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OrizzontEnergia

Nucleare: Uno sguardo al presente ed al futuro dei paesi extra europei

Alessandro Clerici (Presidente onorario WEC Italia e FAST) completa lo scenario mondiale sul nucleare, analizzando ora i principali paesi extra-europei attivi nel settore alcuni con problemi di natura principalmente finanziaria, regolatoria ed ambientale

L’Asia è il continente che attualmente sta costruendo più reattori nucleari (39) rispetto al resto del mondo. Al 1° Giugno 2018 risultano 58 i reattori in fase di costruzione nel mondo, con la Cina a fare da leader in questa classifica con 17 reattori dichiarati in costruzione seguita, per quanto riguarda paesi non europei, da India (7), Corea del Sud ed Emirati Arabi (4), USA, Pakistan, Giappone e Taiwan (2 ciascuno) e Brasile, Bangladesh, Argentina (1).

Dalla tabella sottoriportata, viene evidenziato inoltre il confronto tra i reattori dichiarati funzionabili al 1/6/2018 rispetto alla situazione precedente al disastro nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
di Fukushima; anche in questo caso è l’Asia il continente in cui si è evidenziata la maggiore crescita, con 23 reattori in più; il Sud America ha visto aumentare i propri reattori di 1 unità, mentre il Nord America ha registrato una performance negativa pari a 4 reattori in meno rispetto al 10/03/2011.

 

Tabella 1 - La situazione mondiale del nucleare all’ 1/6/2018 - Tra parentesi i valori al 10/03/2011 pre Fukushima 

Reattori in funzione e in costruzione all’ 1/1/2018

 

    In funzione 

In costruzione

 

N.

        GW

N.

GW

Europa

184(195)

161,8

15(19)

13,92

Nord America

120(124)

115,0

2(1)

2,23

Asia

140(117)

109,6

39(43)

41,86

Sud America

5(4)

3,5

2(2)

1,27

Africa

2(2)

1,8

0

0

Totale

448(442)

391,7(375)

58(65)

60,4(62,8)

 

Prima di circoscrivere l’analisi ad alcuni dei principali paesi extra europei sulla loro situazione nel settore nucleare aggiornata al 1/6/2018, è utile ricordare come gli Stati Uniti restino il paese ad avere più reattori in funzione a livello mondiale, ben 99; i paesi non europei che seguono in questa speciale classifica sono: Giappone (42), Cina (40), Corea del Sud (24), India (22), Canada (19),Taiwan (6), Pakistan(5), Argentina (3), Messico  e Sud Africa (2), Iran ed Armenia (1). Si ricorda che su 31 nazioni che hanno reattori attualmente in sevizio ben 17 sono europee.

 

Stati Uniti

I 99 reattori in esercizio, distribuiti in 30 Stati con legislazioni differenti, sono di proprietà di 30 compagnie ed hanno prodotto nel 2017 il 20% dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
degli Stati Uniti ed il 30% di quella mondiale da nucleare
. A fine Ottobre 2017, per 89 reattori risultava già ottenuta un’estensione della licenza operativa fino a 60 anni, mentre per altri 5 reattori l’iter risultava ancora in corso. Il parco nucleare statunitense vede 30 reattori in funzione da oltre 40 anni; nel 2016 è stato connesso alla rete, per la prima volta dopo vari decenni, un reattore della TVA (Tennessee Valley Authority, la cui costruzione era stata sospesa nel 1985.

Se venisse mantenuta la chiusura dei reattori dopo 60 anni di funzionamento in base alle autorizzazioni vigenti, 22 GW di nucleare usciranno dal servizio entro il 2030 ed altri 33 GW entro il 2035. E’ in esame la possibilità di estendere ad 80 anni la vita utile di reattori a seguito di richieste degli operatori ed adeguate verifiche di sicurezza.

