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OrizzontEnergia

Rinnovabili e strategia energetica per l'Italia

Alessandro Clerici Presidente onorario FAST e WEC Italia, dapprima commenta i dati aggiornati del precedente articolo  pubblicato il 14/12/2016 “Rinnovabili: l' integrazione nel sistema elettrico di eolico e fotovoltaico” che presentava le principali informazioni e raccomandazioni del rapporto WEC- CESI "Variable Renewables Integration in Electricity Systems – How to get it right"  lanciato dal World Energy Council (WEC) il 20 settembre 2016. Il rapporto WEC-CESI riporta i risultati e le conclusioni di un gruppo di lavoro WEC, coordinato da Clerici, e comprendente 32 nazioni che rappresentano circa il 90% della totale potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
eolica e fotovoltaica installata nel mondo, potenza che data la non programmabilità di tali risorse rinnovabili pone una serie di sfide al globale sistema elettrico, al mercato ed ai clienti finali. Nella seconda parte delle note, sulla base dei principali dati relativi ai consumi energetici italiani ed a quanto già fatto dall’Italia per il raggiungimento degli obbiettivi 20-20-20, vengono riportate alcune brevi considerazioni relative al come far fronte agli impegni futuri derivanti dalle politiche europee con una appropriata strategia italiana.

 

RINNOVABILI

1.1- LO SVILUPPO DEL MERCATO

Gli investimenti in energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
(FER) per produzione di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
da sole, vento, acqua, geotermiageotermia
È una forma di energia termica accumulata nelle profondità terrestri grazie al flusso di calore proveniente dal mantello e dal nucleo del pianeta. Lo sfruttamento dell'energia geotermica avviene soltanto in zone particolari dove questo fenomeno è particolarmente attivo (per esempio in prossimità di vulcani, geyser, soffioni, ecc...). Essa trova impiego sia nella produzione di energia elettrica che nella produzione di calore per usi industriali o civili (geotermia a bassa entalpia).
e biomasse, hanno avuto un andamento crescente che ha raggiunto i 286 miliardi di dollari nel 2015, escludendo le centrali idro con potenza superiore ai 50 MW. La capacità installata globale di fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
è più che raddoppiata in 10 anni da 814 GW nel 2004 a 1712 GW nel 2014 e la crescita è stata principalmente trainata da eolico e solare fotovoltaico, che sono passati da 48 GW e 3 GW nel 2004 a 370 GW e 181 GW rispettivamente nel 2014 come dal rapporto  ed a fine 2016 hanno raggiunto i 487 ed i 305 GW. L’idroelettrico è ancora la più grande fonte di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
elettrica rinnovabile (FER) e
rappresenta il 73% della produzione di energia  da FER; le centrali convenzionali termiche e nucleari nel 2014 hanno ancora avuto una quota del 77% rispetto al 23% dalle rinnovabili.

La quota di energia eolica e solare nella produzione di energia elettrica globale è tuttavia ancora relativamente modesta e pari a circa il 5% del totale a fine 2016.

La capacità installata sempre crescente, insieme con gli sviluppi tecnologici, hanno portato ad una rapida riduzione della spesa in capitale per molte tecnologie rinnovabili. Il solare fotovoltaico ha fatto registrare tra il 2010 ed il 2014 una dimezzamento del costo del kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
installato nei paesi OCSE e ancora di più in paesi non OCSE.

