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OrizzontEnergia

Elettrodomestici

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Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div1_elettrodomestici.jpgLe apparecchiature domestiche sono un esempio concreto dei traguardi raggiunti nel miglioramento delle’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
e dei traguardi ancora raggiungibili, migliorando sempre di più la qualità del nostro stile di vita.

Il 58 % dei consumi residenziali elettrici è imputabile al settore degli elettrodomestici (fonte: Task Force Confindustria). Ed è proprio quest’ultimo che offre un potenziale del 57 % dei risparmi ottenibili nel settore residenziale al 2020 (studio ERG-Efficiency Research Group del Politecnico di Milano).

Secondo alcune stime elaborate dal CECED (Comitato Europeo dei Costruttori di Apparecchi Domestici) il risparmio di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all'energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
conseguibile con apparecchi odierni rispetto a quelli di 20 anni fa, è pari al 35 % per una lavatrice e 40 % per un frigorifero. Tale ammodernamento ha contribuito finora ad evitare l’emissioneemissione
Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell'atmosfera a seguito di processi naturali o antropogenici, che produce direttamente o indirettamente un impatto sull'ambiente.
di 17 milioni di tonnellate di CO2 in atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
, corrispondente circa all’anidride carbonica anidride carbonica
(CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

)

Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).
emessa da 9 nuove centrali termoelettriche di 500 MW ciascuna. Un risultato ancora più significativo è atteso dalla progressiva sostituzione dei 188 milioni di elettrodomestici obsoleti (in uso da almeno 10 anni) ancora in uso con elettrodomestici di classe A e superiori.

Purtroppo però i consumatori non sembrano essere consapevoli dei vantaggi economici derivanti dalla sostituzione degli apparecchi obsoleti con apparecchi più efficienti che permetterebbe un risparmio maggiore di 50 euro all’anno tra energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
elettrica e acqua. La tendenza è quella di acquistare un nuovo apparecchio solo nel caso in cui si rompa quello di cui si è in possesso, senza valutare con attenzione i risparmi che si otterrebbero con un apparecchio ad alta efficienza energetica.

Confindustria stima che in Italia gli apparecchi con oltre 10 anni di età, e quindi ad elevato consumo energetico, di acqua, di detersivo e a basse prestazioni, costituiscono il 25 % del parco elettrodomestico, rappresentando una delle principali cause dell’inefficienza del sistema.

Per questo motivo si ritiene essenziale la promozione, attraverso adeguati strumenti di incentivazione del marcato, delle seguenti tipologie di prodotti:

  • Frigoriferi e congelatori (classi di efficienza energetica A+ e A++).
  • Lavatrici (classe A)
  • Lavastoviglie (classe A, in grado di risparmiare, rispetto al lavaggio manuale, più del 50 % di energia elettrica e fino all’80 % di acqua secondo uno studio dell’Università di Bonn).
  • Condizionatori (classe A)
  • Scaldacqua elettrici ad alta efficienza (che riducono i consumi del 10 %) integrati con nuove tecnologie maggiormente efficienti (solare termico, pompe di calore)

Di seguito sono sintetizzati i risultatati di un’analisi che Confindustria ha svolto sui costi/benefici di azioni incentivanti della durata di 8 anni (2008-2016):

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div2_Tabella risparmio cumulato.jpg

Dalla lettura di questi dati, appare evidente un rapporto costi/benefici positivo: a fronte di incentivi dell’ordine di grandezza di 3-4 miliardi di euro si stima un risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
pari a 7.5 miliardi euro e una riduzione di ben 23 milioni tonnellate CO2.

Anche l’Unione Europea valuta in modo positivo il margine di risparmio ottenibile dall’applicazione di strumenti di incentivazione e da opportuni investimenti nel settore degli elettrodomestici a fronte del costo degli incentivi stessi.

Dal 1992, la direttiva UE 92/75/CEE prescrive agli Stati membri di rendere obbligatorie, tramite l’etichettatura, le informazioni ai consumatori sull’efficienza energetica degli elettrodomestici, allo scopo di informare meglio i consumatori.

