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OrizzontEnergia

Gli obblighi d'installazione dei sistemi di termoregolazione e le opportunita' di efficientamento energetico degli edifici

Federico Musazzi, Segretario - Assotermica, ci fornisce un resoconto generale relativo agli obblighi dei sistemi di termoregolazione a cui i cittadini, coloro i quali dispongono di un impianto di riscaldamento centralizzato, avrebbero già dovuto far fronte. Nel corso dell'articolo vengono inoltre presentate le numerose opportunità derivanti da interventi di efficientamento energetico, verso cui Assotermica sta portando avanti campagne di sensibilizzazione. 

 

valvole termostatiche.jpgE’ cosa nota che la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
e il suo decreto nazionale di recepimento abbiano introdotto l’obbligo di dotazione di contatori individuali per la misurazione dei consumi nei condomini riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centrale

Questi adempimenti partono da lontano, ma solo in prossimità della loro effettiva entrata in vigore hanno scatenato un ampio dibattito, tanto che a fine 2016, a poche settimane dalla scadenza dei termini, il decreto legge italiano “milleproroghe” ha concesso un ulteriore transitorio al 30 giugno 2017, ad oggi abbondantemente superato.

Ciononostante ancora adesso, a pochi giorni dall’avvio della stagione del riscaldamento, si rincorrono le voci di chi vorrebbe che il legislatore nazionale definisse un ulteriore proroga per scongiurare il rischio di uno scaricoscarico
Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'art. 114 (rilasci da diga).
di responsabilità tra i diversi soggetti interessati (terzi responsabili, manutentori, amministratori di condominio) a danno, in fin dei conti, del comune cittadino.

La preoccupazione di chi sostiene questa richiesta è che le ditte di manutenzione possano chiedere una risoluzione del contratto ai condomini inadempienti, o peggio che centinaia di famiglie possano essere lasciate al freddo per la necessità di effettuare i lavori di messa a norma in tutta fretta.

valvole-e-contatori.jpgAltri ancora sostengono che almeno il 30% degli edifici non sia in regola e che tali percentuali siano ancora più elevate in alcune aree del nostro Paese; di certo oggi non esistono dati ufficiali e l’esperienza che anche i soggetti competenti per i controlli faranno sul campo non potrà che dare delle risultanze solo nei prossimi mesi.

La tendenza generale da parte delle amministrazioni locali, infatti, è quella di demandare ai manutentori la verifica della presenza o meno dei sistemi di termoregolazione, chiedendo loro di specificarlo all’interno di un’apposita sezione del libretto d’impianto.

Uno storico dei dati, come detto, si avrà quindi con un po’ di mesi manutenzioni alle spalle.

Quel che ne esce è un quadro abbastanza fluido, con regole tutto sommato oggi chiare, ma un’applicazione ancora largamente carente. E’ proprio in questo contesto che si inserisce Assotermica, l’associazione dei costruttori di apparecchi e componenti per impianti termici, con la volontà di spostare il focus della discussione su un altro livello.

E’ innegabile che una conoscenza del mercato potenziale, ovvero di quanti ancora non abbiano ottemperato agli obblighi, sia fondamentale ma è ancora più importante riuscire a trasmettere al cittadino comune un’idea del beneficio che potrebbe scaturire dal rendere più efficiente il proprio impianto di termico.

In questo senso è bene ribadire che circa l’80% dei consumi di una moderna abitazione sono dovuti al comfort climatico (riscaldamento e raffrescamento) e alla produzione di acqua calda sanitaria e pertanto la riqualificazione e la miglior gestione di un impianto termico sono le due leve principali per far diminuire i costi in bolletta.

Come ribadito da autorevoli interlocutori, ENEA in primis, i sistemi di termoregolazione permettono un abbattimento dei consumi energetici.

Semplificando al massimo, questi sono identificati dalle valvole termostatiche che sono un organo di regolazione automatica della temperatura ambiente e dai contatori o ripartitori, che consentono di misurare il consumo energetico della singola unità immobiliare.

La combinazione di queste tecnologie porta ad un maggior equilibrio termico, non soltanto all’interno di una stessa unità abitativa, bensì nell’intero edificio garantendo la possibilità per l’utenteutente
Soggetto che consuma elettricità o gas.
di valutare l’efficacia delle proprie azioni di risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
e di avere contezza immediata dei propri consumi e delle proprie spese.

