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OrizzontEnergia

ATTACCO TERRORISTICO AL GIACIMENTO ALGERINO DI IN AMENAS. LA NOSTRA DIPENDENZA ENERGETICA DAL NORD AFRICA

Uno tra i principali obiettivi della Strategia Energetica Nazionale è quello di ridurre la nostra dipendenza di approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
di combustibili fossili dall’estero
.

Come? Abbassando di circa 14 miliardi annui la nostra fattura energetica estera - che ad oggi ammonta invece a circa 62 miliardi - grazie ad un aumento della produzione nazionale di idrocarburiidrocarburi
Composti chimici formati da carbonio e idrogeno che costituiscono il petrolio e il gas naturale. Esistono diverse classificazioni degli idrocarburi a seconda dei legami chimici presenti nelle molecole.
.

Un importante traguardo, soprattutto se si guarda alla crescente instabilità geopolitica della maggioranza dei Paesi presso i quali ci approvvigioniamo. Un quarto dell'import di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
ed oltre un terzo dell’import di gas proviene infatti da Paesi del Nord Africa dove ultimamente non regna propriamente la “serenità” (Algeria, Libia, Egitto e Tunisia).

Un lampante esempio di quanto appena detto è rappresentato dai fatti terroristici avvenuti la scorsa settimana presso il giacimento di gas algerino di In Amenas, il terzo per importanza nel Paese africano.

L’attacco, sferrato da parte degli integralisti islamici, ha purtroppo generato delle ripercussioni immediate, se pur momentanee, sui flussi di gas esportati verso l’Italia.

Immagini News/italy---supply-of-natural-gas.jpg

Fonte: Snamretegas "Italy supply of Gas Natural"

Fiato sospeso il 17 gennaio presso il terminal di Mazara del Vallo, dove le condutture del gasdottogasdotto
Condotta adibita al trasporto di gas (pipelinepipeline
Condotta adibita al trasporto di gas.
, in inglese).
Transmed hanno visto arrivare circa 13 milioni di metri cubi di gas in meno di quelli attesi: una riduzione pari a circa il 17% rispetto alla media giornaliera di 75 milioni di metri cubi, stando ai dati forniti da Snamretegas.

Fatti che preoccupano, visto che secondo gli ultimi dati disponibili (Staffetta Quotidiana) nel 2012 il 42% delle importazioni totali di metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
in Italia
(67,4 mld mc) sono pervenuti dal Nord Africa: 28,3 miliardi  di cui 21,8 miliardi dall’Algeria – nostro primo fornitore di gas – e 6,5 miliardi dalla Libia. Un terzo circa proviene invece dalla Russia e la restante quota da Qatar, Norvegia, Olanda e altri Paesi.

Div/1 EN/3 FONTI/FOSS/PETROLIO_Div2_Petroliera.jpgParlando invece di petrolio, è la Libia il nostro maggior fornitore. Gli ultimi dati di cui si dispone (Unione Petrolifera), riferiti ai primi 10 mesi del 2012, indicano una quota di importazioni corrispondente a quasi 1 quarto del totale12 su 53 milioni di tonnellate.

Considerando anche le importazioni da Egitto, Algeria e Tunisia la nostra dipendenza dal Nord Africa sale a quasi un quarto del nostro fabbisogno totale.

La preoccupante vulnerabilità del sistema di approvvigionamento italiano dai fatti geopolitici è evidente se ricordiamo quanto accaduto in Libia nel 2011, anno in cui le importazioni dal Paese nord africano si sono circa dimezzate a causa degli eventi bellici, e ai ripetuti allarmi sulla piena disponibilità del gas russo da diversi anni a questa parte.

Non stupisce quindi che il Governo miri ad una riduzione delle importazioni dal 90 al 16% attraverso la promozione di nuovi progetti di  produzione nazionale di idrocarburi. Queste le cinque zone italiane ad elevato potenziale di produzione, secondo il Governo: Val Padana, Alto Adriatico, Abruzzo, Basilicata e off-shoreoff-shore
Aree situate in mare, ad una certa distanza dalle coste, dove è possibile svolgere attività di ricerca o di produzione di idrocarburi o dove è possibile installare un parco eolico, sfruttando la maggiore velocità dei venti.
Ibleo
.

Partita aperta fra esigenze di sviluppo tecnologico ed economico, nonchè sicurezza del Paese e tutela del paesaggio e della salute.

Orizzontenergia.it

Data: 28/01/2013

Commenti degli utenti

#1 Vittorio D'Ermo

il proposito del governo di promuovere l'aumento della produzione nazionale di gas è pienamente condivisibile ma il ruolo delle importazioni rimarrà essenziale; il perno della sicurezza risiede negli stoccaggi specie nel breve medio termine

Data: 28/01/2013

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