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OrizzontEnergia

Illuminazione pubblica: efficientamento delle reti dei Comuni e affidamento del servizio

L'efficientamento della pubblica illuminazione, riguardante in particolar modo i Comuni, necessita la costruzione di un contesto di strategie, regole, modus operandi, strumenti tecnici, perché sia efficace e realmente percorso dalle amministrazioni, e presuppone inoltre la conoscenza dei beneficiari dell'intervento, del territorio, dei fabbisogni e dello stato dell'arte delle iniziative che ne sono espressione, al fine di ottimizzare questa come leva per creare sviluppo nel Paese.

Riduzione di costi e inquinamento
Se è vero infatti che intervenire sulle reti di illuminazione pubblica può costituire una misura relativamente veloce ed efficace di riduzione dei costi e di emissioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

, efficientando i consumi in termini di KWhKWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
, poiché alti sono i margini di miglioramento su un parco infrastrutturale in molti casi obsoleto, è vero anche che le reti di illuminazione pubblica rappresentano un driver importante di innovazione e implementazione di servizi a valore aggiunto in un contesto urbano, e che molti Comuni negli ultimi anni hanno investito – o stanno programmando in tal senso - migliorando le performance delle reti e abbattendo notevolmente i consumi. Considerando che mediamente il consumo di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
annua di un Comune è pari approssimativamente a 500-700 kWh/punto luce, che corrispondono a 90-125 €/punto luce, tenendo conto che approssimativamente un Comune ha un punto luce ogni 10/15 abitanti, si intuisce quanto pesi quella voce sul bilancio di un'amministrazione locale. Sul costo complessivo annuo occorre valutare quanto spesso la manutenzione abbia un peso eccessivo, che può arrivare anche a circa il 20% della spesa totale annua.
Intervenire sull'illuminazione pubblica presuppone necessariamente la conoscenza dello stato dell'arte e dei fabbisogni legati alla rete e al servizio, quindi un'opportuna diagnosi energetica ovvero l'analisi dello stato di consistenza degli impianti, che rappresenta un costo per l'amministrazione e, di conseguenza, una prima criticità. È importante la pianificazione di una serie di azioni integrate e non soltanto limitate all'efficientamento energetico o alla mera sostituzione dei corpi illuminanti, dato l'impatto che l'illuminazione pubblica ha su un territorio, ad esempio a livello di sicurezza, non soltanto stradale, di riqualificazione urbana, di valorizzazione artistica.
 
La pianificazione comunale
Illuminazione pubblica ed efficienza energeticaSe in Italia non sussiste un obbligo omogeneo di pianificazione del settore, e la cogenza nella redazione dei Piani regolatori dell'illuminazione comunale (Pric) dipende dalle normative regionali, sono molti i casi di pianificazione comunale sulle smart citysmart city
Espressione dall'inglese che significa "Città Intelligente" ed indica, in senso lato, un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, spaziando dal settore prettamente energetico a quello della gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti. La città intelligente riesce a conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, grazie anche all'impiego diffuso e innovativo delle TIC (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione), in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica.
o energetica che contemplano la rete di illuminazione pubblica come asset portante di innovazione in chiave intelligente (smart lightning) e sono numerosi i Comuni che direttamente o tramite terzi stanno invece investendo e avviando percorsi virtuosi in tale direzione. Ciò sia da parte delle amministrazioni che hanno la gestione diretta dell'impianto e del servizio, sia da quelli che hanno affidato a soggetti terzi la gestione della stessa (purchè di proprietà pubblica).
Basti pensare che la maggior parte dei Piani di azione energia sostenibile (Paes), elaborati dai Comuni in attuazione del Patto dei Sindaci, hanno tra le linee di intervento prioritarie quella riguardante la rete di illuminazione pubblica e di illuminazione semaforica; i Comuni che hanno predisposto i Paes e che hanno impostato una strategia di città intelligente hanno stimato investimenti ingenti ma decisivi e con un impatto in termini di risultato significativo in vista di una trasformazione nel medio-lungo periodo, in grado di determinare risparmi del 30-40 per cento. E tali interventi chiaramente riguardano sia i corpi illuminanti (la spesa percentuale più bassa), che l'infrastruttura (pali) e opere connesse, compresi interventi di innovazione nella gestione della stessa (regolatori di flusso fino al telecontrollotelecontrollo
Con questo termine si indicano i sistemi e le tecnologie che consentono una gestione remota (cioè a distanza) di diverse funzioni. Attraverso il telecontrollo è possibile leggere  dati/parametri  ed è possibile modificarli.
) o di innovazione tecnologica (installazione di hot spot wifi).
Permangono oggi alcune criticità che impediscono il dispiegamento rapido ed efficace delle azioni. Tra queste, la necessità di rivedere strumenti e meccanismi finanziari sempre più alternativi ai tradizionali contributi a fondo perduto (fondi di rotazione/garanzia) e che pongono, accanto ai noti vincoli del Patto di stabilità interno, problemi circa la reale bancabilità dei progetti, da costruire con criteri di valutazione più solidi e basati sul Piano economico finanziario. Una delle questioni più spinose oggi è la proprietà della rete, in molti casi – con un'alta concentrazione sul territorio della regione Lombardia - totalmente o in parte di proprietà di terzi, dirimente rispetto alla decisione di intervento da parte del Comune.
 