In Italia la legislazione europea è stata recepita con l’introduzione dell’obbligo di etichettatura energetica per:

  • Frigoriferi e congelatori dal 1998
  • Lavatrici dal 1999
  • Lavastoviglie dal 2000
  • Lampade ad uso domestico dal 2002
  • Forni elettrici e condizionatori dal 2003

Ma cerchiamo di quantificare l’effettiva convenienza della sostituzione dei vecchi elettrodomestici con quelli a basso consumo.

La tabella seguente mostra il risparmio conseguibile con la sostituzione di elettrodomestici poco efficienti (posti in classe F) con elettrodomestici di classe A. Gli apparecchi presi in considerazione sono quelli più diffusi nelle famiglie, ovvero frigorifero, lavatrice e lavastoviglie.

*: classe D

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div3_Tab elettrodom.JPG

Il risparmio totale conseguibile è di:

78 + 42 + 36 + 35 = 191 euro/anno

È facile immaginare che nelle nostra case ci siano anche altri elettrodomestici che in questa semplice stima non sono stati presi in considerazione (aspirapolvere, asciugacapelli, ferro da stiro solo per citarne alcuni). Se quelli più obsoleti e meno efficienti fossero sostituiti il risparmio derivante sarebbe ben più consistente e contribuirebbe ad alleggerire la bolletta in modo sensibile.

Frigorifero

I consumi elettrici per i frigoriferi rappresentano circa il 22 % dell’energia elettrica utilizzata per gli usi domestici (fonte: ENEA)

Nella seguente tabella sono confrontati i consumi ed i relativi costi annuali per l’energia elettrica a seconda della classe energetica a cui appartiene un frigorifero da 300 litri:

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div4_frigorifero.jpg

Scegliendo un modello in classe A si spenderebbe per l’energia elettrica meno della metà di quanto si spenderebbe per un modello in classe F.

Div/2 CASA/1 RISP/ELETTRODOM_Div5_Tab consum frigo1.jpg

A partire dal 2004 sono state introdotte 2 nuove classi di efficienza energetica, la A+ e A++ (oltre alle 7 già presenti) che consentono ulteriori risparmi rispetto agli apparecchi in classe A.

In riferimento al frigorifero dell’esempio precedente, i consumi e i costi annuali associati alle classi A+ e A++ sono:

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div6_Tab consum frigo2.jpg

Confindustria stima che dal 1995 al 2005 il risparmio energetico ottenuto dall’introduzione di apparecchi più efficienti equivale a 8 TWh, pari a 4 milioni di tonnellate di CO2 evitate. Secondo l’UE questa categoria di prodotti ha un elevato potenziale di risparmio energetico raggiungibile nei prossimi anni; si stima, infatti, che, in presenza di incentivazioni, nel 2010 si risparmierebbero complessivamente 23 TWh/anno (pari a 11.5 milioni di tonnellate di CO2) rispetto al 2003.

Lavatrice

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div7_Lavatrice.jpgIn Italia i consumi energetici per le lavatrici rappresentano circa il 12 % dell’energia elettrica impiegata per usi domestici.

 

Nell’arco di 7 anni circa (1997-2001) l’efficienza energetica delle lavatrici è aumentata mediamente del 30 % ; nel 2001 le lavatrici immesse sul mercato consumavano mediamente 0.213 kWhkWh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
/kg, mentre nel 1994 il consumo era pari a 0.30 kWh/kg.

La seguente tabella mostra i consumi medi di una lavatrice, in termini di energia e di detersivo utilizzato (fonte ENEA), conducendo ad un risparmio medio annuo di 70-80 euro:

 Div/2 CASA/1 RISP/ELETTRODOM_Div8_Tab consum lavatr1.JPG

(fonte: ENEA)

È importante notare che il detersivo costa di più dell’energia elettrica impiegata. Riducendo i consumi di detersivo (anche alla luce del fatto che con i modelli più recenti ne basta una quantità inferiore) si riduce sia la spesa che l’inquinamento provocato proprio dallo scaricoscarico
Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'art. 114 (rilasci da diga).
di detersivi nelle acque.

In termini economici scegliere un apparecchio più o meno efficiente comporta i seguenti costi (in riferimento ad un bucato di 5 kg effettuato a 60°C):

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div9_tab consum lavatr2.jpg

Per il lavaggio a 90 °C si deve considerare un consumo e un costo superiore almeno del 50 %.