US nuclear capacity.png

I vari operatori di centrali nucleari statunitensi stanno fronteggiando diverse problematiche di natura principalmente regolatoria e finanziaria. Toshiba Westinghouse ha iniziato da vari anni la costruzione di 2 reattori AP 1000 sia in Georgia, sia in South Carolina; i ritardi e gli extra costi, incorsi nella fase di costruzione dei reattori, hanno causato il fallimento di Toshiba W US. Gli impianti godono di una tax credit valida per 8 anni pari a 23 $/MWh, in base a quanto stabilito dall’Energy Act del 2005. Per quanto riguarda i 2 reattori in South Carolina è stato deciso a Luglio 2017 di sospendere, per il momento, la costruzione; mentre a seguito di forti pressioni, è stato ottenuto dal DOE (Department of Energy) un fondo addizionale di $4 miliardi per completare la costruzione dei reattori in Georgia, il cui onere complessivo è stato rivalutato a $23 miliardi (compresi oneri finanziari, combustibile e collegamento alla rete).

Il basso prezzo del gas ed i sussidi alle rinnovabili rendono ardua, se non impossibile, la competitività del nucleare nuovo negli stati in cui vige un mercato elettricomercato elettrico
Mercato dove si effettua l'acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall'incontro tra la domanda e l'offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
; anche la continuità di servizio delle centrali già operative è messa a repentaglio senza forti penalizzazioni sulla CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

od in assenza di un programma di incentivi. Il clima d’incertezza viene manifestato da molti operatori, (tra cui Exelon ed Entergy) i quali hanno minacciato la chiusura delle centrali a causa del forte sviluppo delle rinnovabili e di problematiche finanziarie negli stati con deregulation.

Nelle ultime aste per capacity market gli impianti nucleari sono stati “battuti” da impianti a ciclo combinatociclo combinato
Si parla di ciclo combinato quando i gas di scarico in uscita da una turbina a gas vengono impiegati come sorgente di calore per un ciclo a vapore, essendo a temperatura molto alta (circa 600°C). Si tratta in pratica di far funzionare in cascata una turbina a gas e un impianto a vapore, ottimizzando in questo modo il recupero delle 'potenzialità energetiche' dei gas di scarico (la conversione in energia meccanica è tanto più efficiente quanto più i di scarico sono caldi).
ed impianti eolici.

Al 2016, il costo di produzione medio del nucleare in servizio (CAPEX + OPEX + combustibile) era valutato in 36 $/MWh. Una chiusura degli impianti nucleari avrebbe effetti altamente negativi per l’intero sistema, per cui alcuni stati stanno ragionando su una “zero emission credit” dell’ordine di 23 $/MWh (valore applicato attualmente per l’eolico);un “credito particolare” per il nucleare vicino a 23 $/MWh è stato recentemente concesso negli stati di New York ed Illinois .

 

Cina

Sono in funzione 40 reattori e 17 in costruzione ma il nucleare nel 2016 ha contribuito con un solo 3,8% all’enorme produzione di elettricità in Cina (20 volte quella Italiana e quasi 1,5 volte quella degli Stati Uniti)

Il 13° Piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale della Cina prevede 58 GW in servizio al 2020 e 30 GW di reattori in costruzione alla stessa data. Lo sviluppo del nucleare cinese farà leva anche sull’acquisizione della tecnologia di AP 1000, da Toshiba W, che verrà incorporata nei reattori non dipendenti da licenze (CAP 1000 da 1250 MW e CAP 1400 da 1400 MW), prodotti di punta per le esportazioni insieme agli “small modular reactor” (da 50 fino a 300 MWe).

Sanmen China nuclear.jpgTra le notizie più recenti, relative alla costruzione di nuovi reattori, si segnalano ritardi ed extra costi sia per 2 reattori AP 1000 con Toshiba W a Sanmen (foto a sx), sia per 2 reattori da 1660 MW EPR con Areva a Taishan. Le ultime informazioni danno in servizio a fine 2018 /inizi 2019 il primo reattore di entrambe le centrali, seguito dal secondo reattore dopo circa 1 anno; saranno i primi reattori AP1000 ed EPR in funzione nel mondo.

