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OrizzontEnergia

Biomassa

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COS'E' LA BIOMASSA

Cos'è la BiomassaIn generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili.

Come indicato nel Decreto Legislativo 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende "la parte biodegradabilebiodegradabile
Aggettivo con cui viene definito un materiale soggetto alla decomposizione per opera di agenti biofisici naturali (batteri, luce solare, umidità ecc).
 dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicolturasilvicoltura
Insieme di operazioni che consentono la coltivazione dei boschi per favorirne la rinnovazione naturale, conservandone contemporaneamente la biodiversità delle specie presenti. 
 e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani
".

Si tratta, come è evidente, di un campo estremamente vasto che necessita di ulteriori sottodivisioni, tuttavia, ciò che accomuna tutta la biomassa è la presenza di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
 che mette a disposizione un elevato potere calorificopotere calorifico
Il potere calorifico è definito come il calore prodotto dalla combustione di una quantità unitaria di combustibile e si distingue tra potere calorifico superiore (pcs) e potere calorifico inferiore (pci). È misurato in genere in kcal/kg per i combustibili liquidi e solidi, e in kcal/m3 per i gas.
 che può essere sfruttato per fini energetici.

Il ruolo delle biomasse come combustibile, per la produzione di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
e termica e per la produzione di biocarburanti, è di gran lunga il più rilevante nel contesto delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
: infatti, oltre il 50% del potenziale massimo teorico di sviluppo delle rinnovabili è legato alle biomasse e dunque il loro sviluppo è molto determinante ai fini del raggiungimento dei target europei.

I prodotti derivanti dalla lavorazione delle biomasse possono essere utilizzati come combustibili:

  • Solidi (per scopi di riscaldamento, teleriscaldamentoteleriscaldamento
    Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
    urbano, generazione di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    elettrica)
  • Liquidi (per scopi di riscaldamento e autotrazione)
  • Gassosi (per generazione di energia termicaenergia termica
    Calore.
    ed elettrica)

BIOCOMBUSTIBILI SOLIDI

I biocombustibili solidi sono solitamente ricavati da coltivazioni dedicate o prodotti di scarto di altre lavorazioni. Principalmente sono:

Il potere calorifico della biomassa, e di conseguenza il costo, dipende dalla tipologia, ovvero dalla percentuale di carbonio in essa presente e dal contenuto di umidità.

Materia prima (trasporto compreso)

€ / t (ca)

Potere Calorifero (KcalKcal
Unità di misura del calore equivalente a 1.000 calorie.
/kg)

Legno vergine

70

3200

Legno di scarto (da attività di gestione forestale)

40

3000

Scarto agricolo (potature) o forestale

40

3000

Scarto agroindustriale (sansa esausta, vinaccia)

30

2900

Cippato

50

3200

Pellets

100

4100

CIPPATO E PELLETS

Div/1 EN/3 FONTI/RINN/BIOM_BIOCOMB_SOL_Div2_Cippato.jpg

Il cippato non è altro che legname ridotto in scaglie derivante dai residui delle potature, da scarti prodotti dalle segherie o anche da legno di specie arboree appositamente coltivate. Poiché esso si caratterizza per un elevato contenuto di umidità, in fase di stoccaggiostoccaggio
Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
bisogna prevedere un’adeguata areazione per evitare processi di fermentazionefermentazione
Insieme di processi chimici che consistono nella trasformazione dello zucchero contenuto nelle biomasse in etanolo, ad opera di particolari microrganismi.
che ne riducano la qualità.

I pellets sono dei “cilindretti” compatti prodotti con il polverino ottenuto dalla sfibratura dei residui di legna non trattata con sostanze tossiche. Alcune tipologie di scarti dell’industria del legno (trucioli, segatura, polveri) sono particolarmente indicate per la produzione del pellet. I pellets hanno un basso contenuto di umidità e, di conseguenza, un elevata densità energetica.

SCARTI AGROINDUSTRIALI

SANSA DI OLIVE

Div/1 EN/3 FONTI/RINN/BIOM_BIOCOMB_SOL_Div3_Sansa.jpgRappresenta uno degli scarti dell’industria olearia, spesso utilizzata dagli stessi impianti di produzione come combustibile. Il ciclo di lavorazione tradizionale delle olive dà origine all’olio , alle sanse vergini e all’acqua di vegetazione. Dalle sanse vergini, costituite circa per il 60% dal “nocciolino” e per il restante 40% dalla buccia, si estrae l’olio di sansa e si produce come scarto finale la sansa esausta, che ha un contenuto di umidità più basso e un elevato potere calorifico.

