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OrizzontEnergia

Rinnovabili: Economia circolare e filiera industriale nazionale per raggiungere gli obiettivi al 2030

Il Prof. G.B. Zorzoli (Presidente Onorario del Coordinamento FREE, Docente Master EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
ed Ambiente - Università di Roma Tre) c
i offre le proprie riflessioni in merito agli strumenti innovativi per rendere fattibile l'obiettivo al 2030 per le rinnovabili elettriche. L'economia circolareeconomia circolare
Modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto.
sarà un elemento di sviluppo molto importante per il raggiungimento degli obiettivi al 2030 e la sua applicazione investirù tutti i settori; gli obiettivi richiederanno inoltre investimenti che avranno notevole impatto a livello occupazionale e diventerà necessario il potenziamentopotenziamento
Operazioni grazie a cui è possibile aumentare la potenza di un impianto, migliorandone allo stesso tempo il rendimento.
e lo sviluppo delle filiere industriali nazionali. 

 

Secondo il position paper  “Il Piano Nazionale Energia e Clima - Le proposte del Coordinamento Free”, gli obiettivi al 2030 offrono un’opportunità da non perdere per potenziare i comparti produttivi esistenti e svilupparne un numero non piccolo di nuovi.

L’obiettivo di non far crescere da qui al 2030 la domanda finale di energia, anche in presenza di una consistente crescita del PIL, richiederà l’applicazione su larga scala, e per tutti i settori, dei principi di economia circolare, il cui sviluppo dovrebbe diventare parte integrante del Piano, consentendo:

  • una nuova organizzazione dei cicli produttivi e dei consumi (vendita di servizi e non di beni);
  • il reshoring di molte attività produttive attualmente delocalizzate;
  • lo sviluppo di attività innovative: ecodesign, recupero di materiali pregiati, sviluppo della chimica verde, ecc.

Come mette in evidenza la tabella seguente, con lo scenario più risparmioso per la domanda di energia assunto nel position paper, il contributo dell’economia circolare è essenziale nell’ipotesi di obiettivi al 2030 più ambiziosi di quello posto dalla RED II.

Per le energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
il position paper ha stimato possibili le seguenti produzioni al 2030.

Settore

2030

2016

2030/2016

Rinnovabili elettriche

18,06

9,50

1,9

Rinnovabili termiche

15,81

10,54

1,5

Rinnovabili nel trasporto

9,84

1,04

9,5

Totale Rinnovabili

43,71

21,08

2,1

 

Per realizzare gli obiettivi indicati in tabella per il settore elettrico, includendo anche la dotazione di accumuli elettrochimici, complessivamente occorreranno circa 4,5 miliardi all’anno tra il 2019 e il 2030, per un ammontare nell’intero periodo prossimo ai 50 miliardi di euro. Investimenti con ricadute significative sull’occupazione, sia per quanto riguarda gli occupati temporanei (posti di lavoro creati, lungo la filiera, dalle attività di progettazione e costruzione dei nuovi impianti), sia per gli occupati permanenti (addetti generati, lungo la filiera, dalla gestione e manutenzione delle centrali per l’intera vita utile degli impianti). Ne consegue la necessità di difendere e potenziare le filiere industriali.

Nel comparto idroelettrico esiste una filiera italiana, dai progettisti ai produttori delle componenti elettromeccaniche, dai costruttori di turbine alle imprese edili, che sarà messa in crisi dai vincoli introdotti nel decreto sulle rinnovabili, mentre è essenziale per la realizzazione degli obiettivi 2030, per la programmazione dell'esercizio del sistema elettrico, ma anche per una gestione virtuosa del ciclo dell’acqua.

Ancora più cruciali, in termini di ricadute economiche e occupazionali, saranno i provvedimenti a sostegno dell’eolico, del fotovoltaico e del geotermico che, con tassi di crescita diversi, contribuiranno all’incremento della produzione elettrica rinnovabile da qui al 2030.

rinnovabili elettriche

Contrariamente a quanto afferma una fake news in circolazione da troppo tempo, esiste in Italia una filiera industriale dell’eolico, anche se in gran parte non è italiana, in grado di produrre investimenti e occupazione anche negli ultimi anni di quasi stasi. 

