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OrizzontEnergia

Rinnovabili termiche: occasione di sviluppo in un quadro di efficienza energetica

di Andrea Molocchi (Responsabile Studi - Amici della TerraAmici della Terra
Associazione ambientalista presente in Italia dal 1978 che costituisce la rappresentanza italiana di Friends of the Earth International.Gli Amici della Terra promuovono azioni di educazione al rispetto verso l'ambiente, sostenendo iniziative sul territorio affinchè i governi e le istituzioni sovranazionali adottino politiche di sviluppo sostenibile.
)

Il settore delle “rinnovabili termiche” (ossia – più precisamente – delle tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento alimentate con fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
), istituito dalla Direttiva 2009/28/CE recepita in Italia col recente Dlgs n.28/2011, è un settore ancora poco noto all’opinione pubblica ma che, secondo i Piani del Governo, dovrà contribuire con 10,5 Mtep di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
finale all’obiettivo nazionale di energia da rinnovabili al 2020 (circa il 44% dell’obiettivo complessivo). La Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche (Roma, 19-20 aprile 2011) organizzata dall’associazione Amici della Terra in collaborazione con Coldiretti, FIRE, REF e AIEL, ha riproposto all’attenzione del pubblico il tema delle rinnovabili termiche in un momento cruciale del dibattito politico: quello di impostazione dei decreti attuativi del nuovo Decreto legislativo 28/2011, provvedimenti che dovranno definire il nuovo quadro incentivante per tutte le varie tipologie di rinnovabili, ma non solo: anche per gli interventi di incremento dell’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
.

Cominciamo dalla questione dei dati riguardanti l’attuale livello di sviluppo del settore delle rinnovabili termiche, cosa non facile perché i dati di apporto energetico al momento disponibili si basano su studi e stime.

I settori interessati alle applicazioni termiche delle rinnovabili (cioè per gli usi di riscaldamento e raffrescamento) sono il solare termico, la componente termica del solare termodinamico; gli usi diretti di fluidi geotermici; le pompe di calore aerotermiche, idrotermiche e geotermiche; le caldaie a biomasse solide, liquide e gassose; i caminetti e le stufe a biomasse ad alta efficienza energetica, gli impianti di cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
e trigenerazione a biomasse; le reti di teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
che convogliano il calore da una qualsiasi delle fonti e tecnologie precedentemente elencate
.

In attesa che il sistema statistico delle fonti rinnovabili gestito dal GSE sia esteso anche a quelle termiche, i dati ufficiali, cioè quelli riportati dal Piano d’azione nazionale rinnovabili del 2010, indicano consumi di energia termicaenergia termica
Calore.
prodotta nel 2009 da fonti rinnovabili per 3,4 Mtep, con un contributo delle rinnovabili termiche pari al 34% del totale delle rinnovabili nel medesimo anno (9,8 Mtep, di cui 5,4 Mtep sotto forma di elettricità da rinnovabili e 1 Mtep di biocarburanti per i trasporti). La FIRE, così come altre organizzazioni, ritiene che il dato del PAN per le rinnovabili termiche sia sottostimato per almeno 5 Mtep (a causa dell’autoconsumo di legna da ardere) e che l’Italia dovrà necessariamente correggere questa sottostima nei prossimi anni, così come hanno già fatto Germania e Francia. Tenendo conto della mancata contabilizzazione della legna per autoconsumo e di un incremento di 0,5 Mtep fra il 2009 e il 2010, la correzione di FIRE dei consumi delle rinnovabili termiche nel 2010 porta a 9,5 Mtep, di cui 7,9 Mtep per le biomasse, 1,3 Mtep per le pompe di calore, 0,23 Mtep per la geotermiageotermia
È una forma di energia termica accumulata nelle profondità terrestri grazie al flusso di calore proveniente dal mantello e dal nucleo del pianeta. Lo sfruttamento dell'energia geotermica avviene soltanto in zone particolari dove questo fenomeno è particolarmente attivo (per esempio in prossimità di vulcani, geyser, soffioni, ecc...). Essa trova impiego sia nella produzione di energia elettrica che nella produzione di calore per usi industriali o civili (geotermia a bassa entalpia).
e 0,11 Mtep per il solare termico. Per quanto riguarda il potenziale di ulteriore sviluppo del settore, esso sembra notevole: in base alle valutazioni delle principali associazioni delle rinnovabili termiche intervenute alla Conferenza (Coldiretti, Coaer, Assolterm, UGI, Fiper), il potenziale complessivo al 2020 per le rinnovabili termiche ammonterebbe a ben 19,6 Mtep, pari al 91% dell’obiettivo nazionale di produzione interna da fonti rinnovabili (21,5 Mtep).