LOLLA DI RISO

Div/1 EN/3 FONTI/RINN/BIOM_BIOCOMB_SOL_Div4_Lolla.jpg

La lolla rappresenta lo scarto più importante (18-20% del peso) del processo di lavorazione del riso grezzo. L’utilizzo della lolla come biocombustibile trova una sua convenienza nell’ambito dello stesso impianto di produzione e non all’esterno perché la sua ridotta densità energetica non è economicamente conveniente il trasporto al di fuori dei luoghi di produzione.

 

VINACCIA

Div/1 EN/3 FONTI/RINN/BIOM_BIOCOMB_SOL_Div5_Vinaccia.jpgLe vinacce sono gli scarti che derivano dalle operazioni di torchiatura dell’uva dell’industria enologica e sono costituite da bucce, raspi e vinaccioli. Dopo un’adeguata essiccazione, la vinaccia viene utilizzata come combustibile per la produzione di energia presso le stesse industrie enologiche, che ne utilizzano il potenziale energetico limitatamente al loro fabbisogno di calore di processo.

 

GUSCI E NOCCIOLI

Div/1 EN/3 FONTI/RINN/BIOM_BIOCOMB_SOL_Div6_Gusci.jpg

Sono gli scarti di lavorazione dell’industria di produzione di succhi di frutta, confetture, frutta sciroppata o secca sgusciata ecc. Questi scarti sono degli ottimi combustibili sia per le loro caratteristiche energetiche, che per la notevole facilità di reperimento, trasporto e stoccaggio; le stesse industrie conserviere ne fanno uso per la produzione di calore di processo. Anche per questi sottoprodotti non si può parlare di un mercato consolidato, si registra comunque un crescente interesse soprattutto per gusci (nocciole, mandorle, pinoli, ecc.) da destinare alla combustione in caldaie domestiche.

 

>>> Per maggiori dettagli sui biocombustibili liquidi e gassosi clicca qui

PROCESSI E TECNOLOGIE DI CONVERSIONE

L’uso energetico delle biomasse comporta la trasformazione dell’energia chimica da esse posseduta in una forma di energia utilizzabile - termica o elettrica - nonché la produzione di biocombustibili da impiegare nel settore dei trasporti.

Tale conversione prevede diverse soluzioni tecniche che si differenziano per le caratteristiche della biomassa utilizzata, per i principi fisici applicati e per le potenze convenientemente realizzabili.

Le principali filiere di conversione sono:

  • Termochimica (combustione, carbonizzazionecarbonizzazione
    Processo di trasformazione chimico-fisica che avviene ad alte temperature ed alte pressioni  e che porta alla trasformazione del materiale organico in carbone. La carbonizzazione definisce il rango del carbone, ovvero il suo grado di maturazione. Quanto più avanzata è la carbonizzazione, tanto maggiore è il "contenuto energetico" sfruttabile del carbone.
    , gassificazionegassificazione
    La gassificazione è un processo utilizzato a livello industriale da molto tempo (i primi sistemi risalgono addirittura alla prima metà dell' '800), tutt'oggi oggetto di continui miglioramenti. Essa consiste nella trasformazione di un combustibile solido o liquido in un gas combustibile (syngas), ricco di elementi incombusti (CO e H2), a seguito di complesse reazioni chimiche di 'ossidazione parziale'. Questo significa che si 'blocca' il processo a metà tra la fase di pirolisi (rottura dei legami chimici ad alta temperatura in assenza di ossigeno) e quella di combustione.
    , pirolisipirolisi
    Processo di conversione termica di combustibili solidi in assenza (o ridotto tenore) di aria che avviene tra i 400-800 °C. I prodotti derivanti dalla pirolisi possono essere in fasi differenti ( cioè possono essere solidi, liquidi o gassosi) a seconda della temperatura raggiunta e dei tempi di residenza nel reattore.
    ) - Per questo tipo di processo sono indicate biomasse che hanno bassa umidità e un adeguato potere calorifico (per esempio legno e suoi derivatiderivati
    Prodotti finanziari il cui valore deriva dall'andamento del valore di una determinata attività (definita "sottostante del prodotto derivato"). I derivati vengono utilizzati principalmente con finalità di copertura dal rischio oppure con finalità di speculazione (intesa nel senso di esposizione ad un rischio per ricavare profitto).
    , paglia di cereali, lolla di riso, gusci…)
  • Biochimica (idrolisi enzimaticaidrolisi enzimatica
    Reazione chimica in cui alcuni enzimi operano la rottura dei legami molecolari in presenza di acqua. Per esempio il glucosio è prodotto a partire dall'idrolisi dell'amido.
    , digestione e fermentazione) - Per questo tipo di processo sono adatte biomasse che hanno un elevato contenuto di umidità e un ridotto contenuto di carbonio (per esempio fogli e steli di barbabietola, reflui zootecnici e alcuni scarti di lavorazione come acqua di lavorazione dei frantoi)
  • Estrazione meccanica (esterificazioneesterificazione
    Reazione chimica che avviene tra un acido (di natura organica o inorganica) ed un alcol. Questo processo viene anche applicato per la sintesi di biodiesel.
    )