Gli investimenti  in FER, con esclusione dei grandi impianti idroelettrici superiori a 50 MW, hanno visto un andamento crescente negli anni raggiungendo i sopracitati 286 miliardi di dollari nel 2015 ma con un cambio sostanziale nella quota tra paesi OCSE (grande preponderanza iniziale trainata da Europa) e paesi emergenti  che con 156 miliardi di dollari hanno superato per la prima volta nel 2015 i paesi OCSE (130 miliardi di dollari); i globali 286 miliardi di dollari superano gli investimenti in impianti convenzionali. L’Europa che è stata leader nello sviluppo di eolico e fotovoltaico grazie a forti politiche di sostegno ora ridottesi, ha raggiunto nel 2015 i 49 miliardi di dollari, 21% in meno rispetto al 2014. Il mercato si è spostato verso l’Asia con Cina in testa (nel 2015 con ben il 36% dei totali investimenti mondiali nelle FER rispetto al 17% di Europa, 15% negli Stati Uniti e 12,5% nell’emergente Giappone). La totale capacità di fotovoltaico in servizio in EU è passata in 5 anni dal 75% al 43% della totale mondiale e l’eolico dal 40% al 33%. Interessanti sviluppi si sono avuti anche nelle Americhe ed in Africa. A seguito della pubblicazione del rapporto WEC, secondo gli ultimi dati BNEF, gli investimenti del 2016 hanno visto rispetto agli andamenti passati una riduzione di circa il 18% rispetto al 2015; dato il calo dei prezzi delle FER, la totale potenza  installata ha registrato un calo minore.

 Investimenti globali in miliardi di $, 2004-2015  in energie rinnovabili escludendo centrali idro con potenza superiore a 50 MW  (fonte: BNEF)

 

I prezzi dei contratti a lungo termine (ad esempio aste e feed in tariff) in $/MWh registrati secondo la IEA (International Energy Agency) a Giugno 2015 per alcuni Paesi, per impianti fotovoltaici di taglia superiore ai 5 MW e per impianti eolici a terra,  sono ormai valori sorpassati che hanno visto notevoli riduzioni nel primo semestre del 2016. Le ore equivalenti di utilizzo di centrali eoliche, in alcuni Paesi caratterizzati anche da bassi costi locali come Marocco, Egitto, Brasile nord-orientale, Messico sono in media intorno al 50% delle 8760 ore annue e questo ha  portato a fine Giugno 2016 i prezzi offerti dagli investitori a 28 $/MWh in Marocco, 38 $/MWh in Perù e tra i 40-55 $ / MWh in Egitto, Messico, Sud Africa e Brasile.

Allo stesso modo, gli impianti fotovoltaici in zone molto soleggiate hanno ore equivalenti di utilizzo che si avvicinano al 30% delle totali annue e questo ha prodotto - nel primo semestre del 2016 –  prezzi delle aste per impianti fotovoltaici pari a 30$/MWh negli Emirati Arabi Uniti, 35$/MWh in Messico e 48-55 $/MWh in Perù e Sud Africa.

A seguito della pubblicazione del rapporto WEC sono state registrate ulteriori riduzioni nelle offerte relative alle ultime aste con risultati pubblicati entro fine Febbraio 2017. Nell’eolico in Messico si è scesi a 32 $/MWh ed a 40 in Cile. Per  il fotovoltaico  negli Emirati Arabi ed in Messico le migliori offerte sono scese a circa 25 $/MWh per alcuni impianti ed in Cile a 30 $/MWh.

Per quanto riguarda la situazione nei 32 paesi dello studio WEC si rimanda all’articolo precedente; viene qui riportata nuovamente la  tabella con i 5 paesi più importanti per eolico e fotovoltaico.

 

Top 5 Paesi per capacità installata in servizio fotovoltaica ed eolica, percentuale di produzione da fonti rinnovabili non programmabili sulla produzione nazionale e percentuale di potenza in stallata in servizio di Fonti Rinnovabili Non Programmabili (FRNP) sulla domanda di picco.  (fonte: Gruppo di lavoro WEC)        

 

Paesi come la Germania e la Danimarca hanno una totale capacità installata (chiaramente la massima potenza istantanea da tutte le centrali del paese risulta del 20-30% inferiore) di FRNP pari al picco di carico annuale.

L’Italia è la nazione con la maggior produzione percentuale da fotovoltaico rispetto alla produzione nazionale con quasi il 9%.

