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OrizzontEnergia

Pompe di calore

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LA POMPA DI CALOREPOMPA DI CALORE
Macchina in grado di trasferire calore da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo a temperatura più alta, utilizzando energia elettrica. Le pompe di calore funzionano grazie a diversi principi fisici, ma sono classificate in base alla loro applicazione (trasmissione di calore, fonte di calore, dispersore di calore o macchina refrigeratrice).
PER L’EFFICIENZA ENERGETICAEFFICIENZA ENERGETICA
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.

Efficienza Energetica Pompe di Calore

Uno dei target europei fissati dal Pacchetto Clima-EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
20-20-20
è l’innalzamento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
- misurata sui consumi finali - al 20%
. Questo entro il 2020.

Su tale valore, le pompe di calore dovranno contribuire per il 13%. Parliamo quindi di quasi 3 MTEP (milioni di tonnellate di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
equivalente), oltre il doppio rispetto agli 1,3 MTEP consuntivati a fine 2011, che hanno contribuito per l’8% al riscaldamento di abitazioni ed uffici.

c
Questo ambizioso obiettivo si scontra però ad oggi con una scarsa diffusione di tale tecnologia che nonostante le sue enormi potenzialità in termini di efficienza energetica stenta ancora a diffondersi.

La pompa di calore è una macchina che preleva il calore a bassa temperatura dall’ambiente esterno e lo rende disponibile in un ambiente interno ad un livello di temperatura più alto.

Il principale vantaggio ottenibile dall’impiego di una pompa di calore è la sua elevata efficienza, maggiore rispetto al sistema classico di riscaldamento basato sull’uso di combustibili fossili come ad esempio il metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
.

In secondo luogo va poi detto che queste macchine, essendo tipicamente ad alimentazione elettrica (meno spesso a gas), non comportano emissioni inquinanti in atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
, per lo meno localmente, quindi non contribuiscono all’inquinamento dell’aria in loco.

In realtà, considerando tutto il ciclo di vita del processo, l’eventuale contributo all’inquinamento è da considerarsi a monte ovvero in fase di generazione elettrica se prodotta con impianti termoelettrici alimentati a combustibili. Ma anche in questo caso, se si considera il bilancio globale in termini di emissioni, le ricadute di una pompa di calore rimangono sempre minori rispetto a quelle delle classiche caldaie.

Edilizia Sostenibile

Per il suo funzionamento infatti la pompa di calore richiede un limitato apporto di energia - elettricità o gas - pari a circa il 25%, in quanto per il restante 75% è alimentata dal calore gratuito ed illimitato presente nell’ambiente.

Questa è la ragione per la quale la Direttiva RES - Renewable Energy Sources, ha riconosciuto ufficialmente le pompe di calore quali tecnologie rinnovabili.

COME FUNZIONA UNA POMPA DI CALORE?

La pompa di calore è una macchina che preleva il calore a bassa temperatura dall’ambiente esterno – aria, acqua di superficie o di falda, terreno, o da qualunque fonte termica di recupero – e, attraverso un ciclo termodinamico inverso, lo rende disponibile in un ambiente interno ad un livello di temperatura più alto.

Nell’ambito domestico il calore prelevato - gratuito ed illimitato - può soddisfare le esigenze di climatizzazione degli ambienti o la produzione di acqua calda sanitaria (ACS) in sostituzione dei comuni boiler elettrici.

In sostanza le pompe di calore trovano tipicamente applicazione nel settore residenziale, nel teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
e nel settore industriale, per soddisfare fabbisogni termici.

Le due tipologie di pompe di calore maggiormente diffuse sul mercato sono quelle a compressione e quelle ad assorbimento. Esse si differenziano l’una dall’altra in base al diverso ciclo termodinamico ed all’energia che le alimenta: meccanica per quelle a compressione e termica per quelle ad assorbimento, con una maggior diffusione della prima tipologia, che garantisce maggiori prestazioni.

Schema funzionamento pompa di calore

Come mostra l’immagine, il funzionamento di una pompa di calore a compressione avviene all’interno di un circuito in cui si verifica uno scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l'immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
di calore fra un primo fluido, detto fluido refrigerante, ed un secondo fluido, detto fluido di lavoro (acqua o aria).

