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OrizzontEnergia

Energy Storage - Sistemi d'accumulo energetico

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Sistemi di accumulo energetico

I sistemi di accumulo sono di varia natura e sfruttano le varie forme di energia meccanicaenergia meccanica
Somma dell'energia potenziale e dell'energia cinetica che in un mondo ideale privo di attriti rimarrebbe costante. In realtà in tutti i processi fisici parte dell'energia meccanica viene dissipata dalle forze d'attrito, ma non scompare nel nulla: essa si trasforma nell'energia interna delle molecole che costituiscono i corpi tra cui c'è stato attrito ed è accompagnata da un aumento di temperatura. Facciamo l' esempio di un sasso che cade. Durante il moto dell'oggetto l'energia cinetica e l'energia potenziale assumono valori diversi istante per istante. In particolare, l'energia cinetica aumenta (perché cresce la velocità) e quella potenziale gravitazionale diminuisce (perché l'altezza diminuisce). Nonostante queste grandezze cambino continuamente, la loro somma rimane costante in assenza di attriti. Ma visto che gli attriti esistono, parte del l'energia meccanica viene dispersa e, alla fine, si ritrova sotto forma di calore del sasso e dell'aria che, sebbene in modo impercettibile, si sono portati ad una temperatura maggiore.
, termica, elettrochimica, potenziale di un sistema per rendere disponibile energia termicaenergia termica
Calore.
o elettrica nei momenti in cui generarla non è possibile (esempio: a compensazione di inoperosità di impianti eolici per assenza di vento) o è meno conveniente economicamente:

IMM 11 - Energy storage1.png

In particolare i sistemi di accumulo elettrico trovano applicazione in 3 principali settori:

-       Apparecchi elettronici di consumo

-       Mobilità elettrica

-       Supporto alla rete elettricarete elettrica
Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell'elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
e a sistemi isolati o micro-reti.

 

Per quest’ultima applicazione le principali funzioni offerte sono:

  • Compensazione delle indisponibilità di generazione da parte di fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell'uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    - il sole
    - il vento
    - l'acqua
    - la geotermia
    - le biomasse
    non programmabili
  • Gestione delle fluttuazioni settimanali/stagionali
  • Servizi di regolazione di bilanciamentobilanciamento
    Servizio svolto dal gestore della rete elettrica al fine di mantenere l'equilibrio tra l'energia immessa e quella prelevata.
    della rete
  • Peak shaving

Il mercato dell’energy storageenergy storage
Immagazzinamento dell'energia (o stoccaggio dell'energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
), consiste in una serie di tecniche e processi che permettono di concentrare su supporti diversi, differenti forme di energia per essere utilizzate successivamente. Un dispositivo che accumula energia è chiamato talvolta accumulatore. Tutte le forme di energia sono energie potenziali oppure energie cinetiche. I sistemi di stoccaggio in uso commerciale oggi possono essere classificabili in meccanici, elettrici, chimici, biologici, termici e nucleari. Lo stoccaggio di energia, come processo naturale, non è un tecnica o processo di recentissima scoperta. Finora, lo stoccaggio da impianti idroelettrici con pompaggio dell’acqua era sembrata l’unica via percorribile per l’immagazzinamento di grandi quantità di energia, ma gli sviluppi recenti nelle tecnologie degli accumulatori hanno aperto la strada a soluzioni come le batterie ad accumulo che consentono l’integrazione efficiente della energia da fonti rinnovabili generata intermittentemente.

nella sua globalità è in continua crescita (32 mld dollari nel 2014) a seguito del crescente consumismo e della coscienza ambientale e target di de-carbonizzazionecarbonizzazione
Processo di trasformazione chimico-fisica che avviene ad alte temperature ed alte pressioni  e che porta alla trasformazione del materiale organico in carbone. La carbonizzazione definisce il rango del carbone, ovvero il suo grado di maturazione. Quanto più avanzata è la carbonizzazione, tanto maggiore è il "contenuto energetico" sfruttabile del carbone.
, che hanno dato un notevole impulso all’espansione delle fonti rinnovabili e della mobilità elettrica. 

IMM 2 - Energy storage.png

 

Accumulo elettrochimico

Oggi presso il grande pubblico e, spesso, anche presso i tecnici della generazione elettrica, “accumulo” è sinonimo di “batterie”, cioè accumulatori elettrochimici.

