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OrizzontEnergia

Nucleare: Il panorama italiano ed europeo tra falsi miti e lentezze burocratiche

Umberto Minopoli, Presidente Associazione Italiana NucleareNucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
, ha risposto alle nostre domande in merito al panorama internazionale e nazionale relativo al nucleare. In Europa sono in fase di programmazione alcuni impianti nucleari ed il campo della ricerca sta facendo grossi passi in avanti non solo nel settore energetico. Il nostro paese invece tra lentezze burocratiche ed amministrative non riesce a far decollare il processo di decommissioningdecommissioning
Attività multidisciplinare che si applica agli impianti in fase di demolizione, rinnovamento o costruzione. L'obiettivo principale è la bonifica della zona di edificazione della centrale nucleare attraverso lo smaltimento del combustibile irraggiato e delle scorie di lavorazione e successivo stoccaggio.
, mettendo a rischio la competitività delle aziende settoriali italiane nel mercato internazionale.  

 

I problemi di sicurezza riscontrati in alcune centrali nucleari francesi hanno avuto ripercussioni sull'intero settore energetico europeo. Quali sono gli scenari che il caso francese ha aperto a livello continentale?

Non parlerei di un “caso francese” in quanto il dibattito sul nucleare, in Francia, riguarda una visione di programmazione dell’uso di fonti energetiche che prevede un crescente contributo da parte di altre fonti energetiche, e di conseguenza un ridimensionamento del contributo del nucleare al mix energetico francese. flamanvilleNegli ultimi tempi si è dibattuto su tematiche di sicurezza impiantistica, con particolare riferimento alla costruzione dell’impianto di Flamanville il quale, negli ultimi giorni, ha ricevuto il green light da parte delle autorità di sicurezza che hanno ritenuto soddisfacenti le soluzioni che l’EDF, proprietaria dell’impianto, ha fornito; su questo caso bisogna specificare che le problematiche sollevate riguardavano questioni ingegneristiche di tenuta di alcune componenti dell’impianto, e non problematiche di sicurezza anche perché l’impianto non è ancora attivo.  Le problematiche esistono per alcuni impianti costruiti negli anni ’60 che hanno un ciclo di vita già lungo, ma molti di questi impianti hanno recentemente ricevuto autorizzazioni per il prolungamento del loro funzionamento. In sintesi la vera discussione sul sistema nucleare francese non riguarda alcuna problematica di sicurezza, bensì l’equilibrio tra le varie fonti di energiafonti di energia
Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall'energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l'energia deriva dalla trasformazione dell'energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
tra cui, appunto, il nucleare.

 

In Inghilterra verrà costruita la centrale nuclearecentrale nucleare
Le centrali nucleari hanno uno schema di funzionamento del tutto simile a quelle di una classica centrale a vapore. La differenza sta nel modo in cui viene generato il calore. Infatti nelle centrali nucleari non ci sono i generatori di vapore classici, ma il vapore viene generato utilizzando il calore messo a disposizione dalla reazione nucleare di fissione. Questa consiste in una reazione a catena nella quale alcuni atomi colpiti da neutroni si dividono in atomi più leggeri dando origine ad altri neutroni che colpiscono altri atomi,ecc... liberando un enorme quantitativo di energia secondo il principio di Einstein. Le centrali nucleari che sfruttano la fusione sono ancora in fase di studio.
di Hinkley Point C; ci sono altri progetti di costruzione di centrali nucleari nel mondo? I minori costi degli impianti rinnovabili quanto incidono sulla costruzione di nuove centrali?

Innanzitutto bisogna chiarire che gli impianti nucleari non possono essere comparati a quelli derivanti dall’uso di fonti energetiche rinnovabilifonti energetiche rinnovabili
Chiamate anche fonti rinnovabili: fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387 in attuazione della DIR. 2001/77/CE).
, in quanto si tratta di impianti con taglie e caratteristiche per la generazione di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
completamente differenti. Gli impianti che utilizzano fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
differiscono da quelli nucleari per molteplici ragioni, come ad esempio la taglia, il funzionamento e caratteristiche cicliche di generazione dell’energia.

Per quanto riguarda l’attuale scenario relativo alla costruzione di nuove centrali in Europa, bisogna considerare gli ostacoli derivanti da problematiche di natura economico-finanziaria: il costo fisso per un investimento nel nucleare è molto alto ed è oggi reso scarsamente competitivo non dagli impianti rinnovabili bensì dagli impianti che utilizzano fonti fossili, le quali al momento rimangono fortemente competitive. 

