HomeChi siamoComitato ScientificoPartner e PatrociniContattiNewsVideoIntervisteEventiFeed RSS
facebook.comtwitter.complus.google.compinterest.comyoutube.comlinkedin.comoknotizie.virgilio.it
OrizzontEnergia

Nucleare: La situazione europea tra investimenti, uscite e sviluppi

Alessandro Clerici (Presidente Onorario WEC e FAST) ci fornisce un ulteriore approfondimento sul settore nucleare questa volta prendendo in esame alcuni degli stati che si estendono sul territorio europeo, includendo la Turchia

 INDICE

 

Francia

Nucleare in Francia

Nel territorio d’oltralpe oltre il 70% dell’elettricità viene prodotta dal nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
ed all’estero vengono venduti 65-70 TWh all’anno; il costo dell’elettricità per i clienti finali francesi è nettamente più basso delle altre nazioni europee.

Il 2017 è stato un anno piuttosto agitato per il settore nucleare francese per vari reattori in manutenzione come nel 2016; inoltre la richiesta di cessione di elettricità da EDF ai distributori con prezzo aumentato da 42 a 46 euro/MWh per ridurre gli oneri finanziari non è stato approvato.

Al 2016 l’età media dei reattori francesi risultava pari a 31 anni, ed il 17% del combustibile utilizzato è il MOX (Mixed Oxid Fuel) ottenuto dal riprocessamento del combustibile utilizzato con aggiunta di plutonioplutonio
Metallo chimicamente reattivo che si trova in tracce nei minerali ricchi di uranio. Il plutonio è il componente fissile delle moderne armi nucleari.
.

Già da qualche anno è stata definita un’estensione della vita dei reattori, una flessibilizzazione per favorire l’inserimento di rinnovabili e vari aumenti della loro potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
. Questo piano di sviluppo al 2014 era stato valutato per un ammontare pari a 55 miliardi di euro da completare nel 2025, prorogato in seguito al 2030 per un totale di circa 100 miliardi di euro. La flessibilizzazione dei reattori è stata raggiunta con una possibilità di riduzione della potenza dal 100% al 30% in 30 minuti.

Ad Aprile dello scorso anno EDF ha dichiarato la chiusura definitiva del vecchio  reattore di Fassenheim (il primo reattore francese) congiuntamente con il commissioning della nuova unità Flamanville 3.

L’entrata in servizio del reattore EPR da 1600 MW di AREVA per Flamanville 3 era stato previsto per il 2013, ma si sono accumulati ritardi ed aumenti dei costi; le ultime previsioni considerano un costo pari a 10,5 miliardi di euro ed un commissioning nel 2019. Il reattore dovrà però arrestarsi nel 2024 per la sostituzione o messa a punto di  alcuni componenti non essenziali, come richiesto dall’agenzia di sicurezza.

Il nuovo ministro dell’ambiente e della transizione energetica, Nicolas Hulot, aveva confermato inizialmente di voler ridurre entro il 2025 la quota di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
da nucleare al 50%. Ciò implicherebbe una nuova generazione programmabile di circa 140 TWh/anno con aumenti dei costi per i clienti finali e con forti impatti sugli investimenti che EDF sta affrontando per flessibilizzare ed aumentare la potenza delle proprie centrali. Negli ultimi mesi del 2017  Hulot ha prorogato il ridimensionamento del nucleare al 2030 senza però risparmiare critiche ad EDF per non impegnarsi fattivamente nell’uscita dal nucleare in favore delle rinnovabili.

 

Inghilterra

Il panorama inglese è particolarmente soggetto a ritardi e mutamenti per quanto riguarda gli obiettivi stabiliti nel settore nucleare. Attualmente sono 5 i progetti da parte di società IPP (Indipendent Power Producerin fase di discussione e di potenziale implementazione:

