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OrizzontEnergia

Efficienza energetica e prevenzione antincendio: Il dibattito sul caso Grenfell Tower

In data 27/09/2017 abbiamo pubblicato l'articolo "Efficienza energeticaEfficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
degli edifici e prevenzione incendi: un matrimonio difficile
" scritto dal Dr. Zaccarelli, membro del Comitato Scientifico di Orizzontenergia, che ci ha illustrato le cause principali che hanno portato le fiamme ad avvolgere così rapidamente l'edificio, causando la morte di numerosi inquilini del palazzo, offrendo anche alcune riflessioni sulla vigente normativa italiana in materia di prevenzione antincendio degli edifici. 

Nel corso dell'articolo viene fatto specifico riferimento ai materiali isolanti ed efficienti dal punto di vista energetico che rivestivano l'edificio. L'articolo ha attirato l'attenzione di numerosi esperti del settore, tra cui in particolare si è distinta l'Associazione ANPE (Associazione Nazionale Poliuretano Espanso Rigido) che, tramite una nota inviata dal proprio Presidente Paolo Tomasi, ha tenuto a fare delle precisazioni in merito all'articolo del Dr. Zaccarelli.

Di seguito riportiamo prima il commento del Dr. Zaccarelli alla nota dell'ANPE, e successivamente la nota integrale inviata alla nostra redazione.

 

"Note al documento di ANPE.

Riceviamo questo interessante documento, che volentieri pubblichiamo. 

Nonostante sia stato intitolato “Nota di rettifica”, constatiamo che in realtà anzichè rettificare apporta ulteriori interessanti argomenti, sui quali in via generale concordiamo, pur con qualche distinguo qua e là. Per esempio, il poliisocianurato presente nell’isolamento esterno può senz’altro essere considerato uno dei tanti possibili materiali che hanno prodotto gas tossici, ma allo stato attuale delle informazioni disponibili la sua rilevanza non riteniamo possa essere certo sottovalutata; inoltre la nota dapprima sottolinea che andrebbe considerato l’intero sistema costruttivo, ma poi sostiene che il singolo elemento del sistema, ed in particolare il rivestimento di poliisocianurato, non abbia significativamente contribuito all’incendio della Grenfell Tower; eccetera. Ma non riteniamo questo lo spazio più adatto per dibattere su questi dettagli.

Constatiamo invece con soddisfazione che l’intento del nostro articolo era proprio questo: promuovere un approfondito dibattito pubblico su questi nuovi sistemi costruttivi. Il problema è che purtroppo un prodotto o sistema costruttivo che sia migliore di tutti gli altri sotto tutti i punti di vista (isolamento termico, costo, reazione al fuoco, ecc.) non esiste: allora quali suggerimenti dare ai progettisti? Quali standard seguire?

Considereremo quindi questo documento dell’ANPE come uno stimolo nella direzione di promuovere standard omogenei in Europa in materia di test di reazione al fuoco, sia dei materiali sia qualora opportuno degli interi sistemi produttivi, nonché per promuovere standard costruttivi e normative di sicurezza il più possibile uniformi fra i vari paesi europei."

 

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Commento ANPE

Risultati immagini per anpe E' doveroso premettere che la gravità e la complessità dell’incendio che ha coinvolto la Grenfell Tower di Londra è tale da rendere sicuramente intempestiva, e a rischio di possibili smentite, qualsiasi tipo di analisi, soprattutto se basata sulle informazioni incomplete, approssimative e spesso errate divulgate da siti o mezzi di informazione generalisti e non ufficiali.
Squadre di esperti sono ancora al lavoro nell’area dell’incendio e, ad oggi, nemmeno il numero delle vittime, stimato intorno alle 80 persone, è un dato certo.
L’inchiesta sulle cause della tragedia e sulle possibili responsabilità è stata formalmente avviata il 14 Settembre scorso ed è stato pubblicato un primo elenco, non vincolante ed aggiornabile, dei molti aspetti che dovranno essere chiariti: un documento di circa 9 pagine con riferimenti alla storia dell’edificio, agli interventi di ristrutturazione interna ed esterna, all’attività ispettiva svolta, alle misure di sicurezza presenti, alle cause dell’incendio, alle modalità di intervento dei Vigili del fuoco, alle comunicazioni date ai residenti, ecc. ecc. (https://www.grenfelltowerinquiry.org.uk/).
Non volendo quindi entrare nel merito delle cause e dell’evoluzione dell’incendio della Grenfell Tower  – aspetti che sono oggetto dell’inchiesta - desideriamo chiarire solo alcuni punti dell’articolo utilizzando, per quanto possibile, dati di letteratura e fonti ufficiali.