 

>>> Per maggiori dettagli sulle filiere di conversione della biomassa clicca qui

LA COMBUSTIONE DELLA BIOMASSA

La combustione consiste nel bruciare il combustibile introdotto in caldaiacaldaia
Dispositivo in cui l'energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
sulla base di opportune condizioni. Il processo in cui si articola la combustione della biomassa prevede diverse fasi:

  • Riscaldamento fino a 200°C
  • Essiccamento per eliminare l’umidità
  • Pirolisi, in cui viene ceduto calore alla biomassa in assenza di ossigeno
  • Combustione primaria in fase gassosa, in cui i gas rilasciati dalla fase precedente danno luogo ad una prima combustione in cui si raggiungono temperature di circa 630 °C
  • Combustione eterogenea gas-solido, in cui il residuo solido (che contiene carbonio e con potere calorifico simile a quello della lignitelignite
    Tipologia di carbone caratterizzato da un grado di maturazione poco spinto. Essa, infatti, presenta un contenuto di carbonio pari al 67 % circa, contro l'85 % dei carboni impiegati per scopi energetici.
    ) viene bruciato ad alta temperatura

Gli impianti destinati alla combustione della biomassa possono avere differenti finalità: produzione di calore, generazione di energia elettrica o cogenerazionecogenerazione
Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
. Per tanto si distinguono:

  • Impianti di riscaldamento per utenze di tipo domestico: termocamini, stufe e caldaie, eventualmente collegate ad un impianto di riscaldamento a termosifoni. Negli impianti di maggiore dimensione è opportuno che i tempi di permanenza della biomassa in camera di combustionecamera di combustione
    È lo spazio all'interno di una caldaia o di un motore a combustione interna in cui ha luogo la combustione del combustibile. Qui, infatti, il combustibile alimentato si combina con aria comburente rilasciando un'enorme quantità di calore. In questo parte dell'impianto si sviluppano temperature e pressioni molto elevate.
    siano elevati per permettere un opportuno mescolamento/fluidizzazione della carica da bruciare e, dunque, un miglioramento dell’efficienza del processo.
  • Impianti di generazione elettrica o cogenerativa: elettricità + calore. I sistemi di combustione di questi impianti non sono molto differenti da quelli impiegati per la combustione delle fonti fossili nelle centrali termoelettriche convenzionali.

 

Esistono inoltre apposite caldaie che possono essere utilizzate per produrre energia bruciando biomassa. Queste caldaie differiscono dai generatori di calore classici essendo necessaria un'ulteriore ottimizzazione al fine di evitare sprechi di calore che abbatterebbero enormemente i rendimenti, già bassi, di queste tecnologie.

Caldaia a Fiamma Inversa

Caldaie a fiamma inversa: sono caratterizzate dal fatto che la camera di combustione è situata sotto il vano nel quale viene caricata la legna.

L’aria viene divisa in aria primaria (che viene introdotta direttamente sopra la griglia e che consente l’avvio della combustione e la formazione di uno strato di braci che generano dei gas carichi di monossido di carbonio a causa della combustione incompleta) e aria secondaria (che viene aggiunta nella camera sottostante in modo da completare la combustione).