Nonostante le ragioni appena discusse, tutti i vecchi programmi di costruzione di nuove centrali nucleari non hanno subito cancellazioni da parte delle autorità nazionali dei paesi in cui sono previste futurefuture
Contratto a termine standardizzato, stipulato all'interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l'obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
costruzioni. 

hinkley point c.jpg

 

In paesi come Finlandia, Gran Bretagna, Francia e paesi dell’est europeo hanno in programma la costruzione di nuove centrali; vi sono senza dubbio lentezze burocratiche ed amministrative, come dimostrano i casi della centrale di Olkiluoto (Finlandia) e Flamanville (Francia), ma nel complesso nessun programma è stato cancellato a partire dalla Gran Bretagna che vedrà realizzato il progetto di costruzione della centrale di Hinkley Point C

 

Per quanto riguarda il settore della ricerca, oltre a quello energetico, in quali campi si stanno registrando i principali sviluppi?

Nel campo del nucleare civile ci sono enormi sviluppi di grande interesse nel campo della ricerca; bisogna abbandonare l’antica concezione secondo cui il nucleare viene identificato solo con la produzione di energia. L’utilizzo dei processi fisici attinenti al nucleare è ormai ampiamente diventato un punto fondamentale dell’innovazione tecnologica in svariati campi dell’economia e della società, come dimostrato ad esempio dal settore sanitario, dal settore industriale, dal settore dei trasporti e dal settore agricolo. In tutti questi campi la tecnologia nucleare si sta progressivamente affermando sempre di più.

Anche nel campo energetico sono stati molteplici gli sviluppi, a partire dal progetto francese ITER relativo al reattore nuclearereattore nucleare
Rappresenta il "cuore" di un impianto nucleare, il luogo dove avvengono le reazioni di fissione. In un reattore nucleare sono presenti anche il moderatore (ovvero un fluido che ha il compito di rallentare i neutroni generati nelle reazioni) ed il fluido refrigerante (che ha il compito di asportare il calore generato trasferendolo al ciclo di potenza).
in costruzione a Cadarache, nel Sud della Francia, un grandissimo progetto internazionale che certamente riguarda una nuova modalità di utilizzo per il nucleare civile. 

 

In Italia a che punto è il processo di smaltimento delle scorie nucleari?

nucleare02.jpgSuccessivamente al referendum abrogativo del 1987, in Italia si è provato ad immaginare un processo di decommissioning “veloce” delle 4 centrali nucleari e dei 7 siti industriali/tecnologici presenti sul territorio. Il decommissioning tuttavia può essere un processo molto lungo per ragioni di sicurezza e di sostenibilità. Il disegno italiano purtroppo rischia di risultare ampiamente illusorio, come dimostrato dall’attuale situazione. La percentuale di realizzazione del decommissioning nucleare si aggira intorno al 26%, ed inoltre non è stata ancora realizzata l’infrastruttura più importante, ovvero il deposito nucleare, non solo per lo smantellamento dei siti nucleari ma anche per la messa in sicurezza delle scorie e dei rifiuti nucleari prodotti anche in altri ambiti.

Ci sarebbe da fare dovute riflessioni sulle procedure autorizzative con cui procediamo in Italia. Non siamo dotati di un’autorità o di un istituto di sicurezza che possa sveltire in maniera razionale le procedure autorizzative, mandando avanti i programmi di smantellamento dei siti nucleari.

Nel nostro paese c’è un interessante tessuto industriale nel campo del decommissioning, il cui sviluppo è però frenato dai ritardi e ostacoli di varia natura a cui bisogna far fronte. A livello internazionale siamo molto vicini al completamento del ciclo di vita per alcune delle centrali nate negli anni ’60-’70, e questa situazione creerà un mercato del decommissioning molto grande a cui le nostre imprese rischiano, purtroppo, di non poter partecipare.

 

E' quantificabile l'impatto economico dei processi di decommissioning nel nostro paese?

L’AEEGSI ha stabilito una dotazione per il decommissioning pari a 6mld. di euro, in cui vengono considerate tutte le attività relative al decommissioning che non sono solamente quelle inerenti allo smantellamento delle centrali, infatti gran parte della dotazione è destinata alla creazione del deposito nucleare, grande opera tecnologica e civile. Parte della spesa è già stata effettuata, ad oggi urge riflettere in merito alle modalità per accelerare i processi burocratici ed amministrativi per far rendere a pieno regime l’intero processo. 

 

Quali saranno gli oneri in bolletta per i consumatori a seguito della definitiva organizzazione del deposito nazionale dei rifiuti nucleari?

Non ci sono attualmente programmi relativi al cambiamento degli oneri presenti in bolletta; gli oneri servono soprattutto per le finalità di gestione logistica dei rifiuti/scorie nucleari, e sono una parte infinitesimale dei costi attribuiti in bolletta non legati alla generazione e distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
di energia. 

 

Intervista di Orizzontenergia ad Umberto Minopoli, Presidente Associazione Italiana Nucleare.

 

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Data: 18/10/2017

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