mercato elettrico, era stata approvata la Direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
, che dava attuazione al pacchetto 20/20/20: incredibile, ma vero.

In un mercato a pronti, la crescente presenza di generazione eolica e fotovoltaica con costo proporzionale nullo ha provocato la crescita di situazioni in cui l’abbondanza dell’offerta ha portato a prezzi zero per il kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
(in Germania addirittura negativi); in Italia si è verificato non solo il trasferimento verso sera del picco della domanda, ma anche un rilevante numero di sessioni del MGP, in cui si osservano prezzi diurni inferiori a quelli notturni nelle zone centro - meridionali e sulle isole, con un differenziale in tali sessioni di circa 5/6 €/MWh (in assenza di sole, gli impianti termoelettrici cercano così di recuperare margini economici).

Alla fine tanto tuonò che piovve. Il 2015 verrà ricordato come l’anno nero, con i 25 principali gruppi energetici europei che, complessivamente, denunciarono un rosso di 3,5 miliardi di euro, provocato dal bilancio in perdita di ben 12 di loro: i deficit maggiori furono della tedesca E.On e della francese Engie, rispettivamente prima e quarta per fatturato. Deficit in larga misura provocati dalla svalutazione degli impianti convenzionali, la cui redditività era crollata.

La crisi 2015 ha spinto molte utilityutility
Azienda che si occupa della forniutura di beni o servizi di pubblica utilità come ad esempio energia elettrica, gas e acqua.
europee a seguire la strategia varata da Enel nel 2014, basata su tre priorità - rinnovabili e mobilità elettrica, reti (per chi le ha), servizi ai clienti - e sulla tendenza a vendere più energia di quanta viene prodotta, a privilegiare il modello BSO (build, sell, operate) e a diversificare in business non energetici (come Open Fiber). Dismettendo o collocando in una bad company gli impianti termoelettrici e nucleari.

Di fronte ad un modello di mercato che le mette in crisi, le utility lo hanno quindi autoriformato: ridotta allo stretto necessario la produzione in house, puntano su un mix di attività regolate (reti, mobilità elettrica, rinnovabili) e di nuovi mercati (servizi alla clientela e a terzi, iniziative non energetiche), privilegiando forme contrattuali diverse da quella a pronti (contratti a lungo termine).

 

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I servizi ai clienti, la digitalizzazione, i contatori digitali di seconda generazione e la mobilità elettrica metteranno a disposizione delle utility un’enorme massa di informazioni sui consumatori. La rilevanza che assumerà la gestione di questi dati e la parallela crescita all’interno delle utility di una cultura aziendale incentrata sullo sviluppo dell’ICT e sulle sue applicazioni, ridurrà la distanza che oggi separa il loro core business da quello dei big del web. Le differenze potrebbero ulteriormente ridursi, dato che, doven­do vendere una produzione elettrica in massima parte a costo proporzionale nullo e comunque prevalentemente transata con contratti a lungo termine, le utility potrebbero proporre ai clienti tariffe flat, come fanno le aziende di telecomunicazione.

Nel caso estremo avremmo utility che possiedono solo le reti di distribuzione e traggono utili da queste e dalla vendita di kWh, ma in misura crescente dal trattamento del Big Data di cui dispon­gono, utilizzato sia direttamente per gestire in modo ottimale la propria attività e modificare tempestivamente il business mix, sia per offrire alla clientela servizi appropriati, grazie alla messe di in­formazioni sui loro consumi e sugli stili di vita.

In prospettiva, quanto le grandi utility saranno diverse dai giganti del web?

 

Articolo di G.B. Zorzoli per Orizzontenergia.

Data: 22/11/2017

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