Per consentire all’industria eolica la programmazione necessaria per metterla in grado di raggiungere al più presto la market parity, occorre però prevedere nell’immediato aste con contingenti di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
dedicati all’eolico
, tali da raggiungere il potenziale previsto al 2020 e comunque con almeno tre anni di visibilità (possibilmente cinque).

Il fotovoltaico, di cui già oggi circa il 60% della catena del valore, incluso un componente high tech come l’inverterinverter
Dispositivi atti a modificare la velocità  di un motore elettrico modulandone la frequenza di alimentazione in base al carico richiesto, ovvero adattando il funzionamento del motore alle necessità  del momento evitando, quindi, sovradimensionamenti e sprechi.
, può essere realizzato in Italia, dovendo fornire l’80% della potenza FER aggiuntiva da qui al 2030, potrà creare una consistente domanda interna di tracker monoassiali, già prodotti in Italia con know-how proprio, ma finora venduti solo all’estero, e offrire un mercato ancora più consistente per il decollo industriale della produzione di moduli bifacciali, attualmente in fase di sviluppo in Italia.  

La dotazione di batterie richiesta, cui si aggiunge quella necessaria per lo sviluppo della mobilità elettrica, potrà valorizzare le realtà produttive già esistenti nel Paese e consentire la partecipazione attiva dell’Italia all’Alleanza europea per le batterie.

Eclatante è il caso della geotermiageotermia
È una forma di energia termica accumulata nelle profondità terrestri grazie al flusso di calore proveniente dal mantello e dal nucleo del pianeta. Lo sfruttamento dell'energia geotermica avviene soltanto in zone particolari dove questo fenomeno è particolarmente attivo (per esempio in prossimità di vulcani, geyser, soffioni, ecc...). Essa trova impiego sia nella produzione di energia elettrica che nella produzione di calore per usi industriali o civili (geotermia a bassa entalpia).
, un comparto dove esistono sei aziende manifatturiere italiane che, in assenza di un mercato interno, sono attive in diversi paesi, tra cui la Cina. Ancora più importante, ma completamente ignorato dalla SEN, è il contributo della geotermia alla produzione di calore, in cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
quando è a media entalpia, dove opera un numero elevato di aziende. In totale gli occupati sono circa 10.000.  

biomassa.jpg

In valore assoluto anche nel 2030 il contributo maggiore alla produzione termica rinnovabile è previsto provenire dalla biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende " la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ". Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
che, creando una domanda di combustibile di origine forestale, può essere soddisfatta da legna da ardere e da cippato prelevati dai boschi cedui (circa il 42% della superficie boschiva), per il 90% invecchiati o prossimi al turno di taglio, che remunerebbe una politica di gestione sostenibile delle foreste, oggi carente.

Il cosiddetto “biogasfattobene, che nelle aziende agricole valorizza gli effluenti zootecnici, i residui agricoli e i sottoprodotti, sostiene le produzioni alimentari di qualità, riducendone i costi di produzione, e integra l’attività agricola con la produzione di energia, trasformato in biometano è impiegabile anche in settori diversi dall’agricoltura: principalmente nel trasporto pesante e marittimo e nella produzione con cicli combinati.

electric charge.jpgAttraverso la filiera dell’auto elettrica, è infine possibile rilanciare la competitività del settore automotive, che negli ultimi decenni ha subìto un evidente ridimensionamento in termini produttivi e occupazionali. In Germania e in Spagna per ogni nuova vettura immatricolata se ne producono rispettivamente 1,71 e 2,05. In Francia e nel Regno Unito il rapporto è rispettivamente 0,81 e 0,64. In Italia il rapporto è solo 0,39. E ne ha risentito l’occupazione. Ricuperando competenze e capacità esistenti, si può quindi rivitalizzare il settore, con stimoli e supporti che creino le condizioni per creare la filiera industriale di auto, veicoli commerciali, bus e minibus elettrici competitivi sui mercati.

In tal modo si diffonderebbe tra i cittadini la consapevolezza che il processo di decarbonizzazione promosso dal Piano rappresenta innanzi tutto l’occasione per il rilancio economico e sociale del Paese, rendendoli partecipi e non sospettosi osservatori delle trasformazioni che tale processo comporta.

 

Articolo di G.B. Zorzoli (Presidente Onorario del Coordinamento FREE, Docente Master Energia ed Ambiente - Università di Roma Tre) per Orizzontenergia

 

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Data: 04/12/2018

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