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OrizzontEnergia

Clima: Emissioni di Co2 prodotte dall'uomo, non sono la vera causa del riscaldamento globale

Ernesto Pedrocchi, Professore Emerito di "Energetica" presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, nell'articolo seguente delinea la situazione energetica del pianeta focalizzando la propria attenzione sulle emissioni antropiche di C02; queste ultime nonostante vengano spesso considerate come responsabili principali dell'aumento del riscaldamento globale, non sono ritenute dal Prof. Pedrocchi la discriminante principale dell'aumento delle temperature. 

 

SITUAZIONE ENERGETICA MONDIALE ED EMISSIONI ANTROPICHE DI CO2

Il trend di copertura del fabbisogno energetico mondiale è rappresentaton nella fig.1; la situazione attuale (2014) è: combustibili fossili 81%, fonti rinnovabili 14,5% (nuove rinnovabili: solare ed eolico circa 1%) e nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
4,5%
. Le previsioni per i prossimi decenni dedotte da studi di   IEA, EEA, WEC, BP, Exxon, sono le seguenti:

  • EP (energia primariaenergia primaria
    Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun'altra forma.
    ) +1,5% annuo;
  • EE (energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    ) +2-3% annuo;
  • ER (energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    - il sole
    - il vento
    - l'acqua
    - la geotermia
    - le biomasse
    ) non saranno in grado nei prossimi decenni di sostituire i combustibili fossili, quindi di contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni antropiche di CO2;
  • EN (energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l'uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell'aria e nell'acqua. L'uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l'uranio 238 (per il 99.9 %), l'uranio 235 (l'uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l'uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell'uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l'enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all'acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    ), che pure è carbon free, ha difficoltà socio politiche di espansione;
  • La conseguenza è che le emissioni antropiche di CO2 continueranno inesorabilmente ad aumentare per circa 1% annuo.

Fabbisogno_EP.png

Fig. 1 Copertura del fabbisogno di EP (1972-2014) (da IEA)

Circa il 40% delle attuali emissioni antropiche di CO2 sono imputabili ai paesi OCSE, ma questa frazione è destinata a continua diminuzione, il resto è essenzialmente imputabile ai paesi in via di sviluppo che non possono rinunciare all’uso dei combustibili fossili pena “fermare il loro sviluppo”. L’UE, che dà un contributo di solo circa il 10%, è stata la mosca cocchiera nel supporto all’ipotesi dell’AGW (Antropogenic Global Warming) e vuol giocare il ruolo di leader morale imponendo questa scelta a tutti i paesi aderenti e promuovendo con un pressing parossistico a livello mediatico la sostituzione dei combustibili fossili prevalentemente con l’utilizzo delle nuove fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
.

 

 

LA SITUAZIONE RECENTE DEL CLIMA GLOBALE

Il parametro principe per caratterizzare il clima globale è la temperatura globale media (Tgm) che riassume tutti i più importanti parametri: in particolare la copertura niveo-glaciale e il livello del mare. L’influenza di fenomeni naturali sul clima globale dalle analisi paleo climatiche è tutt’altro che trascurabile, ma è scientificamente poco nota. La CO2 è indubitabilmente un gas serra, ma il suo effetto è sempre minore man mano che aumenta la sua concentrazione in atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
(1). Le emissioni di CO2 antropica costituiscono ora meno del 5% del totale  immesso in atmosfera e in tutta la storia climatica dall’uscita dell’ultima glaciazione non c’è evidenza che l’aumento della CO2 in atmosfera abbia causato aumento della Tgm (2). L’ingresso e l’uscita delle glaciazioni  che si sono succedute nell’ultimo milione di anni sono sempre state governate da fattori astronomici  e non dai gas serra. L’ipotesi dell’AGW  è stata forzata in tutto il mondo da una lobby ideologica non solo senza che ci fossero rigorose basi scientifiche, ma malgrado ci fossero sempre più forti dubbi a riguardo. Un’operazione così invasiva sul progresso dell’umanità, come può essere la decarbonizzazione del settore energetico, deve basarsi su rigorose conoscenze scientifiche e non può sostenersi solo sul principio di precauzione un concetto vago senza base razionale.

