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OrizzontEnergia

Illuminazione Efficiente

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Da Thomas Edison alle lampade led: la storia dell'illuminazione tramite l'enegia elettrica e la continua ricerca per aumentarne l'efficienza e per ricilare i materiali di consumo.

Nel 1879 Thomas Edison ha inventato la prima lampadina elettrica tradizionale, che possedeva un filamento di carbone posto all’interno di un vuoto. Questa lampada convertiva in luce meno dell’1 % dell’elettricità che consumava ed era 50 volte meno efficiente rispetto alle lampade fluorescenti di oggi, che, oltretutto, possiedono una durata di vita di diversi anni.

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Nella foto, una riproduzione delle prima lampadina elettrica.

Da allora la storia della civilizzazione umana ruota intorno alla possibilità di poter usufruire dell’illuminazione elettrica artificiale per svolgere attività di qualsiasi natura, anche se non ci rendiamo conto di quanto essa possa diventare un’enorme fonte di spreco se utilizzata in modo negligente e disattento. Infatti, il continuo ricorso all’illuminazione, dalle lampadine domestiche ai semafori passando per lo schermo del computer, sembra quasi essere scontato e “a costo nullo” (le lampadine si accendono con un semplice clik!!)

Investendo in sistemi di illuminazione efficienti possiamo ridurre i consumi del 50%. L’illuminazione, infatti, rappresenta uno dei più importanti usi finali dell’energia elettrica, pari al 16 % dei consumi totali dell’elettricità in Italia.

Se in Italia si cambiassero le abitudini e si sostituissero tutte le lampade ad incandescenza con sorgenti a risparmio energetico si risparmierebbe energia per 1 miliardo di euro ogni anno.

Non solo, perché lampade più efficienti contribuiscono ad apportare benefici in termini di miglioramento della qualità dell’illuminamento, della sicurezza e della vivibilità degli ambienti. È noto a tutti che il modo in cui un ambiente è illuminato ha un impatto sul nostro benessere, su come lavoriamo e come interagiamo con gli altri.

L’intervento più comune di risparmio è la sostituzione di lampadine ad incandescenza con quelle a fluorescenza, che hanno un principio di funzionamento completamente differente.

Nelle lampade ad incandescenza un filamento di tungsteno viene attraversato dall’elettricità, diviene incandescente e sviluppa luce in modo poco efficiente perché la potenzaassorbita viene convertita per il 95 % in calore e solo per il 5 % in luce (che è l’effetto utile!). In quasi 130 anni, da quando Edison le ha inventate, l’efficienza di queste lampadine è cresciuta dall’ 1% al 5% soltanto!!

Le lampade fluorescenti sono costituite da un contenitore di vetro, con elettrodi sigillati all’estremità, all’interno del quale si trovano vapori di mercurio e un gas con particolari sostanze fluorescenti. Quando si innesca la scarica elettrica nel vapore di mercurio, si ha la trasformazione di radiazioini ultraviolette invisibili in radiazioni luminose visibili. Le lampade fluorescenti convertono circa il 15 % di elettricità in luce.

Le lampade fluorescenti compatte hanno un’efficienza luminosa che va da 40-60 lumen/watt (a seconda del tipo), e quindi consentono di ridurre di circa il 70 % i consumi di energia elettrica rispetto alle lampade ad incandescenza di equivalente flusso luminoso: ad esempio, una di queste lampade da 20 Watt fornisce la stessa quantità di luce di una ad incandescenza da 100 Watt. A parità di luce emessa, quindi, le lampade fluorescenti consumano un quinto delle lampade ad incandescenza e durano 5 volte di più.

Secondo uno studio del CESI Ricerca l’illuminazione offre le maggiori potenzialità di risparmio, comprese tra il 25 e il 35 %. Questo significa che rendere più efficienti i sistemi di illuminazione comporta risparmi compresi tra 2,4-3,2 Mtep in termini di energia primaria.