hinkley point c.jpg

Hinkley Point C – Le quote della centrale sono al momento suddivise per il 65% ad EDF e per il 35% alla società cinese CNG per 2 EPR (Evolutionary Power Reactor)  per totali 3250 MW. In fase di progettazione EDF aveva previsto l’entrata in funzione del primo reattore nel 2018, ma le previsioni non sono state confermate in quanto la stessa EDF, dopo un accordo con i sindacati ed una conferma del progetto da parte del governo inglese, ha stabilito il 2019 come anno di inizio dei lavori; le ultime informazioni tuttavia considerano un ritardo di ulteriori 15 mesi per l’inizio dei lavori oltre ad un aumento dei costi previsti lievitati da 18 miliardi di sterline a 20 miliardi.  La centrale di Hinkley Point C dovrebbe fornire oltre il 7% dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
elettrica totale inglese, e per prevenire problematiche al sistema elettrico la Camera dei Lord inglese sta considerando l’implementazione di soluzioni di back up.

Sizewell C – Il progetto è ancora in fase di definizione; nel 2015 è stato trovato un accordo preliminare che però deve trovare ulteriori conferme per la costruzione di 2 reattori EPR. EDF dovrebbe detenere quote per l’80% mentre il 20% spetterebbe a CNG.

Horizon per centrali di Wylfa e Oldbury – Dopo una serie di vicissitudini è Hitachi a detenere il 100% con 4 reattori ABWR (Advanced Boiling Water Reactor) per 5.500 MW totali con il primo reattore che dovrebbe entrare in funzione nel 2025. Lo scorso Giugno, attraverso un comunicato, Hitachi ha fatto presente che continuerà nel progetto solamente se verrà trovato un “adequate investor partner”.

Nu Generation per 3 gruppi a Morside – Inizialmente le quote erano così distribuite: 50% Iberdrola e 50% GdF, successivamente divenute 60% Toshiba e 40% ENGIE (ex GdF). Il progetto prevede 3 reattori AP 1000 Toshiba W per circa 3.400 MW con il primo reattore che entrerebbe in funzione non prima del 2024; le stime parlano di circa 13-15 miliardi di sterline di investimenti. Dopo il fallimento di Toshiba US, ENGIE ha ceduto le proprie quote a Toshiba W Int., ma KEPCOP grazie anche al supporto del governo coreano sta cercando di subentrare a Toshiba. La decisione finale per l’investimento dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno corrente.

General Nuclear Systems – Nella centrale nuclearecentrale nucleare
Le centrali nucleari hanno uno schema di funzionamento del tutto simile a quelle di una classica centrale a vapore. La differenza sta nel modo in cui viene generato il calore. Infatti nelle centrali nucleari non ci sono i generatori di vapore classici, ma il vapore viene generato utilizzando il calore messo a disposizione dalla reazione nucleare di fissione. Questa consiste in una reazione a catena nella quale alcuni atomi colpiti da neutroni si dividono in atomi più leggeri dando origine ad altri neutroni che colpiscono altri atomi,ecc... liberando un enorme quantitativo di energia secondo il principio di Einstein. Le centrali nucleari che sfruttano la fusione sono ancora in fase di studio.
di Bradwell B (per la quale esiste una joint venture tra EDF – 33,5% - e CNG – 66,5%) sono previsti 2 reattori cinesi HrPR 1000 attualmente in fase di certificazione.

 

Russia

In Russia, nel 1954, è entrato in servizio il primo reattore mondiale collegato ad una rete elettricarete elettrica
Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell'elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
; al 1/1/2018 erano  operativi 35 reattori la cui maggioranza fornisce anche calore mediante impianti di teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
; 2 reattori dei 35 sono fast neutron (600 e 800 MW).

La Russia è uno dei leader tecnologici mondiali del settore, come testimoniato anche dall’ambizioso programma di sviluppo del nucleare, ovvero il progetto “Proryv=Breaktrough”, il quale prevede una produzione dal nucleare al 2050 pari al 45-50%.

Negli ultimi anni sono stati molti i reattori sottoposti a processi di uprating e di estensione della vita; ad oggi  la performance ed il load factor del nucleare russo sono considerevolmente aumentati rispetto ai bassi valori del 1990. Al 1/1/2018 sono in costruzione 7 reattori, mentre 26 sono pianificati per entrare in servizio entro il 2035.

