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OrizzontEnergia

Una breve analisi sulla domanda energetica italiana

L’Agenzia Internazionale per l’EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
nel rapporto annuale 2011 prevede un incremento della domanda energetica mondiale di circa il 40%, nel periodo che va dal 2009 al 2035.

L’Italia deve fare i conti con uno scenario globale in forte mutamento, ancor più che gli altri Paesi europei, a causa della scarsità di materie prime sul territorio nazionale.

Nel 2005 il consumo annuale di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
in Italia si attestava attorno ai 340,2 TWh, per ridursi a 332,3 TWh nel 2011, causa l’attuale crisi economica. L’importazione diretta di energia elettrica per l’anno 2011 ha comportato un aggravio sulla bilancia commerciale di circa 3,5 miliardi di euro. Sempre nel 2011 circa il 65,4% dell’energia è stata prodotta mediante centrali termoelettriche (gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
, petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
, carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
,…) mentre fonti come fotovoltaico, geotermiageotermia
È una forma di energia termica accumulata nelle profondità terrestri grazie al flusso di calore proveniente dal mantello e dal nucleo del pianeta. Lo sfruttamento dell'energia geotermica avviene soltanto in zone particolari dove questo fenomeno è particolarmente attivo (per esempio in prossimità di vulcani, geyser, soffioni, ecc...). Essa trova impiego sia nella produzione di energia elettrica che nella produzione di calore per usi industriali o civili (geotermia a bassa entalpia).
ed eolico hanno generato 24,1 TWh, ovvero il 7,3% dei consumi totali.

Lo scenario energetico tracciato dall’ENEA per l’Italia prevede un incremento costante della domanda di energia a circa 418 TWh/anno nel 2030. Di questo fabbisogno energetico meno del 9% verrà coperto dalle rinnovabili come fotovoltaico ed eolico con una produzione annuale stimata attorno ai 35 TWh. Da qui al 2030 l’energia dovrà necessariamente essere prodotta mediante centrali termoelettriche nella misura di circa 292 TWh, ovvero +32% rispetto alla quota termoelettrica del 2010.

Nell’ambito di un piano di programmazione energetica su scala nazionale, oltre alla quantità di energia, un’analisi attenta dovrebbe essere effettuata anche sulla “qualitàdella fornitura energetica. Fattori fondamentali sono ad esempio la continuità dell’approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
e la versatilità nella produzione: le cosiddette fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
presentano sotto questo profilo i risultati più scarsi e svantaggiosi non solo dal punto di vista economico.

Per sostenere oggigiorno la crescita del Paese ad un ritmo del 2% di variazione del PIL (crescita moderata), il fabbisogno energetico dovrebbe aumentare almeno di un 3% annuo: arrivando a circa 450 TWh nel 2030.

La domanda che potrebbe sorgere a questo punto è: abbiamo davvero necessità di tutta questa energia? La legge di Okun, a cui gli economisti attribuiscono ancora una buona validità, prevede che per poter cominciare ad apprezzare una diminuzione del tasso di disoccupazione, il PIL nazionale dovrebbe crescere ad un tasso minimo del 2-3%. D’altro canto il livello di disoccupazione attuale in Italia, secondo stime ufficiali Eurostat, si attesta attorno al 10,8%.

Dove trovare l’energia sufficiente per sostenere la crescita del PIL e sconfiggere così la disoccupazione? Le rinnovabili potranno dare al massimo un contributo del 10%, con costi annessi molto alti e problemi di approvvigionamento; l’acquisto dell’elettricità dall’estero porrebbe un aggravio insostenibile sulla bilancia commerciale e di riflesso sui costi aziendali (scarsa competitività e bassa produttività). Infine l'Italia è tradizionalmente uno dei Paesi dell’area OCSE a più elevata efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
e alcune considerazioni di carattere economico e tecnico fanno ritenere che non ci sarà molto spazio per migliorare processi di efficientamento e di risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
.

Allo stato attuale della conoscenza, una valida proposta per la soluzione del problema energetico è l’utilizzo dell’energia da fissione nuclearefissione nucleare
Processo fisico che avviene nelle centrali nucleari, consistente nel "colpire" un nucleo atomico con neutroni per formare atomi più leggeri, in una sorta di reazione a catena in grado di sprigionare un enorme quantitativo di energia secondo la formula di Einstein E = mc2 (dove m è la massa dell'atomo coinvolto e c è la velocità della luce).
. Soluzione che, negli ultimi anni, in Italia non è stata presa in considerazione più per motivi ideologici che per problemi tecnici o economici.

Su scala mondiale oggi sono operativi 435 reattori nucleari, 63 sono in fase di realizzazione, 160 sono stati pianificati e altri 329 proposti perla realizzazione. Mediante 8 reattori nucleari di terza generazione da 1,7 GW l’Italia potrebbe completamente soddisfare il suo incremento di fabbisogno energetico da qui ai prossimi venti anni.

Il costo complessivo sarebbe compreso all’interno della forchetta 3-8 miliardi di euro/anno, a fronte di una produzione di 96 TWh/anno. Considerando che il costo di produzione dell’energia elettrica si aggira attorno ai 65-70 €/MWh, il risparmio netto annuo, per uno scenario di costo medio, sarebbe di circa 3 miliardi di euro all’anno. Risorse che potrebbero essere utilizzate innanzitutto per ridurre i costi dell’energia per imprese e famiglie e ridurre il carico fiscale per aziende e lavoratori, a tutto vantaggio della competitività e della produttività dell’economia italiana. È necessario innescare questo circolo virtuoso per far crescere il Paese ed uscire da questa impasse.

di Andrea Pomozzi

Presidente Piceno Tecnologie

Consigliere Scientifico Movimento Diritti Civili Solidarietà

 

(L’articolo è una versione ridotta di un’analisi più estesa riportata al seguente link)

Dr. Andrea Pomozzi, PhD – e-mail: pomozzi@gmail.com

Movimento Diritti Civili Solidarietà . Tutti i diritti riservati, la riproduzione anche solo parziale del presente articolo può essere fatta dietro richiesta esplicita all’autore ©

Data: 17/12/2012

Commenti degli utenti

#1 G.B. Zorzoli

Consiglio al dottor Pomozzi di leggerre l'ultimo comunicato di EdF, che porta il costo di investimento dell'EPR di Flamanville a 8,5 miliardi di euro. a cui corrisponde un costo dell'energia prodotta di 105-110 euro/MWh.

Data: 24/12/2012

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