Il primo scambio avviene all’interno dell’evaporatore, dove il calore sottratto alla sorgente esterna viene assorbito dal fluido frigorifero. Esso passa quindi all’interno del compressorecompressore
Macchina operatrice che impartisce ad un gas in ingresso (per esempio aria o gas naturale) una certa quantità di moto tale da innalzarne la pressione fino al valore richiesto.
, che lo mantiene in circolazione fornendogli un apporto aggiuntivo di energia. All’interno del condensatorecondensatore
Dispositivo in cui si realizza il raffreddamento di un gas (o vapore) che si trasforma in liquido (cedendo energia) grazie al contatto con un altro fluido che, invece, acquista energia e si riscalda.
, il calore accumulato viene quindi ceduto al sistema di distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
. In ultima istanza, grazie ad una valvola di laminazione il ciclo può ricominciare.

Le pompe di calore a compressione si suddividono a loro volta in tre macro-categorie: aria-aria, aria-acqua ed acqua-acqua, dove la prima voce rappresenta la fonte di calore a bassa temperatura e la seconda il fluido che riceve il calore prodotto.

Le pompe di calore aria-aria rappresentano la categoria di minor potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
, ma sono le più diffuse e numerose. Si va dai vecchi condizionatori della potenza di qualche kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
alle moderne unità multisplit, fino all’ultima frontiera tecnologica rappresentata dai sistemi a recupero totale.

Le pompe aria-acqua coprono una vasta gamma di applicazioni nei vari settori, dove possono produrre acqua calda fino a 50-55°C sia per finalità di riscaldamento, che per utilizzo igienico-sanitario, nonché acqua refrigerata a 7-10°C per il condizionamento estivo.

Le macchine acqua-acqua raggiungono invece potenze maggiori, fino a 45-50MW con gli accorgimenti tecnici idonei. Tali pompe di calore possono essere bivalenti, ovvero funzionare sia per il riscaldamento degli ambienti, che per il condizionamento degli stessi, semplicemente invertendone il ciclo di funzionamento, ovvero deviando i flussi d’acqua dall’evaporatore al condensatore e viceversa.

Quanto RISPARMIO CON LA pompa di calore?

Risparmio pompa di caloreL’energia consumata da una pompa di calore è inferiore rispetto a quella impiegata dai tradizionali sistemi di riscaldamento e dai comuni boiler elettrici utilizzati per il riscaldamento dell’acqua.

Per ogni kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
di elettricità consumata la pompa restituisce
più di 4 kWh di calore all’ambiente, con un rapporto molto maggiore rispetto a quello di una tradizionale caldaiacaldaia
Dispositivo in cui l'energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
il cui rendimentorendimento
In termini generali il rendimento è il rapporto tra "quanto ottenuto" in un processo e "quanto speso" per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l'input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
è inferiore ad 1.

Questo ci fa subito capire la portata dei benefici derivanti dall’installazione di una pompa di calore, sia dal punto di vista delle ridotte emissioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

che del risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
.

Si stima infatti che sostituendo uno scaldabagno elettrico con una pompa di calore il risparmio energetico possa arrivare al 70%, mentre vada dal 40% al 70% abbinando una pompa di calore ad un sistema di riscaldamento e raffreddamento radiante (a pavimento). Quest’ultima soluzione consente altresì un miglioramento del 25% in termini di efficienza energetica della pompa di calore.

Un ulteriore modo per massimizzare ulteriormente i benefici ottenibili è quello di abbinare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaicoimpianto fotovoltaico
Impianto per la produzione di elettricità che sfrutta l'energia del sole grazie ai pannelli fotovoltaici, generalmente di silicio. All'interno del pannello si genera un circuito elettrico in corrente continua, dovuta all'effetto fotovoltaico, secondo cui quando i fotoni (che costituiscono la radiazione solare) raggiungono una cella FV vanno ad eccitare alcuni elettroni del materiale di cui è costituita la cella. Tali elettroni, trovandosi ad un livello energetico superiore, "sfuggono" dalla loro posizione originaria e creano una corrente.
per una riduzione della bolletta elettrica fino all'80%.

Che tipologie di pompe di calore esistono? e quanto costano?