Negli ultimi anni in Cina è stato registrato un netto sviluppo di eolico e fotovoltaico, i quali a fine 2017 hanno raggiunto una potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
installata rispettivamente di 202 GW e 130 GW. Nel 2016 entrambe le fonti hanno visto immettere in rete 241 TWh e 65 TWh; nel caso dell’eolico si segnala il sorpasso nei confronti proprio del nucleare che ha immesso in rete 230 TWh. Dei 6000 TWh totali cinesi la parte principale sono i 4290 TWh da termoelettrico(principalmente carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
) e 1180 TWh da idroelettrico.

La Cina si sta sempre più distinguendo per le proprie attività all’estero in qualità di collaboratori per lo sviluppo del nucleare locale, per la fornitura di macchinari ed anche nelle vesti di EPC (Engineering Procurement Construction) con schemi BOO (Build Operate and Own) e BOT (Build Operate and Transfer).

In Pakistan sono stati già realizzati 4 reattori da 300 MW, a cui vanno sommati altri due reattori (entrambi ACP 1000) per i quali è stato stipulato un contratto da $9,6 miliardi; i lavori di costruzione del primo sono iniziati nel 2015 e si prevede possa entrare in servizio nel 2021, mentre nel 2022 dovrebbe entrare in funzione il secondo reattore i cui lavori di costruzione sono cominciati nel 2017. In Argentina è in fase di realizzazione 1 reattore (Atucha 3 reattore Candu) per il quale sono stati investiti $5,6 miliardi, mentre è in fase di definizione la fornitura di un 5° reattore argentino da 1200 MW per $ 7 miliardi. Altre collaborazioni commerciali sono state instaurate con paesi di quasi tutti i continenti: Sud Africa, Egitto, Sudan e Kenya per l’Africa, Iran ed Indonesia per l’Asia, Armenia, Turchia , Polonia e Romania per l’Europa. Da notare l’importante presenza cinese con EdF in 3 dei 5 impianti nucleari in definizione in Inghilterra .

 

Giappone

Il disastro nucleare di Fukushima, risalente al 10/03/2011, ha generato un clima di incertezza per quanto riguarda gli sviluppo del settore elettrico giapponese; prima dell’incidente si prevedeva un forte aumento della  quota del 30% di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
da nucleare, mentre i successivi piani energetici hanno previsto la seguente produzione di energia elettrica al 2030 come ribadita a maggio 2018 dal 5° piano energetico: 27% da GNL, 24% da carbone, 22-24% da rinnovabili, 20-22% da nucleare.

Fukushima Nuclear Fallout Map.jpg

A fine  2017 risultavano in servizio 5 reattori dei 42 dichiarati funzionabili, di cui 20 hanno ottenuto i permessi autorizzativi per riprendere l’esercizio ma le operazioni sono state bloccate a causa delle opposizioni delle autorità locali.

Il settore nucleare giapponese comprende importanti realtà aziendali a livello mondiale (come Hitachi, Mitsubishi e Toshiba), alcune delle quali hanno compiuto importanti acquisizioni di imprese nucleari straniere (ad esempio Toshiba Westinghouse, in fallimento negli USA) oltre ad aver firmato importanti accordi, è il caso di Hitachi con GE (per AWBR – Advanced Boiling Water Reactor-  ed ESBWR – Economic Simplified Boiling Water Reactor) e di Mitsubishi con AREVA (per un nuovo reattore denominato ATMEA con tecnologia PWR – Pressurized Water Reactor).

Nel settore manifatturiero pesante e della componentistica nucleare, il Giappone è da sempre uno dei leader a livello mondiale; quest’attività di export è molto sostenuta dal governo giapponese che sta puntando su un piano di commercializzazione per i reattori Fast Breeder e del nuovo reattore ATMEA da 1100 MW (ad esempio in Turchia). Per concludere si segnala inoltre l’importante presenza del Giappone in 2 dei 5 progetti nucleari in fase di discussione in Inghilterra.