Tutto ciò può portare ad un risparmio energetico in bolletta in alcuni casi pari al 15-20%, senza contare l’eventuale stimolo che questi sistemi possono dare ad una riqualificazione ancor più radicale dell’impianto, ad esempio facendo da driver alla sostituzione della vecchia caldaiacaldaia
Dispositivo in cui l'energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
nonché ad una gestione “intelligente” della casa, creando una maggior consapevolezza per l’utente finale. 

Attualmente è anche utile ricordare che le spese sostenute per gli interventi d’installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore possono beneficiare delle detrazioni fiscali del 50%, se correlate ad una ristrutturazione edilizia o del 65%, se legate alla sostituzione della caldaia.

Al momento in cui si scrive è inoltre in discussione il futuro delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici che, come riportato nella Strategia Energetica Nazionale recentemente passata in consultazione, potranno essere rese strutturali nel tempo e rimodulate in relazione al risparmio atteso dall'intervento.

Proprio quest’ultimo punto può essere un’occasione di valorizzazione della termoregolazione perché una delle ipotesi sul tavolo, che anche Assotermica sta discutendo con la parte politica è di garantire un alto valore della detrazione nel caso si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • sostituzione della vecchia caldaia;
  • contemporanea installazione di controlli di temperatura appartenenti alle classi VI e VIII, come definite dalla Comunicazione della Commissione 2014/C 207/02;
  • installazione di valvole termostatiche nelle stanze non direttamente controllate dal controllo di temperatura e/o dal sensore ambiente;

In un periodo di transizione come quello che il settore del riscaldamento sta vivendo, durante il quale la legislazione ha completamente trasformato l’offerta di mercato, Assotermica è allo stesso tempo impegnata in un’attività di sensibilizzazione di tutta la filiera per creare una vera cultura del comfort.

Ciò passa attraverso la conoscenza di tutte le possibilità tecnologiche che già oggi ci sono e per la consapevolezza che le opportunità di efficientamento del parco installato sono molto elevate, se consideriamo che dei circa 19 milioni di caldaie oggi presenti sul territorio nazionale una buona parte è ancora di età superiore ai 15 anni e pertanto con alti consumi ed emissioni.

Proprio su questi apparecchi l’associazione sta anche avanzando un progetto volontario di etichettatura energetica, in analogia a quanto è già in essere in alcuni Paesi europei, tra i quali la Germania.   

Normalmente l’utente finale non è infatti consapevole dello stato di efficienza del proprio generatoregeneratore
Dispositivo che traforma l'energia meccanica in energia elettrica.
e pensa alla sua sostituzione solo quando le riparazioni diventano antieconomiche rispetto alla sostituzione.

logo-assotermica-nuovo.jpg

Per incrementare il tasso di sostituzione si vorrebbe quindi agire sulla consapevolizzazione del consumatore. L’utente verrebbe reso edotto circa lo stato di (in)efficienza del generatore, mediante un sistema semplice e di impatto, come un’etichetta energetica e una brochure informativa che spieghi i vantaggi economici della sostituzione dell’apparecchio e del passaggio da una classe D ad una classe A o superiore. Se l’etichetta riuscisse ad invogliare alla sostituzione anche uno su 100 dei cittadini che hanno apparecchi vetusti etichettati, si arriverebbe ad un incremento del tasso annuo di sostituzione pari ad un punto % (dal 4% BAU al 5%). In questo modo il tempo di rinnovamento del parco installato si ridurrebbe notevolmente, con notevoli vantaggi per i cittadini ed il Paese e con una spinta anche all’indotto della termoregolazione.

Da quel che si capisce i prossimi mesi saranno quindi decisivi e le parti in gioco sono molte. L’auspicio di Assotermica è che sempre più si riesca ad avere un approccio di sistema che consenta a ciascuno di svolgere il proprio ruolo nell’interesse del comparto, dell’ambiente e in definitiva dell’intero Paese.

 

Articolo di Federico Musazzi, Segretario Assotermica, per Orizzontenergia

 

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Data: 18/10/2017

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