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OrizzontEnergia

FIPER - 2014: Nuova partenza verso la rinascita del Bel Paese

Bilancio 2013
La fine anticipata della legislatura e la vacatio di governo per 2 lunghi mesi, hanno reso ancor più strutturale il ritardo accumulato sugli ultimi provvedimenti relativi allo sviluppo delle rinnovabili, in particolare quelle termiche, a testimonianza di una politica energeticastop and go e in una mancanza di strategia condivisa di lungo periodo. 

[...]

...le priorità FIPER 2014:

1. Sviluppare le reti di teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
quale strumento di efficienza e produzione di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse

La Direttiva 2012/27/EU sull’Efficienza EnergeticaEfficienza Energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
invita gli Stati Membri ad “adottare misure adeguate affinché infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e raffreddamento siano sviluppate e/o adattate allo sviluppo della co-generazione ad alto rendimentorendimento
In termini generali il rendimento è il rapporto tra "quanto ottenuto" in un processo e "quanto speso" per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l'input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
, al recupero del calore di scarto e da fonti di energiafonti di energia
Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall'energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l'energia deriva dalla trasformazione dell'energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
rinnovabili (art.14). Entro il 31 dicembre 2015, gli Stati Membri dovranno notificare alla Commissione una valutazione del tasso del potenziale di applicazione della co-generazione e del teleriscaldamento (art.4). 

Attualmente il teleriscaldamento in Italia copre il 4% del mercato del calore civile, a differenza di Francia (8%), Germania (14%) e Danimarca (61%). Secondo Fiper, il teleriscaldamento potrebbe arrivare a coprire il 20% del mercato del calore civile italiano, prediligendo soluzioni tecnologiche basate sulla co-generazione, e con l’impiego di fonti di energia rinnovabili.  

Ricordo che 801 comuni (circa il 10% dei Comuni Italiani) distribuiti lungo la fascia alpina e appenninica del Centro Sud della penisola in fascia climatica E-F non ancora metanizzati potrebbe riscaldare i propri cittadini con il teleriscaldamento a biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende " la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ". Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
legnosa. 

Se l’attivazione del fondo di garanzia previsto all’art. 22 del d.lgs. 28/2011, ultimo provvedimento da emanare da parte del Governo permettesse l’avvio anche solo 400 impianti di teleriscaldamento a biomassa co-generativi dei potenziali 801, si potrebbe produrre calore per una potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
termica compresa tra 1.000-1500 MWtermici, ed una potenza elettrica di 200-400 MW prodotti in co-generazione. Il valore dell’investimento si aggirerebbe tra i 2,5-4 miliardi di Euro in cinque anni, ma soprattutto questi impianti necessiterebbero dai 3 ai 6 milioni di tonnellate di biomassa legnosa annua, stimando un giro di affari compreso tra i 180 - 360 milioni di Euro/annuo, garantendo per i prossimi 20-30 anni, un importo complessivo di circa 5-10 Miliardi di €,  assicurando i posti di lavoro collegati alla filiera per lo stesso periodo. Da evidenziare le ricadute significative nella prevenzione e gestione del territorio. 

2. Promuovere l’efficientamento degli impianti esistenti 
Nell’ottica di promuovere l’efficienza produttiva,  la Federazione si pone l’obiettivo di finalizzare con il MISE il quadro di riferimento normativo per possibili investimenti nel recupero di calore di processo.

Gli investimenti possibili in efficientamento oggetto di valutazione degli operatori riguardano l’impiego del calore per la produzione di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
(200-300 kWe) derivante dal trattamento fumi e dalla sostituzione dello scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l'immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
termico. Per valutare il costo-opportunità per il sistema energetico nazionale di recuperare il calore prodotto, attualmente non contabilizzato in termini di usi finali da fonti rinnovabili degli impianti citati, si sottolinea il valore degli investimenti correlati a tali interventi nell’ordine di 50-100 milioni di Euro redistribuiti sul territorio, tenendo conto che la filiera della componentistica di riferimento (moduli ORC, turbine, espansori, motori alternativi) è prevalentemente nazionale ed europea. 

