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OrizzontEnergia

Efficienza energetica: Il contraddittorio primato italiano e le sfide del mercato energetico

Giuseppe Tomassetti (Vice presidente FIRE) nel corso dell'intervista definisce il contesto dell'efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
in Italia, alla luce della pubblicazione del recente Manifesto del FIRE per l'efficienza energeticaTra crescita delle FER, ruolo delle aziende e decarbonizzazione vengono analizzate anche le nuove sfide che il mercato dell'energiamercato dell'energia
Uno dei 2 mercati su cui si basa la Borsa elettrica italiana. Esso è organizzato secondo un Mercato del Giorno Prima (MGP) ed un Mercato di Aggiustamento (MA).
si accinge ad affrontare.

 

Ing. Tomassetti, è di recente pubblicazione il Manifesto FIRE per l’efficienza energetica. Può commentare brevemente la situazione attuale del comparto italiano?

La risposta a questa domanda è contraddittoria. Secondo l’International Energy Efficiency Scorecard, pubblicato qualche mese fa dall’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE), l’Italia è al 1° posto nella classifica che mette a confronto 25 Paesi dal punto di vista l’efficienza energetica.

Può sembrare un ottimo risultato. In realtà non esiste un comparto dell’efficienza energetica, in quanto quest’ultima riguarda l’utilizzo delle risorse e comprende tutte le attività, non una sola e specifica. L’efficienza energetica, da non confondere con il risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
, è un mix di due situazioni: componenti efficienti ed utilizzo degli stessi nei tempi in cui essi servono per raggiungere uno scopo energetico ben preciso.

L’Italia è la prima nella classifica ACEEE senza avere delle posizioni di leadership nei comparti di sviluppo e costruzione dei componenti utilizzati per raggiugere gli obiettivi di efficienza.

led.jpgIl nostro Paese dunque importa, oltre alle risorse energeticherisorse energetiche
Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
, anche la maggior parte delle tecnologie
(es motori a gas, lampade compatte, lampade a led) per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica.

Di positivo c’è che lo Stato, tramite la fiscalità, ha sempre premiato la riduzione dei consumi di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
. Se prendiamo alcuni dati sul consumo nel domestico ed in particolare quelli relativi all’illuminazione, si nota che con l’arrivo delle lampade fluorescenti compatte e dei led, il consumo domestico degli ultimi 10 anni è passato da 67 TWh a 64 TWh. I consumi sono calati del 3%, pur continuando la crescita del parco di edifici.

C’è poi un errore che si continua a fare. Molti identificano l’efficienza energetica con la possibilità di risparmiare in bolletta riducendo i consumi di energia. Su circa trecento mila imprese manifatturiere, quelle energivore, ossia caratterizzate da una spesa energetica superiore al 2% del fatturato, sono circa tremila. Per il restante 99% delle imprese conseguire risparmi energetici risulta sicuramente utile, ma difficilmente può rappresentare una priorità rispetto ad altre voci di costo.

Assimilare l’efficienza energetica al risparmio energetico è la visione dominante, che si traduce in una scarsa spinta top-down all’efficienza energetica, da parte di istituzioni e associazioni di categoria rappresentative dei consumatori industriali e del terziario.

 

Quali sono gli strumenti principali per affrontare le sfide del mercato dell’energia?

Tra gli strumenti più efficaci ne ricordiamo due. Uno riguarda le aziende e l’analisi del ciclo di vita e la migliore finalizzazione di tutte le scelte legate agli aspetti energetici che avvengono in un’azienda. Se in un’impresa si rompe un motore elettrico difficilmente chi è predisposto agli uffici acquisti sceglierà il motore nuovo  in base al minor consumo, sceglierà semplicemente il meno caro. Non è un iter più percorribile. L’analisi de ciclo di vita bisogna adattarla alle scelte quotidiane delle aziende e del personale. È necessario individuare nelle imprese il modo giusto che permetta alle idee più efficienti di trovare il loro spazio: non è solo l’ufficio acquisti che deve valutare l’acquisto e la gestione delle risorse, questi passaggi devono essere percorsi in accordo con figure professionali ad hoc come ad esempio l’energy manager.

Altro aspetto è legato alla componentistica. Uno dei casi in cui l’Itala ha avuto successo è lacogenerazione.jpg cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
.

Secondo i dati di Terna l’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
prodotta in cogenerazione è quasi la metà di quella prodotta da combustibili. Valore molto alto. Però questo come si trasferisce nel comparto efficienza? Ci va? Si e no. Ci va per quanto riguarda la progettazione, ma non come componentistica.

L’Italia del piccolo è stata capace di adattare i componenti esistenti a nuove situazioni, invece per ciò che riguarda la produzione e la promozione dei nuovi componenti non è stata capace di seguire la domanda e tutte le macchine, motori a gas e piccole turbine a gas sono importate..

 

Il settore energetico dovrà affrontare la riduzione delle fonti fossili e la crescita di quelle rinnovabili. Come vede l’Italia in questo contesto?

Le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
si dividono in due grandi categorie quelle programmabili (biomasse e calore del terreno) e quelle non programmabili (in particolare eolico e fotovoltaico). Per le ultime due l’Italia non ha sviluppato una propria capacità produttiva, per lo più importiamo anche in questo caso la tecnologia, abbiamo favorito chi dall’estero ha investito nella produzione. Quindi noi importiamo il fotovoltaico e l’eolico.

biomassa.jpgLe programmabili, soprattutto le biomasse (spesso utilizzate all’antica ossia bruciandole nei caminetti, quindi non proprio compatibili a livello ambientale), o con pastiglie (pellet) importate sono quelle che hanno permesso all’Italia di risultare ai primi posti nel rispetto delle normative europee sulla quantità di fonti rinnovabili negli usi finali.

C’è ancora molto da fare anche in questo caso, tendo presente però che se da una parte si deve puntare sulle rinnovabili perché il loro apporto è indispensabile, dall’altro non si possono considerare salvifiche. Accanto alle FER l’Italia ha bisogno di spingere sull’efficienza energetica.

 

In tutto questo l’industria deve continuare a svolgere un ruolo primario per la riduzione dei consumi…

Certo. L’industria svolge un ruolo primario per la riduzione dei consumi, non tanto con interventi sui componenti energetici, quanto con un ripensamento dei prodotti e dei servizi offerti, che devono essere sempre più “green”. A ciò si aggiunge un’integrazione e razionalizzazione delle filiere in ottica circolare e una maggiore penetrazione della generazione distribuita. Il vantaggio, rispetto agli altri settori, è che sarà la competitività a spingere questo cambiamento, non solo obblighi e attenzione all’ambiente e alle risorse.

L’aspetto da potenziare oggi è proprio l’investimento in ricerca sviluppo e cultura di massa, affinché anche l’industria possa essere al passo con i tempi e soddisfare la domanda sempre più integrata dei cittadini.

 

Per approfondire il contenuto del manifesto FIRE vi rimandiamo al seguente link: Proposte FIRE per lo sviluppo dell’efficienza energetica in Italia

Intervista a Giuseppe Tomassetti (Vice Presidente FIRE) a cura di Orizzontenergia

 

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Data: 24/09/2018

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