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OrizzontEnergia

Nuovo Pacchetto Clima-Energia e target al 2030

di Emanuele Vendramin (RIE)

In questi giorni la Commissione Europea ha messo sul tavolo le sue proposte per il nuovo Pacchetto clima-energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
.

Il documento, di consultazione pubblica, stabilisce i nuovi obiettivi climatici al 2030 estendendo quanto previsto dal primo pacchetto clima-energia al 2020 e si posiziona come tappa intermedia per conseguire gli obiettivi di lungo termine previsti dalla Roadmap 2050 (che prevedono una riduzione delle emissioni compresa tra l’80-95% entro il 2050). Dei tre obiettivi ambientali previsti al 2020, rimangono il taglio delle emissioni di gas serra, innalzato al 40% rispetto al livello del 1990, e la quota percentuale di rinnovabili nel mix energetico, che sale al 27% dei consumi finali lordi, mentre viene per ora accantonato ogni ulteriore impegno sull’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
.

Il lavoro della Commissione segue di qualche settimana quello presentato dall’Europarlamento in cui, di concerto, le commissioni Industria ed Energia (ITRE) e Ambiente e Salute (ENVI) indicavano come target climatici al 2030: la riduzione delle emissioni del 40% rispetto al 1990, l’incremento della percentuale di fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
fino al 30% del mix energetico e l’incremento del 40% dell’efficienza energetica.

Sebbene gli obiettivi fissati della Commissione risultino meno ambiziosi rispetto a quelli richiesti dal Parlamento Europeo, la versione finale del documento è stata molto dibattuta, superando i forti contrasti interni emersi tra i diversi commissari, cinque dei quali (tra cui quello all’energia, Günther Ottinger, quello all’industria, Antonio Tajani e quello all’Economia Olli Rehn) spingevano per misure meno drastiche con taglio emissivo del 35% al 2030.

La Commissione invita l’Europarlamento ed il Consiglio europeo ad una rapida approvazione del pacchetto entro fine 2014. In tal modo l’Europa darebbe un immediato segnale agli investitori e sarebbe in grado di presentarsi con una visione univoca e di lungo periodo ai prossimi negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima che si terranno a Parigi a fine 2015 con la speranza di ottenere dai grandi Paesi emettitori (soprattutto Cina e Stati Uniti) ambiziosi impegni climatici tali da contenere l’incremento della temperatura terrestre entro i 2 °C. 

Le proposte contenute nel Pacchetto

Il documento presentato dalla Commissione articola nel dettaglio i nuovi obiettivi climatici ed inoltre presenta una serie di misure che riguardano: la riforma del mercato dei permessi di emissioneemissione
Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell'atmosfera a seguito di processi naturali o antropogenici, che produce direttamente o indirettamente un impatto sull'ambiente.
(ETS), il completamento e l’integrazione del mercato europeo dell’elettricità e del gas, i costi dell’energia per i consumatori finali e la sicurezza nelle forniture di elettricità e gas.

Il primo obiettivo proposto riguarda il taglio entro il 2030 del 40% (rispetto al 1990) delle emissioni di gas serra. Tale risultato va conseguito tramite una riduzione del 43% (rispetto al 2005) delle emissioni prodotte dai settori rientranti nell’Emissions TradingTrading
Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
Scheme, con un aumento del fattore di riduzione annuo che passa dall’attuale 1,74% al 2,2%, ed una contestuale riduzione del 30% (rispetto al 2005) delle emissioni dei settori non-ETS. Come per il primo pacchetto clima-energia, responsabili del rispetto del target imposto ai settori non-ETS saranno gli Stati membri dell’Unione a cui verranno attribuiti degli obiettivi differenziati definiti in base al livello di PIL pro-capite, mentre i permessi per le installazioni rientranti nell’ETS saranno allocati in maniera centralizzata dalla Commissione. A differenza delle fasi precedenti viene, invece, escluso l’utilizzo dei crediti internazionali nell’ETS (il raggiungimento degli obiettivi sarà quindi conseguito unicamente mediante misure interne). Qualora in sede di negoziati internazionali si riuscisse a definire un nuovo accordo globale sul clima contenente chiari obiettivi emissivi per i principali Paesi emettitori la Commissione si riserva la possibilità di inasprire ulteriormente il target emissivo previsto con l’opzione di reintrodurre alcuni strumenti di flessibilità quali l’impiego dei crediti internazionali. 

Il secondo obiettivo proposto riguarda la percentuale di fonti rinnovabili nel mix energetico europeo che sale al 27% entro il 2030. Tuttavia, a differenza dell’obiettivo emissivo, il target risulta vincolante solo per l’Unione, non prevedendo quindi sotto-obiettivi da allocare ai singoli Stati membri. Viene così lasciato un ampio margine di flessibilità agli Stati per definire, di concerto con la Commissione, la propria quota di rinnovabili ed il proprio contributo per il conseguimento dell’obiettivo europeo al 2030. La Commissione sostiene, infatti, che i due target sono strettamente collegati e complementari, dato che il perseguimento dell’obiettivo emissivo consentirà già di per sé di raggiungere la quota del 27% di fonti rinnovabili, per cui l’obiettivo europeo diventa indispensabile per garantire una visione di lungo periodo agli investitori, mentre l’assenza di obblighi nazionali consentirà una maggiore efficienza nell’allocazione delle risorse ed un maggior interscambio dell’energia verde tra gli Stati membri. Il pacchetto di proposte non contiene invece target per l’impiego di rinnovabili nei trasporti e sospende, a partire dal 2020, ogni sorta di incentivazione ai biocombustibili derivanti da prodotti utilizzati in ambito alimentare.