Il parere dell'Antitrust
Al fine di chiarire ulteriormente quanto già previsto dal nostro codice degli appalti e ripercorrendo quanto aveva già stabilito l'allora Autorità di vigilanza sui contratti pubblici limitatamente ai Comuni lombardi, il 16 dicembre 2015 l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato si è espressa sulla modalità di affidamento del servizio pubblico locale di illuminazione pubblica. Nel ricordare le strade consentite all'ente locale dalle norme vigenti per affidare il servizio, ovvero: 1) rivolgendosi al mercato, mediante indizione di una gara pubblica per la scelta dell'affidatario – anche aderendo alla relativa Convenzione Consip, 2) mediante una società mista con selezione competitiva del socio privato operativo (cosiddetta gara a doppio oggetto) o 3) ricorrendo all'affidamento diretto secondo il modello organizzativo del cosiddetto in house providing, l'Antitrust ha ribadito la necessità di acquisire preventivamente la proprietà dell'intera rete di illuminazione pubblica.
Ha inoltre chiarito le procedure possibili da parte dei Comuni che non hanno la proprietà di tutti gli impianti. L'iter da seguire in questi casi consiste sostanzialmente nell'acquisto in accordo bonario con il proprietario o nel riscatto degli impianti in proprietà di terzi (secondo il Regio decreto 15 ottobre 1925 n. 2578). Considerate le difficoltà di pervenire, in tempi ragionevolmente brevi, a un accordo con la controparte in merito allo stato di consistenza degli impianti e al valore da corrispondere per il riscatto, l'Antitrust ha dichiarato non in linea con il dettato normativo la scelta di alcuni Comuni di acquisire la proprietà degli impianti subordinatamente all'affidamento diretto, allo stesso soggetto proprietario, dei lavori per il loro ammodernamento/riqualificazione illuminotecnico.
na valutazione complessiva che l'amministrazione è tenuta a effettuare rispetto questo tema assai complesso riguarda quindi la convenienza di intervenire nel minore tempo possibile, innanzitutto riducendo i consumi in bolletta e valorizzando a proprio vantaggio un asset fondamentale, anche sostenendo un costo iniziale aggiuntivo per l'acquisizione degli impianti, a fronte di un percorso assai accidentato, incerto e lungo nonché difficilmente stimabile a priori in termini di esborso monetario.
 
di Giada Maio - Area Innovazione tecnologica, attività produttive, cultura e turismo, politiche giovanili, mobilità, energia e progetti europei Anci
 
Fonte: ANCI

 

Data: 26/02/2016

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