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OrizzontEnergia

Eolico: La fase di stallo italiana in attesa dell'impulso delle nuove procedure d'asta

Simone Togni (Presidente ANEV - Associazione Nazionale Energia del Vento) ha discusso con noi della situazione attuale del comparto eolico nel nostro paese.el 2017 le nuove installazioni sono risultate a circa 254 MW, in leggero calo rispetto al 2016.

Nel corso del 2017 in Italia sono stati installati 254 MW di capacità aggiuntiva per il settore eolico,  che copre il 5,5% della domanda di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
. Quali sono stati i punti di forza del 2017 e quali invece i fattori critici?

Le nuove installazioni eoliche nel 2017 sono risultate pari a circa 254 MW, dato in leggera diminuzione rispetto al 2016; resta un risultato di tutto rispetto per un settore che da oltre un anno attende le misure per bandire nuove procedure d’asta che avrebbero dovuto disciplinare il quadro delle rinnovabili nel periodo 2017 – 2020. Questo è sicuramente il dato più allarmante che ci lascia l’anno appena trascorso e visto l’attuale quadro politico il 2018 potrà portare ancora ulteriori ritardi, da un punto di vista anche auspicabili visti i pasticci contenuti nelle bozze di decreto che stanno girando. Meglio attendere qualche mese in più piuttosto che tirar fuori una misura con pochi lati positivi. Ciò che di buono ci ha lasciato il 2017, oltre alla tenacia e perseveranza degli imprenditori che mantengono in vita il settore tra mille difficoltà, riguarda soprattutto i nascenti interessi verso le tematiche relative agli ammodernamenti degli impianti, che nei prossimi anni saranno centrali per il settore.

 

 

Le nuove procedure di ammodernamento del GSE apriranno un nuovo mercato, grazie al quale nel lungo periodo si potranno produrre fino a 7 TWh in più; che benefici può trarre il settore eolico da questo scenario?

Il numero degli aerogeneratori presenti sul territorio italiano potrebbe diminuire in maniera sostanziale provvedendo al rinnovamento dell’esistente; basti pensare che sono attualmente in esercizio impianti installati già nella metà degli anni novanta, caratterizzati da un gap tecnologico evidente rispetto agli attuali e con rapporti di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
pari a 5/6 volte. In quegli anni infatti si installavano aerogeneratori di potenza nell’intorno dei 600 kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
, ad oggi si possono raggiungere i 3.500 kW per macchina. Uno studio condotto da Althesys stima in circa 7,9 GW sul totale dell’installato attuale, il potenziale degli impianti oggetto di possibile rinnovamento; tale strategia, che allo stato attuale attende un impulso dalla sfera normativa come successo ad esempio in Germania e Danimarca, permetterebbe importanti sviluppi sotto molti punti di vista. Sarebbe importante infatti continuare lo sfruttamento di quei siti che, essendo stati scelti per primi, risultano in assoluto i più produttivi. Ciò consentirebbe quindi di aumentare le performance delle macchine, diminuire il costo degli incentivi creando ulteriore occupazione e tagliare considerevolmente il numero degli aerogeneratori installati. La porzione di territorio occupata si potrebbe ridurre considerevolmente su scala nazionale (si potrebbero liberare circa 800 km2), seppur la presenza delle turbine eoliche non compromettano in nessun modo le attività di pastorizia ed agricoltura se non negli spazi occupati direttamente dalle torri e dalle sottostazioni necessarie a convogliare nella rete di trasmissionetrasmissione
Attività di trasporto dell'elettricità sulla rete a partire dai centri di produzione sino ai centri di utilizzo. Il maggiore proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione è Terna.
nazionale l’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
elettrica prodotta. Elemens stima che i benefici per i consumatori derivanti dalla possibile riduzione del PUN, in esito agli investimenti in nuova capacità e al rinnovamento eolico degli impianti attuali, sarebbero al 2030 superiori a 1 miliardo di euro, di cui quasi 500 milioni attribuibili al solo rinnovamento.