Le pompe di calore ed i loro costi variano a seconda della sorgente termica alla quale fanno riferimento – aria, acqua o terreno – e dal tipo di alimentazione (generalmente elettricità, più raramente gas).

Le più comuni sono quelle elettriche di cui vi elenchiamo i vari modelli: aria-aria, aria-acqua, acqua-aria e acqua-acqua, dove la prima voce indica la fonte di approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
del calore e la seconda la modalità con cui esso viene fornito allo spazio interno. Tra i modelli più diffusi vi sono quelli aria-aria e aria-acqua.

Costi pompe di caloreI costi di acquisto ed installazione di un impianto aria-aria in grado di riscaldare e raffreddare una superficie di 100 metri quadrati si aggirano attorno ai 6-7mila euro. Salgono invece attorno ai 10-12mila euro per una pompa di calore aria-acqua che oltre a riscaldare consente di produrre acqua calda sanitaria. Questi i costi per l’investimento iniziale ammortizzabili mediamente nel giro di 3-4 anni.

Entrambe le due tipologie possono essere installate sia all’interno, che all’esterno dell’abitazione - in giardino od anche sul balcone - date le loro dimensioni compatte e la loro silenziosità di funzionamento. In media il livello di pressione sonora di una pompa di calore è di circa 50 dB, per intenderci quanto un frigorifero.

Una tra le fonti di calore a bassa temperatura più adatte all’alimentazione delle pompe di calore è l’aria ambiente, quando la sua temperatura non scende sotto i 6-7°C. Infatti al suo decrescere aumenta il fabbisogno di energia dell’utenza servita e contestualmente diminuisce l’efficienza della pompa di calore. Le pompe di calore ad aria sono pertanto particolarmente adatte ai climi temperati.

Che cos’è l’efficienza di una pompa di calore e che vantaggi OFFRE?

L’efficienza di una pompa di calore è rappresentata dal rapporto tra l’energia assorbita dall’impianto e l’energia termicaenergia termica
Calore.
ceduta all’ambiente interno. L’efficienza termodinamicatermodinamica
Parte della fisica che studia le leggi con cui i corpi scambiano (ricevono o cedono) lavoro e calore con l'ambiente che li circonda. In particolare, la termodinamica studia le trasformazioni di calore in lavoro all'interno di macchine termiche.
del ciclo dipende quindi dai due livelli di temperatura a cui la macchina lavora.

Pompe Di Calore

In sostanza la macchina preleva calore da una sorgente a bassa temperatura e lo rende disponibile ad un utilizzatore a temperatura più elevata. Quanto più è piccolo questo dislivello di temperatura tanto maggiore è l’efficienza del processo.

La pompa di calore è quindi particolarmente efficiente quando si dispone di calore a bassa temperatura, che non si discosti troppo dalla temperatura ambiente e quando l’impianto utilizzatore lavora a temperature non troppo elevate.

Per indicare l’efficienza di una pompa di calore si utilizzano i seguenti coefficienti differenziati sulla base delle diverse tipologie di impianto:

  • COP – Coefficient Of Performance per pompe di calore alimentate elettricamente
  • GUE – Gas Utilisation Efficiency per macchine alimentate a gas
  • EER – Energy Efficiency Ratio per pompe di calore reversibili in funzionamento estivo

In termini pratici, vi raccomandiamo di prestare molta attenzione a tali coefficienti dal momento che per poter usufruire della detrazione fiscale del 65% (ex 55%) essi non devono eccedere i valori limite imposti dalla legge:

Incentivi all’utilizzo delle pompe di calore

Incentivi pompe di calore

Ne esistono di tre tipi:

              - per l’efficienza energetica 65% (ex 55%)
              - per i recuperi edilizi 50%

Come vedremo poi, per le pompe di calore elettriche vi è anche la possibilità di poter installare un contatore dedicato per risparmiare sulla tariffa elettrica, e la possibilità dal 1° luglio 2014 di poter usufruire della tariffa dedicata D1.

Il Conto Termico

Il DM 28 Dicembre 2012, il cosiddetto “Conto Termico”, eroga un incentivo a coloro che scelgono di sostituire un tradizionale impianto di riscaldamento con una pompa di calore. L’incentivo è nella pratica un contributo alle spese sostenute ed è stanziato in rate annuali per una durata che varia fra i 2 e i 5 anni in funzione degli interventi realizzati e delle zone climatiche di riferimento.

