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Caldaie

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COS'E' LA CALDAIA

Caldaie/2015_17_12_Caldaia_condensazione.jpgLa caldaia è quell'apparecchio che viene utilizzato negli impianti di riscaldamento al fine di produrre calore mediante un processo di trasformazione dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
derivante dai combustibili. Il calore che viene g
enerato per riscaldare il cosiddetto fluido termovettorefluido termovettore
Fluido che percorre un determinato ciclo termodinamico dando luogo a processi di scambio termico con gli altri fluidi con cui viene in contatto.
, che nella maggioranza dei casi è o acqua o aria, viene messo in circolazione nel sistema di distrib
uzione dell’impianto di riscaldamento, per riscaldare gli ambienti oppure per la produzione di acqua calda sanitaria.

 

i principi di funzionamento della caldaia

Caldaie/2015_17_12_caldaia_gas_funzionamento.jpg

Il sistema di funzionamento segue uno schema che si può così sintetizzare: dapprima il combustibile viene immesso all'interno della camera di combustionecamera di combustione
È lo spazio all'interno di una caldaia o di un motore a combustione interna in cui ha luogo la combustione del combustibile. Qui, infatti, il combustibile alimentato si combina con aria comburente rilasciando un'enorme quantità di calore. In questo parte dell'impianto si sviluppano temperature e pressioni molto elevate.
, in cui avviene il processo di trasformazione in calore che, con un adeguato sistema di accoppiamento (scambiatore termico), viene trasmesso al fluido termovettore aumentandone la temperatura; il fluido caldo viene quindi adeguatamente canalizzato in un apposito circuito di distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
.

Il funzionamento di ogni tipologia di caldaia dipende direttamente dal tipo di combustibile utilizzato: si può distinguere in linea generale tra combustibili di tipo solido (biomassa), come legna e pellets, e combustibili di tipo liquido, come gasoliogasolio
Prodotto derivante dalla distillazione del petrolio greggio. Viene utilizzato soprattutto per alimentare motori Diesel oppure negli impianti di riscaldamento civile. Nei motori Diesel, detti anche ad accensione spontanea, il gasolio viene iniettato nel cilindro dove trova aria molto compressa (anche 40 volte la pressione ambiante). Per poter essere impiegato nei motori il gasolio deve avere determinate caratteristiche, per esempio una buona capacità di accensione (soprattutto alla basse temperature) e un opportuno potere lubrificante.
o gas liquefatti. In entrambi i casi, il processo di produzione del calore avviene per:

Esistono due differenti classi di caldaie, che si differenziano tra loro per il processo di prelievo dell’aria necessaria per la combustione del gas.

 

Caldaia a camera aperta: Queste caldaie prelevano l’aria necessaria per generare la combustione mediante un piccolo spazio frontale. I fumi della combustione vengono scaricati con tiraggio naturale attraverso una canna fumaria posta in posizione verticale, la quale canalizza i fumi in un camino adibito sul tetto che li disperde nell'ambiente. Per legge nei nuovi impianti di riscaldamento, queste caldaie devono essere installate o all'esterno dell’abitazione oppure in locali aerati, dotati di un sistema di apertura dell’abitazione con l’esterno, al fine di permettere la ventilazione del locale in modo tale che venga ristabilito il corretto livello di ossigeno e che l’aria “viziata” venga eliminata. Le caldaie a camera aperta possono inoltre essere installate solamente in sostituzione di caldaie stesso tipo; è obbligatorio prevedere.

Caldaia a camera stagna: La fiamma, in queste caldaie, è isolata dall'ambiente circostante e l’aria viene prelevata dall'esterno mediante due tubi che rispettivamente servono per condurre l’aria inquinata all'esterno e quella “pulita” all'interno. Il tiraggio avviene mediante un ventilatore collocato nel circuito in cui avviene la combustione. Possono essere installate in qualsiasi locale, al contrario delle caldaie a camera aperta per la quali era vietata l’installazione in locali non aerati, dato che il prelievo e l’espulsione dell’aria avvengono mediante un diretto collegamento con l’aria esterna all' abitazione.