La Russia è anche leader mondiale nel settore navale applicato al nucleare; attualmente è in fase di sviluppo un rompighiaccio con reattore da 120 MWe dotato di 4 eliche e con capacità di rompere strati di ghiaccio spessi fino a 4,8m. Sono in corso anche sviluppi di reattori di circa 100 MW su chiatte.

Rompighiaccio nucleare Russia

La Russia detiene la leadership anche per quanto riguarda l’esportazione di centrali nucleari, come dimostrato dai seguenti dati relativi alla situazione attuale:

  • 5 reattori sono  in costruzione in India, Cina e Bielorussia;
  • Sono in fase di discussione i finanziamenti per 11 reattori che saranno installati in Finlandia, Bangladesh, India, Turchia, Armenia e Iran;
  • 23 reattori sono al momento in fase di negoziazione per essere installati in India, Sud Africa, Nigeria, Argentina, Indonesia ed Algeria.

 

Germania

Dopo il disastro nucleare di Fukushima, la Germania ha chiuso con procedura immediata una serie di reattori e per gli 8  rimasti in attività, la cui potenza raggiunge 10,7 GW, è stato definito un piano di chiusura: 1 reattore è stato chiuso a fine 2017 e 7 chiuderanno tra il 2021 ed il 2022.

Isar 1.jpg

Le 4 compagnie che hanno dovuto chiudere i propri impianti nucleari, nel 2011 hanno registrato perdite nei propri bilanci pari a circa 30 miliardi di euro, motivo per cui sono state inoltrate procedure di richieste di rimborso.

A Giugno 2017 sono stati stabiliti rimborsi della tassa su produzione dal nucleare pagata dal 2011 (post Fukushima), così ripartiti: 2,8 miliardi di euro ad E.ON, 1,7 miliardi di euro a RWE, 1,44 a EnBW, a cui vanno aggiunti gli interessi da computare.

La Germania nonostante il forte sviluppo delle rinnovabili, trova nel carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
 e nella lignitelignite
Tipologia di carbone caratterizzato da un grado di maturazione poco spinto. Essa, infatti, presenta un contenuto di carbonio pari al 67 % circa, contro l'85 % dei carboni impiegati per scopi energetici.
la fonte energetica principale che nel 2016 ha rappresentato  circa il 42% del totale dell’elettricità prodotta nel paese.

Il paese teutonico ha  bassi prezzi del kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
sul mercato della produzione, ma i prezzi per i consumatori finali sono invece tra i più alti a causa degli incentivi alle rinnovabili che si riflettono sulle bollette (24 miliardi di euro nel 2016), ed anche per altri costi del sistema elettrico che deve far fronte alla variabilità della fonte eolica e solare.

 

Slovacchia

Con i suoi 4 reattori russi in servizio, ha oltre il 50% di energia elettrica dal nucleare; 2 reattori hanno una chiusura prevista nel 2024-25 e gli altri 2 nel 2038-39. Il completamento dei 2 gruppi da 470 MW ciascuno della centrale di Mochovce ha avuto un cammino difficoltoso e grandi ritardi (ora prevista entrata in servizio dei 2 gruppi nel 2018 e 2019 rispetto al 2012) ed elevati costi rispetto ai preventivi iniziali.

Un accordo preliminare con la Russia per 2 reattori da 1.200 MW, pianificati per inizio costruzione nel 2021, è in fase di stallo.

 

Ucraina

15 reattori in funzione producono circa il 50% della sua elettricità ed i servizi per il loro funzionamento e per il combustibile dipendono ancora dalla Russia dalla quale l’Ucraina sta riducendo la dipendenza con rapporti stabiliti con Westinghouse. Il governo ha dichiarato di mantenere la stessa quota dal nucleare in futuro e ciò comporta la realizzazione di nuovi reattori previsti con accordi tecnologici e finanziari al di fuori dalla Russia.

Mappa reattori Ucraina

 

Belgio

Una legge del 2012 prevede dal 2022 al 2025 la chiusura del nucleare che ha prodotto nel 2016 con i suoi 7 reattori il 50% della globale energia elettrica belga. Sono in corso grosse battaglie dai proprietari delle centrali nucleari per ottenere l’abolizione della tassa sul kWh nucleare e permettere adeguate estensioni della vita delle centrali stesse. Recenti analisi hanno evidenziato la pratica impossibilità di ottemperare agli impegni della legge del 2012 senza avere sia seri impatti su sicurezza e costi delle forniture di elettricità e sia sul mantenimento delle riduzioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

richieste dalla Comunità Europea.