Il clima globale per gli ultimi decenni è rappresentato tramite la Tgm rilevata dai satelliti in fig.2: si rileva un lieve riscaldamento tra il 1979 e il 2000, poi un periodo di stabilità fino a circa il 2014 e dopo un ulteriore riscaldamento dovuto essenzialmente al fenomeno naturale di El Nino, che è sempre responsabile dei picchi di Tgm riscontrati in tutto il periodo. Ora la Tgm sta ritornando al livello di pausa o di leggera crescita che si era manifestato dopo il 2000. Inoltre siamo in una fase di “sole debole”, testimoniato dalla evoluzione dei cicli delle macchie solari, dalla diminuzione della radianza solare e dalla diminuzione del vento solare (3), che non fa presagire un ulteriore riscaldamento del pianeta. Non è privo di significato il passaggio semantico introdotto dagli stessi sostenitori dell’AGW da “global warimng” a “climate change”.


TGM_1979.png
Fig. 2 Tgm rilevata dai satelliti dal 1979

Si sostiene che l’AGW goda di largo consenso nel mondo scientifico. Premesso che la scienza non procede per consenso democratico, altrimenti saremmo ancora all’ipotesi geocentrica (Tolomeo) del sistema solare, è opportuno sapere che il tanto sbandierato 97% di consenso nel mondo scientifico  è il risultato di un’analisi gravemente difettosa di pubblicazioni scientifiche, condottacondotta
Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
senza alcun rigore metodologico e criticata da molti studiosi del settore. I dati più recenti a riguardo evidenziano che attualmente il consenso è intorno al 70% (4), valore non particolarmente elevato tenuto conto del giro dei finanziamenti e della connotazione di «politicamente corretto» attribuita all’AGW.

 

 

LA DERIVA IDEOLOGICA 

L’AGW invece di restare un problema scientifico è diventato ormai un mito ideologico che ha raggiunto il suo apice nell’accordo di Parigi in corrispondenza alla COP 21. L’accordo  è stato magnificato come un traguardo importante e storico che cambierà il mondo. La realtà è diversa: l’accordo è stato imposto dagli US con l’obiettivo prioritario che non contenesse obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni e di compensi economici. Questo risultato ha reso furenti gli ambientalisti, scontenti  per ragioni diverse l’UE e i paesi in via di sviluppo, questi non sono disponibili se non in un futuro indecifrato a subire limitazioni sulle loro emissioni, ma  vedono invece l’ipotesi dell’ AGW come l’occasione per rivendicare da subito compensazioni dai paesi sviluppati ( si parla di 100 G$/y). L’accordo si è poi derubricato a un vincolo sull’aumento di Tgm (<2°C), questo  è un vincolo fittizio privo di ogni base scientifica e  non alla portata dell’uomo.

ll cambiamento climatico ha poi dato lo spunto a una ristretta  élite di politici  e burocrati, autoreferenziatisi come salvatori del mondo, di inserire nell’accordo di Parigi una serie di argomenti vari, legati artificiosamente o del tutto non legati al cambiamento climatico, per imporre linee guida sovranazionali che promuovano il bene dell’umanità. In sostanza è un tentativo di avviare una governance mondiale. Un governo mondiale è molto difficile, come le esperienze attuali (ONU) e passate  (Società delle Nazioni) mostrano, ma potrebbe essere auspicabile per risolvere alcuni grandi problemi che affliggono l’umanità: le guerre tribali e religiose,  le malattie endemiche, la mancanza di istruzione,  ecc: in estrema sintesi la riduzione della differenza tra paesi ricchi e paesi poveri. Si è voluto usare la paura isterica dell’AGW, alimentata da una perversa disinformazione che vi attribuisce qualsiasi cosa vada male su questo Pianeta, come cavallo di Troia, per  un fine socio politico. L’AGW che è costato e costa molto (1G€/d), ma che non ha basi scientifiche attendibili, potrebbe al limite risultare una via sbagliata e perversa per finalità che potrebbero essere di per sé buone. Se, come potrebbe anche succedere, non fosse vero, si rischia di disperdere un’enorme ricchezza che poteva essere direttamente utilizzata nella lotta alla povertà senza camuffarla dietro l’AGW. Ovviamente questo non piace alla lobby della green economy ormai diventata un gigantesco potere economico.

 

Note

[1] IPCC  (The Physical Science Basis 2013)

[2]  www.climate4you.com

[3] Solar Influences Data Analysis Center (SIDC)

[4] Richard S J Tol 13 April 2016 • © 2016 IOP Publishing Ltd - Environmental Research Letters, Volume 11, Number 4

 

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Data: 19/04/2017

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