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OrizzontEnergia

Economia circolare: Insistere su termovalorizzazione e simbiosi industriale, ma occhio ai falsi miti

Monica Tommasi (Presidente Amici della Terra) ha discusso insieme a noi dell'attuale situazione nel nostro paese relativa all'economia circolare, che non ha ancora trovato sufficiente sostegno da parte delle politiche nazionali e regionali.

L’economia circolareeconomia circolare
Modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto.
è un concetto che viene sempre più spesso dibattuto dall’opinione pubblica; anche a livello politico sta accrescendo la sua importanza. Che significato attribuisce Amici della TerraAmici della Terra
Associazione ambientalista presente in Italia dal 1978 che costituisce la rappresentanza italiana di Friends of the Earth International.Gli Amici della Terra promuovono azioni di educazione al rispetto verso l'ambiente, sostenendo iniziative sul territorio affinchè i governi e le istituzioni sovranazionali adottino politiche di sviluppo sostenibile.
all’economia circolare?

Al di là degli slogan di moda, la transizione verso il modello di economia circolare richiede un cambiamento culturale e strutturale profondo perché bisogna ripensare modelli di produzione, distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
e consumo in cui il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato e gli scarti vengono minimizzati così come gli impatti sull’ambiente
. Non è tutto facile: bisogna superare le carenze informative che condizionano l’opinione pubblica e le decisioni di amministratori e politici che sono spesso contrari a qualsiasi tipo di impianto industriale, anche quelli che consentono la trasformazione delle materie di scarto in nuove risorse. La disinformazione e l’allarmismo mediatico sono spesso un alibi per la cattiva amministrazione che preferisce non fare. E questa è una battaglia politica e culturale che gli Amici della Terra conducono da anni.

Circular economy.png

 

A livello nazionale reputate sufficientemente adeguate le politiche in materia di economia circolare? Le finalità perseguite sono effettivamente raggiungibili  con gli strumenti e le modalità d’azione messe a disposizione?

Le politiche nazionali e soprattutto regionali non sono adeguate. Un esempio su tutti è il ciclo dei rifiuti. Basti pensare che metà del Paese è ancora lontana dall’aver attuato un ciclo integrato al punto da esportare gran parte dei propri rifiuti urbani o speciali (pensiamo alle migliaia di tonnellate di carta e plastica che vengono esportate in ogni parte del mondo) o, addirittura, da seppellirli ancora nelle discariche. La classe politica a livello nazionale e locale apprezza l’economia circolare solo a parole ma quando deve affrontare provvedimenti concreti e talvolta impopolari, preferisce non agire.

 

Nelle osservazioni al documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” (redatto dal Ministero dell’Ambiente) mettete in risalto la mancata attenzione al recupero energeticorecupero energetico
Utilizzo dell'energia sviluppata durante un processo fisico o chimico (per esempio calore liberato da una combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
, energia di pressione, ecc.) per la produzione di altre forme utili di energia (elettricità, vapore, ecc...)
che si può ottenere dal trattamento dei rifiuti; di conseguenza, che orientamento strategico dovrebbe avere la termovalorizzazionetermovalorizzazione
Processo di combustione dei rifiuti da cui è possibile recuperare energia. I termovalorizzatori, infatti, sono impianti di generazione elettrica che, sfruttando la cogenerazione, possono essere abbinati anche a sistemi di teleriscaldamento. Il ciclo di potenza rimane sostanzialmente simile a quello di generazione elettrica a partire da altri combustibili.
in Italia?

Inceneritori Italia.pngInfatti il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”, nella fase di consultazione, prendeva in considerazione il riutilizzoriutilizzo
Qualsiasi operazione nella quale il materiale, concepito e progettato per poter compiere, durante il suo ciclo di vita, un numero minimo di spostamenti o rotazioni è riusato di nuovo o reimpiegato per un uso identico a quello per il quale è stato concepito.
dei prodotti e il ricicloriciclo
Operazione grazie alla quale è possibile recuperare un materiale avviandolo a trattamenti specifici per poterlo riutilizzare.
dei materiali,  trascurando completamente il recupero di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
e i trattamenti di fine vita. Abbiamo fatto presente con le nostre osservazioni come fosse di fondamentale importanza che il documento finale assumesse un orientamento strategico chiaro sul ruolo che i processi di termovalorizzazione dovranno assumere in rapporto allo sviluppo dell’economia circolare in Italia, questo anche per evitare di assecondare le interpretazioni ideologiche degli indirizzi europei e le contestazioni cosiddette NIMBY. Il documento finale pubblicato a dicembre 2017, ha individuato grazie proprio alle nostre osservazioni il ruolo dell’incenerimento dei rifiuti in Italia (così come delineato nel DPCM 10 agosto 2016) come necessario alla chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti, in sostituzione del conferimento dei rifiuti in discarica, al quale si dovrà ricorrere esclusivamente per quelle quantità di rifiuti che non potranno essere intercettate dalla raccolta differenziataraccolta differenziata
Raccolta di rifiuti raggruppati per tipologia (per esempio, carta, vetro, plastica) al fine di riciclarli rendendo più facile lo smaltimento e valorizzando il rifiuto stesso come materia prima. Ogni Comune stabilisce le modalità di raccolta.
.

