HomeChi siamoComitato ScientificoPartner e PatrociniContattiNewsVideoIntervisteEventiFeed RSS
facebook.comtwitter.complus.google.compinterest.comyoutube.comlinkedin.comoknotizie.virgilio.it
OrizzontEnergia

Energy Storage: Il valore nascosto dei sistemi d'accumulo energetico

Un mercato destinato ad emergere nel breve periodo è quello relativo ai sistemi d'accumulo energetico. Marco Carta (Amministratore con delega allo Sviluppo, AGICI Finanza d'Impresa) nel corso dell'intervista ci ha parlato dell'attuale situazione economica e normativa, con riferimento all'Italia ma anche ai paesi stranieri, evidenziando quali potrebbero essere gli elementi su cui far leva per un più rapido sviluppo del settore. 

 

1) Il mercato dei sistemi d’accumulo, come si evince dal rapporto OIR 2016, si trova in una fase non matura ma di crescita. A livello economico quali sono le leve che incideranno maggiormente al suo sviluppo?

Bisogna tener presente che a livello globale sono tanti i paesi che stanno implementando ambiziosi piani di sviluppo nelle rinnovabili non programmabili (specialmente eolico e fotovoltaico). Lo sviluppo di queste tecnologie impatterà sicuramente sulla rete elettricarete elettrica
Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell'elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
, e di conseguenza i sistemi d’accumulo si troveranno a cavalcare questo trend. La tecnologia dei sistemi d’accumulo (al pari di quella fotovoltaica) è scalabile, per cui all’aumentare della domanda entrano in gioco importanti economie di scalaeconomie di scala
Relazione tra l'aumento della dimensione dell'unità di produzione di un bene e la riduzione dei costi medi. Questo significa che al crescere delle dimensioni dell'impianto, diminuisce il costo medio del bene prodotto perché le risorse utilizzate come input vengono "sfruttate" in modo più efficiente. Sulla curva che rappresenta il legame tra le grandezze (dimensione impianto -costo medio di produzione) esiste un punto di minimo al di sopra del quale non è più conveniente aumentare ulteriormente la produzione perché altrimenti si va incontro a diseconomie di scala. Le economie di scala vanno valutate in una prospettiva di lungo termine.
che comportano una diminuzione dei costi di produzione. Quindi un driver sarà costituito sicuramente dalla domanda; un'altra leva importante saranno gli investimenti in ricerca tecnologica, che stanno portando al perfezionamento di tecnologie già esistenti o alla nascita di tecnologie nuove molto promettenti. 

                                        Maturità dei sistemi d'accumulo

carta11.png

 

 

2) Da un punto di vista normativo, un freno allo sviluppo del mercato è dato dalla mancanza di armonizzazione della normativa a cui si richiede di favorire l’integrazione dei sistemi d’accumulo nelle reti. Come mai ancora non si procede in questa direzione?

I sistemi d’accumulo sono in grado di fornire una grande varietà di servizi alla rete, come la riattivazione dopo black-out, servizi di voltaggio, servizi di ramping per citarne alcuni. Questi servizi andrebbero remunerati, d’altro canto non è semplice stabilire i criteri di remunerazione. Impostare le dinamiche di mercato “spacchettando” il valore dei singoli servizi richiede tempo e molta precisione; esistono alcuni esperimenti consolidati (Germania, Regno Unito e California) che stanno dando risultati di rilievo, ma al momento possiamo considerarli solo come avanguardie.

 

 

3) A livello prettamente commerciale, quali sono i modelli di business dei principali player che operano nel mercato?

I modelli di business sono estremamente diversificati a causa della grande scalabilità e dei vari campi d’applicazione dei sistemi d’accumulo. Possiamo comunque individuare tre macro-aree:

  • Customer owned: questi impianti sono di proprietà del consumatore finale che spesso li gestisce. Ad esempio l’azienda che gestisce la depurazione delle fogne di Tokyo, possiede impianti d’accumulo autogestiti;
  • UtilityUtility
    Azienda che si occupa della forniutura di beni o servizi di pubblica utilità come ad esempio energia elettrica, gas e acqua.
    owned
    : in questo caso gli impianti sono gestiti direttamente dall’utility; Enel DistribuzioneDistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    utilizza impianti collegati alla rete per migliorare le performance proprio della rete da loro posseduta;
  • Third party owned: questa categoria è molto variegata al proprio interno, l’impianto è di proprietà di un soggetto terzo che fornisce servizi al consumatore finale. Questa categoria sta assumendo sempre più rilievo, e ne fanno parte soggetti spesso legati all’ICT, al digital o al settore ingegneristico. Clean Spark è un’azienda americana che possiede accumulatori in una base militare californiana. Potremmo classificarla, forzando un po’ il termine, come energy manager in quanto la sua forza è il software di gestione e non l’hardware, ovvero la batteria.

In Italia, escludendo gli impianti di autoconsumo, le infrastrutture presenti sono di proprietà di Terna e di Enel; quest’ultima, come emerso dal Rapporto OIR 2016, è il primo investitore mondiale nel campo dei sistemi d’accumulo.

