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OrizzontEnergia

Bollette: Socializzazione delle morosita' in bolletta, facciamo un po' di chiarezza

Grande preoccupazione e confusione è nata con la vicenda della morosità in bolletta da socializzare: morosità, non morosità, ma cosa c'è di vero?

Partiamo innanzitutto dalla bolletta di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
e dalla sua ripartizione tra le varie voci per capire quanto incidono sul costo finale per il consumatore.

bolletta2.0.pngLa nostra bolletta è così composta: il 40%, ovvero la parte A, è la "Corrente"/parte energia; in realtà circa l'8% di quella che viene definita "Corrente" serve a pagare i costi che rientrano nella commercializzazione della stessa.

Poi abbiamo una parte B, denominata "Trasporto e gestione del contatore": stiamo parlando di tutto ciò che riguarda la rete di trasmissionetrasmissione
Attività di trasporto dell'elettricità sulla rete a partire dai centri di produzione sino ai centri di utilizzo. Il maggiore proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione è Terna.
(in alta, media e bassa tensionebassa tensione
Tensione inferiore a 1000 V in corrente alternata ed inferiore a 1500 V in corrente continua.
), dal punto in cui compriamo l'energia fino a casa nostra: questa voce copre circa il 19% della nostra bolletta, la dobbiamo pagare tutti senza se e senza ma.

Un altro 20% della nostra bolletta, ovvero la parte C, è composta dagli "Oneri di sistema". Qui si trovano tutte le voci che sembrano tasse ma tasse non sono; sono ritenute come tali solo perché sono imposte da legge dello Stato e vengono scaricate sulle nostre bollette, ma dovrebbero essere scaricate sulla fiscalità generale. In questa voce vengono compresi i costi di smantellamento delle centrali nucleari fino a quelli per le ferrovie dello Stato, per arrivare a tutte le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
.

Troviamo anche la parte D della bolletta, qui vi sono le "Imposte", ovvero il 13% della bolletta elettrica.

 

Oneri di sistema.pngNei giorni scorsi abbiamo sentito stramberie di ogni tipo, in realtà la questione morosità in bolletta ha portato alla luce argomenti che già esistono da tempo ma che erano perlopiù sconosciuti: la parte "Oneri di sistema" da tempo viene socializzata, nel momento stesso in cui non viene pagata da qualcuno.

Ciò che ha fatto scalpore è stata la modifica al meccanismo di calcolo a seguito di alcune decisioni della giustizia amministrativa. Anche qui sono girate tante fake news che però ci danno la possibilità di spiegare cosa stia realmente succedendo.

Ad esempio ci sarà una novità a partire dal 1° luglio 2019 relativa alla parte A della bolletta, ovvero quel 40% determinato per buona parte dei consumatori italiani attraverso una revisione trimestrale, che si aggiorna ogni 3 mesi dipendente da alcuni meccanismi di calcolo, annunciati dall'Autorità per l’energia che disciplina la bolletta.

A partire dal 1° luglio 2019 per la parte A, ovvero la componente energia, dovremo trovare qualcuno che ce la venda  nel "libero mercato": dovremo cioè trovare un fornitore con cui stipulare un contratto e con cui concordare il prezzo di questo 40% della nostra bolletta. Su questo potremo decidere, sul resto no.

Il libero mercato non sappiamo se sarà un'opportunità, non sappiamo se i prezzi diminuiranno o aumenteranno. Sappiamo però che noi non paghiamo l’energia solo per quello che consumiamo o per quello che pensiamo di comprare, ma la paghiamo anche per altre voci e per le altre ragioni che esulano dalla materia energia.

Chi lo ha deciso? Lo hanno deciso le politiche che si sono susseguite negli anni. Non è nostro compito dire se giuste o sbagliate, ma certo è che il prossimo governo dovrà occuparsi di snellire un po' le bollette con cui di fatto paghiamo troppi elementi che non hanno niente a che vedere con l'energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
e/o con il gas.

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Ora entriamo più nello specifico della questione morosità:

Gli italiani finalmente hanno scoperto che nelle loro bollette viene “ricaricato” di tutto, anche le morosità relative ai debiti lasciati in eredità dalle aziende che operano in questo sistema e che sono fallite.

Diamo quindi una serie di chiarimenti su quella che non vorremmo diventasse una Fake news.

Bisogna fare attenzione, perché in questa vicenda, per gioco forza ed anche un pò per la loro vicinanza numerico/temporale, si confondono  e/o mischiano due delibere diverse con contenuti molto differenti tra loro ma apparentemente uguali:

  1. La delibera 50/2018

Con la delibera 50/2018/R/EEL l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) dà prima attuazione alla disciplina transitoria in tema di esazione degli oneri generali del sistema elettrico (introdotta con la delibera 109/2017/R/EEL), confermando l’attuale gestione degli oneri generali di sistema, addebitati ai clienti dai venditori che li versano alle imprese distributrici e che a loro volta li corrispondono alla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) e al GSE (Gestore dei servizi energetici), introducendo specifici meccanismi di reintegrazione degli stessi oneri generali versati, ma non riscossi e non recuperabili da imprese distributrici.

     2. La consultazione 52/2018 (conclusasi lo scorso 26 Febbraio)

Con il documento per la consultazione 52/2018/R/eel l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) illustra gli orientamenti in merito al meccanismo di riconoscimento agli utenti del trasporto degli oneri generali di sistema, altrimenti non recuperabili, che gli stessi risultano aver regolarmente versato alle imprese distributrici e non aver incassato dai clienti finali.
Tale meccanismo, insieme a quello di reintegrazione per le imprese distributrici (delibera 50/2018/R/eel) completa la disciplina transitoria in tema di esazione degli oneri generali del sistema elettrico (introdotta con la delibera 109/2017/R/eel).