Questo tipo di caldaia è utilizzato prettamente per il riscaldamento.

Caldaia a cippato: la combustione avviene in caldaie a griglia che possono essere fisse o mobili a seconda dello spessore dei materiali da bruciare. Il combustibile viene caricato automaticamente e quindi è necessario predisporre un locale per lo stoccaggio. L’accensione può avvenire sia manualmente che automaticamente mediante dispositivi elettrici. E’ utilizzata per produrre sia calore che energia elettrica.

Caldaia a cippato

ANALISI ECONOMICA DEL PROCESSO DI COMBUSTIONE

Oggigiorno gli impianti maggiormente diffusi per la produzione di energia elettrica da biomassa hanno dimensioni che variano dai 200 kWe ai 20.000 kWe ed utilizzano biomasse solide legnose, residui della silvicoltura, residui e prodotti agricoli, colture dedicate e residui agroalimentari.

I costi di investimento (CAPEX - Capital Expenditures*) legati all'installazione di tali impianti, che operano con caldaie con griglia mobile in stato di cogenerazione (OCR), possono essere decisamente diversi tant'é che tipicamente oscillano dai 7.000-8.000 €/kWe per un impianto da 200 kWe, ai 5.000-6.000 per un impianto medio (circa 1000 kWe), ai 3.000-4.000 €/kWe per un grande impianto da 20.000 kWe.

In linea generale si può dunque affermare che il costo di ogni kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
installato diminuisce all’aumentare della taglia dell’impianto, per cui l’installazione di un impianto domestico richiederà in proporzione un investimento iniziale più oneroso rispetto all’installazione di un impianto di media-grande dimensione. Questo vale anche per quanto riguarda i costi di esercizio e manutenzione.

Costi e taglie impianti biomassa

I costi di gestione (esclusi i costi della biomassa) infatti variano dai 155 €/anno/kWe dei piccoli impianti, ai 140 €/anno/kWe degli impianti medi, ai 115 €/anno/kWe dei grandi impianti.

Per quanto riguarda invece il cosiddetto Fattore di Utilizzo o Capacity Factor un impianto a regola d’arte opera tra le 7.500-8.000 ore equivalenti di funzionamento alla potenza nominalepotenza nominale
Potenza massima a cui una macchina può funzionare in determinate condizioni, generalmente specificate dal costruttore.
, dove per ore equivalenti di funzionamento si intende il rapporto tra la produzione elettrica e la potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
installata (kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
/kW), mentre per potenza nominale si intende la potenza massima a cui una macchina può funzionare in determinate condizioni generalmente specificate dal costruttore.

Sono inoltre da valutare i costi di smaltimento delle cenericeneri
Materiale di natura inorganica che rappresenta il residuo della combustione del carbone.
, i residui dei processi di combustione contestuali alla generazione elettrica. La legislazione italiana comprende le ceneri da biomassa tra i materiali che possono essere recuperati e riutilizzati in diversi modi, ad esempio nella produzione di conglomerati cementizi, nella produzione di compostcompost
Prodotto biodegradabile ottenuto attraverso la fermentazione aerobica (cioè in presenza di ossigeno) di sostanze organiche ad opera di batteri che si trovano naturalmente in ambiente. Il compost può essere impiegato come fertilizzante o come substrato colturale.
e di fertilizzanti.

Nel valutare la sostenibilità economica, oltre che ambientale, della produzione di energia elettrica da biomassa, bisogna dunque tener conto dei costi per smaltire le ceneri, relativamente contenuti per impianti da 200 kWe (circa 23.000-25.000 €/anno), più incisivi per gli impianti maggiori: 80.000-90.000 €/anno per impianti da 1.000 kWe, e 900.000-1.200.000 €/anno per strutture di taglia 20.000 kWe.