In passato la batteria per antonomasia era quella a bordo dell’automobile, oggi, in particolare per le nuove generazioni, è quella a bordo dei dispositivi classificati “consumer” (cellulari, tablet, utensili da cucina, per la cura della persona, da giardinaggio, ecc.). 

IMM 8 energy storage.jpg

Più di recente, a fare notizia, è l’auto elettrica con relativa batteria (preceduta da quella ibrida in cui la batteria era meno evidenziata). Sta anche arrivando la batteria da casa (home storage) in abbinamento ai pannelli fotovoltaici.

In effetti la batteria (accumulatore elettrochimico) sta diventando un oggetto pervasivo nella vita quotidiana. Questo è dovuto alla diffusione storica del vettore elettrico che ha permesso di sviluppare tutti i dispositivi elettrici pervasivi della nostra vita quotidiana, con un inconveniente: tutti i dispositivi avevano “la coda”, il cavo di alimentazione per collegarli alla rete di distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
 dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
Perdere “la coda” vuol dire avere l’energia a bordo e anche indubbi vantaggi per la portabilità e usufruibilità dei dispositivi.

 

STORIA

A ben vedere, ripercorrendo la storia dell’elettricità, è nata prima la batteria (per correttezza prima la Pila, Volta, reattore primario, e poi gli accumulatori, reattori secondari (in quanto la conversione dell’energia è reversibile), sviluppati dagli elettrochimici del ’800) e poi la rete di distribuzione ed il cavo (Edison con i primi impianti di illuminazione a fine ‘800), quindi viene spontanea la domanda: perché la situazione attuale non si è verificata prima?

La risposta sta nel dato che più caratterizza la tecnologia di questi oggetti: l’energia specifica, cioè l’energia per unità di peso. Nel ‘800 gli accumulatori avevano energie specifiche dell’ordine della decina di Wh/kg, con i miglioramenti sono diventate alcune decine di Wh/kg nella seconda metà del ‘900 e oggi, con le nuove coppie elettrolitiche e in modo particolare con l’uso del litio, si hanno prodotti con oltre 100 Wh/kg ed in alcuni laboratori già si sperimentano dimostratori da 400 Wh/kg.

Tornando alla storia di questi dispositivi, pile ed accumulatori ebbero un impiego a partire dalla seconda metà del ‘800 per l’alimentazione dei sistemi per l’informazione quali il telegrafo ed il telefono (sistemi statici e che richiedevano piccole quantità di energia). Alla fine del secolo e dai primi del ‘900 ebbero, già in versione migliorata (al loro miglioramento si applicò molto anche Edison), un’importante applicazione nelle auto elettriche: mezzi da città che si potevano ricaricare a casa dove già era disponibile la rete elettrica per l’illuminazione, in concorrenza con l’auto a combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l'ossigeno presente nell'aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
 interna più difficile da controllare, più “sporca” e con l’inconveniente di dover acquistare il combustibile (di più facile accumulazione) in farmacia poiché, a differenza dell’elettricità, non esisteva una rete di distribuzione.

Nonostante questi vantaggi l’auto a combustione interna ha vinto la battaglia dei primi del ‘900 contro l’auto elettrica ma ha diffuso l’utilizzo delle batterie per alimentare i sistemi ausiliari ed è diventato il maggiore settore di utilizzo e motore di sviluppo insieme al settore degli apparecchi elettronici.

 

TIPOLOGIE DI BATTERIE

Al momento ci troviamo in una fase evolutiva, non matura, ma sicuramente di crescita. Le tecnologie dell’accumulo elettrico esistono da molti decenni: le classiche pile ricaricabili, che esistono da più di cent’anni, sono stati i primi modelli a comparire sul mercato; le ingegnerizzazioni successive si sono concentrate sulla tecnologia al piombo, e a queste, negli ultimi 20 anni, si sono aggiunte tecnologie innovative. Attualmente le più diffuse sono le batterie agli ioni di litio.

A livello di industrializzazione, intesa come capacità di essere economicamente appetibile al consumatore, le nuove ricerche oltre a concentrarsi sull’evoluzione delle tecnologie “a freddo” basate sulla famiglia degli ioni litio, ed “a caldo” che presentano funzionamenti elettrochimici tra il 250° e i 320°, stanno focalizzandosi sulle cosiddette batterie al sale, a sodio cloruro di nichel e al sodio zolfo. A questi modelli appena citati vanno aggiunte anche le batterie redox–vanadio o a flusso (tipo sistemi con vanadio pentavalente-vanadio trivalente), che rientrano in un range di funzionamento molto vasto.