Prodotti della combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
e pericolosità per l’uomo:
L’asfissia è, secondo la maggior parte degli studi e delle indagini statistiche, la prima causa di decessi in caso di incendio. La maggiore pericolosità è in genere attribuita all’intossicazione da ossido di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
(CO), un gas incolore, inodore, insapore e letale, in pochi minuti, a concentrazioni superiori a 2000-4000 ppm (0,2%-0,4%). É il gas più comune e pericoloso non solo per il suo livello di tossicità, ma, soprattutto, per i notevoli quantitativi che si riscontrano durante tutti gli incendi che coinvolgono sostanze organiche, naturali o sintetiche che siano.
Anche il rilascio di acido cianidrico, citato dall’articolo, si riscontra nella combustione di molti materiali sia naturali e sia sintetici, tra i primi citiamo il legno, la lana, la seta, il cuoio e i tessuti animali, tra i materiali sintetici, oltre ai poliuretani, vanno ricordati i poliammidi (es. nylon) e i melaminici.
E’ ragionevole ipotizzare che, oltre al poliuretano, presente sia all’esterno dell’edificio e sia all’interno, negli arredi, molti dei materiali sopra citati, come ad esempio la lana, il legno e il nylon, siano stati coinvolti dall’incendio.

Descrizione del pacchetto di isolamento termico della Grenfell Tower:
L’articolo attribuisce un ruolo determinante, per il rapido sviluppo dell’incendio, all’isolante poliuretanico utilizzato e sembra suggerire, come alternativa sicura, l’impiego di isolanti incombustibili prodotti da una nota multinazionale. Viene proposta anche una tabella comparativa tra il prodotto Celotex FR5150 e il Fixrock VS 033. Non essendo in possesso di dati certi sul reale costo dei materiali nel mercato, preferiamo non esprimere giudizi sulla comparazione economica.
Per quanto riguarda invece il confronto prestazionale segnaliamo che, trattandosi di materiali isolanti, questo dovrebbe essere svolto a parità di prestazioni e per ottenere una resistenza termica di 7,1 m2K/W sarebbero stati necessari circa 240 mm di lana di roccia (e non i 180 indicati dall’articolo)  contro i 150 mm di isolante poliuretanico. Ne consegue che anche la differenza tra le masse ipotizzate dovrebbe essere corretta: 4,98 kg/m2 per i poliuretani contro i 18 kg/m2 per le lane minerali. 
Non siamo in grado di approfondire il tema delle contraddizioni evidenziate dall’autore tra le caratteristiche dichiarate dall’azienda Celotex nella scheda tecnica e nella DOP: ci auguriamo che possano essere chiarite dall’azienda stessa o dall’inchiesta ufficiale.
L’aspetto più critico riguarda invece l’attribuzione di un livello di sicurezza idoneo all’impiego nella facciata della Grenfell Tower a materiali con “caratteristiche di reazione al fuoco superlative: la Classe A1 è la migliore possibile e significa che il materiale è del tutto incombustibile,  sottoposto a fiamma non brucia, non emette calore, non emette fumo, non gocciola”.
Questo parere sulla sicurezza risulta essere contraddetto dalle prime valutazioni ufficiali: il governo inglese, subito dopo l’incendio, ha affidato al laboratorio BRE una serie di test di grande scala (secondo il metodo BS 8414) che hanno valutato 7 diverse combinazioni di materiali isolanti e materiali di rivestimento (ACM – Aluminium Composite Material).
Gli esiti dei test, pubblicati il 25 Agosto scorso ( https://www.gov.uk/guidance/building-safety-programme#latest-advice-for-landlords-and-building-owners), sono riassunti nella tabella che indica anche il numero di edifici inglesi, di altezza superiore ai 18 metri, dove, ad un primo screening, risultano essere installati i diversi sistemi (https://www.gov.uk/government/publications/building-safety-programme-update-and-consolidated-advice-for-building-owners-following-large-scale-testing)

 

Rivestimento (cladding)

Materiali isolanti

ACM

Poliuretani - PIR

Schiume Fenoliche

Lana minerale

Strato interno in polietilene non modificato
(cat. 3 – utilizzato alla Grenfell Tower)

Test non superato

-

Test non superato

 

N° edifici sopra i 18 m

81

-

107

Strato interno in polietilene con ritardanti di fiamma (cat. 2)

Test non superato

Test non superato

Test superato

 

N° edifici sopra i 18 m

8

21

12

Strato interno a limitata combustibilità
(cat. 1)

Test superato

-

Test superato

 

N° edifici sopra i 18 m

0

-

0

 

Non sembrano esserci quindi i presupposti per ipotizzare che la presenza di un materiale isolante incombustibile installato dietro al rivestimento in alluminio e polietilene avrebbe significativamente migliorato il livello di sicurezza della Grenfell Tower.

A fronte di questi risultati, sicuramente preoccupanti per il numero di grattacieli a rischio elevato, il Governo inglese ha lanciato un programma per la sicurezza degli edifici invitando tutti i proprietari e i gestori degli immobili a intraprendere una serie di misure temporanee volte a mitigare il rischio incendi prima della necessaria sostituzione di tutti i rivestimenti esterni di categoria 3 a prescindere dal tipo di materiale isolante presente.