 

 

1.2 - IMPATTI DELLE FRNP SUL SISTEMA ELETTRICO E SUL MERCATO

Si ricorda che nel rapporto erano stati suddivisi in 4 grandi categorie e per dettagli si rimanda all’articolo precedente:

Impatti sulle centrali convenzionali (maggior riserva per bilanciare la variabilità di eolico e fotovoltaico, riduzione del numero di ore di funzionamento data la priorità di dispacciamentodispacciamento
Energia elettrica:
Attività di gestione, istante per istante, dei flussi di energia elettrica consumata e dei flussi di energia elettrica prodotta in modo da garantire un costante equilibrio tra domanda e offerta. L'energia elettrica, infatti, è un bene che non si può immagazzinare, quindi a fronte di una richiesta deve esserci necessariamente un punto di produzione in tempo reale. Queste operazioni, molto complesse, sono svolte da Terna.
Gas naturale:
Attività di gestione del sistema di trasporto e distribuzione del gas per rendere disponibile, in qualsiasi momento e in ogni punto della rete, la quantità di gas richiesta.
delle rinnovabili, maggior flessibilità richiesta con rampe di carico in salita e discesa ed eventuali spegnimenti e riaccensioni);

Impatti sul mercato dell'elettricità (abbassamento del prezzo del kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
nella borsa elettrica data la priorità di dispacciamento a prezzo zero delle rinnovabili, picco del prezzo del kWh  alla sera dopo il calar del sole in paesi come l’Italia caratterizzati da un forte fotovoltaico);

Impatti sui sistemi di trasmissionetrasmissione
Attività di trasporto dell'elettricità sulla rete a partire dai centri di produzione sino ai centri di utilizzo. Il maggiore proprietario della rete di trasmissione nazionale dell'energia elettrica ad alta tensione è Terna.
e di distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
 
(necessità di investimenti in nuove strutture per poter accogliere la potenza generata da fonti rinnovabili, inversione dei flussi di potenza su linee a bassa e media tensionetensione
Grandezza fisica che rappresenta l'energia necessaria a far fluire una carica elettrica tra due punti, per creare una corrente. Nel Sistema Internazionale si misura in Volt. Le linee elettriche possono essere ad altissima tensione (tensione nominale superiore a 150 kV), alta tensione (compresa fra 35 e 150 kV), media tensione (compresa fra 1 e 35 kV) e a bassa tensione (tensione inferiore a 1 kV).
alle quali sono allacciati impianti di rinnovabili e conseguenti modifiche ai sistemi di protezione e controllo della tensione);

Impatti sui consumatori  di elettricità (ricaduta sui clienti finali dei cosiddetti oneri di sistema, includenti gli incentivi alle rinnovabili, che superano per alcune categorie i vantaggi dovuti alla riduzione del prezzo in borsa e che dal rapporto WEC per Italia  e Germania arrivano a circa 13  e 25 miliardi di euro all’anno rispettivamente).

Per quanto riguarda l’impatto sui clienti in Italia, nel rapporto WEC vengono riportati i dati GSE relativi a Marzo 2015 ed alla bolletta elettrica di un cliente medio domestico che paga 500 €/anno.

La suddivisione percentuale è come segue:

  • 24%     oneri di sistema(componente A3)
  • 18%     trasmissione e distribuzione
  • 13,5%  tasse
  • 44,5%  quota energia

 

Nonostante le sfide poste dalla variabilità e dalla difficile programmabilità di elettricità da vento e sole, i TSO, DSO e proprietari di centrali di produzione in tutto il mondo sono riusciti a garantire un affidabile funzionamento dei sistemi elettrici anche con percentuali di potenza da FRNP impensabili fino a pochi anni or sono.

 

 

1.3 - COSTI DI CAPITALE E DI O&M DI IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI E RISULTATI DI ULTIME ASTE IN EUROPA

L’Annesso 1 del rapporto WEC contiene una notevole serie di dati relativi a recenti costi di capitale (CAPEX) e di esercizio e manutenzione ( O&M )per impianti eolici e fotovoltaici nei vari continenti ed i risultati relativi alle aste fino a metà 2016.

