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OrizzontEnergia

Energia: L’economia politica, al servizio dell’innovazione energetica

Una rivoluzione tecnologica che porti a tecnologie più efficienti e sostenibili è ormai una priorità sia per i Paesi sviluppati, che per i Paesi in via di sviluppo. Analizzare le tendenze passate, così come comprendere i fattori essenziali per promuovere l’innovazione in campo energetico, appare di vitale importanza per gettare le basi per efficienti politiche climatiche ed energetiche per gli anni a venire.
Ma che cosa intendiamo esattamente quando parliamo di innovazione energetica? Illustrare l’argomento non è semplice. Inoltre, definire chiaramente quali innovazioni migliorino l’uso dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
in un’economia è molto impegnativo, mentre statistiche complete ed esaustive relative all’innovazione in campo energetico non sono facilmente disponibili. Per questo motivo, alcune problematiche chiave come il ruolo delle istituzioni come fattori abilitanti o inibitori, o il ruolo delle azioni di lobbying come ostacolo a una transizione verso energie pulite, sono stati affrontati finora solo marginalmente dalle attuali pubblicazioni scientifiche sull’argomento.

L’articolo The political economy of energy innovation (“L’economia politica dell’innovazione energetica”; tra gli autori, anche i ricercatori della Fondazione CMCC Shouro DasguptaEnrica De Cian, ed Elena Verdolini) esplora gli effetti di politiche ambientali, istituzioni, orientamento politico e azioni di lobbying sull’innovazione energetica. In primo luogo lo studio fornisce una panoramica delle caratteristiche dell’innovazione in campo energetico, definita nell’articolo come quell’innovazione volta a migliorare l’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
e/o a ridurre l’intensità di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
del settore energetico
, come le energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
o le tecnologie per una generazione più efficiente dell’energia. Scendendo nel dettaglio, i ricercatori hanno raccolto informazioni sui due indicatori d’innovazione più comunemente usati, vale a dire gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&D) nei settori industriale ed energetico, in grado di dare una stima degli input d’innovazione, e i brevetti nel settore energetico, che misurano invece i risultati dell’innovazione. Le loro dinamiche sono state accuratamente descritte utilizzando un database per 20 Paesi per il periodo 1995-2010.

I dati raccolti sono stati utilizzati per analizzare l’influenza dei fattori di economia politica sulle innovazioni relative all’energia. Lo studio in particolare si focalizza su quattro diversi aspetti: le tipologie e il rigore del sostegno governativo all’innovazione energetica (per esempio, i diversi strumenti politici implementati a tal fine, come politiche ambientali e di R&D); la qualità della governance (per esempio, l’efficacia dei governi e delle loro azioni, e le norme giuridiche in vigore); l’orientamento politico dei governi, e la distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
delle risorse fra i diversi gruppi d’interesse.

Lo studio ha evidenziato come tutti i fattori istituzionali, economici e politici esaminati influenzino gli incentivi destinati alla produzione di innovazione e alla creazione di tecnologie per la produzione di energia più pulita ed efficiente.
Nel complesso, i risultati evidenziano come i fattori dell’economia politica possano agire da ostacoli anche in presenza di stringenti e rigorose politiche ambientali, suggerendo che, per promuovere un’economia più verde, i Paesi dovrebbero combinare le loro politiche ambientali con un generale miglioramento della qualità delle istituzioni, tenere in considerazione l’influenza dell’orientamento politico dei governi sulle politiche ambientali e le implicazioni per l’economia dell’entità di quei settori a più alta intensità di energia.

“The Political Economy of Clean Energy Transitions”  - D. Arent, C. Arndt, M. Miller, F. Tarp, O. Zinama - Ed. Oxford UniversityPer ulteriori approfondimenti, il libro The Political Economy of Clean Energy Transitions 

Fonte: Fondazione CMCC

 

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Data: 01/09/2017

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