Per quanto riguarda gli aspetti economici e il loro peso nelle scelte progettuali del mercato inglese queste sembrano riguardare essenzialmente il tipo di rivestimento esterno: nella maggior parte dei casi è stato scelto il rivestimento con polietilene non modificato, probabilmente il più economico, mentre nessuno dei grattacieli monitorati utilizza quello a limitata combustibilità.


L’esperienza dei test di grande scala condotti in Inghilterra e delle prime raccomandazioni inviate ai proprietari, a nostro avviso evidenzia alcuni importanti spunti di riflessione:

  • in sistemi edilizi complessi la sola valutazione delle prestazioni di reazione al fuoco dei singoli materiali può risultare fuorviante e ingenerare false sicurezze: l’impiego di un materiale incombustibile, teoricamente sicuro, può non costituire una reale protezione né dallo sviluppo né dalla propagazione dell’incendio. E’ importante quindi che vengano sviluppati test e metodi di prova, se possibile armonizzati a livello europeo, che consentano di valutare il reale comportamento di interi elementi e sistemi costruttivi.
    Proprio per questo ANPE ha sviluppato progetti di ricerche relativi a coperture, facciate isolate a cappotto e isolamenti dall’interno. I risultati delle ricerca, che si è svolta con la supervisione di esperti del Comando Nazionale dei Vigili del fuoco, sono stati presentati il 24 maggio 2016 in occasione del convegno “L’impiego del poliuretano espanso nelle costruzioni. Opportunità e sicurezza antincendio” presso l’Istituto Superiore Antincendi ( http://www.poliuretano.it/convegno_ISA_Atti.html ).
    Sia Anpe e sia l’associazione europea PU Europe sono impegnate per sostenere tutte le attività scientifiche che si propongano di approfondire il tema della sicurezza al fuoco.
  • gli isolanti poliuretanici, che in alcune tipologie possono raggiungere la classe B s1 d0, offrono livelli di sicurezza al fuoco adeguati agli impieghi più critici a patto che vengano inseriti in strutture correttamente progettate e realizzate. E’ essenziale quindi garantire il massimo impegno per favorire il corretto e trasparente flusso di informazioni tra produttori e progettisti con lo scopo di individuare le  soluzioni tecniche ed applicative più idonee a raggiungere gli obiettivi di un’edilizia efficiente sicura e sostenibile:
    • sicurezza in caso di incendio
    • massimo risparmio energeticorisparmio energetico
      Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    • durabilità e resistenza agli agenti atmosferici
    • sicurezza e salubrità degli ambienti
    • sostenibilità ambientale
  • la sicurezza al fuoco degli edifici e la tutela delle vite degli occupanti e delle squadre di intervento è un obiettivo fondamentale che deve essere perseguito a tanti e diversi livelli: dalla progettazione degli spazi, alla selezione dei sistemi costruttivi e dei materiali che li compongono, ai tanti mezzi di protezione passiva e attiva, fino alla migliore e più diffusa conoscenza del rischio fuoco da parte di tutti.

la libera circolazione delle merci, sancita prima dalla Direttiva e poi dal Regolamento sui Prodotti da Costruzione, è di fatto ostacolata dal persistere, in alcuni Paesi, tra cui l’Inghilterra, di normative e test nazionali che prevaricano quelli europei e che di fatto restano gli unici recepiti ed applicati dal mercato. Questo, oltre a costituire una inaccettabile barriera commerciale, vanifica l’importante lavoro svolto dagli esperti comunitari per la messa a punto di test armonizzati per la valutazione del comportamento al fuoco dei materiali.
Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto l’azienda Celotex a rilasciare la DOP citata nell’articolo, che utilizza la dicitura NPD - No Performance Declared - per la reazione al fuoco in apparente contraddizione con la scheda tecnica (classe 0 secondo BS 476), possiamo però immaginare che il mercato inglese sia talmente indifferente alle caratteristiche tecniche previste della marcatura CE da far ritenere alle aziende locali poco utile lo svolgimento di test diversi da quelli previsti dalle norme nazionali.
La situazione italiana è sicuramente molto diversa: le regole imposte dal Regolamento sui Prodotti da Costruzione e dalla marcatura CE sono ampiamente applicate dalle aziende e conosciute da progettisti ed operatori del settore, non è inoltre possibile utilizzare la dicitura NPD per la reazione al fuoco che deve sempre essere valutata con il sistema delle euroclassi.
Sarebbe auspicabile quindi, anche a tutela della competitività delle imprese nazionali, che il Governo italiano si impegnasse affinché in tutti i Paesi europei le regole tecniche fissate dalla CPR diventino le uniche applicate e richieste da tutti i mercati europe
i.       

 

 

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Data: 02/11/2017

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