 

Corea del Sud

Ha in funzione 24 reattori che producono il 30% dell’elettricità del paese e 4 reattori sono ancora dichiarati in costruzione.

Il piano energetico pubblicato nel 2008 dal governo coreano prevedeva il 60% di energia elettrica da nucleare entro il 2030; obiettivo che nel 2014 è stato ridotto al 45% con 16 GW di nuovi reattori da costruire. A Giugno dello scorso anno il nuovo presidente coreano, Moo Jae-in, ha lasciato spiazzata l’opinione pubblica dichiarando l’uscita dal nucleare entro 40 anni e anticipando mancate autorizzazioni di estensione della vita dei reattori attualmente in esercizio. Il clima di allarmismo in seguito alle dichiarazioni di Moo Jae-in non è ancora rientrato, tuttavia è stato alleggerito dal ministro dell’energia che ha comunicato che verranno ripresi i lavori, precedentemente sospesi, di costruzione di un reattore.

Degno di nota è il piano commerciale nucleare in chiave export sudcoreano. A Dicembre 2009 è stato raggiunto un importante accordo con gli Emirati Arabi, grazie all’aggiudicazione di 4 reattori AP 1400 (oltre a 11 possibili futuri) per circa $20,4 miliardi. I governi che si sono succeduti negli ultimi anni sono stati concordi nel fissare l’obiettivo di “80 reattori venduti entro il 2030”, modificato nel 2014 in “6 reattori entro il 2020” a seguito del disastro di Fukushima. Da segnalare le importanti operazioni di marketing in Turchia, Romania, Ucraina, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Repubblica Ceca, Kenya, Brasile che hanno trovato un seguito all’obiettivo di espansione internazionale, grazie anche ad una politica di apertura verso nuove soluzioni commerciali come l’O&M di reattori esistenti e di interventi di upgradingupgrading
Insieme di processi chimico-fisici che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità delle materie prime (per esempio carbone, petrolio, ecc...).
/uprating
di centrali, che si aggiungono alla fornitura di componenti e di centrali chiavi in mano.

 

India

Kudankulam Nuclear Power Plant.jpg

Ha in servizio un numero notevole di piccoli reattori sviluppati localmente (22 per 6200 MW) e 7 reattori in costruzione.

Il paese indiano è contraddistinto da una continua revisione di pretenziosi piani nucleari, messi in quarantena specialmente dall’approccio sulle liabilities  -responsabilità per eventuali danni da incidenti- a carico totale dei fornitori di reattori nucleari.

Nel 2017 è stato previsto un “imminente inizio costruzione” (tra 2017 e 2018) di 15 reattori, per circa 17 GW, così suddivisi: 10 locali PHWR 700, 3 AES 1050 di manifattura russa e 2 locali FBR 600(Fast Breeder Reactor)  sui quali l’India punta molto in chiave di sviluppo e di export di reattori avanzati.

 

Arabia Saudita

Il paese non ha reattori in servizio od in costruzione.

Il piano energetico per diversificazione dal petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
e gas prevede da vari anni un forte sviluppo delle rinnovabili e la costruzione di 16 reattori nucleari da rendere operativi entro il 2040. Nel 2016 è stato firmato un accordo con CNEC (China Nuclear Engineering Corporation) per la costruzione di un HTR (High Temperature Reactor) in Arabia Saudita sulla scia dello stesso reattore in costruzione in Cina. Lo studio di fattibilità di questo progetto è iniziato nel 2017, e nel frattempo sono stati siglati accordi con Corea del Sud ed Argentina per alcuni piccoli reattori in abbinamento ad impianti di dissalazione.

