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OrizzontEnergia

Energia: Cosa ci si attende dal meccanismo del capacity market

Per ottenere che gli operatori mantengano in esercizio impianti di produzione elettrica di cui sono titolari, ma soprattutto realizzino nuova capacità, sono previste aste che fissano per un dato anno successi­vo l’ammontare di capacità ritenuto sufficient

Nel quadro della riforma britannica del mercato elettricomercato elettrico
Mercato dove si effettua l'acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall'incontro tra la domanda e l'offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
, nel 2013 venne introdotto il mercato della capacità. Per ottenere che gli operatori mantengano in esercizio impianti di produzione elettrica di cui sono titolari, ma soprattutto realizzino nuova capacità, sono previste aste, di soli­to indette annualmente, che fissano per un dato anno successi­vo l’ammontare di capacità ritenuto sufficiente a garantire l’ade­guatezza del sistema elettrico. Gli operatori abilitati a partecipare all’asta possono farlo con un’offerta che precisa la capacità che intendono mettere a disposizione e a quale prezzo.

mercato della capacitàIn Italia il percorso che ha portato alla progettazione di un meccanismo per la remunerazione della capacità è descritto in dettaglio in un documento di consultazione dell’Autorità per l’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
del 22 maggio 2014. Il fabbisogno di capacità necessario alla sicurezza del sistema è procurato attraverso aste gestite da TERNA, che definisce il livello di capacità richiesto, così come i parametri tecnici dei servizi di flessibilità. Nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, l’asta è aperta alla capacità di generazione esistente e nuova, alla domanda, ai sistemi di accumulo e alla capacità estera (da fonti di produzione, da domanda e da sistemi di stoccaggiostoccaggio
Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
). La partecipazione è volontaria.

A regime il mercato della capacità, costruito su una procedura centralizzata di allocazione, dove i fornitori di capacità offrono il loro prodotto, che è “acquistato” da un acquirente centralizzato, sarà caratterizzato da un orizzonte di lungo periodo strutturato su un’asta principale, organizzata con quattro anni di anticipo rispetto al periodo di consegna. Nella frase precedente il verbo è al futuro, in quanto il mercato della capacità italiano non è ancora partito, a causa di una lunga interlocuzione del MiSE e dell’Autorità per l’energia con le direzioni competenti della Commissione europea. Il via libera di Bruxelles è infatti arrivato solo a inizio Febbraio, cioè quasi quattro anni dopo il decreto ministeriale del 30 giugno 2014 che ha approvato il mercato della capacità.  

In realtà, malgrado anche altri stati europei abbiano deciso di ricorrere a questo meccanismo, la Gran Bretagna è l’unico paese in cui finora è stato indetto un numero di aste significativo, cui possono accedere non solo tutti i tipi di impianti di generazione che non godano di altri incentivi, ma anche gli accumuli e la domanda attiva (demand response).

La prima asta è stata indetta nel 2014; sono quindi disponibili i risultati di un numero di bandi sufficienti per una prima verifica sull’efficacia del mercato della capacità.

Nelle prime tre aste il capacity payment annuale ha oscillato intorno alle 20 sterline/kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
, un livello molto inferiore alle attese, certamente non tale da stimolare la realizzazione di nuovi impianti. Già un’analisi dei risultati della prima asta, aveva messo in evidenza che «il prezzo era stato principalmente determinato dai cicli combinati in esercizio e non sorprendentemente il suo valore era uguale a quello dei costi fissi di esercizio e manutenzio­ne» di tali impianti. Di conseguenza, anche se ben congegnato, il mercato della capacità rischiava di introdurre l’ennesimo sussidio e di indebolire il ruolo degli accumuli e della demand response, «col risultato di rendere possibile il loro auspicabile contributo al raggiungimento di un settore elettrico più eco-amichevole solo se sostenuto da ulteriori sussidi» (S. Benedettini, The British capacity market: a riddle déjà vu?, ISPI En­ergy Watch, 9 gennaio 2015).

Questa valutazione è stata confermata anche dalle due aste suc­cessive. La nuova potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
che si è aggiudicata il capacity payment è stata poca, tra cui solo tre cicli combinati (di cui uno ha succes­sivamente rinunciato), mentre a vincere contratti sono stati diversi impianti diesel-elettrici di piccola taglia. Nella quarta asta si sono tuttavia notate alcune tendenze positive, però per volumi margi­nali: sono stati assegnati contratti per 500 MW a sistemi di accu­mulo e alla demand response 1,4 GW di contratti, con una crescita di otto volte rispetto alla prima asta.

Capacity market.png

Fig. 1: Breakdown della capacità assegnata per CMU (Capacity Market Unit) - Fonte: National Grid

 

Capacity market fuel type.png

Fig. 2: Breakdown della capacità assegnata per tipologia di combustibile primaria - Fonte: National Grid

In effetti, la partecipazione massiccia delle centrali in esercizio al mercato della capacità ne ha snaturato il meccanismo. Uno strumento concepito per stimolare l’offerta di nuova capacità si è trasformato prevalentemente in un sistema per assegnare un premio annuale a impianti che sarebbero rimasti comunque in esercizio e per i quali costituisce più un guadagno extra che un capacity payment.

Questo vale particolarmente per l’Italia, dove dopo una fase di sovraccapacità, dovuta alla realizzazione di un numero eccessivo di cicli combinati, la successiva chiusura di un cospicuo numero di impianti obsoleti, ma anche la dismissione di cicli combinati (con il relativo macchinario rivenduto all’estero) ha ridotto ai minimi termini l’adeguatezza del sistema elettrico. Gli impianti tradizionali superstiti non hanno pertanto bisogno di stimoli per restare sul mercato. Si è quindi creata l’opportunità per valorizzare nuove offerte che minimizzino l’impatto ambientaleimpatto ambientale
L'insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l'avvio di una determinata attività ha sull'ambiente naturale circostante.
, come ad esempio gli accumuli asserviti a produzioni con fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
. Ipotesi in linea con l’emendamento al Clean Energy Package, approvato dal Parlamento europeo, che introduce il limite di 550 grammi di Co2 per kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
 per partecipare ai meccanismi di capacità, soluzione già proposta dal Commissario al Clima, Miguel Arias Cañete, e sostenuta dalla Banca europea per gli investimenti.

 

Articolo di GB Zorzoli (Presidente Onorario Coordinamento FREE) per Orizzontenergia 

 

Data: 21/03/2018

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