Nato su ispirazione del Conto EnergiaConto Energia
Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell'attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all'energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell'impianto e rimangono costanti per l'intero periodo.
, che ha portato al boom del fotovoltaico (con effetti però non sempre virtuosi), il Conto Termico dovrebbe essere un contributo in conto esercizio teoricamente commisurato ai kWh prodotti.
A fronte però della difficoltà di contabilizzare l’energia termica prodotta, la pratica applicativa non ha sfruttato appieno questa possibilità e di fatto si fa riferimento alla potenza della macchina con delle stime sulla producibilità. Il Conto Termico, è qunque un incentivo che rispetto alle altre tipologie incentivanti fornisce probabilmente un po’ meno benefici e risulta essere meno conveniente.

Da recenti studi realizzati da Co.Aer, l'associazione che all'interno di Anima si occupa delle pompe di calore, si evince infatti che le tariffe incentivanti previste dal Conto Termico non arrivano a coprire nemmeno il 20% dell'investimento.

In effetti su questo aspetto anche altre associazioni tecniche del settore avevano a suo tempo avanzato delle critiche circa i provvedimenti relativi alle pompe di calore. Pensiamo ad esempio al Position Paper dell’AiCARR – Associazione italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione.

In termini concreti si può dunque affermare che se parliamo di macchine piccole per la sola produzione di ACS, alternative ai tradizionali boiler ed alle caldaie a gas, questo tipo di contributo è meno conveniente rispetto alle detrazioni. Se parliamo invece di macchine di taglia più grande per la climatizzazione potrebbe essere interessante ricorrere anche a questo tipo di strumento in alternativa alle altre detrazioni.

I Titoli di Efficienza Energetica

I Titoli di Efficienza Energetica (TEE), meglio noti come Certificati Bianchi, vengono erogati a fronte di un risparmio energetico negli usi finali dell’energia. Ad ogni TEP (tonnellata di petrolio equivalente) risparmiato corrisponde un TEE. Tale meccanismo però non si rivolge a tutti i consumatori finali di energia, ma è limitato ai cosiddetti soggetti obbligati - alle utilities o alle aziende distributrici di gas e/o elettricità aventi più di 50.000 clienti finali - oppure agli operatori volontari del mercato quali ad esempio i gestori di impianti, le ESCO e così via. Tra l’altro ci troviamo di fronte ad uno strumento che in passato era stato cumulabile con le detrazioni, ma che oggi non lo è più.

Le agevolazioni fiscali

La Legge di Stabilità approvata nel dicembre 2013 ha prorogato per tutto il 2014 il cosiddetto ecobonus del 65% sugli interventi di efficientamento energetico, tra i quali vi è per l’appunto l’installazione di pompe di calore in sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale. Lo stesso vale per la sostituzione degli scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.

Come accennato già in precedenza per poter usufruire della detrazione fiscale occorre che le pompe di calore abbiano un COP ed un EER non inferiore ai valori limite fissati nell'Allegato H del DM 07/04/2008 e successive modificazioni.

I requisiti tecnici degli scaldacqua a pompa di calore devono invece attenersi - come da indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico - al punto 3c) dell'Allegato 2 al D.Lgs. 28/2011, ossia non devono avere un COP > 2,6 misurato secondo la norma EN 1614.

Se il vostro impianto soddisfa tali requisiti, l’incentivo che vi spetta verrà scalato dalle imposte annue dovute (sulla base della dichiarazione dei redditi presentata) e verrà ripartito su base decennale. La detrazione massima ottenibile è di 30.000€.

Per usufruire del bonus, la documentazione relativa agli interventi realizzati va inviata telematicamente all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori e tutti i pagamenti devono avvenire per mezzo bonifico bancario.

Cosa inviare all’ENEA entro 90 giorni?