Alcune nazioni (es. Giappone) hanno fornito anche interessanti analisi relative a valori di LCOE (Levelized Cost Of Energy in $/kWh) in diverse ipotesi di load factors, discount rate, vita degli impianti e costi di decommissioningdecommissioning
Attività multidisciplinare che si applica agli impianti in fase di demolizione, rinnovamento o costruzione. L'obiettivo principale è la bonifica della zona di edificazione della centrale nucleare attraverso lo smaltimento del combustibile irraggiato e delle scorie di lavorazione e successivo stoccaggio.
.

Si rimanda al relativo allegato 1 per i dati raccolti nelle varie nazioni di Asia, Europa, Africa, Nord America e Sud America; viene qui fatto un breve cenno su alcuni risultati:

Il CAPEX per impianti fotovoltaici domestici fino a qualche kW di potenza varia da valori vicini a 1.000$/kW in India a circa 3.500-4.000 $/kW in Giappone e Stati Uniti.

Il CAPEX per impianti fotovoltaici con potenze superiori a qualche MW varia da valori nettamente inferiori a 1.000 $/kW in  Africa, Medio Oriente, India ed America Latina a 2.700 $/kW in Giappone.

Il load factor per impianti fotovoltaici varia da valori inferiori a circa un 10% in Inghilterra  al 30% in alcuni Paesi del Sud America, Medio Oriente ed Africa.

Il load factor per impianti eolici arriva in Marocco fino a valori che superano il 55% da confrontarsi con impianti italiani non ottimali con valori del 18%. Ciò significa che la quota parte del costo del kWh legata all’investimento risulta in Italia oltre 3 volte superiore in valore assoluto a quella relativa al Marocco, a parità di investimento al kW installato.

I servizi di O&M sono generalmente quotati in $ od € per MW installato a seconda delle nazioni ed il valore per l’eolico tende ad aumentare con l’età degli impianti. Per uno scopo “full service” i contratti iniziali sono tipicamente in Europa tra i 20 ed i 30 $/MW e questo significa che per 1600 ore equivalenti (load factor del 18% come per vari impianti in Italia) si ha un'incidenza di 12,5-18,7 $/MWh, valore che decresce in maniera inversamente proporzionale alle ore di utilizzo.

Per il fotovoltaico, nel rapporto sono stati menzionati per l’Italia i dati pubblicati in passato relativi ad impianti superiori a 3,5MW  e con 1.350 ore equivalenti di utilizzo davano la seguente suddivisione dei 45 $/MWh: 56% O&M (incluse forniture di parti di ricambio), 18% affitto del terreno, 10% assicurazione “all risks”, 10% telecomunicazioni/monitoraggio, 6% guardiania. Con ridotte ore di utilizzo l’incidenza dell’O&M sul costo totale del kWh assume quindi valori importanti.

 

Con riferimento ai risultati delle aste sono già stati menzionati i valori record più sopra. Occorre ricordare, a parte i dati di insolazione e vento delle varie località, influenzano notevolmente i risultati le diversità per tempistica del contratto di acquisto dell’energia in anni, le penali previste, la tipologia degli impianti messi in gara (potenza e  per fotovoltaico  se” roof top” o a terra ), il tipo di gara (pay as bid o tutti aggiudicati al valore dell’offerta più alta accettata che arriva a completare l’ammontare di potenza messo in gara per i totali impianti), i costi locali (inclusi quelli finanziari e dell’eventuale connessione alla rete).