Lavastoviglie

I consumi energetici per le lavastoviglie sono il 5 % dei consumi elettrici per uso domestico.

I nuovi modelli consentono risparmi notevoli sui consumi d’acqua, di elettricità e di detersivo.

Le lavastoviglie effettuando un ciclo lungo per 10-12 coperti hanno il seguente consumo elettrico:

  • Lavastoviglie tradizionali : 2.5 kWh
  • Lavastoviglie moderne : 1.4-1.8 kWh

I consumi si riducono drasticamente quando si utilizzano “cicli rapidi” (0.7 KWh).

Di seguito sono indicati i consumi e i costi (min e max) di energia elettrica per tipologia di lavastoviglie.

Div/1 EN/4 RISP/ELETTRODOM_Div10_tab consum lavast1.JPG

(fonte: ENEA)

Uno degli accorgimenti a cui porre attenzione è quello di non ricorrere all’asciugatura delle stoviglie con aria calda, perché questa operazione comporta il consumo del 45 % in più di energia, aumentando la durata del ciclo di 15 minuti.

I consumi, per classe energetica, sono così sintetizzabili (in riferimento a 12 coperti, ipotizzando di fare circa 4 lavaggi a settimana):

Div/2 CASA/1 RISP/ELETTRODOM_Div11_tab consum lavast2.jpg

Consumi stand-by

Div/2 CASA/1 RISP/ELETTRODOM_Div12_stand_by.jpg

Questa tipologia di consumo, la cui caratteristica è la frequente inutilità, può essere considerata un esempio di quanto la pigrizia, la noncuranza e le cattive abitudini incidono sull’ambiente e sulla bolletta. Le lucine rosse di stereo e tv sembrano irrilevanti, ma alla fine consumano molta energia. Alcuni studi, infatti, hanno mostrato che la modalità di stand-by impegna dai 20 ai 60 Watt per ogni abitazione nei paesi più sviluppati.

Questo è un problema che solo di recente ha assunto dimensioni notevoli, visto l’introduzione sempre maggiore di apparecchiature elettroniche/elettrodomestici nelle nostre case.

Lo stand-by è considerato una vera e propria forma di utilizzo finale di energia elettrica. Uno studio americano del 2000 ha mostrato, per esempio, che i video registratori consumano più energia in stand-by rispetto a quando funzionano.

Secondo l’IEA, i consumi di energia dovuti ad apparecchiature in stand-by globalmente sono pari a 480 TWh all’anno; una cifra davvero impressionante se pensiamo che corrispondono ad un valore superiore al fabbisogno italiano del 2008 (337,6 TWh, dato provvisorio Terna). Il potenziale di risparmio è 300 TWh, pari al 63 %, un dato consistente se si pensa che lo stand by rappresenta un consumo di energia non finalizzato ad alcun scopo.

I consumi per stand-by nel settore residenziale e commerciale, insieme, pesano per il 2,2 % sui consumi elettrici dei Paesi OECD e per lo 0,6 % sulle emissioni totali di CO2 del settore elettrico (68 Mt).

Il potenziale di risparmio di energia elettrica al 2020, per l’Italia, derivante dalla riduzione dei consumi in stand-by e dei consumi a vuoto è di 25 Twh/anno (fonte ERG).

Secondo una proiezione Greenpeace-ERG i consumi per stand-by potrebbero aumentare fino ad un valore compreso tra 950-1200 kWh/anno per abitazione all’anno 2020. Adottando una stima prudenziale di 800 kWh/anno per abitazione i consumi complessivi per stand-by nel settore domestico al 2020 si valutano pari a 19000 GWh/anno. Facendo un semplice calcolo, risparmiare 19000 GWh/anno significherebbe evitare la costruzione di 2 centrali nucleari da 1200 MW.

Secondo uno studio dell'Iea (International Energy Agency) tutti i generatori eolici nel mondo messi assieme non riuscirebbero neanche lontanamente a coprire il fabbisogno energetico di tutti gli elettrodomestici quando sono in modalità standby.

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