Batterie maggiormente utilizzate/in sviluppo:

  • Batteria Piombo-acido
  • Batterie ioni di Litio
  • Batterie Sodio-Zolfo
  • Batterie Sodio-Nichel
  • Batterie a flusso (Vanadio o Zinco-Bromo)

 

BATTERIE AL LITIO

Le batterie maggiormente in uso attualmente sono quelle agli ioni di litio (litio-cobalto, litio-fosforofosforo
Minerale presente in alcune rocce ed anche nel corpo umano come elemento strutturale di ossa, denti e cellule. In natura non si trova mai come elemento libero a causa della sua alta reattività. L'uso industriale del fosforo è rappresentato principalmente dalla produzione di fertilizzanti.
, litio-manganese, litio-ossido di nichel, litio-ferro-fosfato), grazie alla loro flessibilità di utilizzo, performance, adattabilità agli apparecchi elettronici ed impianti fotovoltaici.

IMM ioni litio.png

Gli accumulatori al litio, sviluppati in un primo momento con elementi aventi capacità di accumulo modesta (qualche Wh) per il settore “consumer”, stanno incrementando la domanda a causa delle applicazioni automobilistiche ma con accumulatori di alcune decine di kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
 di capacità e con uno sviluppo specifico di tecnologie di fabbricazione.

 

Queste capacità li rendono interessanti anche per l’impiego nei sistemi per l’energia: da qualche kWh per i sistemi domestici a decine di MWh per i sistemi di compensazione delle rinnovabili sulle reti.

Se per l’uso nei sistemi domestici possono avere una giustificazione economica con gli attuali costi, nell’intervallo 600-1000 €/kWh e capacità di 4-8 kWh, attualmente per i sistemi di grandi dimensioni per la compensazione della variabilità della produzione da FER o per i servizi di rete lo sono meno. 

Il costo delle batterie al litio è superiore ad altre batterie diffuse come quelle al piombo (250-300 €/kWh) ma offre una percentuale di profondità di scarica molto maggiore ed una durata molto superiore (circa 20 anni contro 6 anni), giustificandone quindi il crescente interesse.

In natura il litio è presente in quantità più che sufficienti agli attuali consumi e anche a quelli prevedibili nei prossimi decenni. Inoltre è disponibile in aree diverse non critiche politicamente (Australia, Cina, Nord America, Argentina, Cile, ecc).

Il litio in natura si trova in specifiche rocce sotto forma di ossidi e sono quelle attualmente più utilizzate per la produzione industriale di carbonati (il litio metallico non viene praticamente prodotto per l’utilizzato come tale stante la sua grande attività chimica), o in “salamoie” sotto forma di sali attualmente sostanzialmente non ancora utilizzati.

Si sta assistendo ad un notevole incremento del prezzo dei carbonati a seguito di una domanda a rapida e consistente crescita e ad una offerta limitata, legata alla capacità industriale di produrre i carbonati, poiché l’industria di produzione ancora non si è adeguata alla domanda; questo però sta avvenendo, per cui si può pensare in un prossimo futuro di avere una diminuzione dei prezzi, così come è avvenuto per il silicio dei pannelli fotovoltaici.

E’ comunque da tener presente che la quantità di litio metallico necessario nella costruzione di un kWh di accumulatore è piccola (dell’ordine dei grammi) ed i perfezionamenti tecnologici in atto lo ridurranno ancora, mentre possono essere necessarie materie come il cobalto e il grafene in quantità maggiori e più costose.

Il costo delle batterie a litio sono comunque scese del 10-15% annuo in quest’ultimo periodo e sembrano avere ancora notevoli prospettive di riduzione di costo in futuro.

IMM 3 - Energy storage.png

 

Criticità e sfide nel settore della generazione

Le criticità tecnologiche per raggiungere la maturità e piena penetrazione sono di varia natura, pur non costituendo il vero freno ad un maggior sviluppo al mercato dell’accumulo elettrochimico nel settore della generazione elettrica (dal 2,000 circa stiamo assistendo a tassi di penetrazione del mercato superiori al 10% annui).