Occorre notare che da Giugno 2016 (data di ultimi risultati considerati  nel rapporto WEC CESI)  sono stati ufficialmente pubblicati entro Febbraio 2017 i seguenti risultati di aste in Europa:

  • In Francia, impianti fotovoltaici a terra aggiudicati per totali 160 MW hanno registrato al Sud del paese un valore medio di 62,5 €/MWh. Per l’eolico è prevista  per 3 GW su 3 anni  un’asta  a scendere con valore di riferimento di 72€/MWh  per turbine con diametro maggiore di 100m.
  • In Germania sono stati aggiudicati 27 progetti fotovoltaici per totali 163 MW ad un prezzo medio di 69 €/MWh. Tale valore è superiore a quello relativo ad impianti per la Germania in paesi confinanti aggiudicato in Danimarca a 53,8 €/MWh. Per il fotovoltaico è stato posto un tetto massimo di 2500 MW/anno che tuttavia nel 2016 ha visto il raggiungimento di soli 1400 MW; 600 MW di fotovoltaico a terra saranno oggetto di una recente gara. Gli impianti roof top fino a 750  kW possono ancora usufruire di una tariffa feed in.

Germania: Capacità annua installata addizionale di solare fotovoltaico  effetto della drastica riduzione dell'incentivo feed in tariff dal 2012 (fonte: BSW-Solar, Beta)

 

  • In Italia le ultime aste per impianti eolici hanno visto i 3 vincitori di differenti lotti allineati su un 40% di sconto sul prezzo base con offerte di 66 €/MWh.

 

 

 

BREVI CONSIDERAZIONI SU UNA STRATEGIA ENERGETICA PER L'ITALIA

L’Italia è un paese fortemente dipendente dall’estero per quanto riguarda le energie primarie e quindi l’economicità dell’energia nelle sue varie forme ed usi per i clienti finali e la  sicurezza di approvvigionamenti assumono un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio economico del paese nel quale la disoccupazione e specie quella giovanile ha raggiunto valori più che preoccupanti.

Nel nostro paese abbiamo vissuto nel settore energetico un andamento non certo organicoorganico
Aggettivo applicato a qualunque sostanza abbia origine animale o vegetale.
con impennate spinte da interessi di categoria; basta vedere nel settore elettrico negli ultimi decenni il tutti sulla palla dapprima  sul CIP 6CIP 6
Acronimo del provvedimento n. 6 del Comitato Interministeriale dei Prezzi, varato nel 1992, che stabilisce i prezzi incentivati per l'elettricità prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. I costi di tali incentivi, aggiornati ogni 3 mesi, vengono addebitati in bolletta attraverso la componente A3.
poi sui cicli combinati e poi sulle rinnovabili sfruttando ”appropriate”  legislazioni e/o le azioni di ben architettate  lobby. Chiaramente anche l’evoluzione tecnologica che corre più velocemente delle legislazioni  e  sempre più velocemente  ha avuto un notevole impatto unitamente ad una  maggior sensibilità per gli aspetti ambientali e le susseguenti regolamentazioni a livello europeo.

Una strategia energetica dovrebbe dare le linee guida basate su una dettagliata analisi  della situazione attuale  e dei possibili trends evolutivi (e qui nascono le incertezze) ponendo dei chiari obiettivi  per tutti gli stakeholders energetici inclusi i clienti finali; una strategia per non essere un puro esercizio intellettuale deve essere poi chiaramente implementata con piani ben definiti  e controllati nel loro divenire, tenendo in conto le evoluzioni geopolitiche globali  e quelle dei mercati, delle tecnologie e delle regolamentazioni generali ed ambientali a cui l’Italia è “legata” (esempio quelle derivanti dal partecipare all’UE). Tutte le risorse primarie devono essere tenute in considerazione senza idolatrie o demonizzazioni e così pure le varie tipologie di trasformazioni ed usi finali con un approccio sistemico che abbia come obiettivo di arrivare il quanto più possibile ad un ottimo per il sistema paese che non è detto coincida con l’ottimo  di alcuni settori spinti da interessi particolari che sfociano poi in “bolle”.