 

Ungheria

nuclear-power-plant-in-hungary.pngNel paese magiaro sono in funzione 4 reattori russi per una potenza totale pari a 2 GW, i quali producono circa il 50% dell’energia elettrica prodotta nel paese. Pe questi reattori è stato avviato un programma che prevede l’estensione della vita di 20 anni oltre ad un programma di upgradingupgrading
Insieme di processi chimico-fisici che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità delle materie prime (per esempio carbone, petrolio, ecc...).
. La fine delle nuove licenze di esercizio per i reattori è prevista nel quinquennio 2032-2037.

Nel 2009 il parlamento ungherese aveva approvato l’installazione di 2 nuovi gruppi da circa 1000 MW ciascuno, entrambi destinati alla centrale di Parks, e lanciato una gara per la fornitura dei nuovi reattori, gara poi annullata. In seguito la fornitura è stata assegnata, senza poche sorprese, a Rosatom  per 2 reattori VVER 1200 (Vodo-Vodyanoi Energetichesky Reactor, Reattore Energetico Acqua-Acqua) con un finanziamento russo dell’80%.

Nel Novembre del 2015 la UE ha avviato procedure legali contro l’Ungheria per la sospensione/annullamento della gara, in ottemperanza al boicottaggio alla Russia e considerando che l’aggiudicazione del progetto è avvenuta senza una regolare gara e con aiuti di Stato. A Marzo 2017 la controversia si è chiusa e la nuova centrale è stata dichiarata “functionally and legally indipendent”, ed i lavori di costruzione del primo gruppo inizieranno nel 2018, mentre il commissioning è previsto nel  2024 (la costruzione del secondo gruppo avverrà dopo un anno).

 

Svezia

Al 1/1/2018 aveva  8 reattori in servizio che hanno fornito nel 2016 circa il 40% dell’energia elettrica del paese. La decisione governativa del 1980 di uscire dal nucleare è stata più volte rivista e modificata ed è stata introdotta una tassa del kWh nucleare di 0,7c€ aumentandone del 30% i costi di produzione. A seguito di una  lunga serie di trattative del 2016 la tassa dovrebbe essere eliminata nel 2019 ed inoltre è stata permessa la costruzione fino a 10 reattori sui siti delle esistenti centrali quando usciranno dal servizio (si sono dissociati il Liberal Party ed il Left Party). I vari reattori usciranno dal servizio al termine delle loro autorizzazioni che scadono per 2 di essi nel 2019 e nel 2020 e per gli altri dal 2035 al 2045.

 

Bulgaria

Nel 2016 il 35%  dell’energia elettrica  è stata prodotta dai 2 reattori rimasti in servizio dopo la chiusura  dei vecchi 4 reattori russi imposta  dalla Comunità Europea durante le negoziazioni per l’adesione della Bulgaria  alla Unione Europea, avvenuta poi nel 2007. Si protraggono da vari lustri senza una reale conclusione i  contatti con vari fornitori e finanziatori  a seguito dell’impegno del governo per  la realizzazione di 1  o 2 nuove unità da realizzare  a Belene (vecchio ordine ai Russi con costruzione iniziata nel 1987 di un reattore VVER 1000 poi sospesa  nel 1991 per mancanza di fondi) e/o sul sito dei 2 reattori ora in servizio. Il fine vita dei 2 reattori in sevizio a seguito dei lavori effettuati è prevista per il 2047 e 2051.

 

Slovenia

Ha il 37% della propria energia elettrica dal reattore della centrale nucleare di Krsko (in funzione dal 1981), in comproprietà al 50% con la Croazia. In discussione l’aggiunta di un nuovo reattore da 1100 MW a Krsko di proprietà 100% della Slovenia.

