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OrizzontEnergia

Certificati: In quali casi è obbligatoria la Certificazione APE?

Quando serve l’APE e quando invece non è obbligatorio? Questo documento fornisce delle informazioni in merito alle prestazioni energetiche di un immobile. Ma è sempre necessario? L’APE, ossia l’Attestato di Prestazione Energetica, è un documento che certifica l’isolamento termico e i consumi energetici di un’unità immobiliare, fornendo tutte le informazioni utili per effettuarne il calcolo della classe energetica.  

Questo documento è richiesto nella maggior parte dei casi di vendita o affitto di un’abitazione, e da qualche tempo anche in caso di pubblicazione di un annuncio immobiliare. Ma quando serve l’APE, e quando invece se ne può fare a meno?

Non sempre infatti l’attestato di prestazione energetica è necessario: in questo articolo vedremo quindi i principali casi in cui questo certificato è obbligatorio e quelli invece per cui è facoltativo.

 

Quando serve l’APE: i casi in cui è obbligatorio

Quando serve l’APE? Cominciamo innanzitutto col sottolineare che è sempre necessario per la compravendita di un'abitazione. È compito di chi vende l’immobile farlo redigere da un tecnico esperto e mostrarlo all’acquirente prima del passaggio di proprietà, quando l’APE verrà consegnato al nuovo proprietario come allegato all’atto di vendita.

Molto simile è anche la procedura per gli affitti: nel contratto di locazione è infatti obbligatorio inserire una clausola in cui il locatario (ossia il futuro inquilino dell’abitazione) dichiara di essere a conoscenza delle prestazioni energetiche dell’edificio e di aver preso visione del certificato APE.

Dal 2012, come detto prima, anche negli annunci immobiliari è obbligatorio indicare la classe energetica dell’immobile in vendita o in affitto. L’Attestato di prestazione energetica non può mancare nemmeno nei casi di donazioni gratuite, poiché queste rappresentano comunque un passaggio di proprietà; in questo caso cade però l’obbligo di mostrare preventivamente il certificato al beneficiario della donazione.

Inoltre, al fine di verificare l’effettiva rispondenza alle normative sul risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
, vige l’obbligo di far redigere l’APE sia nei casi edifici di nuova costruzione, sia per le ristrutturazioni che interessino più del 25% dell’involucro.

Devono essere infine dotati di APE tutti gli edifici pubblici con superficie maggiore di 250 metri quadri aperti al pubblico, e quelli in cui viene sottoscritto un nuovo contratto per la gestione degli impianti di climatizzazione e riscaldamento.

 

Quando non serve l’APE: i casi in cui non è necessario

Abbiamo visto quindi quando serve l’APE; in quali situazioni invece si può fare a meno di richiedere il certificato energetico, evitando la spesa necessaria per pagare il professionista che lo redige?

Innanzitutto, l’Ape non è necessario per la vendita e l’affitto di alcune tipologie di immobili. Tra questi ci sono i ruderi e i fabbricati isolati (se la superficie utile è inferiore ai 50 metri quadri), ma anche gli edifici industriali, agricoli e artigianali sprovvisti di impianti di riscaldamento o climatizzazione. Non c’è bisogno del certificato energetico nemmeno per i box e le cantine, così come per i depositi e i parcheggi multipiano. Sono esclusi inoltre i luoghi di culto, e tutti i fabbricati in costruzione per i quali non sia abbia ancora il permesso di agibilità al momento della compravendita.

Non solo, la presentazione dell’Ape non serve nemmeno in caso di affitti transitori per i quali non c’è obbligo di registrazione, perché inferiori ai 30 giorni l’anno, né per i contratti di affitto non considerabili come nuove locazioni, ossia le proroghe e il subentro in caso di cessione di un’azienda.

In tutti questi casi l’attestato di prestazione energetica è soltanto facoltativo. Potrebbe essere comunque utile farlo redigere per avere una valutazione dello stato di efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
dell’edificio, e per ricevere indicazioni sulle misure da prendere per ridurne i consumi con interventi mirati.

 

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Data: 25/07/2017

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