3. Favorire la gestione del territorio attraverso le filiere energetiche
Una delle priorità della Federazione è realizzare “concretamente” l’approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
e l’impiego della biomassa di “risulta” a fini energetici.
Poter contare su “nuove” biomasse residuali rappresenta una boccata di ossigeno, un’entrata finanziaria per i Comuni, una risorsa e non un rifiutorifiuto
Secondo quanto definito nel decreto legislativo n.22 del 5 febbraio 1997 il rifiuto è una sostanza o un oggetto di cui il detentore decida o sia obbligato a disfarsi". I rifiuti possono essere classificati in diversi modi, per esmpio in base all'origine oppure in base alla pericolosità.
per il Sistema Paese. Obiettivo 2014: poter impiegare le potature del verde pubblico e privato o la biomassa proveniente dalla pulizia degli alvei fluviali, ossia le biomasse residuali attualmente destinate alle discariche a fini energetici.
La gestione “virtuosa” delle potature del verde urbano è un servizio che potrebbe creare economie interessanti a livello locale; basti pensare che in valore aggregato la stima delle potature del verde urbano a livello nazionale si aggira intorno ai 3-4 milioni di Ton/annue con un costo di smaltimento di circa 150-240 milioni di Euro, a fronte di un possibile ricavo in caso di utilizzo energetico di 60-100 milioni/annui. 

5. Campagna di informazione e comunicazione sull’uso virtuoso delle biomasse a fini energetici
Negli ultimi mesi, si è inasprita la comunicazione dei Media rispetto agli effetti sull’ambiente prodotti dall’impiego delle biomasse a fini energetici.
Diversi comitati no biogasbiogas
Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
, no biomasse si sono sviluppati negli ultimi tempi e sono attivi sul territorio nazionale.  Priorità della Federazione, è fare chiarezza sulle diverse tecnologie di impiego delle biomasse. Ad esempio, nel caso specifico, gli effetti sulla qualità dell’aria variano considerevolmente in funzione anche dei sistemi di filtraggio, della manutenzione/gestione dell’apparecchio e della qualità del combustibile, così come nel biogas l’introduzione di sistemi di strippaggio limita il carico di azotoazoto
Elemento chimico costituente il 78% dell'aria in volume. L'uso commerciale più diffuso dell'azoto è nella produzione di ammoniaca, sostanza costituente dei fertilizzanti. L'azoto liquido è impiegato anche come refrigerante per il trasporto di alimenti.
sul suolo. Discernere gli effetti delle diverse tecnologie è un’azione preventiva verso la “manipolazione mediatica” e i relativi comitati contro l’avvio di impianti a biomassa e biogas.

6. Creare partnership industriali e reti di impresa transnazionali
Seguendo le interlocuzioni già avviate in Argentina lo scorso novembre, dal 1° al 13 marzo è prevista una missione tecnica di imprenditori argentini interessati a valutarejoint venture con imprese italiane della filiera biomassa-energia. La Federazione è chiamata in un mercato globale a “guardarsi intorno” e fornire ai propri associati nuove possibilità di investimento nei mercati emergenti; in particolare Argentina, Guatemala, la neo entrata Croazia in EU, tenendo alta l’attenzione sui prossimi Bandi Horizon 2020 e BEI correlati alla clean/green energy.  

Per concludere, il 2014 è fondamentale per la riuscita di EXPO 2015. In questa vetrina internazionale, l’Italia può assumere un ruolo di primo piano nella promozione di modelli di gestione del territorio basati sulla valorizzazione delle risorse locali “pulite” per la produzione di energia. Possiamo attraverso questo comparto, nutrire l’Italia!

Fonte: FIPER

Data: 07/01/2014

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