Venendo ai numeri, i consumi di “risorse primarie” in Italia sono intorno alle 160 MTEP (milioni di tonnellate equivalenti di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
) con circa un 35% di petrolio, 32% di gas, 20% di rinnovabili, 8% di carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
e 5% di elettricità importata; le risorse nazionali utilizzate (rinnovabili e non) sono intorno al 25% trainate dalle rinnovabili, con idrocarburiidrocarburi
Composti chimici formati da carbonio e idrogeno che costituiscono il petrolio e il gas naturale. Esistono diverse classificazioni degli idrocarburi a seconda dei legami chimici presenti nelle molecole.
in calo per le opposizioni ambientali. Occorre notare un crollo del 20 % rispetto alle 200 MTEP di 10 anni orsono, crollo dovuto fondamentalmente alla crisi e non ad interventi strutturali.

Se guardiamo gli  utilizzi finali, sono  vicini alle 120 MTEP e di queste a grandi linee il 39% sono ”mangiate” dal residenziale e terziario, il 30%  dai trasporti, il 29% dall’industria ed il 2% dall’agricoltura.

Le emissioni di  CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

 in Italia si  sono ridotte a circa 440 milioni di tonnellate
da confrontarsi con i 36 miliardi mondiali, con Cina a 9,7 miliardi, Stati Uniti a 5,4, UE a 3,6 ed India 2,6. Le emissioni italiane vengono per il 30% dalla produzione di elettricità, il 25% dai trasporti, il 20% dall’industria, il 18%  dal residenziale e terziario  ed il restante da altre voci varie. Entrando nei dettagli si può notare che solo il 38% rientrano nell’ETS (Emission TradingTrading
Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
System) dell'Unione Europea, strumento che si trova ora nella terza fase 2013-2020 e che non ha certo raggiunto completamente gli scopi che si prefiggeva con il tetto posto a certe emissioni e con la possibilità di cedere o acquistare quote da parte delle imprese. Gli impianti che partecipano al sistema (e per alcuni settori solo quelli superiori ad una certa taglia) per quanto riguarda la CO2 sono quelli relativi alla produzione di energia elettrica e calore ed i settori industriali ad alta intensità energetica (raffinerie, acciaierie e produzione di metalli, cemento, calce, vetro, ceramica, pasta di legno, carta, prodotti chimici) oltre all’aviazione civile. Il basso valore di mercato attuale della CO2 di circa 5€/tonnellata sta creando assurde distorsioni e la Germania ne è l’esempio più eclatante. Con una CO2 a valori così bassi risulta più conveniente produrre l’energia elettrica con il carbone rispetto a efficientissimi cicli combinati che per kWh prodotto emettono una quantità di CO2 oltre 2,5 volte inferiore; e difatti la Germania produce il 42% della sua elettricità con lignitelignite
Tipologia di carbone caratterizzato da un grado di maturazione poco spinto. Essa, infatti, presenta un contenuto di carbonio pari al 67 % circa, contro l'85 % dei carboni impiegati per scopi energetici.
locale (ben peggio del carbone) e con carbone. In compenso il kWh prodotto con centrali eoliche off shore ha incentivi per tonnellata equivalente di CO2 evitata circa 100 volte superiore al valore di quella prodotta dalle centrali a lignite /carbone; ci si domanda dove sta la logica.

Se consideriamo gli obiettivi posti dalla Comunità Europea al 2020 con il famoso pacchetto 20/20/20 (relativo alla quota 20% di FER sui consumi finali lordi fissato al 17% per l’Italia, riduzione del 20% dei consumi di energia primariaenergia primaria
Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun'altra forma.
tramite efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
 e riduzione del 20% delle emissioni) sono già stati raggiunti in anticipo dall’Italia. In particolare il valore delle FER è stato ottenuto  con generosi incentivi che, ahimè, alla loro riduzione/annullamento hanno ucciso nella culla fotovoltaico ed eolico. Dai dati ENEA  il valore totale di incentivi per le FER ha superato i 12 miliardi nel 2013 ed i 14 miliardi nel 2016. In particolare il solare (fondamentalmente fotovoltaico) nel 2016 ha ricevuto per i poco meno di 21 TWh ritirati un corrispettivo di 6,1 miliardi di euro (valore medio di ben 300 €/MWh), seguito da fonti termiche per 2,6 miliardi, eolico 2,3, idroelettrico 1,7 e biogasbiogas
Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
1,6 per un totale di 14,4 miliardi come da pubblicazione GSE.