  • Certificazione del produttoreproduttore
    Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 79/99, il produttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprietà dell'impianto.
    per pompe di calore con potenza elettrica nominale inferiore a 100 kW o documento di asseverazione redatto da un tecnico abilitato per pompe di calore con potenza elettrica nominale inferiore a 100 kW;
  • attestato di certificazione o qualificazione energetica redatto da un tecnico abilitato;
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati redatta da un tecnico abilitato.

Infine, un’altra possibilità di cui possono avvalersi i contribuenti IRPEF e IRES, è quella delle agevolazioni del 50% per il recupero edilizio.

In questo caso si amplia il campo di attuazione rispetto all’ecobonus del 65% perché per fruire del bonus sulle ristrutturazioni non è necessario che l’installazione di una pompa di calore sia obbligatoriamente accoppiata alla sostituzione del generatoregeneratore
Dispositivo che traforma l'energia meccanica in energia elettrica.
di calore
.

Il secondo contatore dedicato

Contatore dedicato pompa di calorePer le pompe di calore elettriche in aggiunta alle altre forme di incentivazione vi è la possibilità di installare un secondo contatore dedicato con tariffa differenziata che consente di gestire separatamente i consumi della pompa di calore dagli usi elettrici obbligati (luce, elettrodomestici, ecc.).

Si tratta della cosiddetta tariffa BTA - Bassa TensioneBassa Tensione
Tensione inferiore a 1000 V in corrente alternata ed inferiore a 1500 V in corrente continua.
Altri Usi
.

La Delibera 30/2008 dell’AEGG ha predisposto tale possibilità in quanto l’installazione di una pompa di calore può talvolta comportare una richiesta di maggior potenza rispetto al contratto residenziale standard da 3,3 kW (tariffe D2* e D3**) collocando quindi l’utenteutente
Soggetto che consuma elettricità o gas.
in una delle fasce di consumo con i prezzi dell’energia più elevati:

  1. fino a 1.800 kW
  2. da 1.801 a 2.640 kW
  3. da 2.641 a 4.440 kW
  4. oltre 4.440 kW

*Tariffa D2: per abitazioni di residenza con impegno di potenza fino a 3 kW;
**Tariffa D3: per abitazioni di residenza con impegno di potenza superiore a 3 kW e per abitazioni non di residenza.

Rispetto alle tariffe D2 e D3 la BTA, attribuibile alla sola pompa di calore, è indipendente dalla quantità di energia consumata. Prevede infatti un importo fisso per kWh e nel caso di utilizzo da parte del cliente residenziale gode anche dell’IVA agevolata al 10%.

• BTA2: da 1,5 kW a 3 kW

• BTA3: da 3 kW a 6 kW

• BTA4: da 6 kW a 10 kW

• BTA5: oltre 10 kW

Per installare il secondo contatore dedicato occorrono circa 500€, ben spesi se i vostri consumi complessivi annui superano i 4.000 kWh ed almeno il 35% di essi è attribuibile alla pompa di calore.

La tariffa elettrica D1

Per agevolare la diffusione delle pompe di calore, di recente l’AEEG ha ritenuto necessario rimuovere quegli ostacoli derivanti dall’attuale sistema tariffario elettrico a scaglioni di consumo con prezzi crescenti, che come appena visto rende elevati i costi variabili delle pompe di calore.

E’ stata quindi introdotta in via sperimentale la tariffa elettrica D1, che a partire dal 1° luglio 2014, sarà usufruibile su base volontaria, da tutti i possessori di impianti di climatizzazione a pompa di calore, che abbiano in essere un contratto di fornitura elettrica sia nel libero mercato che di maggior tutela.

A decretarlo la Delibera AEEG 607/2013/R/eel del 19 dicembre 2013, che darà la possibilità ai clienti domestici che utilizzano la pompa di calore come unico impianto di riscaldamento di diminuire i costi in bolletta, essendo la tariffa D1 una tariffa lineare e costante a prescindere dai consumi e quindi svincolata dal sistema tariffario a fasce che prevede prezzi crescenti in base al volume dell’energia consumata.

In altri termini la tariffa D1 rispecchierà i reali costi dei servizi di rete – trasporto, distribuzione e gestione del contatore – comportando un vantaggio economico agli utilizzatori domestici delle pompe di calore. Soddisfazione da parte di Co.Aer, l’associazione nazionale che sostiene i produttori di tali apparecchiature.