 

Svizzera

Muhleberg centrale nucleare, Svizzera5 reattori in servizio hanno prodotto nel 2016  il 34,5% dell’elettricità del paese. Subito dopo  l’evento di Fukushima era stata decisa la sospensione della  costruzione di nuove centrali e la chiusura  dei reattori al termine delle relative concessioni vigenti all’epoca. Si sono susseguiti vari pronunciamenti dei successivi governi e referendum.

Il referendum del Novembre 2016 indetto dal Green Party per la chiusura indiscriminata dei reattori dopo 45 anni di servizio è stato bocciato ed il referendum del maggio 2017 ha ribadito che i 5 reattori rimarranno in servizio fino a quando l’ente di sicurezza ENSI li riterrà sicuri.

 

Finlandia

4 reattori in funzione hanno prodotto nel 2016 il 34,5 % della globale energia elettrica finlandese. Nonostante le gravi problematiche per il completamento della centrale di Olkiluoto 3 di TVO (centrale considerata originariamente un modello tecnologico e di approccio consortile/finanziario con reattore EPR previsto ora in servizio a fine 2018 rispetto al 2012 e con costi triplicati), il governo finlandese ha aperto da qualche anno l’iter autorizzativo per 2 centrali:

  • Olkiluoto 4 inizialmente prevista per 1.600 MW come raddoppio di Olkiluoto 3 (e poi ridotta in potenza a 1.200 MW ed ora cancellata);
  • la centrale del raggruppamento Fennovoima con reattore da 1200 MW.

Olkiluoto power plant, Finland

La centrale di Fennovoima, a seguito di uscita dell’azionista di maggioranzai (EoN) vede ora un accordo intergovernativo con i russi che hanno fornito il  finanziamento e preso la maggioranza  del capitale, mentre il restante  appartiene a circa 40 industrie locali. Prezzo stimato  della centrale inclusi gli oneri finanziari è di 6 miliardi di € ed il costo previsto dell’energia per azionisti-consumatori locali  è di 50 €/MWh. Il reattore russo da 1.200 MW è previsto in esercizio nel 2024.

 

Repubblica Ceca

Attualmente sono in servizio 6 reattori russi per un totale di 3,9 GW che concorrono a determinare una quota del 30% nella produzione nazionale di energia elettrica, la cui maggior parte viene prodotta dal carbone (53%).

nuclear-power-plants-in-czech-republic.png

Il piano energetico del 2015 aveva individuato nel nucleare la fonte energetica da sviluppare, prevedendo l’installazione di 4 reattori da circa 4800 MW; gli obiettivi del piano energetico parlavano dell’entrata in servizio del primo reattore agli inizi del decennio 2020-2030.

Agli inizi del 2016 il governo ha istituito un comitato presieduto dal Primo Ministro per la formazione di 3 gruppi di lavoro, con l’obiettivo di accelerare gli sviluppi per l’installazione del primo reattore di taglia intorno ai 1000 MW.

Attualmente non sono stati risolti gli ostacoli relativi al finanziamento del progetto, tuttavia lo scorso anno il governo ha iniziato a discutere con i gruppi che hanno manifestato il proprio interesse, ovvero: Toshiba W, Rosatom, EdF, consorzio ATMEA (AREVA-MHI), CGN e KHNP.

 

Spagna

I 7 reattori in funzione hanno formalmente licenze di funzionamento che scadono dal 2020 al 2024 (il 2024 per la centrale di Trillo che ha ottenuto nel 2014 un’estensione della vita per 10 anni). La politica degli ultimi governi è stata non chiara ed ondivaga per il nucleare che ha prodotto nel 2016 il 21,5% della globale energia elettrica spagnola.  Forti contrasti tra i proprietari delle centrali ed enti regolatori che non permettono adeguati tempi di possibile estensione della vita dei reattori tali da poter recuperare gli investimenti necessari per adeguamenti alle nuove norme di sicurezza; la centrale di S. Maria di Garona è stata chiusa dai proprietari dopo anni di discussioni.

 

Bielorussia

Non ha reattori in servizio. Per i 2 reattori da 1.200 MW dell’accordo del 2011 con la Russia è prevista ora la connessione alla rete nel 2018 e nel 2020 (costruzione iniziata nel 2013 e 2014).