A differenza del 20-20-20 non vengono definiti obblighi riguardo l’efficienza energetica, nonostante essa venga considerata uno dei cardini della politica climatica europea, rimandando al secondo semestre di quest’anno, quando verrà rivista la Direttiva sull’Efficienza Energetica a fronte dei risultati raggiunti dall’Unione, un suo rafforzamento ed eventualmente una sua estensione al 2030.

Oltre alla definizione di obiettivi climatici il nuovo pacchetto contiene una serie di misure volte a ristrutturare il mercato europeo del carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
, che attualmente vede minata la sua credibilità a causa dell’enorme surplus di permessi (che tra titoli EUA e crediti internazionali ammonta a quasi due miliardi di quote) e del conseguente crollo dei prezzi, e a rimodellare lo strumento in modo da renderlo più efficace nel rispondere alle dinamiche del mercato. Viene così introdotto un meccanismo di riserva (una sorta di banca centrale della CO2 con il compito di regolare il quantitativo di permessi presenti sul mercato) che cercherà di riassorbire l’eccesso di quote in circolazione e riportare fiducia agli operatori. La riserva, che avrà regole ben definite e precise , non lascerà margini di discrezionalità alla Commissione o agli Stati membri, e permetterà un aggiustamento dinamico del mercato, regolando automaticamente il numero di quote da mettere all'asta e rappresenterà, al tempo stesso, anche uno strumento di flessibilità dato che potrà immettere permessi sul mercato in caso di improvvisi e temporanei aumenti della domanda mitigando l’impatto sull’industria e sui settori esposti alla concorrenza internazionale (carbon leakage). L’intervento che segue di poco la formale approvazione della proposta di backloading (in cui la Commissione ha ricalendarizzato il numero di permessi da mettere all’asta durante il periodo 2013-2020) dovrebbe, inoltre, avere delle ripercussioni sui prezzi dei permessi anche nel breve periodo, risollevandoli dai minimi toccati tra aprile e maggio 2013. La riserva diverrà operativa dal 2021 quando, restituite le quote accantonate con il backloading, il mercato affronterà un nuovo picco di offerta.

Altre modifiche riguardano il completamento del mercato unico dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
e del gas
e lo spostamento dei sussidi dalle tecnologie rinnovabili ormai mature a nuove tecnologie ad elevato potenziale. In base all’analisi condottacondotta
Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
dalla Commissione e riportata nell’impact assesment che accompagna il pacchetto, un mercato comunitario integrato e competitivo potrà, infatti, portare a risparmi compresi tra 40-70 miliardi di euro al 2030 a tutto vantaggio della piccola industria e dei consumatori domestici. Verranno inoltre mantenuti gli attuali criteri di allocazione per i settori esposti al rischio delocalizzazione (carbon leakage) ed una revisione della lista dei settori esposti non avverrà prima del 2020.

Al fine di preservare la sicurezza nelle forniture energetiche proseguiranno le attività per l’esplorazione di nuovi giacimenti di combustibili fossili (in particolar modo gas metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
) e di combustibili non convenzionali (shale gas), nonché i programmi nucleari nel pieno rispetto della normativa europea esistente e delle scelte energetiche degli Stati membri. Saranno incentivate le realizzazioni di infrastrutture di interconnessione transfrontaliere delle reti elettriche e del gas così come gli sforzi degli Stati membri per ridurre l’intensità energetica e migliorare le performance degli edifici, dei prodotti e dei processi.

Gli Stati membri potranno contribuire autonomamente ad ulteriori riduzioni emissive nei trasporti attraverso forme di tassazione sui combustibili e sui veicoli, applicando una carbon taxcarbon tax
Come dice la parola stessa è una tassa sulle emissioni di CO2 causate dalla combustione di fossili, nata per far ricadere gli oneri ambientali e finanziari derivanti dall'immissione di gas serra in atmosfera ai soggetti responsabili.
, in linea con la proposta di Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici. A livello internazionale invece l’Europa parteciperà attivamente e di concerto con l’ICAO (International Civil Aviation Organisation) per definire un meccanismo finalizzato a ridurre le emissioni dell’aviazione a partire dal 2020, così come per trovare le misure più appropriate per abbattere le emissioni del trasporto marittimo.

Infine, per assicurare che tutti i settori contribuiscano in maniera efficiente agli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico, gli assorbimenti di gas serra derivanti dalla gestione del suolo e delle foreste (LULUCF) saranno inclusi nei target nazionali di riduzione al 2030.

Fonte: GME

Data: 18/02/2014

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