Il rapporto del CCR (Centro Comune di Ricerca dell’UE) intitolato “Electricity Consumption and Efficiency Trends in the Enlarged European Union” conferma la centralità delle tecniche di efficientamento nell’illuminazione anche per l’Europa sottolineando come alcune tecnologie nuove e molto efficienti, come le lampade fluorescenti compatte (CFL) e i più recenti diodi emettitori di luce (LED Light Emitting DiodesLED Light Emitting Diodes
Sono componenti elettronici in cui la luce è generata da un flusso continuo di elettroni all'interno di un materiale semiconduttore.
), si stiano rapidamente diffondendo sul mercato e progressivamente soppiantando le tradizionali lampade. In Italia le lampade fluorescenti compatte coprono il 15 % del mercato, ma la situazione potrebbe migliorare grazie al divieto di commercializzazione delle lampadine tradizionali a partire dal 2011.

A parità di luce emessa le CFL riducono i consumi dell’80% rispetto alle lampade ad incandescenza, e hanno una durata di vita da 6 a 10 volte maggiore.

Div/1 EN/4 RISP/ILL_Div2_UE.jpgAnche i Led consentono di risparmiare, a parità di luce emessa, fino all’80 % di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
rispetto ad una normale lampada ad incandescenza e hanno una durata di vita che può arrivare fino a 100.000 ore. Le luci a LED hanno una maggior durata perché sono prive del filamento interno che si deteriora rapidamente e che è il maggior responsabile dello spreco energetico. I costi di manutenzione sono bassi perché una lampada a led continua a funzionare anche nel caso in cui uno o più elementi si danneggiano. Le lampade a LED, infatti, si prestano all’impiego in tutte quelle situazioni in cui la sostituzione è problematica.

La commissione europea ha stabilito una graduale messa al bando delle vecchie lampadine a partire da settembre 2009 fino all’ 1 settembre 2016. Il provvedimento non specifica la tecnologia da sostituire ma impone il rispetto delle classi di efficienza A, B e C che, secondo fonti comunitarie, si tradurrà in un risparmio annuale di 25-50 euro per famiglia.

SMALTIMENTO E RICICLAGGIO

Le lampade tradizionali quando si esauriscono non sono riciclabili e non trovano posto nemmeno nel contenitore del vetro.

Le lampade fluorescenti, invece, sono riciclabili al 99% perché sono costituite da materiali che si possono rigenerare (vetro, plastica, metalli).

Div/1 EN/4 RISP/ILL_Div3_Simbolo riciclo.jpgRaccogliere e trattare correttamente le lampade a risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
, tuttavia, è fondamentale anche per un’altra ragione: esse contengono sostanze tossiche che, a contatto con l’uomo e con l’ambiente, possono diventare estremamente pericolose. Uno dei componenti più nocivi delle lampade è il mercurio, un metallo estremamente dannoso per flora e fauna. Si pensi che 1 mg di mercurio (contenuto medio delle lampadine più nuove) può inquinare fino a 4,000 litri di acqua.

Alla fine della loro vita utile, quindi, è opportuno portare le lampadine a fluorescenza presso le isole ecologiche comunali (in Italia ce ne sono più di 3,000) e riporle con cura per evitare che in caso di rottura le sostanze tossiche fuoriescano.

Ma in cosa si trasforma una lampadina fluorescente a basso consumo?

Dopo essere state prelevate dall’isola di raccolta, le lampadine raggiungono impianti specializzati dove il mercurio viene isolato e distillato dalle polveri fluorescenti che lo contengono. Il mercurio che rinasce da quello esausto ha le stesse caratteristiche della materia prima originale e viene utilizzato per produrre nuovi oggetti: pile, paste per l’otturazione dei denti..

Allo stesso modo, gli altri elementi (vetro, ferro, alluminio, rame, plastiche) vengono utilizzati per creare oggetti nuovi. Nessuna magia, quindi, ma una realtà possibile grazie a piccole attenzioni che noi tutti dovremmo avere.

Dal 12 novembre 2007 con il decreto legislativo 151/2005, recepimento della direttiva europea 2002/96/CE (nota come direttiva RAEE), è stato introdotto un eco-contributo RAEE per finanziare il processo di ricicloriciclo
Operazione grazie alla quale è possibile recuperare un materiale avviandolo a trattamenti specifici per poterlo riutilizzare.
delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita
. Questo contributo, aggiunto al prezzo di vendita di ogni nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica acquistata, serve a finanziare le attività di ritiro, di trasporto e di trattamento delle apparecchiature di illuminazione giunte a fine vita.

Per saperne di più

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