 

Polonia

L’80% dell’elettricità è prodotta  dal carbone. Dal 2004 il governo polacco ha individuato nel nucleare la fonte di generazione elettrica da sviluppare. E’ stata formata una joint venture che ha effettuato studi di fattibilità, scelta del sito e studi ambientali per la costruzione di 2 centrali da 3000 MW la cui entrata in servizio era prevista tra il 2024 ed il 2034.

Gli studi effettuati, hanno portato la joint venture a proporre al governo polacco un PPA (Power Purchasing Agreement); il governo polacco ha respinto nel Giugno 2016 il progetto, considerato troppo oneroso. A fine 2016 tuttavia lo stesso governo ha espresso interesse per ricerche su reattori ad alta temperatura.

Il ministro dell’energia polacco, a seguito di un suo viaggio in Cina con una delegazione ministeriale, ha proposto di indire una gara nel 2018 per la realizzazione di un nuovo reattore nuclearereattore nucleare
Rappresenta il "cuore" di un impianto nucleare, il luogo dove avvengono le reazioni di fissione. In un reattore nucleare sono presenti anche il moderatore (ovvero un fluido che ha il compito di rallentare i neutroni generati nelle reazioni) ed il fluido refrigerante (che ha il compito di asportare il calore generato trasferendolo al ciclo di potenza).
. Attualmente si attende una decisione definitiva del governo.

 

Lituania

Nel Novembre 2016 il governo ha deciso di ritardare gli investimenti precedentemente definiti con GE-Hitachi per l’installazione di 1 reattore ABWR da 1400 MW; il governo lituano ha dichiarato successivamente che il progetto verrà riavviato se le condizioni economiche saranno vantaggiose, o per motivi di sicurezza energetica o per accordi con altri stati limitrofi.

 

Turchia

Nel 2008 hanno avuto inizio le traversie che hanno visto protagonista la centrale di Akkuyu, composta da 4 gruppi russi da 1200 MW, che sembrano intravedere la conclusione con l’entrata al 50% nella società russa di due gruppi industriali turchi.

A Giugno dello scorso anno, il regolatore turco ha rilasciato una licenza di funzionamento della centrale valida per 49 anni, mentre ad Ottobre l’autorità turca per il nucleare ha firmato un permesso limitato al momento alla costruzione di opere civili, con le parti nucleari per ora escluse in attesa anche di un rapporto atteso dalla IAEA (International Atomic Energy Agency). L’entrata in servizio del primo reattore è prevista nel 2024.

Nel paese turco è in fase di discussione la realizzazione di  altre 2 nuove centrali con 4 reattori ciascuna. La prima dovrebbe sorgere a Sinop, grazie ad investimenti di un consorzio Franco-Giapponese, dove verrebbe installato il nuovo reattore ATMEA da 1150 MW; la seconda centrale invece verrebbe realizzata dalla cinese SNTPC in un sito ancora da decidere, e potrà contrare su 2 reattori AP 1000 di Toshiba W e su altri 2 reattori CAP 1400.

 

Conclusioni

Il disastro nucleare di Fukushima del 2011 ha influenzato notevolmente i progetti nucleari europei e mondiali; i paesi sono stati costretti al rafforzamento delle misure di sicurezza e di conseguenza si sono dilatate le tempistiche per il rilascio dei vari permessi. Il risultato di questo processo è stato innanzitutto un aumento dei costi per le centrali in costruzione, ma anche per quelle già in servizio che sono state ristrutturate per quelle parti che necessitavano un adeguamento.

Tuttavia la principale conseguenza del disastro di Fukushima è stata quella di alimentare il rifiutorifiuto
Secondo quanto definito nel decreto legislativo n.22 del 5 febbraio 1997 il rifiuto è una sostanza o un oggetto di cui il detentore decida o sia obbligato a disfarsi". I rifiuti possono essere classificati in diversi modi, per esmpio in base all'origine oppure in base alla pericolosità.
dell’opinione pubblica verso il nucleare
; è stato importante il lavoro dei governi (specialmente dei paesi di cui si è discusso precedentemente) per la transizione a nuove tecnologie nucleari sulla base degli interessi per le industrie locali, consumatori finali ed anche per scopi ambientali riducendo emissioni di CO2.