Tariffa D1: il risparmio in termini pratici

Secondo gli ultimi dati forniti dall’AEEG, un cliente domestico tipo, con consumi annui di circa 2.700 kWh (tariffa D2* o D3**), paga oggi per i servizi di rete (trasporto, distribuzione e gestione del contatore) una quota pari a circa il 35% della propria bolletta, percentuale che può però arrivare fino al 48% in caso di consumi più elevati, come nel caso delle pompe di calore.

Queste ultime infatti, malgrado il loro alto livello di efficienza energetica, elevano i consumi elettrici e di conseguenza la bolletta, contenibile per ora solo utilizzando un secondo contatore dedicato alle pompe di calore che opera sulla base della tariffa BTA***.

Dal 1° luglio 2014 invece, grazie all’introduzione di questa nuova tariffa “cost-reflective” - non sussidiata e di tipo lineare (cioè indipendente dai consumi) - l’AEEG mira a rendere questa tecnologia ancor più economicamente competitiva.

Grafico Assoelettrica_Tariffa-D1-PdC-vs-D3-vs-D2-2014

Fonte: www.assoelettrica.it

*Tariffa D2: utente domestico tipo - 20 c€/kWh per consumi inferiori a 3.000 kWh annui. Per consumi ‘aggiuntivi’ (5-6.000 kWh annui) derivanti dall’impiego di pompe di calore il costo marginale è dell’ordine dei 38 c€/kWh.
**Tariffa D3: applicata alle ‘seconde case’ e a consumi maggiori di 3.000 kWh annui.
***Tariffa BTA: tariffa non domestica dedicata esclusivamente alle pompe di calore – 28-32 c€/kWh per consumi di circa 3.000 kWh/anno (i consumi ‘base’ sottostanno alle tariffe D2 o D3).


 

 

 

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Commenti degli utenti

#2 Redazione

Gentile Leonardo,

Abbiamo sottoposto le sue domande al Sig. Colli, Segretario Generale di Coaer - Associazione costruttori apparecchiature impianti aeraulici - il quale vi ha dato seguito come segue:

D. Se un privato installa un impianto fotovoltaico e una pompa di calore elettrica, è vero che il sistema complessivo (e quindi anche il fotovoltaico) può avere il rimborso del 65% in detrazione fiscale? Se sì, dove si può leggere una direttiva chiara dell'Agenzia delle Entrate o di altro organismo che elimini ogni dubbio?
R. Non è corretto; il cosiddetto Ecobonus, ovvero le detrazioni fiscali del 65% spettano a chi installa una pompa di calore e a chi installa un pannello solare termico (per acqua calda sanitaria).
Per l'installazione dei pannelli fotovoltaici invece si può usufruire delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, che per il 2014 sono state confermate nella misura del 50% (ex 36%).

D. E' vero che la PDC ha una efficacia solo per riscaldamenti a bassa temperatura (come i riscaldamenti a pavimento) e non per quelli ad alta temperatura?
R. La pompa di calore può funzionare con efficienze elevate, sicuramente maggiori di qualsiasi impianto con caldaia anche a condensazione, anche con sistemi di distribuzione a media temperatura. Quindi non richiede necessariamente un impianto di distribuzione con pannelli a pavimento, anzi sull'esistente sono molto diffusi gli impianti di distribuzione con ventilconvettori o fancoil, che rappresentano una soluzione molto valida anche per il funzionamento estivo in raffrescamento.

Data: 27/02/2014


#1 Leonardo Masella

Il servizio è fatto molto bene. Complimenti. Vi chiedo tre cose:
1) Potreste inviare alla mia mail altri servizi divulgativi come questi ?
2) Se un privato installa un impianto fotovoltaico e una pompa di calore elettrica, è vero che il sistema complessivo (e quindi anche il fotovoltaico) può avere il rimborso del 65% in detrazione fiscale ? Se si, dove si può leggere una direttiva chiara dell'Agenzia delle Entrate o di altro organismo che elimini ogni dubbio ?
3) E' vero che la PdL ha una efficacia solo per riscaldamenti a bassa temperatura (come i riscaldamenti a pavimento) e non per quelli ad alta temperatura ?

Grazie.

Data: 20/02/2014

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