PUN.png

 Fig. 1: Riduzione unitaria del PUN (Fonte eLeMeNS)

 Beneficio consumatori riduzione PUN.png

Fig. 2: Benefici per i consumatori in seguito a riduzione PUN (Fonte eLeMeNS)

 

Il tessuto normativo e le procedure autorizzative che ruolo rivestono in questo scenario di sviluppo?

Le procedure del GSE per gli interventi sugli impianti incentivati pubblicate a dicembre dello scorso anno  rappresentano una positiva novità per il settore delle Rinnovabili ed in particolare dell’eolico, che potrebbero introdurre benefici notevoli per l’industria e per l’ambiente. Per l’eolico si apre la possibilità di aumentare la produzione grazie all’efficientamento tecnologico derivante dall’applicazione di tali procedure. Questo passo avanti, accolto con favore da tutto il comparto eolico, dovrà tuttavia essere reso attuabile con una seria semplificazione della normativa e delle procedure autorizzative, che ne consenta l’applicabilità in tempi rapidi altrimenti tutto sarà vano. Le associazioni sono disponibili ad offrire il proprio contributo nell’ ambito di tavoli tecnici con le istituzioni, è fondamentale che si agisca per tempo in modo da evitare le perdite di tempo. L’occasione è propizia per rimettere in moto l’industria, con i conseguenti benefici economici nazionali e locali, i nuovi posti di lavoro, oltre all’innegabile vantaggio tecnologico e di produzione energetica.

 

 

La nuova SEN prevede, per la fonte eolica, l’installazione di circa 18 GW addizionali al 2030 portando la potenza installata a circa 28 GW. Alcuni esperti del settore sottolineano come un rilevante utilizzo di fonti non programmabili di generazione possa produrre delle criticità al sistema elettrico e relativi costi addizionali (investimenti sulle reti, sistemi di stoccaggiostoccaggio
Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
, capacity market, oneri di bilanciamentobilanciamento
Servizio svolto dal gestore della rete elettrica al fine di mantenere l'equilibrio tra l'energia immessa e quella prelevata.
etc.) per garantirne la sicurezza e l’efficienza. Esternalità che potrebbero superare il prezzo del PUN, aumentando di conseguenza il prezzo dell’energia per gli utenti finali. Quali sono i suoi commenti in merito?

Mix produzione elettrica al 2030.pngLa nuova SEN, seppur ambiziosa per quel che riguarda le rinnovabili elettriche risulta purtroppo timida, troppo sbilanciata sul gas e non mette in evidenza l’impegno richiesto per raggiungere gli obiettivi al 2030, il cui trend, come indica lo scenario al 2050, rischia seriamente  di non essere sufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti dalla roadmap europea. La produzione elettrica con rinnovabili dovrebbe crescere di quasi tre volte rispetto al 2015, incremento per gran parte affidato al settore eolico, ma mancano indicazioni più concrete sugli strumenti da utilizzare per far si che ciò possa avvenire. È inevitabile che in tale quadro le fonti non programmabili comportino la necessità di servizi a supporto per la regolazione della domanda e dell’offerta ma tali costi sarebbero assorbiti pienamente nei vantaggi in termini di formulazione del prezzo che tali fonti portano nel mercato; i ridotti costi marginali di eolico e fotovoltaico incidono nella formulazione del prezzo nel MGP evitando gli impatti sui prezzi delle fonti convenzionali, di gran lunga più “costose”. Come detto in precedenza Elemens stima tali benefici in un risparmio al 2030 di circa 1 miliardo di euro ascrivibili solamente alla fonte eolica e solo alla nuova capacità e al rinnovamento dell’esistente.

 

Intervista a Simone Togni (Presidente ANEV) a cura di Orizzontenergia

 

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Data: 25/05/2018

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