Caldaie/2015_17_12_Camera_aperta_camera_stagna.jpg

Tra le principali innovazioni degli ultimi anni nel mercato delle caldaie a camera stagna, vi sono le caldaie a condensazione che, recuperando il calore dei gas di scaricoscarico
Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'art. 114 (rilasci da diga).
, permettono di ridurre i consumi grazie ad un miglior rendimentorendimento
In termini generali il rendimento è il rapporto tra "quanto ottenuto" in un processo e "quanto speso" per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l'input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
e di migliorare la combustione con conseguente riduzione delle emissioni di monossido di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
e ossido di azotoazoto
Elemento chimico costituente il 78% dell'aria in volume. L'uso commerciale più diffuso dell'azoto è nella produzione di ammoniaca, sostanza costituente dei fertilizzanti. L'azoto liquido è impiegato anche come refrigerante per il trasporto di alimenti.
(il 70% in meno rispetto alle caldaie tradizionali).

 

LE TIPOLOGIE DI CALDAIE

Le variabili da considerare, nel momento in cui si sceglie quale tipologia di caldaia acquistare e installare, sono differenti.

Innanzitutto occorre definire la superficie da riscaldare, qual è l’utilizzo dell’edificio e in quale zona climatica si trova, se è richiesta la produzione di acqua calda sanitaria e se si tratta di edifici nuovi o di ristrutturazioni.

La scelta di una caldaia andrebbe approcciata come un investimento; è quindi importante che il consumatore si faccia consigliare da un buon professionista e richieda più di un preventivo per valutare soluzioni impiantistiche diverse.

Ciò detto, le tipologie di caldaia presenti sul mercato si differenziano in base al combustibile utilizzato. Il gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
(comunemente noto nel settore residenziale come “metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
”), alimenta oltre il 70% degli impianti per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua, ed è di gran lunga il combustibile più utilizzato in ambito domestico.

Seguono le biomasse, usate soprattutto per le stufe, e l’energia elettrica, che alimenta soprattutto gli scaldabagni, mentre GPLGPL
Miscela di idrocarburi gassosi, principalmente butano e propano derivanti dalla raffinazione di petrolio e gas naturale. Il GPL si presenta in forma gassosa a temperatura e pressione ambiente, mentre si presenta in forma liquida a temperatura ambiente se sottoposto a lievi pressioni. Questo è il motivo per cui il trasporto e lo stoccaggio del GPL sono agevoli, sia in forma gassosa attraverso reti urbane, sia in bombole o su carri cisterna. È caratterizzato da una grande versatilità d'uso, ma è normalmente più costoso del metano. È utilizzato per scopi di riscaldamento laddove non esiste una rete di metano capillare ed anche per scopi di autotrazione.
e gasolio assumono un ruolo complessivamente marginale
per entrambi gli utilizzi.

Secondo i dati dell'Indagine Istat sui consumi energetici delle famiglie italiane nel 2013 la spesa media è stata di 1.635€, percentualmente così ripartita:

  • 75,7% condizionamento estivo e invernale
  • 12,4% illuminazione e apparecchi elettrici
  • 11,9 % cucina e acqua calda sanitaria

Occorre ad ogni modo considerare che la spesa media annuale varia consistentemente a livello territoriale, in relazione a molteplici elementi: un utilizzo delle funzioni di riscaldamento e condizionamento più o meno pronunciato a seconda delle condizioni climatiche locali; un diverso ricorso alle varie fonti energetiche; un costo di mercato dei diversi prodotti energetici anch'esso variabile sul territorio.

Tabella 1 - Spesa (a) media delle famiglie per consumi energetici, per ripartizione e regione (valori in euro e composizione percentuale per fonte energetica)

Spesa per consumi energetici (%)

 

Energia elettricaEnergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.

