HomeChi siamoComitato ScientificoPartner e PatrociniContattiNewsVideoIntervisteEventiFeed RSS
facebook.comtwitter.complus.google.compinterest.comyoutube.comlinkedin.comoknotizie.virgilio.it
OrizzontEnergia

Post Fukushima: la strada per l'indipendenza energetica è lunga e tortuosa

di Carlo Stagnaro

Tra i tanti cortocircuiti innescati dall'incidente di Fukushima nel dibattito pubblico sull'energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
, uno interessa la nozione di indipendenza energetica. Ma cos'è, e quanto e perché è rilevante, tale concetto? Nel suo lavoro sull'indipendenza energetica, Robert Bryce individua otto "promesse". Esse si possono, in realtà, raccogliere in tre gruppi: quelle "geopolitiche" (l'indipendenza consentirà il disimpegno militare dal Golfo Persico, ridurrà il terrorismo, fermerà il flusso di petrodollari verso gli Stati canaglia, permetterà le riforme nel mondo arabo), quelle tecnologiche (il petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
può essere sostituito dalle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
, aumenterà la sicurezza energetica), e quelle economiche (l'indipendenza isolerà gli Usa dagli effetti di un nuovo embargo petrolifero, farà crollare i prezzi del petrolio). Per varie ragioni, nessuna di queste premesse è convincente.

Per quel che riguarda l'aspetto geopolitico, è quanto meno dubbio che il coinvolgimento americano in alcune aree - per quanto ricche di petrolio sia effettivamente dovuto all'interesse per il greggiogreggio
Petrolio estratto che non ha ancora subito un processo di raffinazione.
. Dal canto loro, gli argomenti "tecnologici" sull'indipendenza energetica soffrono generalmente di ingenuità, in quanto, se davvero il petrolio e gli altri combustibili fossili fossero tecnicamente sostituibili (a parità di costo), non ci sarebbe ragione apparente per cui ciò non accada spontaneamente. A fortiori, se non accade, è sbagliata la premessa. Il che porta agli argomenti economici. Va sottolineato che in generale gli economisti sono insensibili agli argomenti "protezionistici", quale è in certa misura - quello dell'indipendenza energetica. Il libero scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l'immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
tende sempre a produrre più benefici che costi. Lo sfruttamento delle risorse naturali non fa eccezione: se un Paese importa petrolio, significa che la produzione domestica ha costi superiori a quella straniera, e che lo stesso vale per tutte le fonti alternative che potrebbero essere prodotte domesticamente. Quindi, ridurre la dipendenza estera significa aumentare i costi dell'energia e innescare una "reazione a catena" il cui effetto ultimo è quello di impoverire il Paese che intendeva proteggere se stesso e i propri posti di lavoro.

La tesi di fondo, ancora più problematica, anche se più difficile da enunciare, è quella secondo cui una qualunque variabile - per esempio la sostenibilità ambientale, la competitività - viene più facilmente massimizzata quando si ha il controllo "nazionale" delle fonti di energiafonti di energia
Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall'energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l'energia deriva dalla trasformazione dell'energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
. Nella pratica, però, la "carta d'identità" di una fonte energetica non fornisce, di per sé, alcuna informazione riguardo la sua competitività, sostenibilità eccetera. La strategia più appropriata è quella di adottare strumenti e dotarsi di criteri per stabilire delle priorità nel caso di conflitti tra i diversi obiettivi. In tutti i casi, la nazionalità delle fonti non è di alcuna utilità. In un solo e molto limitato senso essa può fornire informazione rilevante: nel caso in cui un Paese dipenda per una parte cospicua del suo approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
da un solo fornitore. Ma il problema, qui, è del tutto equivalente a quello, dell'eccessiva indipendenza. Come disse Winston Churchill, «la sicurezza e la certezza del petrolio stanno nella varietà e nella varietà soltanto».

Da Il Sole24ore, 24 giugno 2011

 

Fonte: IBL, 30/06/2011

Data: 30/06/2011

Archivio

Ti potrebbe interessare anche...

The Political Economy of Clean Energy TransitionsThe Political Economy of Clean Energy Transitions

“L’economia politica delle transizioni energetiche pulite"
Esplora l’era di sperimentazione politica senza precedenti seguita alla COP21, forza trainante per una transizione verso un’energia pulita. Un compendio di...

Scopri tutte le letture consigliate

Energia e mercato: Certificati bianchi, lo scenario in vista del nuovo decreto correttivo18/04/2018
Energia e mercato: Certificati bianchi, lo scenario in vista del nuovo decreto correttivo

Enrico Biele, Energy Policy Expert, ha discusso con noi del meccanismo dei certificati bianchi, ormai prossimo ad essere modificato da un decreto...

Leggi tutto

Gas: Metanodotto Italia-Malta, al via la consultazione pubblica17/04/2018
Gas: Metanodotto Italia-Malta, al via la consultazione pubblica

Entra nel vivo il progetto per la realizzazione del gasdotto tra Malta e la Sicilia, che lo scorso gennaio ha ottenuto fondi europei Cef per 3,7...

Leggi tuttoArchivio

Energia: Cosa ci si attende dal meccanismo del capacity market21/03/2018
Energia: Cosa ci si attende dal meccanismo del capacity market

Nel quadro della riforma britannica del mercato elettrico, nel 2013 venne introdotto il mercato della capacità. Per ottenere che gli operatori...

Leggi tuttoArchivio

Quanto ne sai su
Politica energetica?
esplora le nostre pagine educational
Energipedia

Sitemap
   
Home | Orizzontenergia in due parole | I nostri convegni | Chi siamo | Note legali | Privacy | Contatti