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Sicurezza Energetica

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La sicurezza energetica è comunemente definita come la disponibilità di approvvigionamenti energetici stabili e a prezzi ragionevoli. La possibilità di disporre di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
per le attività produttive è un fattore che influenza lo sviluppo delle società umane da millenni, ma che ha assunto particolare rilevanza a partire dal secolo scorso.

Sicurezza EnergeticaLa diffusione dei motori a combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
interna e la sempre più ampia elettrificazione delle attività produttive hanno infatti notevolmente accresciuto il fabbisogno energetico complessivo delle società industriali. In questo contesto, le fonti fossili hanno rappresentato l’elemento chiave per soddisfare la domanda energetica, col diffondersi dei consumi di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
e gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
, accanto al più tradizionale carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
.

Questa tendenza si è accompagnata a un dato geografico: nessuna delle società industrializzate dispone sul proprio territorio di riserve fossili tali da soddisfare il fabbisogno interno, o di soddisfarlo a prezzi competitivi. Data la disponibilità di enormi riserve di fonti fossili in aree strutturalmente sottosviluppate o comunque in grado di alimentare un flusso stabile di esportazioni, nel dopoguerra sono così emersi flussi di materie prime energetiche su scala globale.

Questi flussi hanno consentito alle economie industrializzate di disporre di uno degli input essenziali della produzione, l’energia, a prezzi competitivi. Nonostante le crisi internazionali, come gli shock petroliferi degli anni Settanta, le materie prime energetiche di importazione hanno continuato a costituire un’opzione economicamente vantaggiosa.Sicurezza Energetica

Gli shock petroliferi hanno tuttavia messo in evidenza le potenziali conseguenze negative di una dipendenza da importazioni troppo alta, spingendo verso diverse soluzioni. La prima fu la creazione dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), che aveva tra i suoi scopi quello di coordinare le riserve strategiche di petrolio dei Paesi membri, da utilizzare per contrastare gli effetti di un’interruzione temporanea delle forniture.

A livello nazionale, le diverse economie industrializzate promossero inoltre estese politiche di aumento dell’efficienza, per ridurre i consumi a parità di input, e di diversificazione delle fonti, attraverso lo sfruttamento delle riserve interne non utilizzate e un più ampio ricorso alla tecnologia nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
.

In epoca più recente, la fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
- il sole
- il vento
- l'acqua
- la geotermia
- le biomasse
hanno conosciuto un forte sviluppo non solo come strumento di contenimento delle emissioni climalteranti, ma anche come elemento chiave per ridurre la dipendenza dalle importazioni di fonti fossili.

L’attuale livello di maturità tecnologica delle fonti rinnovabili non consente tuttavia una loro diffusione tale da eliminare la necessità di ricorrere alle fonti fossili per soddisfare la domanda energetica. Secondo le stime dell’AIE, infatti, nei prossimi decenni le fonti fossili continueranno a rappresentare almeno i due terzi dei consumi della regione dove le rinnovabili stanno avendo maggior successo, l’UE, e saranno quasi interamente importate.

Continuare a disporre di flussi di importazioni stabili sarà dunque un elemento chiave della sicurezza energetica, oltre che della competitività economica, dei Paesi industrializzati che non dispongono di sufficienti riserve di fonti fossili sul proprio territorio, come l’Europa, il Giappone e, in misura crescente, la Cina.

L’autarchia energetica, anche chiamata indipendenza energetica, non è dunque un’opzione politica economicamente sostenibile per gran parte dei Paesi industrializzati. Questa scelta non rappresenta tuttavia l’unica soluzione per mantenere un adeguato livello di sicurezza energetica.

Per i Paesi strutturalmente dipendenti dalle importazioni, l’opzione politica più efficiente è rappresentata dalla diversificazione, su diversi livelli. In primo luogo diversificazione delle fonti: avere un paniere di fonti primarie in cui nessun elemento domina riduce l’impatto delle questioni di sicurezza legate a ciascuna fonte. In quest’ottica, anche la diversificazione delle fonti utilizzate nei diversi usi finali rappresenta un importante elemento di sicurezza.

La diversificazione riguarda anche le dinamiche di approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
di ciascuna fonte. Fermo restando che la produzione interna di energia, rinnovabile e non, rappresenta un importante elemento di sicurezza, laddove è economicamente indispensabile ricorrere alle importazioni è necessario assicurarsi che ciascun fornitore non rappresenti una quota delle forniture eccessivamente alta, tale da creare vulnerabilità. Più fornitori in concorrenza tra loro rappresentano dunque un’opzione ottimale in termini di sicurezza, oltre che, nella maggior parte dei casi, anche in termini di costo.

La diversificazione, infine, riguarda anche le infrastrutture: oleodotti, gasdotti, terminali di scaricoscarico
Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'art. 114 (rilasci da diga).
, centrali. Ogni singola infrastruttura comporta un’ineliminabile vulnerabilità a incidenti o attacchi: assicurarsi che le infrastrutture siano ridonanti e che, anche in caso di malfunzionamento, esistano sempre delle alternative disponibili rappresenta un aspetto centrale della tutela della sicurezza energetica di ogni Paese importatore.

 

Si ringrazia per il contributo il Dr. Matteo Verda  - Ricercatore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), Milano

 

L'Europa punta all'indipendenza energetica

 

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