Metano

Gasolio

GPL

Legna o pellets

Spesa media per consumi energetici

Ripartizione territoriale

Nord-Ovest

29,1

60,4

4,6

3

2,9

1790

Nord-Est

31,4

53,8

5,4

4,8

4,5

1872

Centro

36,8

48,4

3,3

5,9

5,5

1527

Mezzogiorno

45,5

35,3

2,6

9,6

7

1387

 

Italia

35,5

49,8

4

5,8

4,9

1635

 

Tabella 2 - Spesa media effettiva delle famiglie per consumi energetici per fonte e ripartizione (valori in euro)

Spesa media effettiva

 

Energia elettrica

Metano

Gasolio

GPL

Legna

Pellets

Nord-Ovest

526

1190

1478

558

409

458

Nord-Est

593

1167

739

688

423

486

Centro

565

870

1280

546

397

419

Mezzogiorno

633

752

1026

347

546

467

 

Italia spesa media

581

1004

1398

449

457

459

Fonte: Situazione Energetica Nazionale 2014, MiSE 

 

 

Caldaie a gas

Sia per quanto concerne il riscaldamento degli ambienti sia per l’erogazione dell’acqua calda sanitaria, le caldaie a gas sono la tipologia di caldaia più economica presente sul mercato (prezzo medio 450-550 €, dimensioni medie 80x40x50).

L’economicità della caldaia a gas è dovuta alla distribuzione capillare del gas metano sul territorio nazionale, senza quindi alcuna necessità di stoccaggiostoccaggio
Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
del combustibile in loco.

Tabella 3 - Il costo medio al metro quadro del gas per il riscaldamento 

Casa e famiglia

Città

Consumo gas al metro quadro Smc (c)/mq

Prezzo gas al metro quadro €/mq

100 m4 persone

Milano

10,3

8,43

Roma

8,8

8,38

Palermo

4,1

4,2

Fonte: AEEGSI, I trimestre 2015

 

 

Caldaia a condensazione

Tra le principali innovazioni degli ultimi anni nel mercato delle caldaie, troviamo quelle a condensazione (prezzo medio di mercato ca. 1.000€, dimensioni medie 80x40x50 per un uso unifamiliare).

1-      Entrata del gasCaldaie/2015_17_12_caldaia_condensazione_funzionamento.png

2-      Entrata dell’aria

3-      Uscita dei fumi

4-      Ritorno dai radiatori

5-      Ai radiatori

6-      Acqua condensata

 

 

 

Caldaie/2015_17_12_caldaia_condensazione_.png

Fonte: Guida alla sostituzione della vecchia caldaia con una condensazione – Assotermica  

L’elemento di differenziazione rispetto alla caldaia tradizionale è il recupero del calore latente: per condensare il vapore acqueo contenuto nei fumi, le caldaie a condensazione sfruttano la temperatura dell’acqua di ritorno dall’impianto termico, più fredda rispetto alla temperatura dell’acqua di mandata, realizzando lo scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l'immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
termico all’interno del condensatorecondensatore
Dispositivo in cui si realizza il raffreddamento di un gas (o vapore) che si trasforma in liquido (cedendo energia) grazie al contatto con un altro fluido che, invece, acquista energia e si riscalda.
. Poiché i fumi escono quasi freddi dalla caldaia a condensazione, non riescono a risalire attraverso la canna fumaria e quindi l'impianto deve prevedere un sistema di tiraggio forzato.

Le caldaie a condensazione, rispetto a quelle tradizionali, hanno un rendimento più efficiente, che può rasentare il 100%.

La maggiore efficienza delle caldaie a condensazione è anche dovuta all’utilizzo di un bruciatorebruciatore
Sistemi che miscelano e dirigono il flusso di combustibile e aria comburente in modo da innescarne la combustione. Esistono diversi tipi di bruciatori. Essi vengono installati opportunamente all'interno della camera di combustione dei generatori di vapore per poter raggiungere le migliori condizioni di combustione riducendo le emissioni.
a premiscelazione
, che consente di ridurre al minimo il consumo di gas ed abbattere le emissioni inquinanti di monossido di carbonio e ossido di azoto del 70% rispetto alle caldaie tradizionali.

