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OrizzontEnergia

ITABIA - PRINCIPI DI SOSTENIBILITA' PER L'USO DELLE BIOMASSE

In sintesi

La “Città dell’altra economia”, a Roma, ha ospitato il 9 luglio 2013 un workshop organizzato da Itabia (Italian Biomass Association - Associazione indipendente e senza fini di lucro fondata nel 1985 per promuovere e diffondere l’uso integrato delle Biomasse), con l’obiettivo di far conoscere, attraverso il contributo di esperti di chiara fama, i molteplici Usi Ecocompatibili delle Biomasse. Attraverso le relazioni presentate e il dibattito conclusivo, sono stati analizzati i principi-guida capaci di assicurare la rinnovabilità della materia prima, la protezione di aree sensibili, l’integrazione tra usi energetici e non energetici della biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende " la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ". Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
, la valorizzazione della risorsa locale piuttosto di quella importata, la capacità del settore agroforestale di coniugare - in un’ottica di multifunzionalità - le produzioni alimentari e di materie pregiate per l’industria con quelle energetiche. Tutto questo deve necessariamente avvenire con un approccio di filiera modellato sulle specificità del territorio in cui si va ad operare, senza mai trascurare il coinvolgimento e la corretta informazione della popolazione. L’iniziativa ha registrato un grande successo, sia per il numero dei partecipanti, sia per il livello della discussione che si è riusciti a stimolare, nonostante la diffusione in rete di “appelli” che facevano temere una situazione potenzialmente a rischio di contestazione. Itabia, che da sempre ha cercato di lavorare su queste tematiche con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale della bioenergia, ritiene di aver dato con l’organizzazione di questo evento un contributo alla chiarezza e seguiterà, nel suo lavoro, ad informare e formare per rispondere alle sempre più frequenti richieste dei cittadini di conoscenze attendibili e supportate scientificamente.

Alcuni approfondimenti

La risorsa di natura vegetale, che va sotto il nome di “biomassa”, è suscettibile di molteplici impieghi: alimentari, energetici, chimici, ambientali, territoriali, sociali. Ciascuno di questi usi non è in alternativa a tutti gli altri, ma tutti possono essere integrati in un contesto sistemico dove trovano posto:

  • la molteplicità di opzioni energetiche attuali e potenziali;
  • la pluralità degli usi extra-energetici;
  • la protezione e salvaguardia dell'ecosistemaecosistema
    È l'insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
    ;
  • gli aspetti socio-economici.

 

Elaborare un progetto al di fuori di questa visione d’insieme, significa sminuire il potenziale complessivo delle Biomasse, e generare conflitti e contestazioni a volte anche legittimi.

Delle tante critiche mosse all’attivazione delle filiere per la valorizzazione energetica delle biomasse, molte andrebbero riconsiderate tenendo presente che in Italia:

  • Le Colture Dedicate incidono in modo limitato sul “consumo” di suolo agricolo, basti pensare che ad oggi queste non superano l’1% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata), mentre il vero danno agli ecosistemi e all’economia è dovuto alla cementificazione e dall’abbandono del territorio che, negli ultimi 20 anni, hanno sottratto all’agricoltura nazionale circa 5 milioni di ettari (passando da 18 a 13) pari al 28% delle aree coltivate. Si tratta di una perdita di centinaia di ettari ogni giorno, che equivalgono all’incirca alla superficie di altrettanti campi da calcio.
  • L’uso energetico delle Biomasse Residuali può far affidamento su ingenti quantitativi di risorse provenienti dal settore agricolo, forestale e dall’agro-industria. Un recente studio di ITABIA ha stimato a livello nazionale una disponibilità potenziale di tali biomasse adatte alla conversione energetica pari a circa 30 milioni di tonnellate annue, corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate equivalenti di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    . La loro valorizzazione come fonte rinnovabile, oltre ad evitare i notevoli costi e le conseguenze ambientali negative di pratiche non corrette di smaltimento, genererebbe ricadute economiche aggiuntive utili al bilancio di molte aziende oggi in difficoltà.
  • La mobilizzazione della risorsa Biomassa dovrebbe rientrare in una più ampia politica di programmazione e gestione forestale. Il nostro Paese è ricco di boschi poveri, con circa 10 milioni di ettari di superfici boscate, gran parte delle quali soffre gli effetti dell’incuria che si traducono in dissesto idrogeologico, incendi, diffusione di patologie, ecc. Ogni anno, tralasciando le perdite in termini di vite umane (!), si spendono miliardi di Euro per porre rimedio alle calamità prodotte dall’abbandono dei boschi a se stessi. Secondo quanto emerge dalle “Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale” realizzato dai Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura con il contributo scientifico di AGEA e ISPRA, la filiera legno energiaenergia
    Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    costituisce uno degli strumenti indicati per risolvere il problema, generando al tempo stesso anche nuova occupazione, stimata in circa 20 mila posti di lavoro, per addetti alla cura dei boschi, alvei fluviali, fasce frangivento, ecc.
  • Gli Incentivi per le FER pesano sui contribuenti, ma lo sviluppo di sistemi tecnologici sempre più maturi e meno costosi, sta portando ad un graduale decremento degli aiuti economici in sintonia con l’auspicato avvicinamento alla grid parity. Tuttavia, non bisogna dimenticare che i sussidi diretti ed indiretti a favore delle fonti fossili ammontano a circa 8 miliardi di Euro all’anno. Si tratta di oneri economici notevoli, ma stranamente se ne parla molto poco.
  • Le Emissioni in AtmosferaAtmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    ,
    tralasciando il discorso della CO2 evitata (sembra che non
    interessi più nessuno!), sono un tema sicuramente centrale che viene contemplato sia dalla normativa nazionale e regionale, sia dai criteri per l’attribuzione degli incentivi. Inoltre, si fa presente che una moderna centrale di teleriscaldamentoteleriscaldamento
    Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
    al servizio di più utenze, impatta molto meno di tante piccole unità (stufe, caminetti, ecc) spesso obsolete, con basse rese e prive di sistemi di filtraggio per l’abbattimento dei fumi. In Italia oggi sono numerose le realizzazioni effettuate nelle aree alpine e comunque del Nord del Paese, ma si registra anche un sensibile aumento di interesse in aree del Centro fino a quelle più fredde del Sud. Un recente studio svolto dalla FIPER ha stimato l’esistenza di circa 800 Comuni non metanizzati che potrebbero trovare conveniente (in termini economici e ambientali) realizzare reti di teleriscaldamento a biomassa o anche favorire la rottamazione e la sostituzione degli impianti termici a GPLGPL
    Miscela di idrocarburi gassosi, principalmente butano e propano derivanti dalla raffinazione di petrolio e gas naturale. Il GPL si presenta in forma gassosa a temperatura e pressione ambiente, mentre si presenta in forma liquida a temperatura ambiente se sottoposto a lievi pressioni. Questo è il motivo per cui il trasporto e lo stoccaggio del GPL sono agevoli, sia in forma gassosa attraverso reti urbane, sia in bombole o su carri cisterna. È caratterizzato da una grande versatilità d'uso, ma è normalmente più costoso del metano. È utilizzato per scopi di riscaldamento laddove non esiste una rete di metano capillare ed anche per scopi di autotrazione.
    e gasoliogasolio
    Prodotto derivante dalla distillazione del petrolio greggio. Viene utilizzato soprattutto per alimentare motori Diesel oppure negli impianti di riscaldamento civile. Nei motori Diesel, detti anche ad accensione spontanea, il gasolio viene iniettato nel cilindro dove trova aria molto compressa (anche 40 volte la pressione ambiante). Per poter essere impiegato nei motori il gasolio deve avere determinate caratteristiche, per esempio una buona capacità di accensione (soprattutto alla basse temperature) e un opportuno potere lubrificante.
    , presenti nelle singole abitazioni, con caldaie domestiche a legna e pellet ad elevata efficienza e sicurezza. Per quel che riguarda poi gli impianti di biogasbiogas
    Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
    , l’uso dei reflui zootecnici per la loro alimentazione riduce sensibilmente le emissioni di gas serra (in primo luogo metanometano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    ) rispetto allo spandimento diretto nei campi, incrementando inoltre l’apporto di sostanza organica nei suoli agricoli.

La consapevolezza delle opportunità di crescita - sociale e reddituale - offerte dalla valorizzazione delle biomasse attraverso l’attivazione di filiere integrate, e la preoccupazione che un uso distorto delle produzioni vegetali possa minare gli equilibri dell’intero Pianeta, devono essere alla allla base di qualsiasi intervento pubblico o privato, sia di natura normativa che imprenditoriale.

Fonte: ITABIA

Data: 11/07/2013

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