 

Emirati Arabi

Il paese non ha in servizio centrali nucleari. Negli ultimi anni si sono tuttavia succedute diverse novità nel settore; la centrale di Barakah con 4 reattori coreani da 1400 MW rappresenta sicuramente l’avvenimento più importante. Il primo reattore entrerà in esercizio commerciale nel 2019 con un lieve ritardo e sarà seguito dagli altri 3 con cadenze annuali.

Centrale nucleare Emirati Arabi.jpg

 

Indonesia

Il paese non ha reattori in servizio od in costruzione.

Nel 2015 è stato pubblicato il nuovo piano energetico, il quale ha di fatto rimandato la costruzione già programmata di alcune grandi centrali nucleari. Al momento il paese indonesiano sta concentrando le proprie attenzioni su piccoli reattori nucleari abbinati ad eventuali dissalazioni od alimentazione di isole. Sempre nel 2015 è stato firmato un accordo con Rosatom per 1 reattore HTR da 10 MW, mentre nel 2016 è stata raggiunta una simile intesa anche con la Cina. Nel 2017 sono stati invece ufficializzati ulteriori accordi commerciali sia con gli USA, per la costruzione di un reattore Thorium Molten Reactor da 250 MW con ThorCon, sia con la Corea del Sud per i reattori SMART abbinati ad impianti di dissalazione.

 

Sud Africa

Dal 1984 ha in servizio 2 reattori francesi da 980 MW ciascuno.

South Africa Nuclear Power Plant.jpg

Dal 2007 sono stati registrati numerosi piani nucleari, modificati continuamente:

2007: E’ stata indetta una gara ESKOM per 20000 MW a cui si sono qualificati reattori AREVA EPR 1600 MW e Toshiba W AP1000; la gara è stata ufficialmente annullata nel 2008 per problemi di natura finanziaria.

2010-2011: Sono stati pubblicati piani al 2030 con 13% e 20% di nucleare con una quota iniziale pari a 9600 MW, a cui è seguito il lancio per le qualifiche dei fornitori.

2016: A Novembre è stato avviato un piano per avere online 6800 MW nel 2041 e 20.000 MW nel 2050.

2017: Ad Aprile il nuovo ministro delle finanze, Melusi Gigaba, ha affermato che il paese sudafricano “implementerà il programma nucleare nei tempi e modi che il paese può sostenere”, procedendo comunque con una gara da 9600 MW ed aprendo le porte ad eventuali accordi commerciali con la Russia. La situazione permane confusa con un ulteriore stallo nelle decisioni.

 

Bangladesh

Rooppur Nuclear Power Plant.jpgDopo vari piani nucleari a partire dal 1961 ed a seguito di lunghe trattative con la Russia a partire dal 2010, è iniziata a Novembre 2017 la costruzione a Roopur, nel nord ovest del paese, di 2 reattori VVER da 1200 MW ciascuno, con prevista entrata in servizio del primo nel 2024 e del secondo nel 2025.

Cinesi e sud coreani stanno proponendo in competizione tra loro una nuova centrale nuclearecentrale nucleare
Le centrali nucleari hanno uno schema di funzionamento del tutto simile a quelle di una classica centrale a vapore. La differenza sta nel modo in cui viene generato il calore. Infatti nelle centrali nucleari non ci sono i generatori di vapore classici, ma il vapore viene generato utilizzando il calore messo a disposizione dalla reazione nucleare di fissione. Questa consiste in una reazione a catena nella quale alcuni atomi colpiti da neutroni si dividono in atomi più leggeri dando origine ad altri neutroni che colpiscono altri atomi,ecc... liberando un enorme quantitativo di energia secondo il principio di Einstein. Le centrali nucleari che sfruttano la fusione sono ancora in fase di studio.
da 2000 MW nel sud del paese che ha ancora il 20% della popolazione senza accesso all’energia elettrica.

 

Pakistan

Il paese non ha firmato il protocollo di non proliferazione nucleare ed ha in funzione dal 1972 a Karachi un reattore canadese PHWR da 125 MW oltre ai 4 reattori cinesi da 300 MW ciascuno, menzionati più sopra riguardo la Cina, ed in funzione a Chashma rispettivamente dal 2000-2011-2016 e 2017.