Un altro vantaggio considerevole è di tipo architettonico, infatti chi decide di installare all’interno della propria abitazione una caldaia a condensazione avrà la possibilità di usufruire di deroghe relative agli obblighi di collegamenti a camini, canne fumarie o altri sistemi di evacuazione. Infatti per rendere più veloce la sostituzione degli impianti obsoleti, è stato previsto che i fumi possano essere scaricati direttamente in facciata mediante l’utilizzo di alcuni condotti di evacuazione che presentano dimensioni ridotte ed hanno una maggiore facilità di installazione rispetto alle canne fumarie a tetto.

Una corretta installazione di una caldaia a condensazione, in sostituzione della vecchia caldaia, con l’installazione di valvole termostatiche e la parallela messa a punto del sistema di distribuzione, può consentire di abbattere significativamente i consumi di riscaldamento e acqua calda sanitaria di circa il 20-35%.

Per saperne di più, guarda l’infografica 10 cose da sapere sulle caldaie a condensazione

 

 

Caldaia elettrica

Le caldaie elettriche costituiscono un’ottima soluzione per chi necessita soddisfacenti rendimentidi riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria, minimizzando il più possibile i tempi di installazione e di messa in opera delle tubazioni.

Il loro costo varia sensibilmente in un range di prezzo che va da 600 a 3.000€ in base alle dotazioni dell’impianto (panel di controllo più o meno avanzato) per un uso unifamiliare.

Il funzionamento e le dimensioni (80x40x50) di questa tipologia di caldaia è il medesimo di quelle a gas, con la differenza però che in questo caso il combustibile utilizzato è l’elettricità.

Caldaie/2015_17_12_panel_elettronico.jpg

L’impianto può essere gestito attraverso un sistema di controllo elettronico ed il suo funzionamento è particolarmente silenzioso.

Il rendimento termico di una caldaia elettrica è elevatissimo, vicino al 99% nei modelli più all'avanguardia.

La caldaia elettrica è inoltre meno onerosa in termini di costi di gestione e manutenzione dal momento che non produce né cenericeneri
Materiale di natura inorganica che rappresenta il residuo della combustione del carbone.
né polveri ed è sostenibile dal punto di vista ambientale in quanto non emette sostanze inquinanti.

 

 

Caldaia a biomassa

Avendo chiaro cos’è la biomassa, le fonti di questo tipo maggiormente utilizzate come combustibile per le caldaie sono la legna ed il pellet.

A seconda del modello e del costruttore si possono però bruciare anche altri combustibili, tra i più comuni mais e noccioli di sansa.

Le caldaie che possono bruciare indifferentemente diversi tipi di biomassa sono dette caldaie onnivore o policombustibili.

Il prezzo medio di questa tipologia di caldaie è molto variabile e va da un minimo di circa 2.000€ ad un massimo di circa 3.500€ in base a dimensioni (anch’esse molto variabili) e potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
, per un uso unifamiliare.

Secondo i dati dell'Indagine Istat sui consumi delle famiglie italiane nel 2013, la spesa media effettiva annuale per l'acquisto del pellet e della legna ammonta a circa 460€. In aggiunta alla biomassa acquistata, andrebbero considerati i volumi di legna autoprodotti. Nel 2013, infatti, oltre la metà (55%) delle famiglie italiane che ha fatto uso di legname a fini energetici ha dichiarato di aver ricorso all’autoapprovvigionamento, autoproducendo o recuperando, in tutto o in parte, la legna consumata.

Caldaie a pellet: Il pellet è un combustibile ecosostenibile che viene ricavato dalla lavorazione della segatura proveniente dal legno “vergine”, ovvero non trattato con additivi chimici che possano pregiudicarne la sua purezza. E’ dunque proibito l'uso di scarti della lavorazione del legno trattato chimicamente. E’ una questione di particolare sensibilità, che soprattutto le associazioni dei consumatori hanno evidenziato, allertando i consumatori nel caso di odori "strani".

Questo materiale trova il suo utilizzo più comune nelle caldaie da interni. Un volta attivata, il pellet viene trasportato automaticamente attraverso dei condotti all’interno del braciere dove avviene il processo di combustione.