 

Un altro argomento su cui vi siete espressi e che rientra nella macro-area dell’economia circolare è la simbiosi industriale.  Che strumenti occorrono alle imprese per agevolare i propri processi di sviluppo? Un adeguata offerta di incentivi sarebbe sufficiente? 

Per quanto riguarda i processi di produzione, nel piano di azione UE per l’economia circolare, la simbiosi industriale riveste un ruolo fondamentale. Tradizionalmente un’attività industriale preleva materie prime e genera prodotti e rifiuti da smaltire. In alternativa a questo modello, che crea prodotti utili e scarti inutili, l’ecologia industriale promuove un sistema produttivo in cui tutti gli input si trasformano in output, cioè un sistema che riduce al minimo rifiuti ed emissioni. Questo risultato potrà essere raggiunto non dall’attività di una singola impresa ma da forme di interazione aziendale finalizzate all’ottenimento di vantaggi competitivi derivanti dal trasferimento di risorse tra due o più industrie dissimili. I mezzi con cui si realizza la simbiosi sono:

  • l’utilizzo di materiali tradizionalmente intesi come scarti o sottoprodotti in sostituzione di prodotti commerciali o materie prime;
  • la condivisione di utilityutility
    Azienda che si occupa della forniutura di beni o servizi di pubblica utilità come ad esempio energia elettrica, gas e acqua.
    e infrastrutture per l’utilizzo e la gestione di risorse, come il vapore, l’energia, l’acqua e i reflui
    ;
  • la fornitura congiunta di servizi per soddisfare bisogni accessori comuni alle imprese connessi alla sicurezza, all’igiene, ai trasporti e alla gestione dei rifiuti.

Per fare questo non occorrono incentivi ma una forte cooperazione tra i soggetti industriali che operano in un territorio, tra le istituzioni nazionali e locali oltre al coinvolgimento di tutti gli stakeholder. Le politiche dovrebbero prefigurare e favorire questa cooperazione.

Con questo modello di politica industriale, le imprese possono diventare più competitive, migliorando le loro performance e riducendo gli impatti ambientali.

Simbiosi industriale.jpg

 

Ai fini occupazionali, nel processo di transizione verso l’economia circolare, che valore strategico viene attribuito nel nostro paese alla formazione e alla ricerca?

Per la messa in atto di nuove politiche attive del lavoro, sarebbe fondamentale la creazione di una mappa del fabbisogno di competenze e la ricognizione dei posti di lavoro messi a rischio dal cambio di paradigma economico. La mappa sarebbe uno strumento fondamentale per l’orientamento della formazione e darebbe nuovo slancio alla ricerca. Un passo importante per affrontare con successo le nuove sfide legate alla valorizzazione e all’adeguamento delle risorse umane necessarie per la nuova economia.

 

Elemento imprescindibile per l’economia circolare è relativo all’adozione di comportamenti sostenibili da parte di ogni cittadino. E’ fondamentale che ogni cittadino prenda coscienza che un prodotto possa trovare “nuova vita” dopo averlo utilizzato; tuttavia ancora sembra vi sia molta confusione in merito a queste tematiche nel nostro paese. Quali sono i “falsi miti” che vi sentite di condannare?

Lo sviluppo di un’economia circolare dovrà riguardare una gestione efficiente delle risorse, un miglioramento dell’efficienza nelle produzioni e un cambiamento dei modelli di consumo. Quindi sarà necessario comunicare ai cittadini tipologie e modalità di consumo per modificare comportamenti non sostenibili. Il ruolo delle associazioni ambientaliste sarà fondamentale per la diffusione di modelli sostenibili di produzione, consumo e recupero delle risorse.  Come Amici della Terra abbiamo pensato di offrire spunti concreti per favorire una miglior  politica di gestione integrata e valorizzazione delle risorse capace di promuovere  meccanismi virtuosi  di economia circolare attraverso un programma di azioni informative che favorisca la diffusione modelli sostenibili di economia circolare. Lo stiamo facendo attraverso un sito che raccoglierà buone pratiche e anche falsi miti attraverso una serie di contenuti (video, slides, notizie, documentazione e commenti) che evidenzino casi particolarmente rilevanti di disinformazione sulla realtà delle esperienze di gestione efficiente delle risorse. Un esempio di falso mito?  Il caso del css nei cementifici. Circolano sul web affermazioni come: “l’uso del css comporta un peggioramento delle emissioni”,”l’uso di rifiuti nei cementifici ha effetti dannosi sulla salute e sull’ecosistemaecosistema
È l'insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
”. I dati ufficiali smentiscono questi pregiudizi e i comportamenti delle più evolute economie europee favoriscono l’uso di combustibili alternativi ai combustibili fossili. Il sito fornisce strumenti informativi sulla basa di dati ufficiali che possano consentire ai cittadini di formarsi una opinione autonoma. Lo scopo è quello di favorire la consapevolezza sulle soluzioni da adottare localmente per una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse in una prospettiva di chiusura dei cicli di produzione e consumo. 

 

Intervista a Monica Tommasi (Presidente Amici della Terra) a cura di Orizzontenergiaù

 

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Data: 20/06/2018

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