Un ulteriore dato da prendere in considerazione per valutare la sostenibilità di una fonte di energia, è il rendimentorendimento
In termini generali il rendimento è il rapporto tra "quanto ottenuto" in un processo e "quanto speso" per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l'input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
. Quest’ultimo, indica in quale misura energia e materiali immessi in ogni processo di generazione elettrica sono andati a buon fine e quanti invece sono andati persi. Anche le trasformazioni di energia comportano sempre alcune perdite. Il rendimento di una trasformazione energetica si misura dividendo l'energia utile (la differenza tra energia immessa e l'energia dissipata o sprecata) per l'energia immessa. Nel caso degli impianti a biomassa solida, i dati relativi al rendimento elettrico al netto dell’autoconsumo, risultano variare dal 13-15% (per i piccoli impianti) al 25-30% per gli impianti di grande taglia. 

*CAPEX - Capital Expenditures: rappresentano flussi di cassa in uscita per la realizzazione di investimenti in attività immobilizzate di natura operativa. Si tratta cioè di investimenti in capitale fisso.

ASPETTI POSITIVI E CRITICITA'

L’uso energetico delle biomasse è considerato uno dei più efficienti sistemi per ridurre le emissioni di gas serra, in quanto la CO2 emessa durante la produzione di energia dalle biomasse è pari a quella assorbita durante la crescita delle piante.

Biomassa

Non solo, anche dal punto di vista delle emissioni di inquinanti acidi, ossidi di azotoazoto
Elemento chimico costituente il 78% dell'aria in volume. L'uso commerciale più diffuso dell'azoto è nella produzione di ammoniaca, sostanza costituente dei fertilizzanti. L'azoto liquido è impiegato anche come refrigerante per il trasporto di alimenti.
, polveri e microinquinanti
, essi possono essere controllati con le moderne tecnologie di combustione e depurazione dei fumi.

Il basso contenuto di zolfo e di altri inquinanti fa inoltre sì che, quando utilizzate in sostituzione di carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
e di olio combustibileolio combustibile
Frazione pesante derivante dalla raffinazione del petrolio greggio, che trova impiego prevalentemente come combustibile per l'industria, nelle centrali termoelettriche o come carburante per le navi. L'olio combustibile è classificato secondo la viscosità (oli fluidissimi, fluidi, semifluidi, densi) e secondo il contenuto di zolfo.
, le biomasse contribuiscano ad attenuare fenomeni di acidificazioneacidificazione
Processo chimico dovuto all'inquinamento, che causa una diminuzione del pH delle acque superficiali e del suolo, alterando pericolosamente gli ecosistemi che ne fanno parte.
.

Oltre ai vantaggi ambientali appena citati, l'impiego della biomassa offre notevoli benefici anche a livello occupazionale - per lo sviluppo industriale di nuove filiere tecnologiche, e a livello di politica energetica - per la possibilità di ridurre le importazioni di combustibili fossili diversificando così la composizione del fuel mix energetico nazionale a favore di una maggiore indipendenza energetica e sicurezza degli approvvigionamenti.

Il ricorso alla biomassa provoca tra l'altro valenze positive anche per il sistema elettrico:

    • la biomassa contribuisce infatti alla regolazione di frequenza
    • non necessita di impianti di back up come le fonti non programmabili
    • non ha esigenze di bilanciamentobilanciamento
      Servizio svolto dal gestore della rete elettrica al fine di mantenere l'equilibrio tra l'energia immessa e quella prelevata.
      , al contrario, data l’ottima prevedibilità, contribuisce limitatamente al bilanciamento

Uno degli elementi che invece solleva spesso criticità è quello relativo al potenziale impatto odorigeno di un impianto, qualora non vengano adottate misure preventive di abbattimento degli odori durante la fase di stoccaggio.

Tra gli altri elementi da monitorare vi sono i possibili impatti paesaggistici ed ambientali, sintetizzati come segue:

  • cambiamento del paesaggio originario visto da insediamenti residenziali e/o determinati punti panoramici o punti di grande fruizione pubblica
  • possibili effetti su flora e fauna dovuti alla perdita della biodiversità o alla frammentazione di habitathabitat
    Termine generico indicante l'ambiente naturale che permette la nascita e lo sviluppo di esseri viventi, animali o vegetali.
     causati dalla conversione di ecosistemi naturali in colture energetiche e dal relativo aumento di fertilizzanti e pesticidi
  • eventuale rischio di immissione nei corpi idrici di eccessive sostanze nutritive (eutrofizzazione) ed inquinamento da pesticidi, se utilizzati
  • maggiore impiego di acqua per la coltura di biomasse dedicate
  • potenziale rischio di inquinamento di corpi idrici derivante da un trattamento non appropriato di reflui o derivante da infiltrazioni o dilavamento delle aree di stoccaggio
  • eventuali impatti acustici nel caso di centri abitati in vicinanza e assenza di barriere mitigatrici

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GLI INCENTIVI ALLA BIOMASSA

Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 regola le nuove modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, diverse da quella solare fotovoltaica, con potenza non inferiore a 1 kW. 

