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OrizzontEnergia

Ambiente e Salute: Emissioni CO2, i Paesi UE senza nucleare sono i più virtuosi

Un forte impegno nazionale per l'energia nucleareenergia nucleare
Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l'uraniouranio
Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell'aria e nell'acqua. L'uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l'uranio 238 (per il 99.9 %), l'uranio 235 (l'uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l'uranio 234, in piccolissime tracce.
 235, contenuto in piccola concentrazione nell'uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l'enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all'acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
va di pari passo con performance deboli nel taglio delle emissioni di gas serra, mentre i Paesi europei senza nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
o con l'intenzione di ridurne la presenza sono più celeri ad adottare eolico, solare e idroelettrico per ridurre la CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

e rispettare i target Ue al 2020:
è quanto sostiene uno studio condotto dall'università del Sussex insieme alla Scuola di Vienna per gli studi internazionali, pubblicato sulla rivista Climate Policy.

Se è difficile dimostrare un nesso di causalità tra sostegno al nucleare e ritardo nell'adozione delle rinnovabili, per gli esperti lo studio getta "dubbi sull'energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
nucleare come risposta al cambiamento climatico
. Reprimendo metodi migliori per raggiungere gli obiettivi climatici, l'evidenza dimostra che un forte impegno nel nucleare può in realtà essere controproducente
".

Gli scienziati hanno diviso i Paesi dell'Unione europea in tre gruppi:

  • Del primo fanno parte nazioni che non hanno impianti nucleari come Danimarca, Irlanda e Norvegia, i quali hanno ridotto le emissioni in media del 6% all'anno dal 2005 e incrementato le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    - il sole
    - il vento
    - l'acqua
    - la geotermia
    - le biomasse
    di energia del 26%.
  • Nel secondo gruppo rientrano le nazioni che hanno annunciato un allontanamento dal nucleare, tra cui la Germania, l'Olanda e la Svezia. Questi hanno tagliato la CO2 in media dell'11%, e fatto crescere le rinnovabili del 19%.
  • Nel terzo gruppo si trovano i Paesi che vogliono mantenere o incrementare le centrali nucleari, quali il Regno Unito, la Bulgaria e l'Ungheria. In questi Stati le emissioni sono aumentate in media del 3%, mentre la crescita delle rinnovabili si è fermata al 16%. Il Regno Unito si distingue per aver ridotto la CO2 del 16%, ma le rinnovabili contribuiscono solo per il 5% al mix energetico nazionale.

Fonte: ADUC

Data: 02/09/2016

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