Il clima di incertezza globale sul nucleare, che è privo di emissioni di CO2, ha favorito a livello mondiale lo sviluppo soprattutto di fotovoltaico ed eolico che hanno visto un abbattimento dei costi ed una forte espansione dei mercati di riferimento; a fine 2016 le due fonti energetiche hanno raggiunto rispettivamente a livello globale 487 GW e 302 GW di impianti in servizio. E’ opportuno comunque segnalare come le ore equivalenti di funzionamento su base annuale siano molto inferiori rispetto al nucleare; fotovoltaico ed eolico nel 2016 hanno prodotto a livello mondiale con oltre il doppio della potenza installata rispetto al nucleare meno della metà dell’energia elettrica generata dall’atomoatomo
È il costituente fondamentale della materia, che ne conserva le caratteristiche chimiche e fisiche. Più atomi si legano tra loro per formare aggregati più complessi, ovvero le molecole. L'atomo è costituito da un nucleo, contenente cariche positive e cariche neutre, dove si concentra quasi tutta la sua massa. Tale nucleo, che costituisce il "cuore" dell'atomo è circondato da una nube di elettroni (cariche negative) distribuiti a strati. Le forze che legano gli atomi sono di natura elettrica.
.

La dichiarata uscita dal nucleare in vari paesi europei (esempio Francia, Spagna, Belgio, Svezia ecc) pone  problemi  sia globali sia nazionali al raggiungimento  degli obiettivi  della Comunità Europea  relativi alla riduzione della CO2. Inoltre per alcuni paesi si stanno evidenziando problematiche per la sicurezza e affidabilità delle forniture di energia elettrica e aumenti sostanziali del costo del kWh per i clienti finali in caso di premature chiusure dei reattori. In ogni caso, anche con una inevitabile e progressiva riduzione della quota di elettricità dal nucleare, in Europa si continuerà ad avere  energia dal nucleare per decenni; ciò tenendo in conto dell’estensione della vita dei reattori in servizio in vari paesi, dei reattori in costruzione e di quelli previsti come possibile realizzazione (e qui Russia ed Inghilterra sono in pole position).

 

Alessandro Clerici (Presidente Onorario WEC e FAST)  per Orizzontenergia

Data: 21/03/2018

Aggiungi il tuo Commento

Ti potrebbe interessare anche...

"Energie rinnovabili - Autorizzazioni, procedure, incentivi e...""Energie rinnovabili - Autorizzazioni, procedure, incentivi e..."

L’e-book analizza l’apparato normativo in tema di produzione di energia da fonti rinnovabili alla luce delle indicazioni fornite dalla giurisprudenza (TAR, Consiglio di Stato, Corte costituzionale, ecc.),...

Scopri tutte le letture consigliate

Nucleare: Uno sguardo al presente ed al futuro dei paesi extra europei13/06/2018
Nucleare: Uno sguardo al presente ed al futuro dei paesi extra europei

Alessandro Clerici (Presidente onorario WEC Italia e FAST) completa lo scenario mondiale sul nucleare, iniziato con lo scenario del settore a...

Leggi tutto

Ambiente: Gli smartphone saranno i dispositivi più inquinanti entro il 202005/05/2018
Ambiente: Gli smartphone saranno i dispositivi più inquinanti entro il 2020

Gli smartphone entro il 2020 diventeranno i dispositivi più inquinanti. E' quanto si evince da uno studio di due ricercatori dell'Università...

Leggi tuttoArchivio

Nucleare: Uno sguardo al presente ed al futuro dei paesi extra europei20/06/2018
Nucleare: Uno sguardo al presente ed al futuro dei paesi extra europei

L’Asia è il continente che attualmente sta costruendo più reattori nucleari (39) rispetto al resto del mondo. Al 1° Giugno 2018 risultano 58 i...

Leggi tuttoArchivio

Quanto ne sai su
Il calore della Terra: una risorsa da valorizzare - Parma 6 Febbraio 2009?
esplora le nostre pagine educational
Energipedia

Sitemap
   
Home | Orizzontenergia in due parole | I nostri convegni | Chi siamo | Note legali | Privacy | Contatti