I principali problemi tecnologici esistenti sono riconducibili alla durata (numero cicli di carica/scarica della batteria alla massima profondità di scarica). Bisognerebbe a tal riguardo aumentare i cicli di “carica e scarica” della batteria intervenendo sulla durata effettiva per poterne ammortizzare l’investimento.

Un altro aspetto importante è l’aumento dell’efficienza di funzionamento ottimale delle batterie, con riferimento sia all’ottimizzazione dei sistemi di controllo dell’elettrochimica di cella (battery management systems) sia all’ottimizzazione del processo di conversione dell'energia generata con riferimento all’inverterinverter
Dispositivi atti a modificare la velocità  di un motore elettrico modulandone la frequenza di alimentazione in base al carico richiesto, ovvero adattando il funzionamento del motore alle necessità  del momento evitando, quindi, sovradimensionamenti e sprechi.
abbinato al sistema.

Un’altra grossa sfida tecnologica consiste nel rendere i sistemi di accumulo elettrochimici veri fattori-abilitanti chiave all’interno di una micro-grid, in un contesto in cui i carichi vengono gestiti in maniera intelligente tramite la domotica e i sistemi di controllo intelligenti dell’energia bilanciano ed equilibrano i flussi di energia tra generatori distribuiti (soprattutto rinnovabili ma non solo) e carichi stessi. E’ la frontiera questa delle cosidette smart power solution.

 

Accumulo e le FER

Quando parliamo di sistemi per l’energia con FER dobbiamo tener conto di alcune specificità di queste fonti. La prima è, per molte di esse, come l’eolico ed il solare, la non accumulabilità nella forma primaria, quindi la variabilità, l’aleatorietà e l’essere sito dipendente; tutte caratteristiche che le rendono difficilmente gestibili e che richiedono sistemi di compensazione: l’attenzione oggi è posta nel ricercare e utilizzare sistemi di accumulo gestionali stazionari, cioè fissi e collegati con le reti per l’energia.

Molto spesso la produzione da fonti rinnovabili intermittenti non è sincronizzabile con l’utilizzazione. Questo comporta la necessità di avere sistemi di compensazione per superare la discrasia temporale tra produzione ed utilizzo dell’energia. La compensazione può essere effettuata da sistemi di accumulo, in grado di scambiare energia nella forma richiesta, o sistemi di produzione della stessa forma di energia perfettamente modulabili (che, comunque, devono disporre di una fonte primaria accumulabile), o di sistemi ibridi, accumulo più generazione, molto flessibili in grado di sviluppare un’azione di compensazione in tempo reale.

In effetti l’utilizzo principale dell’accumulo elettrochimico per la rete italiana è la sua integrazione con le rinnovabili – in continua crescita - e l’aumento della flessibilità della rete in un’ottica di smart gridsmart grid
Trattasi di una rete di informazione che affianca la rete di distribuzione elettrica e gestisce la rete elettrica in maniera "intelligente" sotto vari aspetti o funzionalità ovvero in maniera efficiente per la distribuzione di energia elettrica evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Ciò avviene attraverso un sistema fortemente ottimizzato per il trasporto e diffusione della stessa, dove gli eventuali surplus di energia di alcune zone vengono redistribuiti, in modo dinamico ed in tempo reale, in altre aree oppure regolando costantemente il dispacciamento tra centrali di autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili della rete di distribuzione (generazione distribuita) con le centrali elettriche della rete di trasmissione (produzione centralizzata).
.

In realtà le altre due principali soluzioni sono i sistemi di pompaggio e il CAES (Compressed Air Energy Storage), rispetto ai quali l’accumulo elettro-chimico ha il vantaggio di tempi di realizzazione brevi, non è sito-dipendente (i siti ancora adatti alla costruzione di bacini in Italia sono esigui), non richiede tempi lunghi di autorizzazione ed ha una buona efficienza.

In particolare l’accumulo elettrochimico ha la potenzialità di venire in soccorso al sistema di generazione elettrica nazionale che, a seguito della riduzione della generazione termica e dell’aumento di quella rinnovabile intermittente e non programmabile, ha visto ridursi l’inerzia fisica del sistema contro le variazioni di frequenza dovute a sbilanciamento e alla capacità di far fronte a improvvisi fuori-servizio o rapide variazioni della generazione rinnovabile.