 

 Progetti di Energy StorageEnergy Storage
Immagazzinamento dell'energia (o stoccaggio dell'energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
), consiste in una serie di tecniche e processi che permettono di concentrare su supporti diversi, differenti forme di energia per essere utilizzate successivamente. Un dispositivo che accumula energia è chiamato talvolta accumulatore. Tutte le forme di energia sono energie potenziali oppure energie cinetiche. I sistemi di stoccaggio in uso commerciale oggi possono essere classificabili in meccanici, elettrici, chimici, biologici, termici e nucleari. Lo stoccaggio di energia, come processo naturale, non è un tecnica o processo di recentissima scoperta. Finora, lo stoccaggio da impianti idroelettrici con pompaggio dell’acqua era sembrata l’unica via percorribile per l’immagazzinamento di grandi quantità di energia, ma gli sviluppi recenti nelle tecnologie degli accumulatori hanno aperto la strada a soluzioni come le batterie ad accumulo che consentono l’integrazione efficiente della energia da fonti rinnovabili generata intermittentemente.

nel mondo

carta02.png

 Fonte: WEC

 

 

4) Le FER costituiscono una delle leve più importanti per il mercato dell’energy storage. Quali sono i comparti delle rinnovabili che presentano le potenzialità maggiori per un più rapido sviluppo del mercato dei SDA? Ci può descrivere le soluzioni già in funzione in Italia?

Ci sono pochi dubbi che il comparto delle FER non programmabili sia quello a presentare già oggi esempi concreti di applicazione non solo all’estero, ma anche in Italia. Per descrivere la situazione nel nostro paese occorre fare innanzitutto una distinzione tra impianti destinati all’autoconsumo ed impianti utility scale collegati alla rete. Per quanto concerne l’autoconsumo, in Italia, ci sono già molti impianti fotovoltaici accoppiati ad un sistema d’accumulo. Sui grandi impianti utility scale (ovvero impianti da diversi MW allacciati alla rete) inizia ad esserci qualche sperimentazione; tuttavia il market design non è ancora adeguato a questo tipo d’impianti ed inoltre non è ancora stato riconosciuto il valore che questi impianti possono conferire. Un campo di sperimentazione particolare riguarda le isole, alimentate da generatori diesel: il carburante viene trasportato di frequente via nave, ed i costi sono molto elevati, per cui il ricorso a sistemi di energy storage potrebbe trovare campo fertile d’applicazione, come rappresentato dall’esperimento avvenuto sull’Isola del Giglio.

 

 

5) L’Italia, a livello europeo, è tra i paesi più attivi nel settore dell’energy storage. Tuttavia uno dei freni allo sviluppo, che determina principalmente il gap con Germania e Regno Unito, è dato dal sistema normativo. Quali sono le soluzioni che si auspica vengano intraprese dal legislatore?

I meccanismi da riconoscere e regolare sono diversi. Il nostro studio li ha messi un po’ in luce: ci sono paesi dove la promozione, per l’acquisto di sistemi d’accumulo energetico, avviene mediante incentivi fiscali, mentre in altri il mercato è libero e si remunerano alcuni servizi. Per me è proprio questa la chiave, visti i molteplici servizi che i sistemi d’accumulo offrono alla rete. Per cui bisogna considerare l’energia non come costo ma come valore. 

 

 

6) Sia a livello residenziale che industriale, un altro freno allo sviluppo è dato dal prezzo molto alto degli accumulatori elettrochimici. Ritiene che sia necessario un sistema d’incentivi oppure sono altre le variabili che potrebbero comportare una riduzione dei prezzi?

Gli incentivi a mio parere sono un buon meccanismo e li vedrei accoppiati molto bene alle tecnologie innovative, o quantomeno a quelle più promettenti. Per il resto preferirei spingere l’acceleratore sui meccanismi di mercato che se attivati potrebbero generare un aumento nella domanda in modo da far abbattere sia il prezzo finale sia i costi di produzione. 

Data: 18/10/2016

Archivio

Ti potrebbe interessare anche...

"Come il clima cambia il business" "Come il clima cambia il business"

È stato ed è giusto incentivare le fonti di energia rinnovabili? Le auto elettriche e ibride hanno un futuro? La tassa sulle emissioni, già in vigore in molti paesi, danneggia seriamente il business o è invece il...Scopri tutte le letture consigliate

Nucleare: Il panorama italiano ed europeo tra falsi miti e lentezze burocratiche18/10/2017
Nucleare: Il panorama italiano ed europeo tra falsi miti e lentezze burocratiche

Umberto Minopoli, Presidente Associazione Italiana Nucleare, ha risposto alle nostre domande in merito al panorama internazionale e nazionale...

Leggi tutto

Energia: Il ricorso a soluzioni "smart" per aumentare il comfort del consumatore18/10/2017
Energia: Il ricorso a soluzioni "smart" per aumentare il comfort del consumatore

Abbiamo intervistato Attilio di Pierri, Responsabile Sviluppo Servizi a Valore Aggiunto - Edison Energia, il quale, in occasione dell'ultimo...

Leggi tuttoArchivio

Energia: La forza del brand e modalita' di fidelizzazione del cliente09/10/2017
Energia: La forza del brand e modalita' di fidelizzazione del cliente

Il digital ha radicalmente rivoluzionato il modo di operare all’interno delle aziende; quali sono state  le principali ripercussioni interne alla...

Leggi tuttoArchivio

Quanto ne sai su
I nostri convegni?
esplora le nostre pagine educational
Energipedia

Sitemap
   
Home | Orizzontenergia in due parole | I nostri convegni | Chi siamo | Note legali | Privacy | Contatti