 

Facciamo un pò di chiarezza:

Il provvedimento di cui si è parlato tanto nella cronaca giornalistica, si pone l’obiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità sugli oneri di sistema che lasciano gli operatori insolventi nei confronti dei distributori di rete.

Mentre, i 200 milioni a cui fa riferimento sempre la cronaca giornalistica sono riferibili ad un’altra questione: quella disciplinata nella delibera  50/2018 che regola la gestione del "buco" lasciato da alcuni venditori di energia falliti e che, secondo la decisione dell’Autorità, dovrebbero essere coperti dai consumatori.

Il grande assist che ha fornito questa notizia, seppur male interpretata, è quello di averci dato la possibilità di chiarire che le morosità degli insolventi domestici e non,  sono già socializzate in bolletta e questo avviene da anni, sia per il gas che per l’energia elettrica e di recente anche per l’acqua.

Quello che qui si vuole integrare (delibera 50/2018), sempre nelle bollette, sono i debiti generati dai “furbetti del quartierino”. La delibera a cui si fa riferimento nella cronaca giornalistica è la delibera 52/2018, riguardante la parte della bolletta limitata agli oneri generali di sistema previsti per legge.

In particolare, il riconoscimento individuato dall’Autorità per i soli distributori è parziale ed attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità  di operare nel mercato dell’energia.

Gli oneri di sistema rappresentano il 19% della bolletta e consistono nelle seguenti voci:

Codici_proposte.jpg

Un meccanismo parziale quindi, finalizzato a garantire il gettito degli oneri di sistema da assicurare per legge, che l’Autorità ha strutturato in tal modo per adempiere ad una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema. La regolazione precedente imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, nè ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali sia dei venditori.

 

Chi sono i morosi del sistema elettrico?

Se vogliamo realmente sapere chi sono i morosi, dobbiamo fare riferimento al documento ufficiale di ARERA, ossia il  “Monitoraggio retail” (indagine annuale che l’Autorità ha l’obbligo di svolgere), pubblicato a Novembre 2017, secondo il quale nel  2016 le morosità del sistema elettrico incidevano per 6 miliardi (di morosità totali) su un ammontare di 61 miliardi di fatturazione complessiva. Tra i morosi, solo 1,4 miliardi sono addebitabili ai consumatori DOMESTICI, i restanti 4,6 miliardi fanno riferimento ad utenti di Altri Usi e Media tensionetensione
Grandezza fisica che rappresenta l'energia necessaria a far fluire una carica elettrica tra due punti, per creare una corrente. Nel Sistema Internazionale si misura in Volt. Le linee elettriche possono essere ad altissima tensione (tensione nominale superiore a 150 kV), alta tensione (compresa fra 35 e 150 kV), media tensione (compresa fra 1 e 35 kV) e a bassa tensione (tensione inferiore a 1 kV).
(principalmente PA, Partite Iva e altri soggetti diversi dal consumatore domestico).

Ricordiamo che le utenze commercialmente si dividono in:

  • Utenza domestica con la quale si intende classificare quelle utenze di beni o servizi che riguardano abitazioni o immobili destinati all’abitazione(compresi garage, cantine, posti auto etc.) predisposti all’allacciamentoallacciamento
    Connessione di un'utenza alle reti di distribuzione dell'energia elettrica realizzata dal distributore locale attraverso operazioni di posa dell'impianto che collega il contatore alla rete. Pagando il contributo di allacciamento, l'utente acquisisce il diritto di accesso alla rete entro determinati limiti di potenza.
    alla 
    rete idrica, alla corrente elettrica, al gas alla rete telefonica, in questa categoria rientrano quindi solo i privati cittadini e le abitazioni;
  • Utenza usi diversi ossia un cliente che utilizza l’energia elettrica per usi diversi da quelli di cui al precedente punto (ad esempio per alimentare un negozio, un ufficio ecc), sono le Partite iva, Enti pubblici, PA, e tutti coloro che sono diversi dal singolo utenteutente
    Soggetto che consuma elettricità o gas.
    ;
  • Utenze in Media tensione, ovvero utenti definibili come  operatori di grandi dimensione o energivori.

Quindi in totale, i domestici sul sistema elettrico rappresentano solo 1/3 delle utenze.

CODICI-680x365.jpg

 

 

Codici avanza delle proposte pro consumatori:

 

 

  • Ridurre il peso degli oneri di sistema razionalizzando le numerose voci ed eliminando quelle ormai anacronistiche e non coerenti con la spesa delle famiglie;
  • Annullare la riforma tariffaria che ha previsto di spalmare in modalità fissa sulle utenze basso consumati gli oneri, anziché la più efficiente e giusta modalità della crescita progressiva;
  • Rivedere il meccanico degli incentivi alle fonti rinnovabili e riassegnare i fondi recuperati dalla frodi al fine di ridurre il peso della bolletta;
  • Ripulire la bolletta dagli oneri impropri riportando quest’ultimi sulla fiscalità generale;
  • Dare rappresentanza ai consumatori domestici nel prossimo collegio dell’autorità attualmente in scadenza l’11 aprile 2018.
  • Eliminare il prelievo iva sulle componenti che non riguardano la materia prima;
  • Accorpare e snellire il GSE e l’AU e sostituirli con una più efficiente registro pubblico digitalizzato sul sistema elettrico con  tecnologia basata su: Intelligenza artificiale, Blockchain Pubblica & Learning  machine.

 

Articolo redatto da CODICI - Centro per i diritti del cittadino in collaborazione con Orizzontenergia

Data: 21/03/2018

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