Al momento le difficoltà tecnologiche per una sostituzione delle fonti fossili sono ancora presenti e risiedono in quelle caratteristiche  (scarsa accumulabilità, variabilità, aleatorietà, sito dipendenti e soprattutto bassa densità energetica) che in genere portano ad avere impianti di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
non molto elevata, dimensioni costruttive più grandi rispetto agli impianti con fonte fossile di pari potenza, un basso numero di ore equivalenti di produzione alla potenza nominalepotenza nominale
Potenza massima a cui una macchina può funzionare in determinate condizioni, generalmente specificate dal costruttore.
 ed efficienze di trasformazione della forma dell’energia non elevate. Tutto questo comporta costi di costruzione specifici (€/kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
) più elevati rispetto agli impianti per fonti fossili, ma con costi di O&M decisamente più bassi che tendenzialmente, nell’ipotesi di sviluppo tecnologico adeguato in grado di ridurre i costi di impianto delle FER, le renderebbero attraenti.

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Oggi sono già disponibili molti sistemi di accumulo dell’energia il cui ulteriore sviluppo tecnologico permetterà di avere nel prossimo decennio dispositivi a prezzi competitivi per un'efficace azione di integrazione nei sistemi energetici delle FER anche senza incentivi economici o di regolamentazione (priorità di dispacciamentodispacciamento
Energia elettrica:
Attività di gestione, istante per istante, dei flussi di energia elettrica consumata e dei flussi di energia elettrica prodotta in modo da garantire un costante equilibrio tra domanda e offerta. L'energia elettrica, infatti, è un bene che non si può immagazzinare, quindi a fronte di una richiesta deve esserci necessariamente un punto di produzione in tempo reale. Queste operazioni, molto complesse, sono svolte da Terna.
Gas naturale:
Attività di gestione del sistema di trasporto e distribuzione del gas per rendere disponibile, in qualsiasi momento e in ogni punto della rete, la quantità di gas richiesta.
).

 

Accumulo: scenario e prospettive

La capacità dei sistemi di accumulo nel mondo supera i 125,000 MW ma in realtà è costituita per il 98-99% da impianti idroelettrici di pompaggio.

Le prospettive di miglioramento tecnologico e riduzione di costi fanno prevedere però una rapida diffusione degli altri sistemi di accumulo ed in particolare di quello elettrochimico. Secondo una stima di Boston (“Revisiting Energy Storage”), i sistemi di accumulo per la generazione elettrica potrebbero salire a 420,000 MW nel 2030 e circa la metà potrebbe essere rappresentata dai sistemi di accumulo elettrochimico. Si tratta di circa 280 miliardi cumulativi di investimenti.

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In Europa, pur restando i sistemi di pompaggio idroelettrici la forma più diffusa di accumulo sulla rete, dal 2011 al 2014 gli altri sistemi di accumulo sono raddoppiati ed hanno raggiunto 1,500 MW:

IMM 5 - Energy Storage.png

Fonte: IEA

 

In Italia nel 2016 sono attivi 56 MW di impianti di accumulo elettrochimico, di cui il 56% è collegato alla rete ed in gran parte di proprietà di Terna (50%) ed Enel (30%). Si tratta di circa un centesimo della capacità di accumulo idroelettrico nei grandi bacini italiani (ca. 7,000 MW), che però hanno scarse possibilità di ulteriore sviluppo dato che i siti più idonei sono già sfruttati e alla luce del significativo impatto ambientaleimpatto ambientale
L'insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l'avvio di una determinata attività ha sull'ambiente naturale circostante.
della tecnologia. In tal senso le caratteristiche di flessibilità, versatilità e modularità  rendono l’accumulo elettrochimico una delle scelte privilegiate per il futuro.

L’Europa ha riconosciuto il ruolo fondamentale dell’accumulo dell’energia elettrica per lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU.
del sistema europeo inserendo l’accumulo fra le tecnologie strategiche prioritarie in senso al SET Plan (Strategic Energy Technology Plan), che stabilisce le strategie energetiche al 2050.

L’industria sembra aver ben compreso la potenzialità di questo mercato ed ha visto emergere diversi players sia per le applicazioni residenziali, particolarmente in abbinamento ad impianti fotovoltaici (ABB, SMA, Samsung, Tesla, Sonnenbatterie, BYD, LG Chem…), che per le applicazioni sulla rete (Siemens, Samsung, Toshiba, Fiamm, General Electric …).

 

 

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