Caldaie/2015_17_12_caldaia_pellet_funzionamento.jpg

Analogamente alle caldaie a pellet, le altre caldaie a biomassa che utilizzano per l’appunto combustibili differenti dal pellet presentano lo stesso principio di funzionamento.

In termini di spazi occupati, se si opta per l’installazione di una caldaia a biomassa, bisogna prevedere una camera per lo stoccaggio dei combustibili adiacente alla sala della caldaia. Per fare un esempio pratico per riscaldare un’abitazione di 60 mq, sarà sufficiente prevedere una camera di deposito annuale del pellet di circa 4 m3.

 

 

Caldaia integrata a pannelli solari

Questa tipologia si riferisce alle caldaie che vengono installate in maniera integrata a un impianto a pannelli solari, i quali non sono sempre sufficienti per soddisfare il fabbisogno completo (sia di acqua calda sanitaria che di riscaldamento) di un’intera abitazione, dipendendo anche dalle condizioni climatiche del momento. Le caldaie più adatte a questo tipo di utilizzo sono quelle tradizionali a gas o le pompe di calore.

Un sistema di termoregolazione gestisce mediante un panel elettronico il funzionamento combinato della caldaia e dei pannelli solari; infatti a seconda delle condizioni climatiche il termoregolatore fa entrare in funzione in maniera combinata o singola un impianto o l’altro.

Per quanto riguarda la variabile prezzo i parametri da prendere in considerazione sono molteplici e variano in funzione dello specifico fabbisogno energetico che si occorre soddisfare.

Vi consigliamo pertanto di rivolgervi a personale specializzato per rispondere al meglio alle vostre esigenze.

 

 

SCADENZE PER LA MANUTENZIONE ORDINARIA DELLA CALDAIA

  Caldaie/2015_17_12_tecnico_caldaia.jpg

 

La manutenzione ordinaria della caldaia consiste principalmente nella:

  • Pulizia del bruciatore,
  • Pulizia dello scambiatore di regolazione,
  • Verifica del corretto ed efficiente scarico dei fumi.

La manutenzione ordinaria deve essere effettuata conformemente alle prescrizioni e con le periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rilasciate dall'impresa installatrice dell’impianto.

Se l’impresa non ha fornito proprie istruzioni, o non siano più reperibili, vanno seguite le periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante degli apparecchi. La periodicità degli interventi atti di manutenzione della caldaia viene comunque stabilita in base al tipo di caldaia di cui si dispone ed alla sua potenza.

Ciò detto è comunque consigliato effettuare la manutenzione a cadenza fissa (al massimo ogni 2-3 anni), in quanto non è semplice accorgersi di anomalie o di segni di usura che potrebbero direttamente influire sulle variabili relative all'inquinamento dell’aria, sulle bollette e sul risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
.

 

L'EFFICIENZA ENERGETICA DELLA CALDAIA: LE PERIODICITA' DEL CONTROLLO DEI FUMI

Il controllo più soggetto a normativa è il controllo dei fumi della caldaia, che consiste nell'analisi della combustione per verificarne il rendimento, la concentrazione di ossido di carbonio (CO) e l’indice di fumosità.

 

Caldaie/2015_17_12_zone_climatiche.pngIl Decreto del Presidente della Repubblica 74/2013 ha apportato alcuni ritocchi alla periodicità con il quale realizzare il controllo dei fumi sugli impianti termici da riscaldamento, nonché ai periodi e alla durata di funzionamento durante l’inverno, in base alla relativa zona in cui sono ubicati:

Zona A: dal 1° Dicembre al 15 Marzo (ore 6 giornaliere)

Zona B: dal 1° Dicembre al 31 Marzo (ore 8)

Zona C: dal 15 Novembre al 31 Marzo (ore 10)

Zona D: dal 1° Novembre al 15 Aprile (ore 12)

Zona E: dal 15 Ottobre al 15 Aprile (ore 14)

Zona F: Nessun limite

 

