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OrizzontEnergia

Fattori che influenzano le prestazioni energetiche degli edifici

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In generale è possibile distinguere diverse classi di prestazione energetica degli edifici, i cui indicatori sono dati dall’attestato di prestazione energetica che, di fatto, precisa quali sono i consumi riferiti alla superficie abitabile riscaldata.

Ma al di là dei meri valori numerici è possibile anche fare una classificazione qualitativa degli edifici secondo lo schema seguente:

  • Edifici convenzionali che non rispettano le normative sul risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
  • Edifici convenzionali che rientrano nei valori da norma
  • Edifici a ridotto consumo energetico
  • Edifici passivi
  • Edifici a consumi zero

Da questa classificazione risulta evidente che le prestazioni energetiche sono tanto più performanti quanto più ci avviciniamo all’ultima voce dell’elenco. E’ quindi interessante analizzare quali possano essere i fattori discriminanti tra queste categorie.

Trasmittanza e coibentazione dell'involucro

Certamente uno degli obiettivi principali è ridurre la trasmittanza, ovvero aumentare la qualità dell’isolamento, detto anche coibentazione dell’involucro. Questo è certamente il parametro più importante, ma non l’unico sul quale agire.

Insieme all’isolamento, un altro parametro che detiene importanza è la ventilazione, ovvero il sistema che interessa la movimentazione dell’aria all’interno dell’edificio.

Ventilazione meccanica controllata

Tipicamente gli edifici con scarse prestazioni energetiche non hanno un sistema di ventilazione forzata, ma il ricambio d’aria avviene unicamente attraverso i pertugi dell’involucro o l’apertura delle finestre e porte.

Per molto tempo si è stimato il valore di tale ricambio d’aria in 0,5 volumi/ora, il che significa che ogni due ore l’intera aria presente nell’ambiente viene cambiata. In realtà questo valore era attendibile fino a qualche anno fa allorchè non esistevano stringenti normative sul risparmio energetico. Ma oggi, con il miglioramento della coibentazione, tale valore risulta un po’ alto a tal punto che molti progettisti utilizzano come valore di riferimento 0,3 volumi/ora, il che significa che ci vogliono tre ore per avere un ricambio d’aria completo. Il miglioramento della prestazione energetica dell’involucro ha quindi causato un peggioramento della qualità dell’aria, restando quest’ultima per più tempo all’interno dell’ambiente stesso.

Ecco dunque che fa il suo ingresso la cosiddetta ventilazione forzata. Il termine forzata, in contrapposizione con il termine naturale che viene utilizzato per la ventilazione tradizionale, indica che esiste un apposito impianto che “costringe” l’aria ad entrare ed uscire dall’ambiente secondo appositi canoni di progetto. Tale impianto innalza enormemente la qualità energetica dell’edificio in quanto è possibile recuperare il calore dell’aria calda - ma esausta - presente in ambiente, pre-riscaldando l’aria di rinnovo mediante appositi scambiatori. Per altro è bene precisare che un edificio non sarà mai classificato in classe A se non è dotato di un impianto di ventilazione meccanica, a testimoniare ancora una volta la grande influenza di questo parametro sulle prestazioni energetiche globali dell’edificio.

Serramenti e ponti termici

Altri due parametri molto interessanti e che influenzano le performance dell’edificio per il 15% sono i componenti finestrati e i ponti termici.

Innanzitutto, a conferma di quanto già detto in precedenza, per quanto la trasmittanza delle finestre sia molto più elevata rispetto a quella dei componenti opachi, l’influenza complessiva della coibentazione delle strutture opache è comunque maggiore rispetto a quella delle strutture trasparenti a causa della netta differenza di superficie tra le due. Ridurre la trasmittanza dei componenti finestrati resta comunque molto importante e tale riduzione può ottenersi mediante l’utilizzo di vetri ad alta efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell' impatto ambientale e dei costi associati.
, tipicamente vetri doppi o tripli selettivi a bassa remissività.

I ponti termici invece sono le interruzioni dell’isolante, per esempio in corrispondenza di spigoli, angoli, balconi, travi etc. L’interruzione dell’isolante è dannoso per l’efficienza energetica dell’edificio in quanto vanifica parzialmente il lavoro effettuato dall’isolante stesso, lasciando passare calore verso l’esterno.

Orientamento degli edifici

Ultimo parametro, seppur meno importante è l’orientamento degli edifici. L’orientamento dell’edificio chiaramente riguarda unicamente i serramenti vetrati, ovvero gli unici in grado di far passare la radiazione solare e quindi quelli che vengono definiti apporti gratuiti all’edificio. Il sole infatti con il suo irraggiamentoirraggiamento
Meccanismo di trasmissione del calore per mezzo di onde elettromagnetiche. A differenza della conduzione e della convezione, l'irraggiamento può anche avvenire nel vuoto (è così che si propaga il calore dal Sole alla Terra).  Tutti i corpi emettono delle radiazioni perché tutti i corpi possiedono una determinata temperatura; tuttavia l'entità dello scambio termico dipende dalla natura dei corpi, dalla loro reciproca posizione, dall'eventuale assorbimento del mezzo interposto e dalla temperatura delle loro superfici. La quantità di calore emessa da un corpo per irraggiamento, infatti, è proporzionale alla quarta potenza della temperatura. Questo significa che al crescere della temperatura l'irraggiamento diventa il meccanismo di conduzione del calore preponderante, rispetto alla conduzione e alla convezione.
è in grado di scaldare parzialmente l’ambiente in modo del tutto gratuito. Risulta quindi consigliato, nel nostro paese che si trova nell’emisfero nord, esporre le finestre verso sud per quanto possibile. In realtà poi questo diventa un problema opposto in estate, quando gli apporti gratuiti del soli non sono desiderati ed è per questo, vista anche la scarsa influenza di tale parametro, che esiste un punto di ottimo che indicativamente stima la superficie ottimale delle pareti vetrate sul lato sud in circa il 40% della superficie complessiva della facciata.

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