Sono in costruzione dal 2015 e 2016 a Karachi i 2 reattori cinesi ACP 1000. E’prevista l’entrata in servizio nel 2021 e 2022, ed è in discussione sempre con i cinesi la realizzazione di un terzo reattore ACP 1000 a Chashma.

 

Taiwan

Ha 6 reattori in funzione, messi in servizio dal 1978 al 1985 (4 BWR di GE e 3 PWR di Westinghouse) per totali 5000 MW e con la capacità di fornire il 25% dell’energia elettrica dell’isola. Le opposizioni al nucleare, già diffuse nella popolazione, sono esplose dopo Fukushima e 2 ABWR 1400 con costruzione iniziata nel 1999 hanno subito continui arresti dei lavori e successive riprese. Il Partito Democratico Progressista eletto nel 2016 a governare il paese, ha stabilito un’uscita dal nucleare nel 2025 ed ha inoltre disposto, a partire dal 2019, il decommissioningdecommissioning
Attività multidisciplinare che si applica agli impianti in fase di demolizione, rinnovamento o costruzione. L'obiettivo principale è la bonifica della zona di edificazione della centrale nucleare attraverso lo smaltimento del combustibile irraggiato e delle scorie di lavorazione e successivo stoccaggio.
del primo reattore entrato in servizio e la definitiva sospensione dei lavori dei 2 nuovi reattori in costruzione che hanno raggiunto un costo di $10 miliardi. Il decommissioning del primo reattore da inizio lavori a ritorno del terreno a “green field” è previsto terminare dopo 25 anni.

 

Messico

Il paese ha 2 reattori BWR da 800 MW ciascuno in servizio a Laguna Verde dal 1989 e 1994 rispettivamente. Nei vari piani energetici susseguitisi dal 2010 al 2016 erano previsti dapprima 8 nuovi reattori, alla fine risultati 3, ma il basso prezzo legato a nuovi giacimenti di gas a basso prezzo hanno reso il nucleare non economico. Il paese si sta orientando verso il possibile uso di piccoli  reattori abbinati a dissalazione.

Laguna Verde Nuclear Power Plant.jpg

 

Egitto

Dal 1960 discute piani nucleari ed ha recentemente raggiunto un accordo con la Russia per 4 reattori VVER 1200 ad El-Dabaa, abbinati a dissalazione. A fine 2017 è stato definito un finanziamento da parte della Russia pari all’85% del valore della centrale (circa 20 miliardi di $) ed è iniziata la procedura per l’inizio dei lavori di costruzione con primo gruppo previsto in servizio al 2025. Cina e Sud Corea stanno definendo anche loro accordi col paese egiziano.

 

 

Conclusioni

L’incidente di Fukushima ha ridimensionato i mega piani nucleari mondiali del 2005-2010, del cosiddetto “rinascimento nucleare” seguito all’effetto dimenticatoio del precedente incidente di Cernobyl del 1986, ed ha fortemente influenzato le più stringenti misure di sicurezza e l’allungamento dei tempi per i permessi; ciò ha portato a maggiori oneri per nuove centrali ma anche per quelle in esercizio che necessitavano modifiche ed adeguamenti (vedi Giappone con costi intorno al miliardo di $ per reattore).

L’effetto principale a livello mondiale dell’incidente giapponese è stato quello emozionale sull’opinione pubblica sebbene anche nella recente commemorazione fatta dal primo ministro giapponese “ci siano ora 120000 persone sfollate ma nessun morto ancora accertato per radiazioniradiazioni
Termine generico utilizzato per indicare fenomeni di trasporto dell'energia. Le radiazioni sono onde elettromagnetiche che possono essere caratterizzate da una determinata lunghezza d'onda a seconda della sorgente che le genera. La radiazione visibile, per esempio, è costituita da onde elettromagnetiche che percepiamo sotto forma di luce e che associamo a colori diversi. I raggi X, invece, sono radiazioni di minore lunghezza d'onda  emesse da elettroni molto veloci che decelerano bruscamente urtando contro un bersaglio metallico. Sono radiazioni molto penetranti utilizzate in diagnosi medica e in molte altre situazioni in cui occorre "vedere" all'interno di oggetti chiusi.
rispetto ai 18.000 morti causati dallo tsunami
”. Occorrerà però verificare nel tempo gli effetti sulla popolazione che è stata esposta alle radiazioni prima dell’evacuazione.