 Fonte: Guida “LA CLIMATIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI” Enea – MiSe, Novembre 2015

 

L’efficienza delle caldaie va controllata con periodicità diverse a seconda della tecnologia e della potenza:

  • Ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatoregeneratore
    Dispositivo che traforma l'energia meccanica in energia elettrica.
    di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kWkW
    Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
    ed alimentati con combustibili solidi o liquidi. Ogni anno la stessa tipologia di impianto ha potenza uguale o superiore ai 100 kW.
  • Ogni 4 anni se alimentati a gas, GPL o metano se di potenza tra i 10 e i 100 kW. La cadenza scende a 2 anni se la potenza è pari o superiore ai 100 kW.
  • Ogni 4 anni le macchine termiche a cogenerazionecogenerazione
    Processo di produzione congiunta di energia elettrica e calore utile, in cascata, che può essere impiegato per scopi industriali (calore di processo) o per il teleriscaldamento. La cogenerazione comporta un sensibile risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata di elettricità a calore.
    con potenza inferiore ai 50 kW. La periodicità dei controlli scende a ogni 2 anni nel caso di potenza pari o superiore ai 50 kW.
  • Nel caso delle pompe di calore: ogni 4 anni se la tecnologia è incentrata sulla compressione del vapore ad azionamento elettrico e ad assorbimento a fiamma diretta con potenza tra i 12 e 100 kW, ogni 2 anni se con potenza pari o superiore ai 100 kW.
  • Ogni 4 anni per le pompe sostenute da motori endotermici di potenza pari o superiore ai 12 kW e ogni 2 anni per apparecchiature ad assorbimento e alimentate con energia termicaenergia termica
    Calore.
    (potenza uguale o superiore ai 12 kW).
  • Ogni 4 anni tutti gli impianti azionati da sistemi di teleriscaldamentoteleriscaldamento
    Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc...). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all'interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
    aventi potenza superiore ai 100 kW.

 

Tabella 4 - Frequenza dei controlli di Efficienza Energetica per tipologia di impianto

Caldaie/2015_17_12_frequenza_controlli_efficienza_energetica.png

Fonte: Guida “LA CLIMATIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI” Enea – MiSe, Novembre 2015 

 

I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati anche ad ogni manutenzione straordinaria che possa alterare il rendimento energetico dell’impianto, all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore, nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione (es. generatore di calore, etc.) e, infine, nel caso di interventi non periodici, ma che possono modificare l’efficienza energetica dell'impianto.

Al termine delle operazioni di controllo, il manutentore provvede a redigere e sottoscrivere il Rapporto di Efficienza Energetica rilasciandone una copia al responsabile dell’impianto, che la allega al libretto di impianto, e inviandone una copia all'amministrazione competente per le ispezioni. A quest’ultima copia va allegato inoltre l’eventuale “bollino” o “segno identificativo” istituito dalla Regione o dall'amministrazione competente per coprire i costi delle ispezioni degli impianti termici.

 

IL LIBRETTO UNICO DI IMPIANTO

Nel DM 10 Febbraio 2014 è stato pubblicato un nuovo modello di libretto di impianto che sostituisce sia il vecchio libretto di impianto riguardante i piccoli impianti monofamiliari (inferiori a 35 kW) che il vecchio libretto di centrale riguardante gli impianti più grandi (superiori a 35 kW).

Il nuovo libretto è di tipo modulare, si compilano solo le parti relative a ciò che è presente e che fa effettivamente parte dell’impianto termico ed è una sorta di “carta d’identità” dell’impianto stesso. Il responsabile dell’impianto, con l’aiuto del proprio manutentore, deve sostituire il vecchio libretto (che deve comunque essere conservato), con il nuovo, compilando tutte le parti pertinenti.

La sostituzione, con contestuale allegazione del vecchio libretto, deve essere effettuata contemporaneamente alla prima manutenzione eseguita dopo il 15 Ottobre 2014.

Scarica qui il nuovo libretto di impianto, istruzioni per la compilazione

 

 

 

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