Pertanto, se si confrontano le traiettorie-obiettivo del PAN nei tre macrosettori della direttiva, il sorpasso delle rinnovabili elettriche da parte delle rinnovabili termiche sarebbe previsto nel 2017. Ma in base alla correzione delle attuali stime per le rinnovabili termiche, quel superamento è già oggi un dato di fatto e la traiettoria di crescita delle rinnovabili termiche nei prossimi anni è in realtà quella ritracciata nella parte alta della figura (da 9,5 Mtep nel 2010 a 19,6 Mtep nel 2020), che sostanzialmente coincide con un tasso annuo di incremento dell’energia termica prodotta da fonti rinnovabili del 7,5% l’anno: un potenziale che non ci pare difficile da concretizzare, né particolarmente oneroso, dato che lo sviluppo delle rinnovabili termiche può essere in parte realizzato attraverso l’obbligo nei nuovi edifici, mentre negli edifici esistenti il fabbisogno incentivante per le rinnovabili termiche è complessivamente contenuto.

L’insieme di queste valutazioni comporta che l’incidenza attuale delle rinnovabili sul totale dei consumi energetici per usi di riscaldamento /raffrescamento sia già oggi del 16% (e non il 6% stimato dal PAN) e può raggiungere il 32% nel 2020. Questo significa anche che i restanti due terzi dei consumi per riscaldamento dovranno essere ancora soddisfatti mediante combustibili fossili. Da ciò si deduce che lo sviluppo delle rinnovabili termiche dovrà essere accompagnato da interventi di efficienza e risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
in tutti i settori di utilizzo del calore, a partire dall’industria (il settore dove le rinnovabili termiche sembrano essere attualmente meno promettenti).

Anche per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, le rinnovabili termiche sono messe molto bene. Le aspettative di occupazione al 2020, illustrate alla Conferenza, parlano di 600.000 addetti diretti e indiretti (includendo anche gli occupati in agricoltura per l’approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
delle biomasse), con un indicatore di 85 addetti per milione di euro di incentivo, che può essere raffrontato ai 68 addetti delle misure di efficienza energetica al 2020 proposte da Confindustria (1.636.000 addetti al 2020 inclusi gli indiretti) e appena 1,3 addetti per milione di euro per il fotovoltaico (risultato dovuto soprattutto ai 116 miliardi di oneri per gli incentivi che saranno erogati fino al 2035, in base alle prospettive di sviluppo del IV conto energiaconto energia
Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell'attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all'energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell'impianto e rimangono costanti per l'intero periodo.
).

Ci sono quindi tutti i presupposti, anche normativi, per un forte sviluppo delle rinnovabili termiche, contribuendo in questo modo al raggiungimento dell’obiettivo di rinnovabili in maniera economicamente molto più conveniente di quanto realizzato nel recente passato. Infatti, il nuovo dlgs n. 28/2011 di recepimento delle direttiva sulle rinnovabili mira a inserire in un quadro comune gli interventi di promozione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Questa scelta, che per alcuni può essere motivo di confusione, per Amici della Terra può invece avvantaggiare il paese, a patto che la politica nazionale sull’efficienza energetica “riprenda l’impulso perduto” (ad esempio, dando attuazione al Dlgs 115/2008 sull’efficienza negli usi finali di energia e varando un Piano straordinario di efficienza energetica al 2020, a integrazione del Piano nazionale di efficienza energetica appena uscito – che prevede misure ordinarie, fino al 2016) e che i decreti attuativi del Dlgs 28/2011 (rinnovabili) sappiano attuare la necessaria regia tenendo ben distinte le specificità delle due tipologie d’intervento: mentre l’efficienza energetica richiede strumenti economici per l’accelerazione di scelte già competitive (misure per la riduzione dei tempi di rientro dall’investimento, etc.), nel caso di molte rinnovabili gli incentivi devono stimolare scelte che altrimenti non verrebbero effettuate: si pone pertanto la questione del giusto equilibrio per evitare che l’incentivazione delle rinnovabili non comporti un drenaggio di risorse incentivanti per l’accelerazione degli interventi di efficienza energetica.

Dall’analisi dei costi delle diverse tipologie di rinnovabili termiche emerge un quadro molto variegato, con situazioni maggiormente competitive e altre che richiedono interventi di sostegno più consistenti, comunque con livelli di fabbisogno inferiori a quelli oggi assicurati dai certificati verdicertificati verdi
I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell'energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L'obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l'acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
e notevolmente inferiori a quelli del contro energia fotovoltaico. Evidenze che fanno ben sperare. Bisogna però ri-prioritarizzare gli interventi sulle rinnovabili, smettendola con l’elettrocentrismo. E mettersi a scrivere i decreti previsti per le rinnovabili termiche e per l’efficienza energetica, partendo dalla conferma fino al 2020 dei meccanismi già vigenti, come i titoli di efficienza energetica, i cui obblighi di risparmio scadranno nel 2012.

 

Fonte: Amici della Terra, 07/09/2011

Data: 07/09/2011

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