Gli incentivi previsti dal Decreto si applicano agli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamentopotenziamento
Operazioni grazie a cui è possibile aumentare la potenza di un impianto, migliorandone allo stesso tempo il rendimento.
o di rifacimento, entrati in esercizio a partire dal 1° gennaio 2013.

Incentivi biomassa

Tra le altre modalità di incentivazione alle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche vi sono poi i Certificati VerdiCertificati Verdi
I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell'energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L'obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l'acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
Certificati Verdi I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersanidecreto Bersani
Decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999, recepimento italiano della direttiva Comunitaria 96/92/CE, in cui vengono stabilite le norme che regolamentano la liberalizzazione del mercato elettrico. In sintesi, l'ordinamento sancisce che le attività di produzione, importazione, vendita e acquisto di energia elettrica sono attività libere, avviando in questo modo le basi di un mercato in cui a fronte di una domanda "libera di scegliere" c'è un'offerta concorrenziale da parte degli operatori elettrici.
sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell'energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L'obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l'acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
, titoli negoziabili rilasciati dal GSE che costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con impianti qualificati IAFR (impianti alimentati da fonti rinnovabilifonti rinnovabili Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili: - il sole - il vento - l'acqua - la geotermiageotermia
È una forma di energia termica accumulata nelle profondità terrestri grazie al flusso di calore proveniente dal mantello e dal nucleo del pianeta. Lo sfruttamento dell'energia geotermica avviene soltanto in zone particolari dove questo fenomeno è particolarmente attivo (per esempio in prossimità di vulcani, geyser, soffioni, ecc...). Essa trova impiego sia nella produzione di energia elettrica che nella produzione di calore per usi industriali o civili (geotermia a bassa entalpia).
- le biomasse
), e la Tariffa Omnicomprensiva, un meccanismo di incentivo previsto dalla Legge Finanziaria 2008 riservato agli impianti IAFR entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007, di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW o 0,2 MW per gli impianti eolici.

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LA BIOMASSA IN ITALIA E IN EUROPA

Mappa produzione biomassa Italia_2012 GSEIn Italia l’attenzione da anni rivolta allo sviluppo delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
, ha portato la generazione elettrica da biomassa a giocare un ruolo piuttosto importante nel panorama energetico nazionale, come mostrato nella mappa della distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
regionale della produzione elettrica da biomasse
estratta dal Rapporto Statistico 2012 "Impianti a Fonti Rinnovabili - Settore Elettrico" del GSE.

In questo rapporto risulta evidente come nel 2012 la potenza degli impianti alimentati con le bioenergie rappresentasse ben l’8% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.

Gli impianti più numerosi sono risultati essere quelli alimentati a biogasbiogas
Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell'industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
(67%), seguiti da quelli a bioliquidi (22,1%) ed infine da quelli a biomassa (10,8%). La distribuzione della potenza nelle rispettive tipologie di impianti è di gran lunga più equilibrata: dei 3.802 MW il 37,7% è riferito a impianti che bruciano biomasse, il 35,3% è alimentato da biogas e il restante 27% utilizza bioliquidi.

L'Europa invece, ricava dalle biomasse il 4% dell'energia che usa. Le biomasse potrebbero avere un ruolo strategico nel raggiungere entro il 2020 l'obiettivo del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, fissato dalla UE.

Fra i paesi più attivi nell’utilizzo di impianti di generazione elettrica a biomassa, sempre secondo il Rapporto Statistico 2012 "Impianti a Fonti Rinnovabili - Settore Elettrico" del GSE: Germania (con una produzione lorda annua di bioenergie pari a 41.350 GWh), Regno Unito (15.205 GWh), Italia (12.487 GWh), Finlandia (10.786 GWh) e Svezia (10.737 GWh).

Per saperne di più

Tipologie di biocombustibili

Filiere di conversione della biomassa

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