Occorre notare che l’opinione pubblica rifiuta ormai il nucleare in molti paesi che non siano in particolari condizioni politiche/territoriali (vedi Cina, India, Russia, Pakistan e quelli emergenti in Medio Oriente) od in alcuni come in Europa (vedi Inghilterra, Finlandia, Ungheria, Polonia, ecc.) dove la classe politica è riuscita a far passare un nuovo nucleare basandosi su interessi per le industrie locali e consumatori finali e per riduzione della CO2 e sicurezza degli approvvigionamenti.


Tuttavia, se si osserva la situazione a livello globale al 1/6/2018, i reattori dichiarati in servizio sono superiori (451 contro 442) a 7 anni dal disastro del 10/03/2011; ciò fatto salvo che bisognerà verificare effettivamente quanti dei 42 reattori giapponesi contati come funzionabili ritorneranno in esercizio. 58 reattori sono in costruzione al 1/6/2018 (erano 65 pre Fukushima) e sono quasi totalmente appartenenti alla tecnologia PWR e con la Cina che ne ha circa 1/3. Anche con la maggioranza dei reattori giapponesi fermi nel 2017,in base agli ultimi dati certificati dalla IAEA, la produzione totale dal nucleare nel 2017 di 2488 TWh è risultata del 5,4 % inferiore ai 2.630 TWh del 2010.Il rientro in funzione dei 20 reattori giapponesi già autorizzati dall’agenzia di sicurezza nucleare ma bloccati dalle autorità locali porterebbe la produzione di energia nucleareenergia nucleare
Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l'uraniouranio
Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell'aria e nell'acqua. L'uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l'uranio 238 (per il 99.9 %), l'uranio 235 (l'uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l'uranio 234, in piccolissime tracce.
 235, contenuto in piccola concentrazione nell'uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l'enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all'acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
a superare quella pre Fukushima.


Indipendentemente da Fukushima si nota la disfatta sul piano tecnologico ed industriale dei cosiddetti reattori della generazione 3+ sui quali erano poste enormi aspettative. In particolare il reattore EPR da 1600 MW francese ha cumulato ritardi per oltre 20 reattori e costi triplicati per la centrale di Flamanville in Francia e quella di Olkiluoto in Finlandia,  ed anche ritardi per i 2 reattori in Cina che stanno però entrando in servizio a fine anno /2019. Non è da meno il reattore AP1000 di Toshiba Westinghouse (ritardi e forte aumento dei costi per i 4 reattori negli Stati Uniti dei quali 2 sospesi come costruzione) con conseguente fallimento di Toshiba W US-Verificatisi ritardi anche per i 2 reattori in Cina che però come i 2 EPR stanno per entrare in servizio.


Rispetto al nucleare vale la pena di sottolineare per fotovoltaico ed eolico una forte esplosione delle tecnologie e riduzione dei costi con una grande espansione dei mercati (a fine 2017 l’eolico e il fotovoltaico a livello mondo hanno raggiunto rispettivamente i 525 GW ed i 402 GW di impianti in servizio che hanno però chiaramente ore equivalenti di funzionamento all’anno ben inferiori al nucleare ed hanno prodotto circa la metà dell’energia elettrica dalle centrali nucleari.


