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OrizzontEnergia

Riscaldamento: Consumatori confusi e poco informati, occorre chiarezza ed innovazione

Luigi Gabriele (Public Affairs Specialist Adiconsum) ha risposto alle nostre domande su come i consumatori abbiano reagito alle attuali disposizioni in materia di termoregolazione. E' emerso che ancora non c'è molta chiarezza su come i nuovi sistemi di riscaldamento vadano gestiti, nonostante i risultati in termini di risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
risultino evidenti. Per sviluppare l'intero apparato legato ai sistemi di riscaldamento risultano necessari una maggiore chiarezza comunicativa (dotare il consumatore di apposite guide all'utilizzo dei sistemi) ed adeguarsi ai progressi tecnologici, con un diretto riferimento alla Blockchain. 

 

Al netto delle proroghe concesse, possiamo considerare che la scorsa stagione invernale è stata la prima in cui sono state effettivamente applicate le procedure di termoregolazione. Lato consumatori, quali sono state i principali pro e contro registrati?

termoregolazione.jpgL’educazione al concetto di termoregolazione è ancora lontano nella testa dei consumatori anche per colpa delle proroghe continue. Soprattutto vigono ancora troppi “miti da sfatare”, frutto specialmente di un rapporto con il riscaldamento del tutto personale e non impostato sul rispetto dell'ambiente.

Non è raro che i consumatori ancora non conoscano quale temperatura, come gestirla e soprattutto da quando si possono accendere i riscaldamenti domestici.

Altro capitolo a sé stante è quello del rispetto delle normative sui controlli caldaie e sui cosiddetti libretti termici. Un vero ossimoro.

 

E’ possibile fare, mediamente, una stima a livello di risparmio energetico ed economico registrato dai consumatori?

dati consumo.png

Sarebbe bello, ma anche in questo caso l'arretratezza del paese in termini di big data gestiti in maniera coordinata, sincronizzata e terza da parte di soggetti pubblici (L’ENEA?), rende impossibile quantificare gli sforzi e l’efficacia delle misure introdotte.

Immaginiamo un database dove almeno tutti i gestori degli impianti termici condominiali siano obbligati ad inserire i dati termici di ogni anno, per ogni edificio. Praticamente potremmo fare la politica climatica basandoci sui consumi residenziali.

Quanto emerso da evidenti prove, è che una famiglia che possiede le termovalvole, dalla loro introduzione, è arrivata a consumare persino il 50% in meno sul riscaldamento condominiale. Vogliamo comparare questo dato con il fatto che prima si pagavano 1000 euro ed in un anno la spesa è stata dimezzata? Un bel risparmio no!?

 

Dai feedback che vi sono pervenuti, sono in molti i consumatori che hanno deciso di passare da un sistema di riscaldamento centralizzato ad un sistema di tipo autonomo?

Le inefficienze delle caldaie centralizzate, il loro mancato adeguamento a sistemi più performanti ma anche la voglia di essere autonomi, secondo la nostra opinione sta portando i consumatori ad optare per sistemi autonomi che conferiscono sicuramente più autonomia ma come facilmente intuibile, i sistemi collettivi, scalabili ed efficienti a regime sono molto più economici in quanto più efficienti.

Il consiglio che mi sento di dare ai consumatori, è che prima di staccarvi abbiate la consapevolezza che l’autonomia ha un costo.

Io penserei più a chiedere agli amministratori di condominio a fare dei preventivi e dei progetti di riqualificazione termica, approfittando anche delle numerosi opzioni di sostegno come le detrazioni fiscali ed il conto termico.

 

Il piano di sostituzione dei contatori (gas ed energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
), se da un lato ha favorito e favorirà notevoli mutamenti, dall’altro sembra aver generato tra i consumatori la consapevolezza di non essere perfettamente a conoscenza di quali siano effettivamente i consumi e dei relativi costi. Avete riscontrato questo tipo di problematica? Quali sono le soluzioni per favorire una maggior trasparenza?

Durante la discussione con i distributori su come comunicare ai consumatori la sostituzione, ho avuto la sensazione che la fretta sarebbe stata cattiva consigliera, basta vedere quello che sta accadendo in questi giorni con alcuni servizi di un noto programma televisivo. Avevamo consigliato di cogliere l’occasione della sostituzione per informare, accrescere la consapevolezza ed educare il consumatore alla lettura, alla gestione e soprattutto al controllo dei propri consumi. E invece ha prevalso la linea, cambiamoli tutti e sbrighiamoci. Ne vedremo delle belle!!!!!

Basterebbe fare una guida completa alla sostituzione, gestione e verifica del funzionamento. Un manuale per gli utenti serio e terzo, garantendo quindi al consumatore di avere libertà nel controllo consumi e rilevazione ed inoltre di non dover necessariamente essere vincolato al distributoredistributore
Soggetto proprietario e responsabile della rete di distribuzione locale (di elettricità o di gas) a cui sono allacciati direttamente gli utenti finali.
locale.

 

Allargando l’analisi dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, utilities ed operatori del settore stanno riflettendo, ed in alcuni casi già applicando, processi legati alla blockchain. Quali sono i benefici che potrà avere dall’applicazione di questa tecnologia?

Blockchain.jpg

Immaginate cosa potrebbe accadere se ogni sistema potesse essere completamente disintermediato, sicuro, immutabile e gratuito. Accadrebbe che coloro che decidono di restare fuori dal sistema resterebbero fuori anche dall’economia dei dati e dei consumi. La Blockchain restituisce democrazia economica e sociale. Non mi sembra che le aziende lo abbiano ben capito e credo che lo abbiano confuso con un sistema di pagamento!

Se ad una rete di nodi indipendenti ma collegati tra loro, unisci un’intelligenza artificiale in grado di scegliere la soluzione migliore per le proprie esigenze, scoperchieremmo il vaso di Pandora degli “Smart Contract”, ovvero contratti legali, su base digitale, sottoscritti da una AI che su nostra disposizione sarebbe in grado di individuare il miglior fornitore in qualsiasi istante della giornata.

 

Intervista a Luigi Gabriele (Public Affairs Specialist Adiconsum) a cura di Orizzontenergia 

 

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Data: 04/12/2018

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