Ma se per il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto 20/20/20 non abbiamo grandi problemi, occorre guardare piu’ in la’; infatti le nuove direttive europee presentate a fine Dicembre 2016 con il cosiddetto Winter Package pongono nuovi limiti al 2030 e cioè 27% per FER, 30% energia primaria rispetto al tendenziale 2007, 43% di riduzione per emissioni  ETS in Italia e 33% per emissioni non ETS (fondamentalmente per noi trasporti e residenziale/terziario). Per l’Italia si presenta particolarmente critico il valore a noi affibbiato per le  emissioni non ETS.

Per raggiungere tali obiettivi al minimo costo per il paese Italia è necessaria una strategia energetica con  susseguenti piani dettagliati basati su attente valutazioni di costi/benefici a livello paese, identificando e valorizzando opportunamente  i costi (ad esempio per ogni tecnologia quelli relativi ad ogni TEP evitata  e  tonnellata di CO2 evitata, i costi di incentivi  ecc) ed i benefici (ambientali, per la salute, per l’energia importata, per l’occupazione creata, ma anche per l’erario relativamente ai prodotti e servizi resi dalle industrie). Vorrei ricordare che sulla base dei vari studi della Task Force Efficienza energetica di Confindustria, che ho avuto l’onore di coordinare per vari anni, da una mia elaborazione sui  risultati finali  si può dedurre che fatto 100 il costo per evitare 1 ton CO2 con l’isolamento degli edifici, si ha 50 con efficientizzazione degli elettrodomestici, 25 con la cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
, 20 con l’applicazione di motori efficienti ed inverters e circa 5 sia con l’applicazione di pompe di calore e sia con nuove tecnologie di illuminazione; si hanno quindi differenze da 1 a 20 per le differenti tecnologie ed occorrerà definire un mix ottimale. In definitiva un approccio sistemico/olistico è essenziale.

Affinchè SEN e relativi piani risultino efficaci occorrerà a livello della loro definizione

  • un forte coinvolgimento di tutti gli  stakeholders  non solo sentiti separatamente ma messi dialetticamente intorno ad un tavolo per rendersi conto dei riflessi sugli altri delle loro proposte, arrivare ad una mediazione dei vari interessi per  cercare di arrivare ad  una visione condivisa per  l’ ottimo per il  paese;
  • una informazione capillare e coinvolgimento della popolazione, specie  anche quelle locali che dovranno ospitare importanti infrastrutture (e occorre stanziare dei soldi in questo settore e far fare informazione da chi è competente, credibile e che sa comunicare).

Ma una efficace realizzazione di strategia e piani implica una chiara definizione dei poteri centrali e locali per potere  rendere operative le decisioni prese in tempi rapidi e non  biblici  che ci fanno mettere o  in servizio impianti con tecnologie inizialmente approvate ormai obsolete o quando sono cambiate le condizioni di mercato che giustificavano l’investimento;  questo richiede un certo tempo (e possiamo prendere esempio da quanto fatto in Germania, Francia ed Inghilterra per arrivare in 1-2 anni a dei loro piani operativi).

Ma è possibile in Italia con la nostra stabilità politica e rissosità relativa che va acuendosi? Dobbiamo tentare ad ogni costo data l’importanza di energia ed ambiente.

Vorrei ricordare che in un’economia globale nella quale ci troviamo, saranno vincenti nel medio lungo periodo quei paesi che sapranno ottimizzare il costo energetico a cittadini ed imprese (foriero di competitività), i costi ambientali e la sicurezza di approvvigionamenti energetici; una nazione con sicurezza di approvvigionamenti locali  ma troppo costosi sarebbe vulnerabile e perdente.

 

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Data: 19/04/2017

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