Relativamente agli eventi nei paesi extraeuropei si evidenzia tra l’altro:

• la crisi economica per reattori in funzione negli Stati Uniti in aree con regimi non regolamentati e con gli incentivi alle rinnovabili e bassi prezzi del gas; quasi il 90 % di reattori in servizio ha ottenuto un’estensione di 20 anni al loro funzionamento;

• il drastico cambio di politica sullo sviluppo del nucleare in Corea del Sud imposto dal nuovo presidente eletto che ha dichiarato di voler uscire completamente dal nucleare nel 2040, non autorizzando le previste estensioni della vita delle centrali in funzione e sospendendo nuove costruzioni;

in Giappone prosegue l’opposizione dalle autorità locali al ritorno in servizio di reattori approvati dalle autorità centrali mentre in parallelo proseguono forti sovvenzioni alle rinnovabili (oltre 15 GW di fotovoltaico entrati in servizio nel negli ultimi 2 anni) e forte sviluppo del carbone;

• a livello positivo prosegue la realizzazione dei 4 reattori coreani negli Emirati Arabi con prima unità in servizio ad inizi 2019;


Per quanto riguarda le azioni di marketing e realizzazioni di centrali nucleari all’estero da parte di alcune nazioni, la Russia è assoluto leader ma occorrerà verificare gli effetti delle sanzioni economiche alla Russia sui suoi finanziamenti. La leadership della Russia è fortemente scalfita nella vendita di centrali all’estero dalle azioni cinesi. Anche la Sud Corea stava svolgendo dopo la vendita dei 4 reattori agli Emirati Arabi forti azioni di marketing ma occorrerà verificare gli effetti della posizione antinucleare del loro nuovo presidente. A seguito della situazione del reattore EPR e delle modifiche societarie in EdF ed AREVA (assorbita da EdF la realizzazione di centrali nucleari) bisognerà monitorare gli effetti sulle esportazioni francesi. Lo stesso vale per il Giappone considerando la posizione di Toshiba W e le alleanze con francesi e Stati Uniti per reattori proposti all’estero (e per gli Stati Uniti, GE non ha ancora deciso nella sua ristrutturazione come proseguire con i reattori ABWR e ESBWR).


Vale la pena di accennare alla situazione in Inghilterra dei 5 progetti nucleari in realizzazione/discussione per ben 15.500 MW ed in 3 di essi EdF ha un partner Cinese e gli altri 2 vedono un partner Giapponese. Ci sono stati e ci sono ancora per alcuni progetti continui ritardi e modifiche nella composizione delle società proponenti -Per Hinkley Point (65% EdF e 35% Cina), che si avvale di una Feed in Tariff di circa ben 100£/MWh , il primo reattore EPR è previsto ad oggi in sevizio nel 2025.E’ di questi giorni la notizia che per sbloccare il via della centrale di Wylfa (Hitachi con 4 reattori ABWR per totali 5400 MW) il governo inglese potrebbe prendere una quota di £ 5 miliardi sui totali previsti tra i 16 e 19 miliardi di sterline. Occorrerà verificare l’entità del nucleare che entrerà realmente in servizio e le effettive date.


Considerando i reattori in costruzione ora e quelli previsti da alcune nazioni tipo Cina, Russia, India, Arabia Saudita ed anche Inghilterra, e tenendo in conto l’estensione della vita dei reattori esistenti in quasi tutte le nazioni che hanno reattori in funzione, sebbene il nucleare continuerà a perdere quota nella produzione globale dell’energia elettrica, se ne parlerà ancora per alcuni decenni, e con riferimento ai reattori di terza generazione, lasciando ai posteri l’ardua sentenza su effettivi sviluppi commerciali dei reattori di 4° generazione e della fusione.


Chiaramente un capitolo a parte merita il grande mercato che si apre per il decommissioning delle centrali esistenti e per la realizzazione dei siti per le scorie, con tutte le problematiche tecniche, economiche, di permessi e di accettazione da parte delle popolazioni coinvolte.

 

Alessandro Clerici (Presidente onorario WEC Italia e FAST) per Orizzontenergia

 

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Data: 20/06/2018

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